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Seguimi

La sveglia suona e mentre allungo una mano fuori dalle coperte per spegnerla mi accorgo di essere rimasto solo nel letto, riesco a spegnerla e finalmente torna il silenzio. Mi rigiro tra le lenzuola mi rendo conto che la casa è deserta, cosi mi alzo per verificare. Vado direttamente in cucina dove trovo un biglietto di Simona.
“Bene alzato amore! Ho deciso di fare un giretto in centro e sarei felice se tu volessi raggiungermi io sono uscita a piedi, per favore prendi la macchina, ci vediamo in Via Florida alle 10: 30. ”
L’orologio segna le 9: 45 posso farcela, anche se so già che trovare un parcheggio sarà un bel problema. Mi faccio la barba, la doccia e poi vado in camera a vestirmi, ho con me il completo che uso per andare in ufficio, un po’ serioso per due passi in centro il sabato mattina, ma forse neanche tanto, già altre volte ho visto ragazze della mia età che sembrano pronte per sfilare sulle passerelle, per quanto sono tirate. Prima di uscire da casa mi soffermo davanti allo specchio a figura intera, levo la cravatta e slaccio l’ultimo bottone della camicia. Soddisfatto scendo le scale, mi sento proprio bene, apro la porta e mi scontro con una leggera brezza che mi accompagna fino alla portiera della macchina. Mi siedo, metto in moto il motore e quando inserisco la marcia trovo un Post It: “Hai voglia di giocare con me? Fai finta di non conoscermi, seguimi se vuoi, ma comportati come se non mi conoscessi. Se accetti di stare al gioco, aspettami davanti al negozio di scarpe, altrimenti fermati davanti alla tabaccheria che c’è di fronte. ”
Sono sorpreso, Simona non è solita fare questi giochi, sono sempre stato io a proporre cose un po’ fuori dal normale per non restare nella solita routine. Non so cosa mi aspetta, però voglio provare a vedere cosa ha pensato la mia ragazza.
Raggiungo il centro e cerco parcheggio vicino a Via Florida, con la mia solita fortuna, una macchina mi lascia il posto e alle 10: 25 sono già sul luogo dell’appuntamento. Decido di fare due passi, sono emozionato, un po’ teso, quando vedo Simona che sta arrivando da lontano. Cammina sul lato della tabaccheria, io allora mi sposto verso il negozio di scarpe per rendere chiara la mia voglia di partecipare al gioco. Finalmente Simona si accorge di me, ma ritorna a guardare nel vuoto come faceva prima, cammina piano e tiene le mani nelle tasche del cappotto di pelle che ha comprato la settimana scorsa, quando sta per arrivare sul luogo dell’appuntamento attraversa la strada, mi passa davanti e senza salutarmi va a guardare le vetrine del negozio di scarpe, vi entra decisa e io non so bene cosa fare, dopo aver fatto un giro osservando gli scaffali sui quali sono esposte le calzature, si rivolge ad una commessa, da fuori non riesco a capire cosa chiede, ma decido di entrare in azione, ha detto lei di seguirla. Quando entro Simona si è già seduta su un divanetto, e ha slacciato i laccetti delle scarpe che sono proprio quelle che aveva preso assieme al cappotto, bordeaux e con un tacco altissimo, la commessa torna dal retrobottega con tre scatole molto lunghe che contengono stivali.
“Buongiorno signore, posso aiutarla? ”
Ero talmente preso che non mi ero neanche accorto della presenza di un’altra commessa, l’espressione sulla mia faccia deve essere inebetita, visto che la signora ci riprova in inglese:
“Can I help you, sir? ”
Finalmente mi riprendo: “Grazie stavo dando un’occhiata, appena individuo un modello che mi piace…”
Mi volto, e rivolgo lo sguardo verso il reparto uomo, cerco disperatamente qualcosa da provare, sperando che abbiano il mio numero, ogni tanto mi giro e guardo cosa sta facendo Simona: il primo paio di stivali è sportivo, la suola in gomma e niente tacco; finalmente trovo una scarpa che mi piace.
