Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Adolescenti / Roberta e i ragazzi
copertina racconto erotico

Roberta e i ragazzi

– Hai sete? – chiesi a Roberta, mentre il sole illuminava l’abitacolo della BMW, sulla statale tra Palermo e Trapani.
– Un po’, fermiamoci al primo bar che troviamo – rispose lei, beandosi alla frescura dell’aria condizionata della macchina.
Pochi chilometri, e sulla statale praticamente deserta, l’insegna di un bar rompe la monotonia del paesaggio. Giro, entro nel parcheggio e mi fermo. Scendiamo dalla macchina (Robi da il solito spettacolo, mostrando le mutandine bianche di pizzo mentre scende, facilitata dalla minigonna che come al solito indossa) ed entriamo nel bar.
Poca gente, i soliti vecchietti in coppola che fanno parte del paesaggio siciliano e che forse sono pagati dall’Ente Turismo, un gruppo di ragazzi attorno ad un videogioco in un angolo del locale.
Due coche gelate, ci sediamo ad un tavolino, Robi si siede praticamente di fronte ai ragazzi, ed accavalla le gambe, esibendo generosamente le mutandine, mentre posa una gamba sull’altra.
Dal vociare eccitato del gruppetto, ci accorgiamo che la cosa ha fatto effetto.
Riesco a sentire, anche se da lontano, frasi del tipo:
– Guarda che tocco di fica!
– Le mutande ha fatto vedere!
– Me la farei volentieri…
– Guarda che stacco di cosce…
Ed altro che non riusciamo a capire. Guardo Robi, che chiaramente si è accorta della cosa, e che sta continuando col suo giochino, mentre beve la coca: adesso ha le gambe non più accavallate, ma le tiene semiaperte, e le sta allargando piano piano, mostrando al gruppo di ragazzi le mutandine, non più nascoste dalla minigonna.
è veramente eccitante, la cosa, e piano piano ci intrighiamo sempre di più nel gioco.
Robi si alza, e facendomi un cenno, ancheggiando marcatamente, si avvicina al video gioco, accolta dal silenzio teso ed eccitato del gruppetto.
– Posso giocare? – chiede
– Certo – le risponde uno, fissando sfrontatamente le tette della mia fidanzata, che sono tutte tese in avanti, i capezzoli in buona vista, dato che lei non porta reggiseno sotto la maglietta di cotone giallo.
Roberta si appoggia al videogioco, inserisce, chinandosi, ed offrendo la vista del suo culo ai ragazzi, una moneta, ed inizia a giocare, aiutata dai consigli di tutti, che approfittano, nello spiegarle i comandi, per sfiorarle le tette con le mani, e per accarezzarle il culo (vedo chiaramente la mano di uno appoggiarsi sul culo della mia fidanzata e palparlo sorridendo beatamente).
Nessuno sembra accorgersi di quello che sta succedendo, e mi adeguo alla situazione, osservando Robi che squittisce con la vocina mielata facendo la gattina con quei poveri topolini.
La partita finisce presto, e Robi si mette a sedere ad un tavolino con i ragazzi, che le si affollano intorno, chi seduto accanto a lei, chi di fronte. L’espressione di Robi mi fa capire che la stanno toccando, e guardando sotto il tavolo vedo infatti le mani dei ragazzi che le stanno vicino salire lungo le cosce, accarezzandole, mentre lei, per facilitare l’operazione, allarga le gambe; uno dei ragazzi riesce a spingere la mano sino a toccarle le mutandine, accarezzandole la fica da sopra il tessuto; lo vedo aprire gli occhi dallo stupore (le mutandine deve essere umidicce) e sorridere con sguardo di intesa agli altri del gruppo.
Le parlano all’orecchio, non riesco a capire: ma Robi annuisce, si alza, torna al mio tavolo, e mi dice:
– Mi hanno chiesto se mi faccio vedere nuda da loro.
– E tu? – rispondo io, infoiato.
– Ho detto che dipendeva da te – sorride lei
– Per me va bene, ma dove?
– Qui dietro, c’è il bagno… noi andiamo, poi loro vengono.
– D’accordo – faccio io, e mi alzo per avviarmi al bagno, che è in fondo a destra.
Roberta mi segue, ancheggiando a beneficio dei ragazzi.
Apro la porta del bagno, scoprendo un locale quadrato, dove ci sono due lavandini e la porta del bagno vero e proprio, Roberta mi segue, ed aspettiamo.
Un breve intervallo, e la porta si apre, per fare entrare, a coppie, ad intervalli di un minuto (sono assatanati) i ragazzi.
Roberta li guarda, poi lentamente inizia a sfilarsi la maglietta, facendola passare dalla testa, e rivelando le tettine rotonde e sode ed i capezzoli tesi nell’eccitazione; le sue mani abbassano la cerniera della mini, facendola cadere a terra, poi sono sull’elastico delle mutandine e le abbassano, mettendo in luce il boschetto di peli scuri della fica: la mia fidanzata si leva le mutandine e le annusa, con fare porco, poi ridacchia guardando i ragazzi.
