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Simona

Simona, una giovane ragazza di ventidue anni, alta, biondina, occhi verdi, una quarta di reggiseno, non vede suo zio paterno dall’ età di sedici anni, quando per una serie motivi che lei non è riuscita mai a capire perfettamente, divorziò da sua moglie e andò a vivere in Svizzera. Un giorno, mentre stava studiando arriva una telefonata alla quale risponde suo padre.
“Che sorpresa Davide, è molto che non ti fai sentire, sei ancora in Svizzera? ”
“Certo Giovanni, qui sto molto bene, mi sono rifatto una vita, ho un nuovo lavoro e tutto procede per il meglio! ”
“Mi fa molto piacere, sono molto contento della tua telefonata! ”
“Anche io, avevo bisogno di sentirti, ma come state in famiglia? Tua moglie, tua figlia? ”
“Tutto bene, mia moglie ora non è in casa, è andata a fare la spesa, ma quando ritornerà te la saluterò. A casa c’è Simona, la vuoi sentire? È da tanto che non parlate.. ! ”
“Si dai passamela, sempre se non la disturbo… ”
“Non ti preoccupare, sarà felicissima… “. Giovanni chiama la figlia e le dà la notizia che lo zio la attende al telefono. È felicissima, perché ha sempre avuto un ottimo rapporto con lui e fu molto dispiaciuta quando lui decise di andare via.
“Ciao zio, come va? ”
“Tutto bene nipotina cara, che fai ora? Chi sai come ti sarai fatta ora… e il tuo fidanzatino come sta? ”
“Zio, sei sempre lo stesso, passa il tempo ma non cambi mai. Ma quale fidanzato, sono libera, indipendente! “.
“Dicono tutte così… ! ”
“è vero !!! ”
“Allora visto che dici che sei libera perché non mi venite a trovare? Tutta la famiglia? ”
“Perché no? Mettiti d’accordo con papà , allora ci vediamo presto, ora vado a studiare, ciao! ” e passa il telefono al padre.
“Allora Giovanni, perché non mi venite a trovare? “.
“Ora è impossibile per me perché ho da lavorare molto, ma se Simona vuole venire non ci sono problemi”.
“Allora aspetto una vostra telefonata, ciao! ”
Presto fatto e Simona dopo una settimana parte lei sola per andare a trovare lo zio in Svizzera. È molto contenta, anche perché così può per qualche giorno staccare la spina dai suoi impegni universitari. Ad attenderla all’aeroporto c’è lo zio e subito Simona, non appena lo vede gli riserva un caloroso abbraccio. Davide è molto contento che sua nipote è andata a trovarlo:
“Non avevo torto quando ti dicevo che sicuramente ti eri fatta bella! Chissà quanti ragazzi avrai ai tuoi piedi? ”
“Zio voglio stare tranquilla, ora i ragazzi non mi interessano, penso solo a divertirmi e a studiare”
“Che saggia ragazza, non potevi che essere mia nipote” e così si abbracciano. Arrivano a casa e Davide gli mostra la sistemazione:
“Questa è la tua stanza, qui c’è il bagno, questa è la mia camera, qui c’è la cucina. Visto che sei appena arrivata, se vuoi puoi farti la doccia e così dopo andremo a cena. ”
“Ok zio, penso proprio di farla, così mi tolgo la stanchezza del viaggio. ”
Davide va così nella sua stanza a cambiarsi e mentre si spoglia si ricorda di non aver detto a Simona che l’acqua non è potabile in bagno, così si riveste e mentre si accinge ad entrare nella stanza della ragazza, la vede che è quasi spogliata, ha solo un minuscolo tanga che risalta il suo culo sodo e il reggiseno che trattiene a stento il suo seno prosperoso. A questa vista Davide rimane imbambolato, Simona è davvero una gran figa. “Posso entrare? Ti disturbo? ”
“Un attimo dolo zio, sono spogliata, indosso l’accappatoio … ecco dimmi tutto”
“Volevo solo dirti di non bere l’acqua, perché non è potabile… ! ”
“Ok grazie, ora vado a farmi la doccia”, così va in bagno e Davide la segue con lo sguardo di chi volesse farsi la doccia con lei. Simona chiude la porta del bagno, si sente la doccia che scorre e Davide ritorna nella sua stanza frastornato.
Dopo essersi rifocillati, si dirigono al ristorante, dove tra una portata e l’altra, una chiacchiera e una sigaretta, bevono quasi tre litri di vino. Escono dal locale un po’ ubriachi, ma lo è soprattutto Simona che quasi non si regge in piedi e lo zio la aiuta a camminare.
