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Vendetta

Vendetta

Anche quest’anno è arrivata l’estate.
Laura mi ha lasciato il mese scorso.
Laura mi ha lasciato sicuramente per qualcuno.. . , e non so chi è.. . STRONZA! ! !
Chissà com’è ma se una ragazza ti deve lasciare non lo fa mai durante l’inverno, ma sempre prima dell’estate.
Quest’estate la passerò da solo e in fin dei conti mi va bene così.
Una pausa di riflessione dice lei .. . ma ho capito che è finita.. .
Però mi brucia il modo in cui me l’ha detto, senza nessun preavviso, dalla sera alla mattina, senza una spiegazione e senza dirmelo in faccia.
Una telefonata con aria quasi seccata e .. . ne parliamo dopo l’estate.
Pensare che la sera prima c’eravamo divertiti insieme.. .
“Che fette di prosciutto che avevo sugli occhi”.
Laura non mi aveva mai concesso molto, non eravamo mai andati a letto insieme, mi diceva che preferiva aspettare il matrimonio. Delle sue nudità manco a parlarne, tutt’al più la mano infilata sotto la maglietta. Ed al mare quanto avrei voluta vederla in topless, ma niente.
Solo ora capisco che se stavo con lei era solo nella speranza di avere qualcosa in più da lei e quando non ci sono alternative.. .
Quella situazione mi ha portato ad accettare tutte le sue condizioni pur di non perderla.. .
Capisco che una ragazza ti possa lasciare, ma l’inganno e la presa in giro mi fanno impazzire dalla Rabbia e voglio VENDETTA! ! !
Premetto che non sono violento e non farei del male fisico a nessuno, ma quando una persona non rispetta il prossimo e se ne approfitta dei suoi sentimenti, la voglia di ricambiare il trattamento ricevuto è alta.
Ricordo la sua password di posta elettronica e così di tanto in tanto controllo la sua posta.
Scopro da una e-mail che ha prenotato una piazzola in un campeggio all’Argentario.
Che stronza, quante volte le avevo chiesto di passare una vacanza in campeggio e mi ha sempre rifiutato la proposta, dicendo che è scomodo, come fa una ragazza con le sue cose e scuse del genere.. .
Come qualunque persona depressa per tirarmi su di morale vado a fare acquisti. Compro come avevo sempre desiderato una telecamera digitale. L’ultimo modello della Sony. Fantastica! ! ! , qualcosa per il mio computer e mi rifaccio il guardaroba.
Un altro bisogno è quello di cambiare look.. .
Mi taglio i lunghi capelli, che tenevo lunghi per lei, quasi a zero e lascio crescere la barba che lei odiava.
Dopo tre settimane non sembravo più io. Il casolino (=proprietario di piccolo negozio di alimentari) sotto casa non mi aveva persino riconosciuto.
Leggo dalla sua posta la conferma al campeggio. Le indicano persino la piazzola.
Prenoto anch’io lo stesso campeggio, e chiedo espressamente una piazzola vicino alla loro. Mi accontentano dicendo che il campeggio non è poi così pieno, c’è persino possibilità di scelta.
Parto la sera dopo il loro arrivo in campeggio. Appositamente arrivo verso in piena notte.
Sbrigate le formalità mi avvicino alla loro piazzola. Non c’è nessuno nei paraggi.
In silenzio monto la mia tenda ad igloo alle spalle della loro tenda a casetta.
La fisso al confine delle due piazzole, ed in modo che i due ingressi si diano le spalle.
Le due tende nel retro quasi si toccano.
Lui non deve essere un grande campeggiatore, visto il modo in cui ha montato la tenda. La parte dietro è quasi tutta senza picchetti, e la tenda non è nemmeno delle migliori, visto che è fatta da un telo solo, senza intercapedini.
Sai che risate se piove.. .
Finito di montare la tenda, alla prima luce dell’alba vado a fare il bagno. In spiaggia non c’è nessuno. Ne approfitto, mi spoglio nudo e mi godo la natura ed il mare.
Rientro in tenda e dormo.
Mi sveglio che è quasi mezzogiorno.
