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Sorella impaurita

Mia sorella Angela ed io eravamo rannicchiati sul divano, rischiarati soltanto dal soffice luccichio dello schermo televisivo. Era molto tardi ed i nostri genitori dormivano nella loro camera dall’altra parte della casa, mentre noi due eravamo rimasti in piedi per guardare un film dell’orrore.
Ho cercato di far capire ad Angela che questo film faceva veramente paura e che lei poteva desiderare di non vederlo.
Aveva diciotto anni, ma si comportava ancora come se di anni ne avesse dodici.
In verità, lei somigliava pure ad una dodicenne. Era alta poco più di un metro e mezzo con una corporatura molto esile. Portava i suoi lunghi capelli castani lisci con una coda di cavallo, e ciuffetti di capelli continuavano a caderle sul viso da bambina con gli zigomi alti ed il naso affilato.
I suoi occhi erano verdi e leggermente a mandorla e brillavano con il riflesso del televisore. I suoi seni erano piccoli, aggravando il suo aspetto da adolescente.
Il suo sedere, comunque era sodo e rotondo. Anche se lei era la mia sorellina, mi sorprendevo spesso assorto a rimirare quel culetto meraviglioso.
In quel momento mi stavo rendendo dolorosamente conto di quanto Angela era carina, tutta rannicchiata vicina a me, il suo viso incavato sulla mia spalla.
“Claudio questo film è…. orrendo !! ” si lamentò con la sua vocina dolce.
Sghignazzai ” te l’avevo detto io”
La osservai per un attimo. Si vestiva pure come se fosse una dodicenne. Aveva una T-shirt extra-large (una delle mie in realtà) che le arrivava giusto fin sotto le ginocchia. Aveva pure due simpatici calzettoni rosa con le nappe, che le arrivavano a metà caviglia
L’orlo era risalito nel momento in cui si era accoccolata vicino a me, mostrando la curva flessuosa del suo fianco sinistro.
Tirai via lo sguardo.
” Vai a letto se non riesci a sopportarlo. ” Risposi tranquillo.
“Non penso che riuscirò a dormire mai più!!! ” Sbirciò da dietro la mia spalla.
“AAAHHH!!! ” Urlò quando il maniaco mascherato saltò da dietro un albero con un ascia. Angela si strinse ancora di più a me, affondando le unghie nel mio braccio. Mi saltò virtualmente in grembo, la sua gamba sinistra sulla mia.
Incapace di fermarli, i miei occhi vagarono sull’orlo della sua camicia da notte, che era salita ancora di più. Potevo vedere la fine delle sue natiche tornite. E cos’era quel guizzo di pizzo bianco che avevo visto ! ? ! La mia gola si inaridì all’improvviso mentre sentivo il mio uccello fremere e gonfiarsi. Mi guardai in basso, maledicendo il fatto di indossare solo un paio di pantaloncini da jogging. Il rigonfiamento della mia patta non era visibile, era ovvio.
Almeno le luci erano spente….
“Calmati” dissi più a me che ad Angela. Dio, è meglio che riprenda il controllo, pensai. ” è soltanto un film” la rassicurai.
Ma non ne voleva sapere.
” Abbracciami, Cla. Dai ti prego… ” Mi implorava.
Sospirando sollevai il braccio e lo avvolsi intorno a lei, stringendola forte e carezzandole sulla schiena. Intuii nel subconscio che non sentivo il reggiseno sotto la sua T-shirt.
Mia sorella si rannicchiò ancora di più contro di me, singhiozzando ogni tanto.
Deglutii furiosamente cercando di porre conforto alla gola arida.
Guardai l’orologio- Il film sarebbe finito di lì a poco.
Di nuovo, un altro salto di Angela mentre la colonna sonora – un sintetizzatore in staccato – sottolineava una scena agghiacciante. La sua gamba si mosse, quasi avvolgendola attorno alla mia mentre lei mi stritolava con il suo abbraccio.
Sentii il suo ginocchio strusciare contro il mio ventre mentre il mio uccello semi-duro si irrigidiva improvvisamente. Mi gelai, ma lei non se n’era accorta, visto che la sua testa era piantata contro il mio fianco.
Ma ora la sua gamba era fra le mie, appoggiata sulla mia patta.
