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La serata trascorse un po’ monotona a causa del fatto che Monica dovette uscire dopo cena per preparare una ricerca con dei compagni d’università e quindi decisi di vedere un film per poi andare a dormire poiché sicuramente sarebbe tornata tardi. Verso le 23 arrivò un messaggio sul cellulare

– Ciao sorellina cosa stai facendo Era mio fratello al quale, raccontandogli in seguito che stavo dormendo, decisi di non rispondere. Il cellulare squillò insistentemente al punto che dovetti rispondere fingendo una voce assonnata

– Pronto

– Perché cazzo non rispondi? ! ?

– Stavo dormendo. Ma che ore sono

– Sono le undici sorellina. Ora alzati, vestiti e vieni all’indirizzo che ti darò. Ricordi, Gabriele è rimasto molto deluso per non averti potuto punire questa mattina e quindi abbiamo deciso di farlo ora.

– Non scherzare neanche, ormai è tardi e domani devo andare in facoltà

– Hai bisogno che ti ricordo in nostro accordo strtonzetta da quattro soldi? Ti aspetto tra un ora in via………………. Angolo……….. e fai attenzione a non tardare altrimenti Tu tu tu tu tu tu tu tu Non mi dette neanche il tempo di rispondere che mise giù il telefono. Mi fermai un secondo a riflettere e notai che mio fratello mi chiamava sempre quando non c’era Monica, come se sapesse quando lei usciva ed io ero sola. Pensai solo a delle fortuite (per lui) coincidenze, mi alzai mi vestì ed uscii per raggiungere il posto dell’appuntamento anche se continuavano a rimbombarmi in testa le parole usate da Piero nella telefonata: punizione! Suonai al campanello che m’indicò mio fratello, e venne ad aprirmi lui, mi diede un bacio sulla bocca e mi fece entrare

– Ero sicuro che saresti arrivata. Sei meravigliosa come sempre. Ora io vado in cucina, spogliati e aspettami qui in piedi Piero sparì dietro la porta e io, sempre più impaurita eseguì il suo ordine aspettandolo per dei minuti che mi sembrarono delle ore. Ad un tratto la luce della camera dove mi trovavo si spense, sentivo qualcuno dietro di me che mi mise un cappuccio in testa con un forte odore di pelle, chiuso dietro con una zip e davanti sulla bocca con un’altra zip Mi furono prese le mani e legate davanti con qualcosa di metallo che, seppi in seguito, erano delle manette. Le mie braccia furono appese in alto, le gambe vennero fissate a terra con degli anelli. Quest’operazione si concluse in un paio di minuti dopo dei quali non sentìì più nessuno, caddi nello sconforto, incominciai a piangere non riuscendo a capire cosa volevano farmi, continuavo a darmi della stupida per aver accettato l’appuntamento di mio fratello, per non averne parlato con Monica e ora mi ritrovavo lì, nuda, in mezzo ad una stanza legata e in balia di un destino che dio solo sapeva cosa mi riservava. Fui svegliata da questi miei pensieri incominciando a sentire dei passi che sicuramente non erano di una persona sola ma che in ogni caso non riuscivo a stabilire quanti fossero. Presto quei passi divennero mani che incominciarono a palparmi tutto il corpo, accarezzandolo, strizzandolo, schiaffeggiandolo provocandomi a tratti piacere a tratti dolore. Tutto d’un tratto queste mani si fermarono lasciando il posto a qualcuno che prese a giocare con i miei capezzoli prima dolcemente per aumentare via via la presa che divenne sempre più dolorosa fino a farmi gridare dal dolore. Non impietosito dai miei lamenti questa persona prese a schiaffeggiarmi i seni, le natiche, e ridendo dei miei lamenti assicurandomi che questo non era niente in confronto di ciò che mi aspettava. Era la prima volta che potevo dare una voce a quelle mani che mi tormentavano e riconobbi immediatamente il proprietario: era Gabriele che rivolgendosi agli altri:

– Ragazzi è ora di incominciare! Fui slegata di tutto e mi venne tolto il cappuccio, potei vedere cosiì tutte le altre persone, dodici in tutto completamente nudi di tutte le età compresi due ragazzi che conoscevo che avevano 18 anni. Vedendo la mia faccia stupita Gabriele mi venne vicino

– Poiché questa mattina hai disubbidito all’ordine di bere tutta la mia sborra (ndr. Volgiate scusare la terminologia eccessiva ma Gabriele usò queste parole) è giusto che ti meriti la giusta punizione facendo divertire così anche i miei amici

– Sei un lurido bastardo! Shiaff!