Ascolto i rumori e non sento persone nelle vicinanze. Esco, controllo e vedo che la loro tenda è chiusa.
Vado in spiaggia ed in lontananza vedo Laura.
è distesa con il suo costume intero. Lui è un bel tipo, di quelli che piacciono molto alle donne. Alto carnagione scura, capello nero raccolto all’indietro e una discreta forma fisica. Si sono messi quasi alla fine della spiaggia, dove inizia la scogliera.
Vado a sistemarmi tra gli scogli in modo da poterli osservare senza farmi vedere.
è strano ma non sono geloso di lui, voglio solo fargliela pagare a Laura.
Con in testa il cappellino con il frontalino sempre abbassato li osservo. Prendo la Mia telecamera punta su di loro, metto lo zoom quasi al massimo e li guardo.
Sto quasi per premere il REC quando si alzano e vanno a fare il bagno.
Quando sono in acqua li seguo con la telecamera. Vanno al largo, ma non abbastanza per la mia Sony. Si abbracciano e si baciano. Lui riesce ad abbassarle il costume ed accarezzare i suoi bianchi seni, che ogni tanto emergono dall’acqua.
All’avvicinarsi di due bambini con maschera e pinne si ricompongono e tornano a riva. Peccato.. .
Ritorno al campeggio vado a farmi una doccia e mi siedo fuori dalla tenda. Vedo girare fuori dalla loro tenda una ragazzina sui 19 anni. Mi pareva di averla già vista da qualche parte ma non ricordavo dove.
Al loro ritorno dalla riva ricostruisco il tutto. Era Silvia, la sorellina di Laura. Sorellina si fa per dire, visto che aveva solo quattro anni in meno di lei. Non l’avevo mai conosciuta di persona, ma solo intravista in qualche foto.
Ricordo che Laura non me ne parlava molto e che non andavano molto d’accordo.
Devo dire che Silvia è davvero carina, alta, bionda, capelli corti scalati, due spalle larghe, un fisico senza molte curve come hanno le nuotatrici agoniste come lei.
Silvia dormiva nella piccola canadese vicina alla loro. Probabilmente Laura avrà dovuto portarsela dietro per far contenti i suoi genitori.
Dopo la cena vedo Silvia con i piatti in una bacinella andare verso il lavatoio. Prendo le mie poche stoviglie e la seguo.
Si liberano due lavelli vicini, e mi affianco a lei con le mie stoviglie.
I bello del campeggio è che è così facile fare conoscenza.
Le chiedo se mi presta un po’ di detersivo. Mi sorride e me lo porge. Le chiedo se è qui da molto e Silvia inizia a parlarmi per niente seccata del mio interessamento.
Mi racconta che è arrivata da poco con sua sorella ed il suo ragazzo, mi dice da dove viene e mi chiede da dove sono, insomma, facciamo le classiche chiacchiere di circostanza e di conoscenza. Io finisco di lavare le mie poche cose e me ne torno in tenda.
La mattina seguente sul tardi li vedo tutti e tre andare in spiaggia.
Laura e il suo tipo non dovevano essere molto di compagnia perché presto vidi tornare Silvia in campeggio. Feci in modo di incrociarla e di salutarla. Mi sorrise e ricambiò il saluto, ma nulla di più.
Ritornai alla spiaggia, dove Laura col tipo compirono lo stesso rituale del giorno prima.
Il pomeriggio sapendo che erano in spiaggia tutti e tre mi dedicai al mio piano di vendetta. Avevo comprato una telecamera tipo la QuickCam, ma solo un tantino più piccola, e senza involucro di plastica, preparai un filo lungo ed il jack per collegarla alla Sony. Poi con molta attenzione studiai come riuscire a piazzarla nella loro tenda.
Di giorno però non potevo farlo, e quindi dopo aver studiato il piano andai in spiaggia.
Alla sera aspettai che cenassero e raggiunsi Silvia al lavatoio. Le chiesi informazioni su come raggiungere l’isola del Giglio. Lei non c’era mai stata e dopo molte chiacchiere con molta faccia tosta le chiesi se voleva farmi compagnia.
