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Vacanze di studio

Mi chiamo Samuel, ho venticinque anni e sono studente di Economia e Commercio.
A giugno dello scorso anno, dovendo preparare l’ultimo esame prima della laurea, decisi di “ritirarmi” per un periodo di tempo nella villa che la mia famiglia possiede in uno sperduto paesino montano dell’Alto Savio. è giusto parlare di “ritiro” perché il paese in questione sembra appartenere ad un’altra dimensione: Natura incontaminata, turismo zero, popolazione residente pari a 15/20 anime che di estate, specialmente ad Agosto, arrivano ad una cinquantina, grazie ai parenti dei residenti che vengono qui a ritemprarsi dopo un anno di duro lavoro. Il paese non offre nessuna distrazione: il più giovane tra gli abitanti avrà 75 anni ed a Giugno non trovi certo ragazzi della Tua età con cui discorrere. Nella villa trovai mia nonna la quale è usa passare l’estate in quello che è il suo paese natale, per sfuggire all’afa ed alla calura della città. Mia nonna è una donna di 79 anni compiuti, vedova da venti, grande cuoca, ultramorigerata, tutta casa e chiesa che non si perde una messa domenicale cascasse il mondo; si mostrò ben felice che uno dei suoi nipoti fosse venuto a farle compagnia per un periodo di tempo; ancor più felice ed orgogliosa di poter “sfoggiare” con gli altri vecchietti paesani un nipote prossimo alla laurea!
Le mie giornate passavano lente tra lo studio, i manicaretti della nonna, e le passeggiate pomeridiane con Buck lo stupendo labrador di mia nonna. Ma dopo due settimane di questo tran-tran, un abitante della metropoli come il sottoscritto comincia a sentire il bisogno di mischiarsi alla gente, di calarsi in una realtà che rompa” quell’assordante silenzio” cui evidentemente le mie orecchie cittadine non sono abituate. Avvertii quindi nonna che quella sera dopo cena sarei andato al paese vicino e sarei rincasato sul tardi. Il paese vicino è una frazioncina leggermente più animata che offre per lo meno un bar con sala giochi come ritrovo. Purtroppo però non trovai sfogo alla mia voglia di confusione, in quanto anche in quel bar trovai persone anziane o, al massimo, qualche coppia sposata con marmocchi al traino. Dopo un paio di partite al flipper e qualche drink, decisi, sconsolato, di tornare a casa e mettermi a dormire. Non si era fatto molto tardi, ma siccome la nonna era solita addormentarsi molto presto e di svegliarsi quasi all’alba, nel rientrare feci attenzione a non fare alcun rumore. Entrato nel grande salone della villa, sentii provenire dei lamenti dalla zona notte e mi preoccupai non poco della salute di mia nonna; ma quando mi avvicinai di più alle camere da letto mi accorsi che quelli non erano lamenti, ma mugolii di piacere; erano i monosillabi di una donna che gode! La mia preoccupazione si trasformò in forte ilarità: dovetti trattenere a stento una grassa risata! Possibile che mia nonna, una vecchietta di 79 anni, avesse ancora “quelle voglie”? Possibile che si stesse masturbando? ? ? La curiosità fù troppo forte; mi avvicinai alla porta della sua camera, rimasta socchiusa, per vedere cosa stesse succedendo lì dentro. Lo spettacolo che si presentò ai mie occhi fu sconvolgente: Nonna distesa sul letto, nuda, a gambe spalancate, e nel mezzo il cane Buck ad elargirgli vigorose lappate alla passera!! La vecchietta sembrava gradire molto il trattamento riservatole; i suoi mugolii si erano fatti più veloci ed intensi e, d’improvviso si girò, e si mise alla pecorina. Buck mostrò il suo rosso e guizzante cazzo e, dopo aver dato un paio di colpi sul materasso, salì su nonna ed iniziò a pistonarla ben bene. La scena mi aveva sconvolto, è vero, ma mi occorsi, con vivo stupore, che invece che essere disgustato da ciò che stavo vedendo, ero piuttosto eccitato, ed il mio bastone aveva iniziato a pulsare furiosamente sotto i pantaloni. Ancor più assurdo era sentire mia nonna parlare con il cane, mentre scopava, come se fosse un uomo: ” Dai, suuuu…. Bra.. vooo…. fai sù e giù……. fai su e giù…….. fammi impazzireeee…… ” ero in uno stato di eccitazione totale, persi il controllo, e per avvicinarmi di più sbattei contro la porta facendo un gran rumore. Buck si staccò da mia nonna e corse verso di me scodinzolando, mentre mia nonna scoppiò in un pianto dirotto. Dopo aver fatto qualche coccola a Buck , lo feci scendere in giardino nella sua cuccia. ; mi avvicinai a mia nonna per tranquillizzarla. Mi fece promettere mille volte che non avrei raccontato a nessuno quel che avevo visto; la rassicurai e la invitai a rilassarsi con un bagno caldo. Andai in camera mia e ripensai non solo a quello cui avevo assistito ma al corpo nudo di mia nonna che avevo visto per la prima volta: Seni cadenti, rughe a non finire sulle cosce, sul culo, sul decoltè. Eppure….. eppure

