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Un week end memorabile

Giovedì, mentre ero in ufficio annoiata come al solito, mi arriva un sms da D. , il mio ragazzo.
Sono 8 mesi che sto con lui e sono innamoratissima.
è un 25enne biondo fantastico, un leader. Piace molto anche ai ragazzi perché ha un viso molto delicato, e senza barba. Mi ha confessato che è bisex, ma io l’avevo già capito da sola. Quando lo faccio venire prendendolo in bocca, infatti e gli infilo un dito nel culo, viene con una violenza inaudita e mi chiede sempre di non toglierlo, anzi di fare su e giù.
In effetti ha un culetto delizioso, non mi stupisce che qualche ragazzo brami dalla voglia di sfondarglielo.
Ma torniamo al messaggino: week-end in Toscana, ospiti di una sua collega, Patrizia, che ha appena ereditato un piccolo podere in Maremma. Patrizia è una splendida 27enne rossa naturale, un po’ piattina, ma con una classe e un portamento straordinari. Sono sempre stata un po’ gelosa di lei, perchè D. me ne parlava sempre molto bene. E fare un weekend con anche lei tra i piedi non mi garbava molto. Colpita nell’intimo ho deciso che quella notte al podere per il mio ragazzo sarebbe dovuta essere indimenticabile. Una volta a casa ho messo in valigia tutto “l’arsenale da battaglia”: perizomi, sandali da schiava romana, collarino in latex (regalo che mi ha fatto un mese fa, quando siamo entrati assieme in un sexy shop) e, soprattutto, il mio fallo in lattice nera, che non usavo più da molto tempo. Avevo voglia di sentirmi troia davvero, anche perchè per motivi di lavoro D. non mi toccava da 3 settimane.
Ho preso, quindi, il coraggio a 4 mani, e sono scesa al 2′ piano, da Veronica. Lei è una mia ex compagna di Liceo, abbiamo fatto la maturità l’anno scorso. Sia davvero amiche, soprattutto perchè, dalla seconda alla quarta, siamo state “intime”. Nonostante entrambe avessimo il ragazzo, ci piaceva scopare insieme. Mi ha sempre fatto impazzire il suo seno meraviglioso, più grosso del mio, anche se meno turgido, che leccavo per ore, e adoravo i suoi splendidi capelli ricci, che profumavano di shampoo.
Anche se la cosa che amavo di più di lei era il modo in cui mi leccava la figa. Lentamente, a fondo, e con grande voluttuosità; mi diceva che sapeva di vaniglia, e voleva che me la radessi sempre, abitudine che poi non ho mai perso, nonostante l’imbarazzo dei primi tempi.
Ho suonato alla porta e ci siamo salutate con i tre soliti bacini, dopo un tè freddo le ho proposto di venire con noi in Toscana, per rilassarci, per respirare un po’ di aria buona, e per aiutarmi a rendere memorabile quella notte con D..
-Verrei volentieri ma devo stare a casa con quella rompi di Lara, i miei sai che non vogliono che rimanga a casa sola. – mi disse
-Ok, porta anche lei- incalzai
-Ma è una lagna, sempre in casa, timidissima-
-Vedrai che un bel cambiamento d’aria le farà bene, eppoi, scusa, chiedilo a lei se ne ha voglia-
Lara accettò, dopo numerose insistenze e tornò in camera sua.
Non me la ricordavo così bella, l’avevo considerata sempre molto più piccola di noi, anche se in realtà aveva solo 2 anni meno.
Tornate in cucina Veronica esclamò:
-Scopare con te e con D. è un sogno che si avvera, ma sei sicura di volerlo davvero? – mi chiese
-Sì- le risposi -ho voglia di una cosa a tre e con te sarei davvero a mio agio, visto che ti… conosco già-
-Ok, accetto-
Tornai su a casa e avvisai D. della presenza di Veronica e di sua sorella.
Quella sera e la successiva non dormii dal desiderio.
Il viaggio andò bene, tutti presi a canzonare la povera Lara per il contenuto del suo bagaglio: libri e vestiti da suora.
Poverina.