Finito di lavare le stoviglie la accompagnai quasi fino alla tenda, stando attento di non cadere sotto lo sguardo di Laura.
Probabilmente anche lei non voleva farsi vedere da sua sorella con un ragazzo.
La mattina seguente vedo Laura andare in spiaggia con il suo tipo, così raggiungo Silvia e poco dopo ci imbarchiamo per l’Isola del Giglio.
Il viaggio è breve, parliamo del più e del meno e scopro in lei una ragazza sveglia e decisa. Una di quelle che sa cosa vuole dalla vita e che non si fa influenzare molto dagli altri.
Non so com’è ma finiamo col parlare di parità di diritti tra uomo e donna. Le racconto di quello che ho visto nell’ex-URSS, dove la donna fa gli stessi lavori di un uomo, dal muratore, al sorvegliante delle metropolitane ecc.. .
Continuiamo a parlare delle differenze dei vari paese, sui costumi differenti, e su molto altro.
Scopriamo di amare entrambi il nuoto, io sono istruttore e lei agonista, di amare il contatto con la natura ed i posti poco frequentati.
Arrivati al Giglio prendiamo a noleggio un motorino.
Lei si siede dietro e si aggrappa a me. Il contatto con il suo corpo mi eccita.
La mattina stiamo un paio di ore su una spiaggia super affollata, e poi stanchi della gente col motorino saliamo fino al Castello, e poi giù dall’altra parte dell’isola. A metà discesa vedo l’inizio di un sentiero poco battuto.
Ci fermiamo e dalla cartina sembra che porti al mare. Silvia è entusiasta di quella piccola avventura. Parcheggiamo il motorino ed iniziamo l’escursione. In qualche tratto la discesa è difficile e l’aiuto tenendola per mano. Mi piace stringerle la mano, ha una bella mano, forte e al tempo stesso femminile.
Arriviamo grondanti di sudore in una insenatura d ghiaia. Non è sabbia ma va bene lo stesso. Silvia si spoglia e rimane in costume intero .. . ma cos’è un vizio di famiglia?
Ci tuffiamo in acqua e nuotiamo un po’.
Risaliamo a riva e mi butto al sole.
Inizio a credere che a Silvia non dispiaccio affatto.. .
Si stende a pancia in giù, si abbassa il costume e mi chiede di spalmarle un po’ di crema sulla schiena.
Impossibile rifiutare.
Il solo toccare quel corpo mi fa impazzire! ! !
Le spalmo la crema sulla sua schiena abbronzata in maniera quasi ridicola dal segno di vari costumi interi che la coprivano in maniera diversa. Le faccio notare la cosa. Mi spiega che normalmente si allena all’aperto e quindi le rimane il segno.
Finito di spalmarle la crema mi stendo anch’io a pancia in giù per nascondere l’erezione. Le chiedo se mi spalma la crema. Solleva il costume senza infilare le spalline e si alza tenendolo con una mano in modo da coprire i seni. Con l’altra versa un po’ di crema sulla schiena ed inizia a spalmarla. Chiudo gli occhi godendomi il massaggio e quasi non mi accorgo che anche l’altra mano si appoggia sulla mia schiena. Aspetto un attimo e poi apro lievemente gli occhi tenendoli socchiusi.
Riesco a vederle il suo bianco stupendo seno sodo e con un bel capezzolo.
Quando sta per finire apro del tutto gli occhi e lei con il solo braccio si copre il seno e torna a sdraiarsi a pancia in giù. Ci godiamo il sole e solo quando l’erezione si fece meno mi girai ed andai a sedermi in riva al mare con le gambe in acqua. Lei mi raggiunse, tenendo sempre con la mano il costume per coprire il seno. Si sedette vicino a me, e nel farlo, le scivolò il costume, facendomi intravedere i suoi seni. Una volta seduta, se li ricoprì. Il suo costume stava appoggiato al suo seno. Iniziai la lanciare sassi e cercare di farli rimbalzare. Anche Silvia si mise a giocare con me, ed a ogni lancio il suo costume cadeva. Lo sistemò ancora due o tre volte, dopodiché lo lasciò giù del tutto rimanendo in topless. Ovviamente cercavo di essere discreto e per non metterla in imbarazzo cercavo di non far pesare troppo il mio sguardo su quei candidi seni.