“Potrei provare questa scarpa nel 46? ”
“Vado a vedere se l’abbiamo, intanto si accomodi pure. ”
Mi siedo davanti a Simona evitando di incrociare il suo sguardo, mi guardo in giro, e quando arrivano le mie scarpe da provare vengo ipnotizzato dagli stivali che sta provando Simona, sono di pelle, di un colore tra il beige e il crema, con un tacco sottile e alto almeno come quello delle scarpe, la osservo mentre chiude la cerniera lentamente , sento il suo sguardo su di me. Prima di alzarsi allarga le gambe in modo strano, e riesco ad intravedere che sotto il cappotto non porta niente se non delle autoreggenti o delle calze che si fermano a metà coscia.
Incomincio a provare le mie scarpe, ma intanto osservo Simona che cammina su e giù per il negozio passandomi davanti in continuazione, per saggiare la comodità degli stivali.
“Secondo me le stanno molto bene, poi visto il colore li può sfruttare molto anche in primavera”
“Si sono d’accordo, sono in dubbio sul fatto di prenderli col tacco cosi alto, alla fine li userei poco penso. ”
“Credo che una bella ragazza come lei abbia molte occasioni per sfruttarli invece, non deve pensare di usarli solo per uscire la sera. Se non deve stare in piedi tutto il giorno li può anche usare ad andare in ufficio, vedrà che avrà maggior successo anche sul lavoro, quando ci si sente belle, è più facile lavorare bene. ”
Simona si siede di fronte a me, e allarga le gambe ancora più di prima, ormai sono sicuro: non indossa neanche un perizoma, ha solo il reggicalze e le calze.
“Mi fanno un po’ male qua vicino alla punta”
La commessa si china davanti a lei, per toccare la zona del piede indicato da Simona.
“Dice qua? ”
Sfiora la punta dello stivale e poi risale la gamba massaggiandola fino al ginocchio, evidentemente ha visto tutto quello che c’era da vedere, e si deve essere eccitata. Nel frattempo l’altra commessa è sparita, e cosi Simona lascia che la ragazza che la sta servendo arrivi a massaggiarle il sesso. La scena è eccitante, fino a quando un mio starnuto fa tornare tutti coi piedi per terra, giusto un secondo prima che altre persone entrino nel negozio.
Io mi alzo, ringrazio, e mi avvicino alla porta per uscire.
“Ci devo pensare, un po’ per gli stivali, tornerò sicuramente qua a prenderli, ma sono indecisa sul modello”
“Io fossi in lei opterei per quelli con il tacco alto, cosi anche se trovasse un bell’uomo slanciato come il signore che sta uscendo non avrebbe problemi a baciarlo. ”
“Magari, trovassi un ragazzo come quello…”
“Io sono convinta che per te non sia un problema, ma se vuoi una mano, una di queste sere usciamo insieme e andiamo a caccia. ”
Esco dal negozio, e attendo all’esterno che Simona concluda la sua chiacchierata.
Quando arriva sulla strada non mi degna di uno sguardo, e come se niente fosse, imbocca una via che va verso Piazza Principe. Io la seguo, cercando di non dare troppo nell’occhio, è bellissima e molto signorile. Non posso fare a meno di notare che tutti gli uomini si girano a guardarla, sono sicuro che lei sente gli sguardi di ammirazione e che questo la ecciti. La conferma arriva poco dopo: Simona si ferma al capolinea della navetta che porta dal centro al grande magazzino che è stato aperto da poco nella parte alta della città, un uomo che avrà circa quarant’anni continua a fissarla e lei gli si avvicina fino quasi a sfiorarlo mentre sopraggiunge il bus. Mentre sale i gradini della navetta, le sfioro le gambe, e lei mi lascia fare, anzi una volta saliti si appoggia a me spingendo il sedere contro il mio sesso eccitato. A metà percorso Simona va verso il signore di prima, alla prima frenata fa finta di perdere l’equilibrio e si appoggia a lui, l’uomo per nulla intimorito posa una mano sul sedere di Simona, lo massaggia e lei lo lascia fare anche perché non ci sono molte persone che li osservano, la mano si insinua tra le cosce e da quello che riesco ad intuire sale fino al sesso. Una sequenza di sentimenti si sussegue dentro me, la gelosia viene sostituita dal disorientamento e dallo stupore che fanno posto all’eccitazione, che si fa presto evidente anche ad un vigile occhio esterno. Mi avvicino alla coppia, ormai Simona sta per raggiungere l’orgasmo, e le poso una mano sul sedere, il signore se ne accorge e ritira la sua. Arriviamo al grande magazzino, scendiamo dall’autobus, perdo di vista il signore e seguendo Simona arrivo al reparto moda uomo. Gli espositori sono riempiti dalla merce appena arrivata per la stagione invernale, ma la mia ragazza si ferma a osservare la biancheria intima, dopo alcuni istanti, con un paio di boxer in mano, si dirige verso di me, non so cosa fare, provo ad allontanarmi, ma lei mi raggiunge:
“Mi scusi, scusi! ”
Mi giro, evidentemente fa parte del gioco, devo solo ricordarmi di comportarmi come se non la conoscessi.