– è meglio per te che non usi certi termini con noi altrimenti andremmo avanti fino a che non capisci chi comanda Mi presero di forza mi misero al centro della stanza e a turno incominciarono a fare leccare e a succhiare i loro membri di tutte le misure e forme, tutti tranne Gabriele che si mise a sedere su una poltrona a godersi lo spettacolo. Mi ritrovai presto ad avere la bocca e le mani impegnate da uccelli vogliosi e in attesa di svuotarsi su di me, mio fratello nel frattempo si stese a terra, mi presero e mi misero sopra di lui facendomi impalare sopra il suo bastone nodoso mentre gli altri continuarono a riempirmi la bocca. Uno di loro si porto dietro di me e incomincio a leccarmi e a stuzzicarmi il fiorellino posteriore ancora inviolato. Intuendo le loro intenzioni cercai di divincolarmi ma fui subito fermata e resa immobile, mio fratello fermò il suo ritmo e quello che mi stava leccando si posizionò con l’uccello in direzione del mio buchetto aprendomi i glutei con le mani. Fu una frazione di secondo e un dolore lancinante mi colpi facendomi cadere sopra mio fratello. Il mio viso era ormai bagnato di lacrime e il mio “aguzzino”, incurante dei miei pianti comincio a stantuffarmi come un forsennato facendomi sentire completamente sventrata. Le mie grida vennero presto soffocate dagli altri che si alternavano nella mia bocca e che ben presto incominciarono a venire con fiumi di sborra sopra di me riducendomi in uno stato a dir poco sconvolgente. Dopo che tutti furono venuti Gabriele disse a due di loro di prendermi e portarmi in bagno per farmi una doccia e prepararmi per il gran finale. Tornai dopo dieci minuti e trovai tutti i ragazzi seduti a semicerchio, il tavolo spostato in mezzo alla stanza e mio fratello dietro una video camera pronto a riprendere quanto stava per succedere. Fui fatta appoggiare con i seni al tavolo e le gambe a terra(in pratica piegata a 90°), mi furono legate le mani e le gambe in modo da non potermi muovere e mi fu tappata la bocca con una pallina da tennis fissata con del nastro isolante. Non riuscivo ancora a capire cosa stava succedendo, ma vedevo in tutti loro uno sguardo eccitato e perverso. La paura tornò a impadronirsi di me quando vidi Gabriele arrivare completamente nudo con il suo immenso membro in piena erezione con un sorriso a dir poco cattivo Gabriele si avvicinava a me con una calma estenuante, potevo osservare monicamente gli altri ragazzi che si stavano eccitando pensando quello che di lì a poco sarebbe successo mentre Gabriele, ormai dietro di me incominciò a schiaffeggiarmi i glutei e a strapazzarmeli in maniera violenta e dolorosa. I ragazzi incominciarono il conto alla rovescia 10, 9, 8, 7, 6. , 5, 4, 3, 2, 1………………………………….. Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh Gabriele mi ha messo tutto d’un colpo il suo bastone nel culo La mia vista si è appannata, il dolore è insopportabile, cercavo di gridare con tutte le mie forze ma quella stramaledetta pallina da tennis in bocca non me lo permetteva. Il dolore era ormai tale che non riuscivo a far altro che piangere mentre vedevo mio fratello e i suoi amici che incominciavano a masturbarsi furiosamente; Gabriele pompava senza ritegno nel mio culo sfondato insultandomi, tirandomi i capelli e schiaffeggiandomi il culo:

– Godi puttana!! Così impari a non fare quello che ti ordino! Mio fratello prese la telecamera e venne più vicino per riprendere meglio tutto ciò che avveniva, zumando su particolari per lui eccitantissimi tipo le palle di Gabriele e sbattevano sui miei glutei, o il mio seno che ad ogni colpo di Gabriele ne dava un altro di contraccolpo Gabriele continuava a stantuffare come un indemoniato facendomi addirittura svenire dal dolore per poi riprendere subito dopo sotto i suoi colpi incessanti e sempre più violenti. Vedendomi ormai inerme mi fece liberare dagli altri ragazzi e mi fece stendere con la schiena sul tavolo portandosi le gambe sulle spalle e andando nuovamente a martoriare il mio povero buchetto ormai violato e slabbrato all’invero simile. Non vedevo l’ora che questa tortura finisse anche se Gabriele non dava alcun segnale di cedimento ma anzi i suoi colpi erano ormai sempre più regolari e decisi, fino a quando, dopo almeno un quarto d’ora, sentii Gabriele smettere di spingere, uscire da me, e scaricarmi una dose impressionante di sperma addossi, coprendomi la faccia, i capelli, il seno. + Si stese su di me prendendomi i capelli