Ero così emozionato ed eccitato dalla situazione, dal fatto che Silvia si era messa in topless per la prima volta proprio con me, che le gambe mi tremavano per l’emozione.
A metà pomeriggio ci raggiunse sulla spiaggia una coppia sui 50 anni. Inizialmente Silvia si coprì, ma poco dopo si rimise in topless. Ormai eravamo così in confidenza che mi confessò che era la prima volta che si metteva in topless e che l’iniziale imbarazzo era stato superato dalla comodità di stare a seno nudo e da una piacevole sensazione di contatto con la natura.
Arrivata era sera tornammo al campeggio. La accompagnai fino alla tenda e alla vista di Laura, mi salutò in fretta dandomi appuntamento per domani, .. . dove ieri e come ieri. Per fortuna Laura non mi riconobbe.
Dentro la tenda sentii Laura fare molte domande a Silvia, che seccata rimaneva vaga nelle risposte.
Che rompipalle! ! !
Quella sera li vedo uscire tutti e tre.
Alle due rientrano e mentre Silvia va a letto loro vanno a farsi una doccia. Ok! Applico il mio piano. Mi metto dietro la loro tenda, alzo il retro ed infilo la telecamerina e la nascondo per bene. Torno in tenda, ed aspetto.. .
Arrivano, Laura si toglie l’accappatoio, rimane nuda per un attimo, si infila una maglietta lunga e si butta sul materassino. Lui con l’asciugamano sulla vita si stende di fianco e poco dopo s’addormentano.. .
Alle sei di mattina sono sveglio. Per curiosità accendo la telecamera, e li vedo dormire. Sto per spegnere, quando lei inizia ad accarezzare l’erezione mattutina del suo tipo. Lui si sveglia e lei scende con la bocca sul suo pene ed inizia a spompinare.
Che stronza, con me era tanto se me lo toccava.
Si vede che non ha molta pratica, e lui le afferra la testa e la guida. Deve avere molto potere su di lei, perché con me al solo pensiero mi avrebbe accusato di essere un porco.
Dopo un minuto la interrompe, la fa salire a cavalcioni e iniziano a fare l’amore, prima lentamente, poi con sempre maggior foga, fino all’apice.
Premo il tasto stop, e mi sento in colpa per averli registrati.
Cosa mi succede? Forse l’incontro di Silvia mi sta facendo diminuire il rancore che provo per Laura? O forse un attacco di buonismo? .
Riavvolgo la cassetta e cancello il nastro.
All’ora stabilita vado all’ingresso e trovo Silvia che mi aspetta. Come il giorno prima partiamo con destinazione il Giglio.
Oggi Silvia è stupenda, ha i capelli raccolti all’indietro e nonostante le sue lievi orecchie “a sventola” sta benissimo, indossa dei jeans tagliati corti e una maglietta celeste.
Sul ponte del traghetto con il vento contro, mi distraggo dai suoi discorsi per colpa della maglietta che le aderisce sul torace, libero da costrizioni per l’assenza del reggiseno, mettendo in risalto le sue piccole e rotonde forme puntate da un capezzolo in erezione.
Avrei voglia di interromperla con un bacio, ma non ho il coraggio di farlo, forse la paura di un rifiuto o di forzare le cose. è strano ma in questi momenti Laura mi sembra cosa passata, anche se la rabbia per il trattamento ricevuto è ancora forte.
Sbarchiamo sull’isola e Silvia mi chiede perché porto la barba. Indeciso su cosa rispondere le raccontai la verità. Scoprì così che qualche mese prima ero molto diverso sia nell’aspetto che nella persona e che tutto ciò era dovuto ad una storia finita male, a causa di una persona che mi aveva fatto soffrire.
Quando mi chiese come si chiamava risposi prontamente Laura.
Silvia non capì e disse: “come mia sorella”.