Incapace di muovermi, guardai sopra la sua testa giù al suo culetto parzialmente esposto. Potevo vedere la parte di sotto delle sue mutandine e dovevo combattere la voglia di allungare la mano e di alzare la maglietta ancora più su.
Questo era troppo per il mio uccello ansioso, e stavolta lui fece un altro salto.
Sentii che aveva colpito la sua gamba, e dovetti ingoiare il brivido che questa sensazione mi aveva dato. La sentii irrigidirsi nelle mie braccia.
” Claudio cos’era…. oh mio Dio… ” mormorò Angela.
Alzò lo sguardo su di me, gli occhi rotondi e sorpresi. La guardai, incapace di dire alcunché. Sapevo che sicuramente ero sbiancato.
Lei abbassò lo sguardo sul mio basso ventre. La mia erezione era impossibile da ignorare. Fremette pure mentre lei la rimirava, come per farsi gioco di me.
Mi aspettavo che lei scattasse come una molla urlando, magari svegliando pure mamma e papà nel momento. Con mia grossa sorpresa mi riguardò e sorrise.
” Tu hai… un’erezione !!! ” mi disse con tono accusatorio.
Non sapendo cosa rispondere, strinsi le spalle e dissi con più nonchalance possibile ” Ah, sì hai ragione… mi dispiace” Tolsi la mano dalla schiena, sentendomi in quel momento molto sporco, e feci per alzarmi.
“Aspetta un momento !!! ” mi fermò ” perché il tuo uccello è così duro ! ? ! ” mi chiese, il suo sorriso divenuto molto malizioso.
Strinsi di nuovo le spalle. Desiderai improvvisamente di stare in qualsiasi altra parte del mondo eccetto che sul divano con mia sorella. “Non lo so ” dissi sulla difensiva ” qualche volta diventa così… duro. ”
Alzò la testa interrogativa verso di me e poi riabbassò lo sguardo sulla patta. Poi quando mi riguardò, il suo viso era molto più serio. ” è per caso… per colpa mia ! ? ! ” chiese timidamente.
Potevo sentire il sangue rombarmi alle tempie e le guance che mi si facevano viola. Evitai il suo sguardo e pensai a qualcosa da dirle.
Ma sobbalzai involontariamente quando sentii la sua gamba lentamente e deliberatamente strusciarsi sulla mia erezione. Le nappe del calzettone rosa si agitavano inquiete.
Sbarrai lo sguardo sul suo volto, scioccato. I suoi occhi sorridevano mentre si mordeva il labbro inferiore.
“Ti piace ! ? ! ” sospirò.
Mi paralizzai improvvisamente, non sapevo che diavolo fare. La mia sorellina ci stava provando con me !! E la cosa più tragica era che mi piaceva…..
Sebbene oramai le mie braccia fossero un peso morto, ed avessi perso la parola, il mio cazzo si muoveva di volontà propria. Pulsava e scattava sotto la sua gamba, come se si contorcesse cercando di uscire da là sotto. Questo fece ridacchiare Angela
“penso che al tuo uccello gli piaccia” ammise sorridendo.
Poggiai la testa sul divano, sentendomi inerme e confuso.
” è tutto ok, Claudio ” ora era il turno di Angela di calmarmi ” io penso che anche tu sei carino” disse dolcemente.
Si allungò verso di me e mi baciò la guancia. Le sue labbra erano calde e umide. LA guardai, Le labbra erano a meno di un centimetro dalle mie. Non era la faccia di mia sorella che guardavo, d’altronde, ma quella di una splendida giovane donna.
Abbassandomi gentilmente adagiai le mie labbra sulle sue. Sapevano così di buono, così dolci ed invitanti. Infilai la lingua nella sua bocca mentre sentivo la sua linguetta dardeggiare nella mia.
L’avvolsi di nuovo con le braccia e la tirai a me, sentendo il suo corpo sodo contro il mio.
Ci baciammo per alcuni minuti, esplorando l’un l’altro le labbra e le bocche.
Nel frattempo il mio uccello pulsava quasi dolorosamente. Di tanto in tanto muoveva la gamba, facendomi sospirare dal piacere.
Alla fine si staccò da me. Le guance di Angela erano arrossate ed il suo respiro fuoriusciva in rantoli staccati. Riabbassò lo sguardo sul mio ventre.