– Guardali, magari vogliono farsi una sega guardandomi… non è vero? – dice ai sei maschietti allupati che le fissano tette e fica come ipnotizzati.
– Sei proprio bona, sei una figona – risponde uno
– Forza, voglio vedere i vostri cazzi – dice Robi, appoggiandosi ad uno dei lavandini ed allargando le gambe, così da far vedere la figa semiaperta – fatevi una sega mentre vi guardo, maiali.
Senza farselo ripetere, tutti si aprono i jeans, e impugnano il cazzo, sono giovanissimi, ma i cazzi sono duri ed eccitati, probabilmente non hanno mai visto una donna nuda dal vero, e fissano le tette di Robi, che intanto ha iniziato a sditalinarsi, menandosi i cazzi in un furioso segone collettivo.
Sono eccitato dalla scena, la mia fidanzata sta facendo la maiala con un gruppo di ragazzi che si fanno un segone guardandola completamente nuda, come se fosse una donnina dei giornali porno.
– Ditemi che sono bona, ditemi cosa vorreste farmi, sono vostra, ditemi come volete che mi metta – mormora Roberta continuando il ditalino che adesso offre la fica spalancata agli occhi dei ragazzi.
Quelli continuano a segarsi, fissandola, solo uno, forse il più coraggioso, si avvicina, mettendo il cazzo vicinissimo alla mano di Roberta, che lesta lo impugna, continuando con l’altra mano il suo ditalino, e continuando il segone che quello si stava facendo.
– Così, maiale, porco, volevi mettermelo in mano eh? Mi piace il tuo cazzo, te lo sto segando, sono la tua porca, la tua puttana, dimmi che ti piace, senti la mia mano? Ti sto facendo una sega, maiale, dimmi che sono porca, dimmelo!
Troppo eccitato per rispondere, il tizio fa un cenno agli altri, che si avvicinano, ed in breve Robi si trova sei cazzi duri, che si diverte a segare a turno, a due mani, mentre quelli le brancicano le tette, facendole male, tirandole i capezzoli, e dicendole di tutto.
– Troia
– Puttana
– Che vacca
– Sei proprio una porca
– Figa!
– Dai continua a menare i cazzi
Lei ascolta e sorride, contenta, poi li guarda, e dice:
– Volete che vi faccia un pompino? Maiali
Il coro di sì è unanime (e vorrei vedere) e i cazzi, già duri, si alzano di più, mentre la bocca di Robi, che nel frattempo si è messa in ginocchio, si trova alla loro altezza.
La mia fidanzata apre la bocca, facendone uscire la lingua, e lecca le cappelle turgide e rosse, bagnandole di saliva, a turno, una per volta, con lentezza, mentre ingoia la cappella di uno ha due cazzi nelle mani, e gli altri tre le strusciano i cazzi sulle tette, stuzzicandole i capezzoli con le cappelle.
A turno, tutti e sei passano nella bocca di Roberta, che li succhia avidamente, piena di voglia, la sua bocca sale e scende sui bastoni di carne giovane, è contenta di fare da nave-scuola a quel gruppo di ragazzi, i cazzi giovani evidentemente la infoiano, e lei continua a succhiarli con esperienza, da ottima pompinara, da troia consumata, da puttana da strada.
Roberta li fa mettere in fila e spiega:
– Voglio che mi infiliate i cazzi in bocca, uno alla volta, come se mi scopaste in bocca: uno dopo l’altro, a turno
Iniziano, infilandosi nella bocca di Robi, aperta, come se fosse una fica: affondano fra le labbra di Roberta, fino alle palle, per poi uscire e lasciare il posto ad un altro, e ripetendo il procedimento, con colpi veloci e rapidi, vedo la bocca di Roberta sempre piena di cazzi, la guardo sditalinarsi mentre spompina i ragazzi, che stanno per godere, perché aumentano i movimenti, sempre più felici di aver incontrato questa troia pompinara che li sta sbocchinando a morte.
Roberta li fa mettere intorno a lei, e gli chiede di segarsi e di sborrarle addosso: lei li aiuta, con colpi di lingua qui e là, rapide leccate e succhiate, ingoia un cazzo e ne mena un altro, riprende in bocca il cazzo che menava, sega l’altro che stava leccando.
I sei ragazzi esplodono quasi tutti insieme, schizzandole la sborra addosso, sulle tette, sul viso, sulle labbra, Roberta ingoia con evidente piacere, deglutisce, poi torna a leccare i cazzi per ripulirli, mentre i ragazzi, contenti, le accarezzano le tettine tesissime.
La prossima volta, ci fermiamo in un bar di camionisti… FINE

About racconti hard

Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.