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Simona la puttana

Simona è stata la ragazza più troia che abbia mai conosciuto.
Sono sicuro (purtroppo) che non la rincontrerò mai più, e anche per questo mi va di raccontarvi quello che di bello e di brutto mi fece passare: oggi di lei non mi è rimasto nient’altro che un ricordo, il quale si accompagna sempre ad un piacevole formicolio alle palle: quante seghe, quanto sperma ho sacrificato all’altare della sua memoria, tanto che avrebbe inorridito lo stesso Onan.
Ma ormai… L
La conobbi un’estate, a ******, dove mi reco tuttora a trascorrere le vacanze. Il primo impatto con lei non fu niente di particolare: aveva appena 13 anni e , sebbene già mostrasse di avere un corpo – specialmente il seno – che prometteva più che bene, capirete che non poteva interessarmi (sebbene anch’io avessi appena 16 anni).
Fonti attendibili però mi hanno riferito che già all’epoca manifestava un certo interesse per i cazzetti dei suoi amici; e che già allora qualche suo coetaneo aveva goduto infilandole la lingua in bocca o strusciandole il pene sulle cosce o sul bel culetto.
Non c’era da stupirsi però, alla luce di quello che ho scoperto poi sulle donne della sua famiglia: a parte una zia infatti, più o meno tutte le sue parenti hanno avuto rapporti extra coniugali; anzi la madre di Simona (forse ancora più puttana della figlia) all’epoca me la sono scopata più di una volta, e ancora oggi sono quasi sicuro che Simona non fosse una figlia legittima (quello che lei chiamava “papà” era di una bruttezza inconcepibile rispetto alla mia affascinante puttanella).
Fu quando compì i 18 anni che mi si presentò per quello che è tuttora: un sogno erotico , indimenticabile, elettrizzante, ossessionante.
Non era tanto alta (e credo non lo sia nemmeno adesso, anche se la madre è una vera stangona), portava i capelli (castani , arricchiti dai colpi di sole) a mezzo viso, setosi, morbidi al tatto, e già quelli bastavano ad eccitarmi di
brutto.
Non vi dico il resto: due mammelle enormi (una quinta probabilmente) che il due pezzi da bagno (rosso!!! ) a stento riusciva a contenere; una vita strettissima con un ombelico che sembrava scolpito perfettamente nella pelle abbronzata e che contrastava a meraviglia con le tettone e il culo “a mandolino” il quale a sua volta si reggeva su due gambe perfette (per darvi un idea andate a vedervi quelle di Laetitia Casta).
Era anche molto bella di viso; un faccino angelico su quel fisico arrapante avrebbe traviato un santo.
Tutti eravamo innamorati di lei.
Tutti noi maschi del gruppo ci arrapavamo di brutto quando per caso sfioravamo i nostri corpi con il suo.
Aveva anche un bel carattere “pepato” e quindi ci si divertiva parecchio a provocarla, con la speranza di causare quelle piccole risse che ci davano l’occasione di infilarle le mani dappertutto.
Fu così che iniziai a conoscere le meraviglie che il suo fisico da ballerina (infatti studiava danza classica) offriva:
eravamo in spiaggia, immersi nelle limpide acque del cilentano quando , come accadeva sempre più frequentemente in quei giorni, presi a sfotterla.
Avevo notato infatti che i miei sfottò insieme alla mia “enigmatica” figura (sono sempre stato un timido che si finge acido) la colpivano parecchio: infatti erano sempre rivolti in un modo o nell’altro ai (piccoli) difetti del suo corpo.
Ci afferrammo per le braccia e iniziammo a lottare.
La strinsi a me cercando di sentire i suoi capezzoli sul mio torace, ma in un attimo si divincolò e mi diede un pizzicotto, solo che questo , che io credevo indirizzato alla pancia, mi prese il pene (!! ).
Allora la presi in braccio attaccandole una mano sul culo (credo che glielo strinsi un po’ forte)e la ributtai in acqua (non ero ancora sicuro che il pizzicotto al pene fosse stato volontario o meno); riemerse e continuammo a lottare per un po’ (e mi riuscì pure ti toccarle il seno e di sfuggita anche la passerina, la quale però era ovviamente ben protetta dal costume da bagno)fin quando i soliti rompicazzo dei nostri amici ci divisero (forse erano anche gelosi? ) per iniziare la solita confusionaria “caciara”.
Ma stesso quella mattina seppi che la mia sorte sarebbe stata diversa dalla loro (anche se non sempre migliore, ma queste cose ve le racconterò più in la).
Rientrai in acqua accompagnato dal mio fedele materassino , e mi spinsi un po’ più al largo degli altri.
Quando fui stanco di nuotare mi fermai e mi adagiai sul materassino stesso.
Nemmeno il tempo di chiudere gli occhi per godermi il bel sole che mi ritrovai scaraventato in acqua.
Simona! Mi aveva seguito e mi aveva combinato quello scherzo!
Ma quando riemersi notai in lei uno sguardo diverso da quelli che di solito riservava quando voleva scherzare (che si fosse offesa per il fatto che l’avevo palpata?
Mi chiedevo in preda ad un nascente senso di colpa).
“Credo che dovrei punirti per quello che hai fatto” dissi, ma senza tanto spirito goliardico.
“Dai perdonami – rispose lei – ho nuotato fin qui e sono molto stanca” e di nuovo quello sguardo turbato.
“Beh , allora riposiamoci” le risposi
“Anzi, puoi usare il mio materassino”.
Mi guardò e disse :
“Se sei stanco anche tu in due non ci andiamo, mettiamolo di traverso ed aggrappiamoci ai lati”.
Così facemmo e ci ritrovammo faccia a faccia con il piccolo materasso di gomma in mezzo.
Non ero mai stato così vicino ad una ragazza, non tanto da sentire il suo splendido odore e da poter veder brillare così tanto da vicino i suoi splendidi occhi (che per la cronaca erano di una tinta di castano molto tendente al verde), e mi eccitai subito.
Restammo un lunghissimo istante in silenzio e poi (violentandomi… non potete capire quali urla gettò in quell’attimo la mia timida anima ) le dissi:
“Simona mi piaci. Mi piaci da morire” .
E avvenne.
Avvicinò la sua bocca alla mia e iniziò un lungo e intenso bacio tra due persone piuttosto inesperte (ci sbavammo); sentivo la morbidezza della sua lingua, lo speciale sapore che aveva e …..
Se in quel momento pensavo di aver raggiunto il paradiso ero uno sciocco.
Non terminò nemmeno il bacio che cinse il mio corpo con le morbide gambe e avvicinò la passera al mio cazzo eretto all’ennesima potenza.
Iniziò a strusciarsi poderosamente, con tutta la forza che quelle cosce da ballerina potevano esprimere e in breve mi sborrai nel costume.
Quando glielo dissi mi guardò con un aria molto compiaciuta, si staccò e mi riferì che anche lei si era eccitata moltissimo e che però era ancora vergine e per questo non si sentiva di fare nulla più di quanto avessimo fatto.
Voleva essere la mia ragazza , ma in quanto a sesso quello che si era appena verificato doveva restare un episodio isolato.
Io la stavo a sentire con l’aria del ragazzo comprensivo, maturo come i miei 19 anni imponevano , ma in fondo pensavo che prima o poi sarebbe venuto il momento per qualcosa di più e avrei aspettato volentieri pazientemente (visto che comunque anch’io ero vergine e che sebbene avessi sempre voglia di scopare avevo una certa “paura” forse dettata dal mio carattere timido). FINE

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