“Posso guardarlo ! ? ! ”
Riuscii ad annuire lentamente. Mi chiedevo se non fosse un sogno. Sogghignando come una bombetta, Angela si alzò e si inginocchiò di fronte a me.
Aprii le gambe per farle spazio mentre lei allungava le mani per afferrare l’elastico dei miei shorts. Come un bambino impaziente che scarta un regalo di Natale, Angi abbassò la parte davanti dei miei pantaloncini. Il mio uccello ingrossato scattò libero sbattendo imperiosamente sullo stomaco.
La velocità meravigliò Angela che trattenne il fiato. La “O” sorpresa della sua bocca si mutò subito in un’espressione di piacere.
” mamma mia ” rise ” è così… grosso !!! ” Mi guardò in faccia, le sue guance ora arrossata con sia imbarazzo che lussuria.
“Abbassami del tutto i pantaloncini” le sussurrai con voce roca, Volevo che vedesse tutto di me. Mia accontentò velocemente mentre alzavo il bacino così lei poteva sfilarmeli.
Quando vide i testicoli rise di nuovo.
“Claudio!!! ” Urlò “ho visto palle più piccole a dei tori !!! ” Scosse la testa ” Non mi meraviglio che tu sia stato così popolare a scuola !!! ” Risi con lei, sebbene non potevo crederci che la mia sorellina mi stava dicendo quant’erano grossi i miei genitali.
“Posso toccarlo ! ? ! ” mi chiede dolcemente.
Senza aspettare la risposta allungò il braccio e tracciò con un ditino una riga dalla cappella paonazza fino alla sacca scrotale. La agguantò dolcemente, come per soppesarla.
Queste sensazioni fecero sobbalzare il mio uccello.
Poi riportò la mano sull’asta, massaggiandola e carezzandola amorevolmente. Lo afferrò nella sua manina e lo punto verso il soffittò. Le sue dita non potevano contenere la circonferenza del mio pezzo di carne. La testa paonazza s’infiammò ed una goccia di liquido fuoriuscì dalla punta.
“oh!! ” disse sorpresa “Stai venendo ! ? ! ” Mi guardò preoccupata.
Sorrisi alla sua ingenuità. “No è solo liquido pre-seminale” le spiegai.
Sembrava un po’ confusa, il suo sguardo improvvisamente piegato in un broncio. ” significa solo che sono eccitato” la rassicurai e questo sembrò soddisfarla.
Col dito indice dell’altra mano toccò il gocciolone, tirandosi via un filamento del liquido spesso. Se li mise sotto al naso e lo annusò.
Poi con mia sorpresa, si leccò il dito. “Mmmm, è dolce. ”
Mi sorrise. Ero meravigliato dalla sua voglia di scoprire novità. Ciò m’inspirò per suggerirle qualcosa.
“allora ti potrebbe piacere il sapore del mio uccello.. ” spinsi il bacino verso l’alto, offrendoglielo.
Angela mi guardò insicura, poi giù al mio membro profferto. Leccandosi le labbra si abbassò lentamente.
Tenendo salda la presa sull’asta, appoggiò la punta della lingua sulla mia cappella infiammata, da dove era uscito il gocciolone di liquido seminale.
Dapprima con cautela: piccole veloci lappate d’esplorazione.
Poi cominciò a leccare tutt’intorno la grossa cappella arrossata a forma di fungo. Chiuse gli occhi e potevo sentire il suo caldo respiro a corti intervalli.
” Oh Angela… è così bello.. ” mugugnai ” dai piccola prendilo tutto in bocca !! ” le chiesi.
Coraggiosamente spalancò le labbra attorno la cappella ingrossata, ingolfandola a stento.
Afferrando la sua coda di cavallo, lentamente spinsi il mio uccello su e giù, dentro e fuori la sua bocca. La sua mano istintivamente si strinse sulla mia asta, cacciandone altre gocce di liquido pre-seminale. Mugugnò appena se ne accorse e sentii la sua lingua lappare tutta l’umidità.
“Oh Angela…. ” Io volevo venire, ma mi costrinsi a fermarmi. Con riluttanza cacciai l’uccello dalla sua bocca.
Un rivoletto di saliva congiungeva la sua lingua con la punta del mio pene e lei lo scosse via con stizza, agitando con fare nervoso la coda di cavallo.
