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Tenerelle tenerelle

Io e la mia amica Barbara si può dire che siamo due col fuoco al culo. Gli uomini non ci fanno paura, anzi!
Abbiamo appena festeggiato i diciotto anni e per quell’occasione ci siamo offerte un giro di follie. Barbara è bruna coi capelli fino alla vita, un paio di tette come meloni e un culo come una zucca piena e matura. Insomma è splendida. Io sono piuttosto piccolina ma rotonda dappertutto. Fra tutte e due facciamo sbavare gli uomini al punto che ci seguono con uno straccio per asciugare. Ho preso in prestito la macchina di mio padre e siamo partite a caccia, coi nostri sederini stretti nelle minigonne ad altezza passera. Ci eravamo appena sedute alla terrazza di un caffè che due tipi niente male nel loro genere ci abbordano. Senza fare una piega, accettiamo la loro proposta di andare a bere qualcosa da loro. Barbara mi dice all’orecchio che preferisce quello piccolo. Casca bene perchè io preferisco quello alto.
Mi seggo vicino al tipo in questione e lui si mette subito a palparmi le tette con aria sicura di sè, da dominatore. Mi lascio fare facendo l’occhiolino alla mia amica che ha la mano di quello piccolo sul ginocchio. Dato che immagino come va a finire, chiedo a quello che mi tasta:
– Avete quello che ci vuole?
– Cosa ci vuole?
– Dei preservativi, cazzo!
Lancia un’occhiata al suo amico che fa segno di sì con la testa. A quel punto, si sentono completamente liberati. Quello che mi teneva le tette mi tira su la gonna fino alla vita. Mi mette le mani in mezzo alle cosce e comincia ad accarezzare le mutandine. Sono già fradicie e scosta l’elastico degli slip alla ricerca della fichetta umida. Apro leggermente la cosce per facilitargli il passaggio e, dato che va dritto alla meta, comincio a dimenare il culo mentre mi fruga con le dita in fondo alla fregna.
Intanto, quello che si occupa della mia amica le ha tolto il reggiseno e le palpa le belle bocce. Quella sporcacciona chiude gli occhi inarcando le reni gemendo. Spingo via il tizio e mi levo la mini e il reggiseno. Mi afferra i grossi seni e comincia a strizzarli e a mordicchiarli come se non avesse mangiato da tre giorni. è così eccitante che comincio a bagnarmi come una fontana. Non ne posso già più, allora mi fa sdraiare sulla moquette aprendomi le gambe. Mi monta addosso in un lampo. Gli prendo in mano l’uccello e gli infilo il goldone che mi ha dato, dopo avergli succhiato la cappella e averlo portato sull’orlo dell’orgasmo. Mi penetra in un attimo. L’uccello corto e grosso mi riempie perfettamente. Lo abbranco per impedirgli di muoversi e di venire troppo in fretta. poi gli grido:
– Nel culo! ficcami un dito nel culo!
Sento Barbara che ride e sto per farlo anch’io quando il tizio mi ficca dentro un dito dopo averlo inumidito nel mio abbondante ciprino.
– Che bello! Mettilo più in fondo!
Me lo infila fino alla guardia mentre mi sfonda la fica a gran colpi di cazzo.
Godo urlando e sbattendo la testa da tutte la parti, mordendogli la spalla e piantandogli le unghie nelle chiappe.
Quando alzo la testa, Barbara e il suo partner mi guardano sorridendo.
Cinque minuti dopo è lei che gode e io che la guardo.
Poi abbiamo cambiato i partners ma non è stato così bello. FINE

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