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Un’amica di nome Francesca

Premetto che ho 22 anni e poche esperienze quindi alle spalle, ma una di quelle che ho avuto, secondo me merita di essere raccontata.

Era l’estate del 1997, avevo da poco compiuto diciotto anni, e da quattro oramai facevo regolarmente sesso. C’è da dire che in campo sessuale, sono sempre stato aperto, cioè mi è sempre piaciuto provare tutto ciò che avevo la possibilità di provare, sia in campo femminile che maschile. Ritornando a quell’estate, ero in vacanza con i miei genitori e un’altra coppia di loro amici con relativa figlia e marito.
Questa ragazza che si chiama Francesca ha cinque anni più di me, all’epoca aveva ventitré anni e aveva da poco finito la scuola per infermiera, diciamo che era una neo diplomata, sposata da appena tre mesi.
Io ho sempre avuto un debole per lei, e quindi sin dal primo giorno decisi di provare, me la volevo fare a tutti i costi.
Dopo alcuni giorni di studio, mi accorsi che lei aveva il debole della crocerossina, cioè lei si sentiva il dovere morale di assistere tutti nei propri problemi di salute, quindi decisi di provare il primo attacco. Il mattino seguente, decisi di passare all’azione e mi finsi in preda ad una colica intestinale, lei, avvertita dai miei si precipitò subito e volle visitarmi, io ero molto restio alla sua visita, in fondo mi sentivo imbarazzato, ma lei con decisione e fermezza fece uscire tutti dalla stanza e venne verso di me con la sua borsetta da infermiera. Giuntami vicino mi disse di sdraiarmi, di rilassarmi e inizio a palparmi la pancia, disse che era tutto regolare e che non sapeva spiegarsi il perché di questa colica, quindi mi propose, se non mi vergognavo, di spogliarmi completamente ed appoggiarmi con le braccia tese al letto, così lei avrebbe potuto farmi una visita anale; come già detto, ho avuto anche esperienze sessuali maschili, quindi non sono vergine analmente; io titubante mi spogliai e vidi lei fissare con insistenza la mia mazza, non ci feci caso e mi appoggiai al letto, vidi lei che si metteva il guanto di lattice e si inumidiva con della pomata le mani. La sentii arrivare dietro di me e mi irrigidii, allora lei mi disse – dai io non ho codesto coso che hai tra le gambe non aver paura, mica ti inculo- io le dissi che non si doveva preoccupare e che doveva procedere con la visita, anche perché se no gli altri si sarebbero preoccupati nell’attesa. Lei non fece parola punto dritta verso il mio sfintere e vi penetrò prima con uno poi con due ed in fine con tre dita, dai suoi movimenti avevo capito che lei voleva stimolarmi, ed infatti ci riuscì perché il mio coso, come lo aveva chiamato lei, si inalberò a dismisura ed io inizia a muovere il sedere per farmi sodomizzare meglio, vedevo anche lei molto sudata, ma non feci in tempo a dirle nulla che venni, una decina di fiotti densi di sborra si sparsero sul letto ed a terra. Io mi appoggiai al letto e stramazzai per l’immensa goduria ricevuta da lei. Lei come se niente fosse successo, venne da me e mi disse, l’intestino è a posto, credo che tu abbia mangiato qualcosa che ti ha fatto male, penso più ad una reazione di questo genere, comunque se vuoi passo più tardi a vedere come stai. Io la ringraziai e le dissi di dire ai miei di non disturbarmi, dovevo ripulire il tutto.
Stetti tutto il giorno a ripensare all’accaduto, e dedussi che Francesca era una grande troia, ma io la volevo a tutti i costi, anche a costo di violentarla. Decisi di riprovare la tecnica della colica, e il mattino seguente stessa messinscena.
Però ci fu un’epilogo diverso, appena mise un dito nel mio retto, lo tolse di scatto ed andò i n bagno, tornò dopo cinque minuti con una peretta da clistere, senza tanti complimenti me la mise dentro e mi riempi con un liquido calduccino che mi fece erigere nuovamente, però dopo poco corsi in bagno e mi svuotati, allora lei mi rifece mettere carponi sul letto e rimise le dita dentro, esclamando:
– Bene adesso va meglio, però mi devi togliere una curiosità? ? –
– Dimmi Francy –
– Come fai ad avere un’apertura anale così grande senza avere dolore? , Non mi dire che fai sesso anale perché non ci credo. –
Io non sapevo cosa risponderle, in fondo era vero perché dovevo negarglielo:
– Si Francy, ho avuto alcune esperienze anali, e devo dirti che mi sono anche piaciute –
– Dici sul serio? ? –
– Che ragione ho di non dirti la verità, in fondo lo hai capito da sola –
– è vero sei molto aperto e sei anche sensibile, ho visto l’effetto che ti ho fatto ieri. Sappi che ho goduto molto anch’io e vorrei provare la tua stessa esperienza, ma la paura mi frena. –
Io mi avvicinai e la strinsi tra le mie braccia, e le dissi:
– Ma di cosa hai paura, del dolore? ? –
– Anche, ho proprio il terrore per tutto ciò che si avvicina al mio sfintere. –
– Se vuoi ti posso dire qualcosa, oppure….. –
– Oppure? ? –
– No oppure ti posso sodomizzare io ed iniziarti a questo piacere della vita. –
– Dai lo sai che non è possibile, da te non mi sarei mai aspettato una simile richiesta, sei un maiale. –
E dicendo così se ne andò lasciandomi con un cazzo enorme e nudo in mezzo alla stanza.