Ne approfittai e girai l’argomento su Laura. Scoprii che non sapeva nemmeno che ultimamente sua sorella era stata con me. Che stronza! ! ! (Laura ovviamente).
Ma non amava molto parlare di sua sorella, così cambiai argomento.
Noleggiammo il solito motorino e cercammo una nuova spiaggia dove starcene soli.
Questa volta l’escursione fu molto più breve ed arrivammo in una spiaggia da sogno. Sarà stata larga una ventina di metri, non visibile dalla strada e con una sabbia molto fine.
Ci sistemammo e Silvia lasciò il suo costume arrotolato in vita. Tirai fuori le mie cose dallo zaino, tra le quali la mia Sony.
Iniziai a filmare il paesaggio, e finii con una inquadratura su Silvia che si lasciò riprendere al sole coprendosi i seni con le sole mani. Il fatto che in certe condizioni tenda a coprirsi mi rende eccitante il rivederla seminuda.
Posata la telecamera andammo a fare una bella nuotata. Tutti e due avevamo gli occhialini, e vederla nuotare con i seni nudi è davvero una cosa eccitante. La tentazione di avvicinarmi per toccarla, abbracciarla e/o baciarla era sempre più grande.
Godo della situazione e la cosa che mi piace di più è che con me si sente rilassata.
Nuotammo a lungo e dopo aver ammirato i bei fondali che offre quella parte di isola ci fermammo vicino alla spiaggia, dove si tocca.
In pochi minuti la spiaggia iniziò ad affollarsi. Prima un gruppetto di ragazzi che con i loro sguardi insistenti fecero sentire in imbarazzo Silvia che srotolò la parte superiore del costume dalla vita per coprirsi il seno e poi altra “gente” ancora.
Essendo vicina l’ora di pranzo decidemmo di lasciare la spiaggia e visto che domani sarebbe stato il compleanno di Laura, Silvia, ne avrebbe approfittato per vedere qualcosa per sua sorella.
Mentre cercavamo dove mangiare, avrei voluto baciarla, ma mi sarei sentito uno stronzo se non le avessi raccontato la verità su Laura. Quindi seduti a tavola affrontai l’argomento. Le confessai che ero stato con sua sorella e di come era finita tra noi. E mentre parlavo mi accorgevo che la storia con Laura ormai era conclusa.
Terminai il racconto spiegando che di Laura non me ne fregava più niente, anzi, non mi spiego come ho fatto a stare con lei e che l’unica cosa che provavo era solo rancore.
Le chiesi scusa di non averle raccontato tutto subito e che se le ho raccontato la verità è proprio per la stima e il rispetto che avevo maturato per lei.
Silvia rimase a lungo in silenzio ed io rimasi zitto per paura di una sua reazione negativa. Solo verso la fine della cena la vidi sorridermi e intimarmi di non nasconderle più niente, altrimenti mi avrebbe allontanato.
Scoprimmo un altro punto in comune, l’odio verso Laura.
Mentre concludevamo il pranzo gustandoci un bel gelato, osservai che fuori dal negozio adiacente al nostro tavolo c’erano esposti alcuni costumi da bagno. Il mio sguardo era attratto in particolare da alcuni perizomi di vari colori.
Alzati da tavola mi fermai a guardare la vetrina. Silvia si fermò a guardare dei costumi a due pezzi. Qualche modello le piaceva troppo, ma il prezzo non glielo permetteva. Scherzosamente le proposi di prendere un perizoma. Lei invece seriamente prese in considerazione la proposta chiedendomi se secondo me le sarebbe stato bene.
Certamente che sarebbe stata bene in perizoma. Così dopo qualche momento di ripensamento tornammo a passeggiare con una sacchetto contenente due perizomi. Uno blu per lei ed uno appositamente bianco per sua sorella.
Che tipo che è Silvia, mi sa che per il compleanno ha intenzione di farle qualche scherzo.
Passiamo il pomeriggio su degli scogli fuori dal paese. Scegliamo un posto lontano da sguardi indiscreti e ci sistemiamo. Silvia si lega alla vita l’asciugamano e sfila il suo costume per infilare il perizoma. Toglie l’asciugamano e mi vede sorridere. Mi chiede se le sta male. Sei bellissima! ! ! E mentre lo dico mi sto ridendo perché che ha un culetto bianco bianco. Se ne rende conto anche lei e ridiamo assieme.. .