Arrivati al podere ci accolse Stefano, un ragazzo che stava lavorando al porticato di ingresso.
-La signorina vi sta aspettando- disse
Oddio la “signorina” pensai. Che palle!
Ma quando la vidi cambiai davvero opinione.
Aveva l’incedere di una dea, un viso meraviglioso, dei capelli rosso fuoco lunghi e lucenti, e un vestitino nero aderente che sembrava dipinto. Notai il sussulto di Veronica e di D. , ma forse non mi resi conto del mio. Patrizia era molto gentile, ci fece accomodare e ci presentò due gemelli nigeriani che sembravano essere usciti dal sogno di una ninfomane. Non capì i loro nomi, forse perchè inpronunciabili, forse perchè ero distratta dal loro pacco.
-Mi si sta bagnando la patatina- mi sussurrò stupidamente Veronica -ho voglia di scoparmeli insieme-
-Come, mi lasci da sola? – le chiesi a bassa voce per non farmi sentire, ma la domanda rimase in aria, quando vidi le nostre camere, bellissime, appena ristrutturate, con l’aria condizionata e un letto enorme.
Bene, pensai, stanotte faremo scintille.
Alle 20 inizio la cena. Mangiammo e bevemmo molto.
Ma soprattutto bevemmo.
Notai che le due sorelline era piuttosto brille, Lara in particolare era praticamente ubriaca, e anche io e i due nigeriani eravamo piuttosto alticci.
Patrizia, Lara e i 2 ragazzi ci diedero la buona notte e se ne andarono. Dopo qualche minuto, in camera nostra io e D. eravamo già con la lingua in bocca.
D. cominciò a leccarmi la schiena, scese, scese e arrivò al culo.
Mi scostò il perizoma che mi si infilò tra le labbra della figa, già bagnatissima e inizio a leccarmi il buchino, stretto e pieno di voglia, e dopo un paio di minuti mi ci infilò un dito dentro.
Aveva un debole per il mio culetto sodo, e amava sfondarmelo spesso.
Adoravo il modo in cui lo muoveva ma lo fermai.
Lui stupito mi chiese perchè, la risposta fu Veronica che entrava dalla porta. Non riuscì a dire nulla, ma agì.
Mi fece sedere sulla poltrona di vimini vicino la finestra e mi disse
-Non muoverti- e mi leccò le labbra.
Si avvicinò a Veronica e cominciarono a baciarsi e a toccarsi: vederli assieme mi eccitava da morire, ed ero felice di questo.
Ad un certo punto la spogliò, lasciandola solo con il perizoma di pizzo e gli stivali con la zeppa, la prese per i capelli dolcemente ma energicamente e la fece mettere in ginocchio.
-Non credevo tu fossi così troia- disse -ma immagino che tutto questo sia un piano della tua amichetta, vero? –
-Sì è così- rispose un po’ impaurita, ma eccitatissima.
-Bene- sentenziò D. , -ora avvicinati a lei e comincia a leccarle i piedini, insalivali e assaporali-
Speravo facesse questo, non avevo mai osato chiederglielo e lo sognavo da tempo, sentivo la sua lingua sulle mie gambe tra una fibbia e l’altra dei miei sandali da romana, sulla pelle e poi vicino al tallone. Il piacere di avere una donna ai miei piedi era inebriante, cominciavo già a eccitarmi sul serio.
-Ora appoggia le tue labbra sulla sua suola….. baciala- sentire il mio ragazzo che dava ordini così sicuri mi eccitava incredibilmente, ma vedere i capelli di Veronica lungo le mie estremità e sentirla leccarmi i piedi mi faceva impazzire.
D. mi si avvicinò e comincio a baciarmi e a leccarmi il collo e i seni, mi allungai verso la mia borsa e presi il mio fallo.
Ero in estasi.
Lo misi tra le nostre bocche e cominciammo a fare un pompino a quel pezzo di gomma nero.