il pensiero di quel corpo cadente mi aveva eccitato enormemente; dovevo assolutamente farmi una sega! Mentre ero immerso in quei pensieri, entrò mia nonna fasciata in un accappatoio rosa antico; si sedette ai bordi del letto e mi disse: ” Vedi Sam, da quando è morto tuo nonno, non ho più avuto rapporti intimi, ma il desiderio in me non si è più placato. Si manifestava la notte attraverso sogni erotici, lo sfogavo leggendo quei libri rosa per adolescente, che trattano, seppur velatamente, il tema del sesso. Ma sei mesi, mentre mi sdraiai sul letto completamente nuda per riposarmi, Buck mi si avvicinò ed iniziò a leccarmi lì, insomma si… fra le gambe! Provai un piacere intensissimo e ogni tanto ripetevo la scena; mi sdraiavo sul letto chiamavo Buck che arrivava e mi regalava qualche minuto di felicità. Ma le porte del Paradiso si aprirono qualche tempo dopo, quando conobbi Vera una signora poco più giovane di me che aveva un bel dalmata. Vera è una donna molto disinibita e non ebbe problema a confidarmi che il suo cane aveva sostituito in tutto e per tutto il marito!! Mi spiegò per filo e per segno come aveva fatta ad addestrarlo a fare sesso e mi disse che anch’io avrei dovuto fare così con BucK; si disse anzi disposta a svezzarlo lei e nel frattempo farmi divertire con il suo cane. Timida come sono rifiutai, ma una volta a casa iniziai l’addestramento anche io. Sono ormai due mesi che di quando in quando mi faccio “prendere” dal mio bel cagnone. Ma ricorda Sam, Ti prego! , questo deve essere il nostro segreto! ” Eccitato come non mai dall’ulteriore racconto le risposi “Nonna, che ne dici se invece di avere un segreto ne avessimo due? ” Così dicendo cacciai fuori il mio batacchio che ormai stava esplodendo dentro i pantaloni. Lei non disse nulla; si lascio cader via l’accappatoio si avvicinò ed iniziò a spompinarmi. Dio che magnifica pompinara! Alternava profonde ciucciate sull’asta, a saettanti slinguettate sulla cappella, indugiando in particolare sull’uretra!! Stavo impazzendo, ma non volevo godere, o meglio non volevo ancora godere. Le chiesi di fermarsi, e una volta che la distesi sul letto iniziai a leccarle avidamente la sorca: le grandi labbra raggrinzite era rigonfio ed anche il clitoride era eretto. Non appena iniziai a succhiargli il clitoride lancio un urlo tremendo: era già venuta. Mi fermai per farla riprendere ed iniziai a carezzarla e mi impegnai in una pomiciata intensissima. Le nostre lingue si incrociarono più volte, ci scambiammo le salive, ci leccammo reciprocamente i capezzoli ed appena le sentii le grandi labbra del sorcone nuovamente rigonfie la misi a pecora e le conficcai il bastone nella passera, mentre con una mano le palpavo le tette e con l’altra le titillavo il clitoride. Doveva avere una gran voglia la vegliarda se è vero, come è vero, che dopo un quattro/cinque lente stantuffate grido un inequivocabile “Vengooooooooo! ” Stavolta non mi fermai ed iniziai a pistonarla con forza mentre lei incitava: ” Fotti, fotti, fotti nipotino mio! Fotti tua nonna! Fotti, non fermarti! ” Quando capì che non sarei resistito a lungo mi intimo: ” Ora fermarti che la nonna ha in serbo un giochino che nessuna, sono sicurissima, ti ha mai fatto” Obbedii, incuriosito più che mai; Lei si allontanò, andò in bagno e tornò dopo essersi tolta la protesi dentaria! (fino ad allora non sapevo neanche che ne avesse una) Mi prese l’uccello in bocca ed iniziò a sbocchinarlo con la maestria di una puttana professionista, mentre io le leccavo la sorca in un travolgente 69! Nel sentire il mio glande “massaggiato” dalle sue gengive, non resistetti a lungo e le inondai le tonsille con una quantità industriale di sborra, che lei avidamente ingoiò tutta. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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