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Un pomeriggio di studio

Il fatto risale a qualche anno fa quando io e la mia compagna di classe Federica stavamo preparandoci per gli esami di maturità.
Quel pomeriggio avevamo deciso di studiare a casa mia assieme alla nostra compagna Alessandra, ma alle 14, 00 Ale telefonò dicendo che non sarebbe venuta perché aveva impegni familiari.
Comunque visto che gli esami erano vicini io e Fede abbiamo deciso di studiare comunque assieme, e visto che casa sua era libera poiché i genitori erano a lavorare decidemmo di andare da lei.
Premetto che, la nostra non era neanche una vera amicizia poiché ci vedevamo solo a scuola e quindi non avevamo mai avuto modo di stringere i rapporti.
Comunque lei non era certo passata inosservata sotto i miei occhi poiché aveva un fisico da sballo, credo delle tette di quella portata le avrebbe viste anche un cieco, e poi il resto…..
Aveva un vitino da vespa che sormontava un culo da urlo, come si può notare ancora oggi mi eccito solo a pensarla. Comunque torniamo a quel pomeriggio verso le 15, 00 suonai il suo campanello e la madre che stava per uscire mi aprì e mi disse che Federica sarebbe arrivata a momenti, io mi stravaccai sul divano e cominciai a giocherellare con le chiavi, perché mi sentivo un po’ a disagio. Ad un certo punto arriva fede con indosso un body tipo aerobica che scoppiava pressato dalle sue indescrivibili forme. Avvicinandosi mi disse
“non avrai timore di restare solo con me” e io imbarazzato dal fatto che lei si fosse accorta del mio disagio risposi
“no è solo che.. “, ma lei mi interruppe dicendo
“guarda che non ti mangio mica”. A queste parole non so neanche il perché ma il mio cazzo si impennò e il mio imbarazzo cominciò ad accrescersi.
Comunque dopo i convenevoli ci misimo a studiare storia, e il pomeriggio sembrava trascorrere tranquillo come una lezione di quella rompi della prof.
Ma quando venne il momento della seconda guerra mondiale cominciarono le varie discussioni fino a schierarsi ai due poli opposti e come al solito accade io ero di destra lei di sinistra e quindi ci fu uno scontro diretto, che durò parecchi minuti fino a quando io ormai stanco della situazione presi un cuscino del divano e cominciai a batterglielo sulla testa, lei si infuriò del fatto e si avventò su di me mettendomi a terra e cominciando a farmi il solletico. Io sotto l’influsso di quelle mani che toccavano il mio corpo, e al tatto di quelle enormi tette che mi si strusciavano addosso, ebbi una erezione che mi faceva quasi male, il caso volle che lei nella lotta si accorgesse del mio coso.
Ebbe uno scatto indietro e si alzò dicendomi che sono un porco e che non meritavo la sua amicizia perché avevo approfittato di un momento di gioco per eccitarmi e così via, comunque non mi mandò fuori casa ma mi disse che sarebbe stato meglio ricominciare a studiare.
Io mortificato tentai di scusarmi ma lei , mi rispose con tono imperioso che ero andato per studiare a meno che io non avessi avuto altri scopi.
Io risposi che mi dispiaceva per l’accaduto e mi sedetti a leggere il libro accanto a lei. Dopo circa un’ora mi disse
“che ne dici di fare un po’ di pausa? “, io accettai e lei cominciò a dirmi che forse aveva esagerato e che comunque anche lei si era bagnata quando aveva sentito il contatto del mio cazzo, e che forse aveva reagito così perché era spaventata dalla situazione.
Allora io le dissi che poteva stare tranquilla e lei rispose
“peccato”.
Allora io mi avventai su di lei e lei abbassai le spalline del body facendo esplodere fuori le su enormi tette, che cominciai a leccare, lei stupita ma eccitata dal fatto mi abbassò i pantaloni e cominciò a spompinarmi fino a farmi godere in bocca, ma con mio rammarico non bevve la sborra che si riversò dalla bocca sulle tette, spalmandosele avidamente.
A quel punto mi chiese di penetrarla e mentre io lo facevo continuava a dire
“sfondami sfondami sono stata un troia sfondami”.
Io ad un certo punto accelerai il movimento e lei venne ululando di piacere e mi chiese di sborrargli dentro, io l’accontentai e poi ci accasciammo sul pavimento coccolandoci per circa un’ora.
Oggi lei è diventata la mia migliore amica, che strane le donne .. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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