Ogni tanto le nostre lingue si incrociavano, e il cazzo finto già luccicava bagnato delle nostre salive. Veronica intanto era salita alle mia fighetta, e mi leccava mugolando di piacere. D. le si mise alle spalle e la prese da dietro, pompandola con foga e sculacciandola ogni tanto. Passai il fallo alla mia amica che me lo mise nella patatina e cominciò a scoparmi. Dopo un po’ venne con un gridolino e si sdraio a terra. D. non perdona, e lo sapevo!
La baciai sulle labbra e mi misi a cavalcare il mio ragazzo, subito Veronica cominciò a leccarmi il buco del culo, come non aveva mai fatto e ci infilò il fallo di lattice. Stavo impazzendo di piacere quando ad un certo punto sentimmo un grido venire dalle altre stanze.
Ci spaventammo e tutti e tre andammo a vedere. Veniva dalla stanza di Patrizia…

Aprimmo la porta e lo spettacolo che ci si presentò fu incredibile.
Patrizia era seduta su una poltrona in vimini, simile a quella in camera nostra, e guardava soddisfatta mentre
uno dei gemelli teneva Lara per i fianchi, inculandola con forza. L’altro le stava sotto e le penetrava nella figa. Ma non sembrava stesse subendo, anzi.
-Sfondami il culo, forza- gridava la sorella di Veronica
-Schiavo schifoso fammi godere-.
Patrizia rincarava la dose:
-Se non fate quello che la mia pupilla vi dice, vi farò pentire di essere nati-
Non ci sembrava vero, la piccola Lara, tanto candida e ingenua, che si faceva fottere da due cazzi di quelle dimensioni, e contemporaneamente, per giunta.
Ma il bello doveva ancora arrivare.
Patrizia ci vide e mi si avvicinò minacciosa, mi baciò sulla bocca
-Tu sei mia- disse -vieni e leccami la figa-
La seguii come in trance è cominciai ad obbedirle, qualunque cosa mi chiedeva la facevo senza pensarci, le leccai i piedi, il culo, i seni piccoli e duri, la figa bagnatissima.
Lara nel frattempo venne e si mise vicino a noi, mi accarezzava e mi diceva
-Sei la nostra piccola troia, ubbidiente e vogliosa, vero? –
Io annuivo, avevo la bocca pieno di umori di Patrizia, e me li volevo gustare.
In quella posizione non potevo fare nulla e, se la schiava dovevo fare, volevo farla bene.
-Guarda il tuo ragazzo, adesso, guardalo mentre prende in bocca quei due cazzi enormi, sembra una checca, vero? Forse è più troia di te! –
Vedevo D. in ginocchio che spompinava i due senegalesi come impazzito, era davvero bravissimo, uno dei due non resistette e gli venne sul viso.
Subito Veronica gli si buttò
vicino e leccò la sborra dal volto del mio ragazzo. Fui un po’ gelosa, e Patrizia mi lesse negli occhi.
-Tu troia con i capelli ricci, con la bocca piena vieni qui! –
L’ordine era così sicuro che Veronica obbedì e si avvicinò.
Speravo le ordinasse di limonare con me, o qualcosa del genere, in modo che anch’io potessi gustare il sapore del gemello, ma invece le disse:
-Bacia tua sorella! –
Veronica arrossì e fece segno di no, non poteva parlare per la copiosa sborrata appena leccata, e si ritrasse imbarazzata.
Lara si alzò, prese la sorella per i ricci, e le mise la lingua in bocca.
-Perchè non vuoi baciarmi? Ti vergogni? Ma come non lo sai che mentre fai la doccia io indosso le tue mutandine e mi masturbo bagnandole tutte? E la matita che mordicchi sempre, quella blu, sai quante volte me la sono infilata nel culo? –
Veronica trasalì, ma si capiva lontano un miglio che era eccitatissima.
Il bacio durò a lungo, Lara teneva stretti fra le dita i capezzoli della sorella, un rivolo bianco scese sul suo mento e la situazione si chiarì quando Veronica glielo leccò languidamente. Lara apprezzò, ma decise di godersi la rivincita sulla sorella:
-Sei una troia schifosa, leccami la figa immediatamente.
Veronica obbedì.