“Mi dica. ”
“Non l’ho scambiata per un commesso, ma vorrei chiederle ugualmente una cortesia. ”
“Se posso, volentieri. ”
“Vede vorrei regalare un paio di boxer al mio compagno, che ha la sua stessa struttura fisica e mi chiedevo se lei potesse essere cosi gentile e provarli, per essere sicura che gli vadano bene. ”
“Beh, la cosa mi imbarazza un po’, ma visto che lei è cosi bella…”
Mi porge i boxer, li prendo e mi dirigo verso un camerino, Simona me ne indica uno in particolare dove al posto dello specchio c’è una porta con la scritta “PRIVATO”.
Mi spoglio completamente e indosso i boxer, mi accorgo che Simona ha osservato tutto da una fessura tra la tenda e la parete, entra con me nello stanzino e apre la porta :
“Mi farebbe il favore di fare un piccolo défilé per me? ”
Entro anch’io nella stanza, è un magazzino nel quale sono riposti gli scatoloni di indumenti che devono essere ancora sballati, al centro della stanza c’è un tavolo e sopra questo, un lampadario che non riesce ad illuminare bene tutta la camera. Cammino avanti e indietro, Simona non dice niente cosi decido di rompere io il ghiaccio:
“è fortunato il suo ragazzo ad avere una ragazza cosi bella che si preoccupa anche della sua biancheria intima. Secondo lei starebbero bene questi boxer a lui? ”
Simona gira intorno a me, mi sfiora il sedere, poi passa una mano sul mio pene e va ad appoggiarsi al tavolo, sbottona il cappotto e divarica le gambe, come avevo supposto non porta il reggiseno, indossa unicamente un reggicalze grigio chiaro, con i lacci di silicone trasparente come le calze. Mostra il suo sesso quasi completamente depilato e scosta il cappotto in modo che anche i seni siano bene in vista.
È molto bella, e la luce fioca rende ancora più sensuale il suo corpo, mi avvicino e poso le mie mani sulle gambe:
“Mi scusi se mi permetto, ma sembra che lei abbia bisogno di attenzioni particolari. ” E dicendo cosi la bacio sulla bocca, sfiorandole appena le labbra, lei mi risponde allo stesso modo e mi allontana. Si siede sull’orlo del tavolo, e prende tra le mani i testicoli, li massaggi con delicatezza, ma ogni tanto stringe più forte e questo mi manda in estasi. Quando sto per scoppiare Simona slaccia i due bottoni dei boxer e lascia che la mia erezione si avvicini al suo pube, prende in mano il pene e lo porta a contatto con il clitoride, si massaggia fino a quando è talmente bagnata che con una spinta delicata la penetro.
“Mi hai riempito in un modo dolcissimo, è fantastico, lo vorrei sempre cosi grosso e dentro me. ”
Simona si lascia andare e io la sorreggo: con una mano tengo la schiena, con l’altra la testa, ha gli occhi socchiusi, la bocca aperta e respira sempre più velocemente.
Esco da lei che prende subito in mano il membro, lo fa passare sul suo sesso, impedendomi di penetrarla, si masturba usandolo come se fosse un grosso dito, lo muove disegnando un cerchio attorno al suo sesso. In pochi istanti arriva all’orgasmo, viene in modo violento, come se dentro lei esplodesse una carica, i suoi muscoli si contraggono e quando l’ondata passa riprende a masturbarmi, si abbassa, lo prende in bocca, lo succhia e nel frattempo si leva il cappotto. Lo ingoia quasi completamente e poi lo lascia uscire dalla sua bocca; mi bacia con impeto, con la sua lingua che invade la mia bocca, facendo suo ogni angolo, prende il pene nella mano destra e con la sinistra massaggia i testicoli, quando vede che sto per venire, indirizza il membro verso il suo seno che viene immediatamente ricoperto dal mio seme. Mentre con la mano sparge il liquido sul torace né lecco un po’ anche io, ma lei si affretta a leccare la mia lingua e poi si abbandono sul tavolo.