Angela mi guardò con protesta.
” non lo sto stavo facendo bene, per caso ! ? ” mi chiese imbronciata.
“Oh sì” annuii ansando ” troppo bene, stavo lì lì per venire… ”
I suoi occhi s’illuminarono.
“Oh Ti prego… dai… voglio vederti venire !!! ” disse con fare quasi petulante.
” Lo vedrai, te lo prometto. ” Le sorrisi ” ma vorrei fare qualche altra cosettina prima. ”
Si bloccò ad un tratto realizzando le mie intenzioni. Il suo volto si aprì in un largo sorriso.
” hai intenzione di mettermelo dentro ! ? ! ” mi chiese con una traccia di paura nella voce.
“non se vuoi che io non lo faccia” le risposi. Ma anche se mi avesse detto no, io non ero sicuro che avrei mantenuto il controllo. Non ero mai stato così eccitato. Anche se questa era la mia sorellina e i miei genitori stavano dormendo di là, penso che niente mi avrebbe trattenuto dal farmi questa ragazza di fronte a me.
Mi guardò pensierosa per un momento, fissando di sottecchi anche il mio uccello, con le guance arrossate. poi sorrise. ” Lo voglio pure io. ”
Era tutto ciò di cui avevo bisogno. Sobbalzò con un risolino divertito per quanto mi mossi in fretta.
Mi rialzai allungandomi verso l’orlo della sua T-shirt. Gliela levai velocemente, passandola sopra la testa, lasciandola nuda con eccezione delle mutandine di pizzo e dei calzettoni rosa..
Per la prima volta vidi i suoi seni appuntiti. Erano più piccoli di una mano, ma erano adornati con areole bellissime e rotonde. Anche i capezzoli erano splendidi, lunghi e invitanti.
Palpai gentilmente i suoi seni e li strinsi amorevolmente, strappandole gemiti di piacere.
Passai fra le dita ognuno dei capezzoli duri, tirandoli e pizzicandoli.
Angela appoggiò le mani sulla mia testa protendendosi avanti. Intuendo cosa volesse, ero solo felice di poter soddisfare i suoi desideri.
Le presi in bocca il capezzolo sinistro e lo succhiai, strappandole urletti di goduria. Dopo aver leccato e morso gentilmente quella montagnola di carne, passai all’altro.
” Oh Claudio, è così bello” mormorò contenta.
Ancora suggendo, abbassai le mani e le sfilai le mutandine. Caddero sul pavimento attorno ai piedi. Lasciando andare il capezzolo con un gorgoglio, rimirai in basso il pube di mia sorella.
Era coperto da un soffice vello di peluria scura. Sembrava che se lo curasse e ciò mi sorprese.
Abbassandomi sulle mie ginocchia di fronte a lei, le toccai l’interno delle gambe, facendole segno di aprire le cosce.
Così facendo, potei rimirare le sue piccole labbra vaginali, il suo clitoride già duro e spuntato. Inumidendomi il dito in bocca, con attenzione lo strofinai contro il piccolo bottone rosa.
Angela trattenne il fiato e per poco le gambe non le cedettero. Si abbrancò alle mie spalle per supporto. Sorridendo, continuando lentamente a toccarlo, sentendolo vibrare contro il mio dito.
” Claudio, .. ohh, è ancora più bello quando lo tocchi tu… ”
Capii che probabilmente potevo farla venire in pochi secondi, ma sentii la necessità si affondare la faccia in quella dolce piccola fica. Le afferrai i fianchi e la girai dicendole di sedersi sul divano.
Fece scivolare il bacino più in basso, e allargò le gambe al mio comando.
Con un gesto elegante si sciolse la coda di cavallo, scuotendo la criniera di lunghi capelli lisci.
Prontamente, io spinsi la faccia fra le sue gambe e cominciai felice a lapparle il clitoride. Le gambe le si chiusero per riflesso, afferrando la mia testa.
“Oddio !! Ohhh Claudio !!! Ooohh!! ” urlava le sue unghie affossate nella mia testa.
La sua vagina aveva un gusto splendido, fresca e umida come la rugiada del mattino.
” è così bello, ti prego non ti fermare !!! ” gemeva mentre iniziava a muovere i fianchi avanti e indietro, strofinando la sua fessura rorida contro la mia faccia.