Sul davanti il perizoma le copriva a malapena il suo sesso, che si faceva notare con la fuoriuscita di qualche peletto biondo.
Si toglie la maglietta e si sdraia vicino a me.
Senza proferire parola mi porge la crema solare e si sdraia a pancia in giù. Inizio a ungerle la schiena e presto arrivo vicino al suo sedere. Mi sposto vicino ai piedi. Inizio dalle caviglie, poi i polpacci e poi sempre più su, fino a fermarmi prima del suo bianco culo.
“mi raccomando mettila bene altrimenti mi scotto” Il cuore mi si riempie di gioia ed emozione. Inizio percorrerle le gambe ritmicamente fermandomi ogni volta sempre più su, in modo da non soffermarmi solo sul suo bel culo. L’eccitazione sale a mille. Passando nell’interno coscia la sento trattenere il respiro. Non oso andare oltre, ma continuo a massaggiarla finche lei non si gira. Pensai preoccupato che potrebbe essersi offesa o di aver sbagliato qualcosa, invece in silenzio si avvicina al mio viso ed inizia a baciarmi appassionatamente. Presto le mie mani iniziarono a percorrerle tutto il corpo raggiungibile, soffermandosi spesso sui suoi seni sodi e compatti. Il suo capezzolo duro tra le mie dita mi regalava sensazioni paradisiache.
Fui felice di sentire che anche le sue mani percorrevano il mio corpo scoprendo una predilezione per il mio culetto.
Esausti ci fermammo distesi e rompendo il silenzio mi disse che ero uno stronzo, perché ero riuscito a conquistarla. Ne fui felice e ci baciammo ancora.
La sera rientrammo in campeggio. La lasciai davanti alla tenda, e al sopraggiungere di sua sorella mi diede un bacio e mi disse di andarmene e che avrebbe cenato con me.
Mi allontanai prima che Laura potesse vedermi tropo bene e riconoscermi.
Mentre andavo a farmi la doccia sentii Laura che bombardava di domande Silvia, col tono da madre che interroga il bambino che ha combinato qualche malanno.
Torno dalla doccia e mi sistemo in tenda. Me ne sto sdraiato un po’ e poi mi vesto per la cena. Silvia mi raggiunge e velocemente usciamo dal campeggio per recarci in pizzeria.
Era di umore nero, Laura l’aveva fatta proprio arrabbiare.
Non sopportava l’intromissione di sua sorella nella sua vita privata.
La pizza si fece attendere e quando uscimmo era ormai mezzanotte. Comprammo due birre al bar e ci recammo in spiaggia a guardare la luna. Dopo aver finito la birra Silvia iniziava a rilassarsi. Corsi al baldacchino che vendeva bibite dietro alla spiaggia prima che chiudesse e ne comprai le ultime due di una marca mai vista prima.
La birra non era gran che, ma Silvia non se ne accorse. Passeggiammo ancora e ci fermammo nuovamente a parlare nella spiaggia vicino al campeggio.
Stanchi di stare seduti e un po’ brilli iniziammo a passeggiare lungo i mare allontanandoci da un gruppo di ragazzi che avevano fatto un falò e stavano suonando la chitarra.
Suonavano bella musica e con Silvia ci allontanammo abbastanza da non essere visti nell’oscurità.
Ridendo e scherzando finii con tutte le scarpe nell’acqua e trascinai con me Silvia.