– E brava la mia troietta!! Ora che abbiamo anche un video dove si vedono bene le tue performance dalla prossima volta vedremo di trovare qualcosa di più divertente per i miei amici Gabriele si alzò e lo vidi andare in cucina seguito da tutti i suoi amici, mio fratello si avvicinò, mi tolse il mio bavaglio su cui erano rimasti i segni dei miei morsi dovuti al dolore precedente e mi disse

– Ora puoi rivestirti e sparire! Ah salutami la nostra nuova coinquilina e chissà che prima o poi…………… Quella frase lasciata a metà continuò a rimbombarmi per ore nella testa cercando di capire dove volesse arrivare mentre che percorrevo la strada del ritorno sentendo ancora addosso, l’odore e il dolore della perversione di quelli che, in quel momento, non potevo che definire degli animali. Arrivata a casa corsi a svestirmi per mettermi sotto la doccia cercando di rilassarmi e tranquillizzarmi il più possibile perché di lì a poco sarebbe arrivata Monica, alla quale non avevo ancora rivelato nulla di tutto quello di cui ero “vittima” e alla quale non sapevo se dirlo. Mi resi presto conto che ormai per Monica non provavo più una semplice attrazione sessuale ma era qualcosa di più. Forse era amore? Non mi era ancora chiaro cosa provassi realmente, o forse il mio subconscio non mi permetteva ancora di credere che si potesse amare una donna, ma credo che mi stava proprio succedendo quello e che questo mi portava a pensare da un lato che sarebbe stato giusto rivelarle tutto per non tradire la sua fiducia e per aprirmi liberamente a lei, ma dall’altra parte non volevo rivelarle nulla per proteggerla ed evitare così che anche a lei potessero fare ciò che facevano a me. è giunta sera e Monica ed io ci sediamo a tavola per cenare chiacchierando del più e del meno e lei mi racconta della giornata appena trascorsa. Una volta riassettata la cucina decidiamo di andare a letto e, mentre sono nuda che mi sto cambiando, vedo Monica che si avvicina con fare interrogativo e incomincia a guardarmi la schiena con maggior attenzione

– Ehi e questi segni come te li sei fatta?

– Quali?

– Quelli che hai sui glutei e sulla schiena

– Bè …….. ecco…………io

– Ehi tesoro cosa ti prende? Non so perché ma mi misi a piangere a dirotto coprendomi la faccia quasi come se mi vergognassi davanti a lei. Monica, con tutta la sua dolcezza, mi abbracciò teneramente senza dire una parola, aspettando solamente che mi calmassi in modo da poterle spiegare tutto. In quel momento mi sentii protetta e confortata tra le braccia di quella meravigliosa persona che ormai avevo capito di amare, e decisi quindi di raccontarle tutto l’accaduto partendo dalle foto iniziali che ci fece mio fratello fino a spiegarle i motivi di quei segni. Monica , dopo lo stupore e il disdegno iniziale, mi riprese tra le sue braccia confortandomi e dicendomi di non preoccuparmi che le cose si sarebbero presto sistemate e proprio in quel momento mi squillò il cellulare Piero: Ciao sorellina come stai? Io: Cosa vuoi ancora? Perché non mi lasci in pace? Non ti sei divertito abbastanza? P: Ehi come siamo nervose!! Vedo con piacere che hai chi ti consola! Sai che siete meravigliose con quei due perizomi? ? Io e Monica infatti eravamo solo con gli slip perché stavamo preparandoci per andare a dormire Io: E tu coma cazzo fai a saperlo? ? Dove sei? P: Ehi calma sorellina!! In questo momento sono a casa si Gabriele davanti al pc che vi guardiamo. Sai ci siamo eccitati molto al pensiero di cosa facevate in camera da sole che abbiamo deciso di mettere delle piccole telecamere in camera per spiarvi Io Brutto st………….. (Senza farmi finire la frase) P: Ascolta sorellina senza stare ad incazzarti troppo io e Gabriele abbiamo pensato una cosa: sarebbe davvero carino se invitassi la tua amica ad unirsi ad uno dei nostri piacevoli incontri, non trovi? Io: Non ci pensare neanche, lei non c’entra nulla e dovete lasciarla in pace P: Non credo che tu sia nella posizione di poter decidere, quindi siate pronte ed attendete la nostra chiamata Io: No, non s…………………… Tu tu tu tu tu tu tu Moi fratello aveva messo giù e, scoppiando nuovamente a piangeere, spiegai tutto a Monica che mi disse di non preoccuparmi che poi vedevamo cosa fare Decidemmo di metterci a letto e affrontare la cosa il mattino seguente dove tutte e due eravamo più riposate, ma per ovvi motivi chiudemmo la porta d’ingresso a chiave e ci spostammo a dormire nella camera di mio fratello dove sicuramente non c’erano telecamere FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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