Sentii un diluvio di liquido caldo e spesso sulla mia lingua mentre lei veniva.
Angela strinse le gambe introno alla mia testa così forte che pensai potesse rompermi il collo.
Gemeva così forte che ebbi paura che potesse svegliare i nostri genitori, ma non me ne importava.
Mi alzai e ammirai il suo corpicino tremante. I capelli arruffati in volto, si mordeva il labbro mentre continuava a gemere e sospirare mentre le ondate di piacere continuavano a martoriare il corpo. Nel frangente, il mio uccello non aveva perso affatto la sua consistenza. Si ergeva imperioso, pulsando nella luce soffusa.
La rimirai ancora, era stesa a pancia in su, puntandosi sui gomiti, il petto che si alzava e abbassava aritmicamente, i capezzoli tesi ed i seni sodi,
le gambe aperte ed invitanti bagnate da un mare di rugiada.
Sapevo di non potermi trattenere più a lungo. Mi leccai la mano per indirmi l’organo, ed inginocchiandomi mi posizionai contro la sua fessura. Angela lo fissava, ansando ancora.
Alzò lo sguardo verso di me, il suo viso apprensivo.
“Farà male ! ? ! ” mi chiese.
“Forse per un minuto o due” risposi ” sarà facile, okay ! ? ! ”
Lei annuì e io inizia a spingere la cappella dentro di lei. Dapprima ebbi paura che non ce la facesse ad entrare, non avevo mai sentito tanta resistenza prima.
Poi improvvisamente la penetrò come una bolla di sapone e lei cacciò un urlo. Le sue unghie affondarono nelle mie braccia.
“tutto okay ! ? ! ” le chiesi senza fiato; i suoi muscoli vaginali erano così stretti attorno alla mia cappella che quasi mi faceva male.
Annuì di nuovo, sebbene era ovviamente spaventata.
Spinsi ulteriormente, stringendo i denti per lo sforzo. Angela gemeva per ogni spinta Finalmente, ero a metà dentro di lei, e pensai che era tutto quello che riuscivo a fare per ora.
Cominciai lentamente a fare piccoli movimenti avanti e indietro, e lei eventualmente cominciò a rispondere ai miei movimenti. Sentii la sua fica inumidirsi ancora di più, e divenne per me più facile muoverle l’uccello dentro di lei. Presto le stava sospirando ancora, solo stavolta di piacere. Il mio respiro si fece pesante mentre incrementavo il ritmo.
Di lì a poco avevo tutta la mia asta affossata dentro la mia giovane sorella, le mie palle che sbattevano contro il suo culo mentre la infilavo.
“aahh sei così grosso !!! sei cooosì grosso !!!! ” gemeva “Ohh, è così bello, ti prego non ti fermare, fratellino, ti prego !! ”
Le sue unghie mi ferivano mentre affondavano nella mia schiena, ma io a stento lo sentivo, mentre lei veniva sopra il mio uccello. Stava ancora
venendo quando sentii il mio carico di sperma che stava eruttando dalla mia sacca scrotale.
Non volendola mettere incinta, velocemente ritrassi il mio pene ingrossato, e bloccando il suo corpicino agitato, le venni addosso la sua pelle d’avorio.
Grumi di sperma fuoriuscivano dal mio pene come acqua dalla fontana, schizzandole sullo stomaco, sulle tettine e in faccia. Non ero mai venuto così
prima.
Dopo aver munto le ultime gocce di sperma dal mio uccello che si stava ammorbidendo, caddi sul divano a fianco ad Angela, che stava ancora singhiozzando per il suo orgasmo. Giacemmo così per alcuni munti, senza dire nulla. Il cuore mi batteva così forte che avevo paura che potesse scoppiare.
La videocassetta era da tempo finita e solo lo schermo blu del televisore illuminava i nostri corpi nudi e madidi di sudore. Guardai mia sorella si era rigirata sulla pancia, mostrando all’aria il delizioso sedere sodo. Glielo accarezzai saggiandone la consistenza e la sofficità, strappandole un lieve mugolio. Poi vidi che mi stava guardando. Lei fece un sorriso.
” Ce la fai ancora ! ? ! ” mi chiese dolcemente. ” dai ricominciamo…. ” FINE

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