“Stasera ti sei divertita un po’ troppo, non sei abituata a reggere il vino… ”
“Zio, sto troppo bene, divertiamoci ancora un po’! ” così gli dà un bacio sulla bocca.
“Ah Simona, vedo che sei completamente ubriaca, è meglio tornare a casa! ”
Simona è talmente ubriaca che, non appena tornati a casa, si appoggia sul divano nel salotto e si assopisce.
“Vedo che dovrò accompagnarti anche nella tua stanza… ! “. La prende in braccio e l’accompagna nella sua stanza, ma non può lasciarla così vestita e decide di spogliarla e metterla a letto. Così le toglie la gonna, la camicetta e davanti a lui compare uno spettacolo stupendo: Simona indossa un completino intimo molto sexy, bianco che spicca sulla sua carnagione scura. Ha uno splendido seno, sodo e dal reggiseno si intravedono due capezzoli scuri che eccitano Davide. Poi ha un perizoma dal quale spuntano i peli della sua figa rasata solo alle estremità. Davide non riesce a trattenere il suo istinto, Simona sembra dormire profondamente e visto la quantità di vino che ha ingerito non si sveglierà affatto ed allora si toglie i pantaloni e comincia a masturbarsi davanti a lei. Le toglie il reggiseno e il perizoma. Prende il suo cazzo e lo infila tra le sue tette, così da iniziare una spagnola. Stringe il seno attorno al suo cazzo, in modo da avvolgerlo completamente e inizia un movimento ondulatorio così da sfiorare con la sua cappella la bocca della ragazza. Dopo un po’ cambia posizione e si dedica alla figa. Non avuto molto rapporti sessuali Simona, infatti la sua figa non è allargata a dismisura, Davide gli infila un dito, poi l’altro e gli solletica il clitoride. Simona sembra avere dei gemiti di piacere, e li ha infatti. Davide continua in quei movimenti fin quando non sostituisce le dita con il suo cazzo. Un bell’arnese di venticinque centimetri, lo appoggia sulla figa e la penetra lentamente e dolcemente in modo da non farla male, ma Simona, sempre durante il sonno, dice:
“Ah, vai, continua, spingi più forte, mettimelo dentro! ” A queste parole Davide si spaventa perché pensa che la ragazza si sia svegliata, ma non è così. Lo capisce e continua sempre più velocemente. Ormai è arrapatissimo, stringe tra le sue dita i suoi capezzoli, glieli morde, Simona sembra godere ed infatti gode, dalla sua figa colano umori in quantità. Davide non sa come trattenersi, estrae il cazzo dalla figa della ragazza ed eiacula sul suo florido seno. Dopo un po’ si alza e prende un asciugamano in modo da poterla lavare. Mentre lo fa, il suo cazzo gli ritorna in tiro e così decide, questa volta, di farle il culo. Va in cucina, prende dell’olio, gira Simona con il culo cerso l’alto e cosparge l’olio sul suo dito medio e la penetra molto lentamente. Il suo ano sembra cedere lentamente ed il movimento del dito nel suo culo provoca un nuovo piacere alla ragazza che emette gemiti di piacere. Visto che il medio entra senza resistenze, introduce anche un altro dito continuando nel suo movimento. Accortosi che ormai l’ano si è dilatato, punta il suo cazzo granitico contro il suo ano e lo penetra. Simona ha un sussulto, sembra svegliarsi, ma invece ha gemiti di piacere e dalla sua figa scendono rivoli di piacere, ha avuto un nuovo orgasmo. Davide comincia a stantuffare, sente le pareti dell’intestino di Simona avvolgere il suo cazzo, entra ed esce dal suo buco del culo ormai con facilità e ormai arrapatissimo svuota le sue palle nelle sue viscere. Terminato di eiaculare, resta con il cazzo nel suo culo fin quando non termina la sua erezione. Dopodiché infila il pigiama alla ragazza, la copre con il lenzuolo e va a dormire. La mattina seguente, quando Simona si alza, lo zio è già in piedi e le sta preparando il caffè.
“Come sono stanca…. Ieri sera abbiamo proprio esagerato, tutto qual vino mi ha stordita… sembra che sia passato un treno su di me…. A proposito, mi hai svestita te? Non ricordo di aver indossato il pigiama, ero troppo ubriaca”.
“Si, scusa se mi sono permesso, ma ho pensato che saresti stata più comoda con il pigiama”. Fortunatamente non ricordava nulla. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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