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Vendesi Tavolo da Ping-Pong

“Dai ti prego, compramelo” gli chiese Carla, la sua bella e focosa fidanzata, mentre con il piede destro strusciava il suo pacco – ormai enorme.
Quasi gli doleva l’uccello intrappolato nei pantaloni, piegati nell’atto di star seduto davanti al computer per scaricare i messaggi dal newsgroup di racconti erotici.
Era ormai una abitudine, quella di leggere i più bei racconti e simularli poi tra il letto, il salotto e la cucina (non necessariamente in quest’ordine) e Paolo era felice di aver trovato una compagna che assecondasse e condividesse il suo interesse per il sesso, non quello estremo fatto di borchie e clisteri, di coprofilia e sottomissione, ma quello allegro fatto di risate ed orgasmi…
Ancora si ricordava, e le carezze della sua Venere bionda al cazzo ormai libero dai pantaloni non potevano che render il ricordo più dolce e vivo, di quando avevano emulato il racconto della prostituta che si vestiva da nipotina per trovare il vecchio “zio” depravato.
Adesso era Carla, che giocava con la lingua sul suo frenulo rubandogli sussurri di piacere, a prevedere piacere e partite a ping-pong in cui le palle non erano necessariamente di plastica e le racchette potevano essere un valido coadiuvante per una dolcissima doppia penetrazione. In un attimo lo schermo divenne nero: aveva chiuso gli occhi e si godeva un dolcissimo pompino che le labbra a cuore di una stupenda ragazza gli stavano regalando, sentiva solo le labbra che gli ingoiavano il membro e lo serravano quando era tutto dentro per regalargli qualche passaggio con la lingua intorno al glande, poi fino alla base e quindi lasciarlo uscire un attimo, accompagnando il movimento con un leggerissimo risucchio pronta al fine per ricominciare tutto il procedimento dall’inizio.
Pochi passaggi e si riprese, aprì gli occhi incontrando quelli azzurri e pieni di piacere della sua Lei, le liberò la bocca sollevandola verso di sé e la avvinghiò in un bacio dolce ed intrigando sentendo in quella bocca una lieve nota del proprio seme: l’eccitazione raggiunse così l’apice, la aiutò a togliere il top celeste e le sfilò il reggiseno a striscia che le comprimeva il bel seno di una terza soffice e sostenuta. I capezzoli eran eretti e pronti da essere accarezzati, cosa che fece lasciando che la lingua li cingesse senza mai soffermarsi e godendo i sospiri di attesa da parte di lei, finché in un attimo li infilò in bocca suggendoli con avidità e ragalandole tra sorpresa ed estasi un orgasmo lancinante che sgorgò in un urlo liberatore che i vicini non poterono non sentire.
Tutta quella eccitazione – pensò – doveva aver prodotto qualche conseguenza alla patatina della sua amica e sollevatale la gonna ed eliminate le mutandine si premurò di constatare con la lingua a quanto ammontasse la sua ricompensa per il piacere sprigionato poco prima.
La fece sdraiare per terra, le piazzò il cuscino della sedia sotto la schiena , le divaricò prima le gambe e poi le grandi e piccole labbra con le dita a forma di rombo… il clitoride eretto lo guardava vibrando di attesa e trepidazione, ma Paolo parve non accorgersene, si piegò lentamente verso l’apertura ed infilo millimetro dopo millimetro la lingua nella vagina di Carla per sorbire ogni stilla che potesse trovare, quel sapore lo inebriava e nulla poteva fare le richieste di un attimo di pausa che sentiva lontane;
“Ti prego – sussurrava Carla – aspetta un seconda, lascia che mi riprenda, fammi respirare” , terminato il pasto decise di divertirsi a colpire con rapidissimo colpi di lingua il clitoride che aveva quasi perso le speranze di essere titillato.
Alla seconda leccata decise di strafare, tendo sempre ben divaricate le piccole labbra ed in bella mostra il loro eretto ospite con una mano, allontanò la mano sinistra, la bagnò prima facendola scivolare dentro l’apertura della vagina e quindi in contemporanea con una suzione del clito infilò tutto l’indice nel buchino posteriore di Carla, che si contorse, tentò qualche debole ritrosia per scoppiare nel secondo fulgido orgasmo della giornata.
Era stato anche più forte del primo, il cuore le batteva al massimo ed era tutta coperta di perline di sudore, difficilmente avrebbe potuto farlo godere se non avesse cercato di prendere il sopravvento su Paolo, sempre più devoto ad i succhi che copiosi gli bagnavano il mento; decise così di alzarsi, stendersi su di lui facendo scivolare il membro di Paolo due o tre volte sul proprio spacco e sul clitoride madido e, quando lo ritenne abbastanza lubrificato, si tirò su d’un tratto facendolo affondare nel proprio culo e prendendo a cavalcarlo con risoluta determinazione.
A Paolo sembrò di impazzire, il suo membro dapprima libero aveva prima gioito del contatto con le morbide carni di Carlo per poi stordirsi nel serrato abbraccio che l’orifizio anale gli aveva tributato, in cerca di un appiglio su cui scaricare la tensione arpionò il seno di lei, uno per mano e le stropicciò i capezzoli fino all’orgasmo, che arrivò ben presto aiutato dal fatto che lei, sdraiatasi per una attimo continuando la cavalcata avesse morso i suoi virilissimi capezzoli eccitati.
Le spinte del suo uccello sembravano non fermarsi più, tre, quattro spasmi sputarono tutto il suo seme nelle viscere della donna che gli aveva regalato tre quarti d’ora di passione e follia e, tra il sognate ed il trafelato, penso a quanto sarebbe stato bello farlo sul nuovo tavolo da ping-pong automatico… FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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