Ritorno ai miei abiti, mi levo i boxer, li lascio nel camerino, e mi allontano dopo essermi rivestito. Non so se il gioco sia finito, ma ho paura di essere stato scoperto dal personale del negozio, sicuramente un sistema di sicurezza a telecamere ha ripreso la scena, l’unica cosa da fare è allontanarsi.
È passato da poco mezzogiorno e con lui anche la navetta che riporta in centro quando arrivo nel piazzale antistante il grande magazzino, il prossimo autobus è alle 12: 30 e decido di aspettarlo al bar che c’è all’interno del negozio; malgrado sia molto affollato trovo un tavolino al quale sedermi con il mio Martini (Bianco con ghiaccio e limone).
Cinque minuti dopo vedo arrivare Simona con Caterina, la ragazza con la quale condivide l’appartamento, a B. , vanno a sedersi ad un altro tavolo, anche se mi hanno visto e riconosciuto, stanno scherzando o quantomeno parlano di cose divertenti visto che continuano a ridere. Mi sento preso in giro, forse nella stanza c’era anche Caterina, o si saranno incontrate per caso e stanno parlando di cose che non mi riguardano.
Mancano solo cinque minuti alla prossima navetta quando Simona si alza e va a chiedere una sigaretta a un bel ragazzo che ha circa la mia età, seduto anche lui ad un tavolino del bar da solo, la cosa ridicola è che Simona non fuma, o almeno questo è quello che mi ha fatto credere per tutti gli anni che siamo stati insieme. Mentre accende la sigaretta il ragazzo non può fare a meno di notare che Simona è nuda sotto, il cappotto, anzi lei stessa fa tutto il possibile per renderlo evidente, piazzandogli la scollatura davanti agli occhi. Simona guarda l’orologio e invita il ragazzo a seguirla, escono dal bar e ricordatomi della navetta esco anche io, ma loro non ci sono, salgo sull’autobus e mi siedo, saluto Caterina che arriva all’ultimo momento e sale anche lei. Restiamo in silenzio per tutto il tragitto, solo quando scendiamo in centro Caterina mi rivolge la parola: “Mi daresti un passaggio a casa? ”
“Si, volentieri ho la macchina in una via qua dietro. ”
Per le strada ci sono poche persone, per lo più commercianti che cercano di rincasare presto per farsi da pranzo, Caterina ed io camminiamo veloci, sempre in silenzio fino ad arrivare ad un isolato dalla mia macchina, dall’altra parte della strada noto che Simona è in macchina con il ragazzo del bar, evidentemente deve averle dato un passaggio, la mia ragazza scende dalla macchina e mi viene incontro.
“Ciao Giacomo, andiamo a casa mia? ”
“Veramente dovrei portare Caterina…”
“Non preoccuparti io vado col mio ragazzo” e indica la macchina dalla quale è appena scesa Simona.
Salgo in macchina, sono confuso, innervosito dalla situazione e teso, Simona mi passa una mano tra i capelli, si avvicina e mi guarda fisso negli occhi, il suo sguardo è chiaro, vuole farmi capire che mi ama più di tutto e tutti, mi bacia dolcemente con innocenza, quasi fosse una bambina, sfiorandomi appena le labbra.
Mi avvio verso casa, con la radio che trasmette le previsioni del tempo, ci sarà scirocco e bel tempo nel pomeriggio, il tempo ideale per una gita.
“Giacomo, tra me e il ragazzo di Caterina è successa la stessa cosa che è successa tra te e Caterina, lui mi ha masturbata, mentre si masturbava, mi è piaciuto, ma non puoi arrabbiarti per questo, io non mi sono arrabbiata quella volta. ”
“Hai ragione, sono un po’ infastidito perché non lo conosco e non so cosa aspettarmi…”
“Beh, se vorrai presto avrai altre occasioni per conoscerlo meglio, a me interessava proprio perché non sapevo quasi niente di lui, Caterina non me ne ha parlato molto! ”
Entriamo in casa, Simona lascia il cappotto nell’atrio, è nuda, statuaria; va in camera dicendomi “ti aspetto, ho fame e voglio magiare”. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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