I giorni scorrevano veloci ed io non avevo avuto il coraggio di riproporle nient’altro di simile, in fondo era stata chiara, lei continuava a stare al mare con il marito ed io continuavo ad immaginarmi dietro di lei che glielo puntavo verso il culo, fino a che tre giorni prima di partire, non la vidi arrivare in spiaggia, allora chiesi a Marco, il marito, che cosa fosse successo a Francesca. Marco disse:
– Ma probabilmente ha fatto indigestione, ieri sera eravamo a cena fuori e deve aver mangiato troppo, ma se vuoi puoi andare a trovarla. –
Quest’atteggiamento mi suonava nuovo, Marco, l’uomo più geloso della terra, permetteva a me, che non mi aveva mai potuto soffrire, di andare da solo dalla sua donna, sola a letto.
Preso dall’eccitazione, presi la palla al balzo e partii.
Arrivato al loro appartamento, sopra il mio, suonai e venne ad aprirmi Francesca che era ancora in vestaglia. Appena mi vide sbiancò e mi disse:
– Ti ha mandato Marco? –
– Si perché. –
– Si è messo in testa che devo farmi il clistere, ma lui non me lo vuole fare –
– E io cosa c’entro in tutto questo? –
– Lui pensa che te essendo più aperto di lui, tu possa farmelo, ma non importa! ; faccio anche da sola –
– Oramai che sono qui te lo faccio volentieri, dimmi dove è l’occorrente e intanto togliti gli slip. –
La vidi togliersi le mutandine e mi arrapai in un modo che non pensavo fosse possibile, sentivo pulsare dentro i pantaloni un’animale selvaggio.
Le feci il clistere e mentre glielo facevo le spiegavo che dopo l’evacuazione sarebbe stato il momento migliore per la penetrazione, ma purtroppo le dissi Marco non c’è.
Lei sbalordendomi, mi disse, perché non lo fai tu, dato che lo volevi fare due settimane fa, perché non lo fai ora. Io in preda ad un raptus sessuale mi tolsi i pantaloni e la penetrai ancora piena del clistere, fu bellissimo, sentivo gli spasmi del suo ventre, le sue viscere erano piene di me, stavo quasi per venire quando sentii la voce di Marco che entrando in casa diceva:
– Allora Francy, tutto OK? ? –
Lei non ebbe il coraggio di rispondere e lui entrò nella stanza, ma alla vista di noi due che scopavamo come dannati non si incazzo, anzi si spogliò e si avvicinò a me, mi venne all’orecchio e mi disse:
– Adesso quello che fai tu a Francesca lo faccio io a te, e non ti muovere o ti uccido. –
Mi penetro con brutalità, ma invece di farmi male , mi fece godere in modo pazzesco e scaricai tutto il mio nettare dentro il culo di Francesca. Lui dopo poco si scaricò dentro di me, fu bellissimo. Da allora scopiamo abbastanza frequentemente, e oramai di Francesca mi sono fatto tutto, fica culo bocca.
è stupenda, la prossima volta i racconto la gita in montagna. FINE

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