-Ti piace, vero? , ti piace leccare la figa a tua sorella- chiese Patrizia Veronica non fece tempo a rispondere che un gemello si avvicinò a Patrizia e la prese da dietro, nel culo. D. , nel frattempo si era avvicinato a noi e limonava con me, infoiatissimo. Improvvisamente mi sentii penetrare, mi girai e vidi l’altro splendido toro africano che mi scopava furiosamente. Patrizia allora in ginocchio davanti a D. glielo prese in bocca. Lo segava, lo gustava, lo leccava con una tale grazia che mi fece quasi rabbia, poi scostò con sicurezza lo stallone nero alle sue spalle e si mise a cavallo del mio ragazzo.
Il nigeriano le mise il suo cazzo in bocca e lei incominciò un pompino degno del primo, nonostante la sua bocca avesse una smorfia più evidente, a causa delle dimensioni ciclopiche del palo che stava leccando.
Potevo capirla, ne avevo uno simile nella figa e stavo morendo dal piacere.
Mi domandavo come potesse averlo preso nel culo con tale facilità, e la mia domanda conobbe subito la risposta. Cominciò a leccarmi il buchino, che era già piuttosto allargato dal servizio che avevo ricevuto nella mia stanza prima, e ci infilò 2 dita. Me lo allargò ulteriormente e me lo infilò dentro.
Ero in fiamme, il dolore era enorme ma il piacere di essere sodomizzata da quel maschio, che poco prima aveva sborrato copiosamente sul volto del mio ragazzo, mi fece quasi svenire.
-Slargale il culo per bene, che poi lo misuriamo col righello, quel suo buco da troia- gridava Patrizia, mentre si alzava da sopra il mio ragazzo, sopra il quale era stata fino a quel momento.
Gli sussurrò qualcosa in un orecchio e lui si mise a quattro zampe.
-Ora vediamo chi resiste di più- disse fieramente, e cominciò a insalivare il culo di D.
-Com’è bello depilato, e muscoloso, chissà che bello da sfondare-
Ebbi un fremito quando vidi il gemello del mio sodomizzatore inculare D. prepotentemente, e lui inarcarsi come in preda ad un orgasmo. L’inculata durò diversi minuti, quando i due fratelli vennero copiosamente su Patrizia, ricoprendola di liquido bianco sui seni, sul viso e sul corpo. Io e D. , nonostante lo sfintere slabbrato bruciasse forte ci guardammo intensamente e subito cominciammo a leccare via tutta quella meraviglia densa e saporita dal corpo della padrona di casa.
-Bravi stronzetti, pulitemi bene con la lingua- ci disse contenta.
E le sorelline?
Lara e Veronica furono la vera rivelazione della serata.
Erano strette in un 69 infoiatissimo, Lara aveva il mio fallo di latex nella figa, e la sorella lo muoveva come solo lei sapeva fare.
-Muovilo di più, troia- gridava -quasi non lo sento nemmeno-
-Scusa- sussurrava Veronica totalmente succube della sorella Lara si alzò e la prese per i capelli.
-Cosa sei tu? – chiese
-Sono la tua cagna-
-E qual’è la cosa che la mia cagna ama di più fare, e perchè? –
-Questa cagna ama leccare la figa a sua sorella, perchè è una puttana pervertita-rispose eccitatissima Veronica.
A Lara brillarono gli occhi, avvicinò la bocca della sorella maggiore alla sua figa con forza e le pisciò in bocca.
L’anguria della cena aveva fatto effetto: i suoi umori erano chiari, quasi incolori e appena salati.
-Bevi troia, bevi la piscia di tua sorella! – sembrava incredibile che fosse Lara a parlare e a fare quelle cose.
Veronica bevve tutto e la sorella si chinò su di lei e la baciò.
D. era l’unico che non era ancora venuto, mai! Il suo cazzo sembrava scoppiare, dopo quella scena. Gli fu chiesto come voleva venire e lui rispose che voleva un pompino da me. Glielo feci, mettendegli il solito dito in culo, ma questa volta sembrò non sentirlo neanche, tanto avevo lo sfintere largo. Mi venne in bocca e io deglutii tutto. Non volli dividirlo con nessuna delle presenti. Almeno questa prima volta… FINE

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