“Senti non è fredda l’acqua, dai facciamo il bagno! ! ! ”
“E come faccio senza costume”
“Non hai le mutande? ”
“Si ma è il completino intimo nuovo, è delicato! ! ! ”
“Allora si fa il bagno nudi! ! ! ”
“Ma sei pazzo! ! ! ”
“Dai se non le facciamo ora queste pazzie quando ci capita ancora nella vita? ”
Silvia si sfila il vestito blu rimanendo col suo completino bianco in seta o raso, non capivo bene. Si slacciò il reggiseno controllando che non ci fosse nessuno nei paraggi posandolo piegato sopra i vestiti. Infine si levò le mutande appoggiando anche quelle. Nonostante la poca luce della mezza luna che sorrideva nel cielo, riuscii a vederle il suo biondo sesso. Era ben curato, e lo trovai subito adorabile. Corremmo in acqua e dopo essere riemersi dal tuffo ci baciammo. L’acqua non era poi così calda e quindi quasi subito uscimmo.
Le prestai la mia maglietta da usare come asciugamano. Rimasi a guardare il suo bel corpo finché si asciugava.
Mise il suo completino intimo nella borsetta e indossò il vestito blu.
Ritornati al campeggio erano ormai la 4. 00. Andammo a prendere il necessario per fare la doccia e ci trovammo davanti ai bagni. A quell’ora non c’era nessuno. Entrai con lei nel bagno delle donne. Entrammo nell’ultima delle cabine che purtroppo non hanno porte.
Lei si tolse l’accappatoio rimanendo nuda davanti a me, io appoggiai il mio asciugamano all’appendino e anch’io nudo la raggiunsi sotto il getto si acqua calda. Ben presto eravamo aggrovigliati gustandoci i nostri corpi. La mia erezione era soggetto di molte carezze, così trovai il coraggio di ricambiare, accarezzando con tutta la delicatezza possibile il suo sesso.
Le nostre effusioni furono interrotte dall’ingresso di una ragazza sui 30 anni, che dall’aspetto doveva essere tedesca. Velocemente ci coprimmo ed uscimmo mentre lei si stava togliendo l’accappatoio per entrare in doccia.
Corremmo ridendo verso la tenda. E la invitai da me per farle assaggiare la vodka che avevo in tenda.
Entrammo e ci sedemmo sul materassino. Iniziammo a sorseggiare dalla bottiglia, e presto fummo nuovamente brilli. Sottovoce per paura che Laura nella tenda dietro ci potesse sentire mi disse che domani per il compleanno dovevamo farle un bello scherzo e se poteva usare la mia Sony. La vodka era davvero forte e presto ci addormentammo ubriachi.
La mattina ci svegliammo che era quasi mezzogiorno. Silvia uscì subito controllando che non ci fosse Laura nei paraggi e corse nella sua tenda. Avevamo appuntamento per il pomeriggio.
Alle due del pomeriggio vedo che Silvia sta mangiando con Laura e il suo tipo. Prima del dolce per festeggiare il compleanno, Silvia tira fuori il regalo.
Silvia ha sempre odiato sua sorella perché ha sempre fatto la moralista e la pudicona con lei, negando anche le cose più palesi.
Laura prende il pacchettino del regalo tutta contenta e quando scopre cos’è ci rimane male.
Il suo tipo insiste e la convince a provarselo. Laura entra nella tenda e senza uscire dice:
“Non lo metterò mai! ! ! ! “.
Ma il suo tipo che si stava eccitando apprezzò proponendole di metterselo nel pomeriggio per andare in qualche posto poco frequentato.
Laura non era convinta.
Verso le tre del pomeriggio Silvia mi raggiunge e un volta presa la telecamera mi chiede di seguirla.
Camminammo a lungo e arrivammo a destinazione in un posto deserto.
Stavano facendo il bagno. Ci nascondemmo dietro degli scogli, e accesi la telecamera.
Laura uscì lentamente dall’acqua, prima il suo seno, e poi nella sua interezza. Il perizoma bianco era diventato trasparente, e la cosa più intrigante è che, “la pudicona”, aveva il sesso depilato. Quindi la stoffa le aderiva completamente disegnandolo. Praticamente era nuda. Facemmo qualche altra ripresa mentre era in effusioni spinte con il suo tipo. Lei lo masturbò fino a farlo venire. Ma lui non ne aveva abbastanza. Si Tolse i boxer e presa la testa di Laura la guidò sul suo membro. Lei iniziò leccare e a spompinare fino all’arrivo della nuova erezione. Dopodichè si spostò e senza togliere il perizoma, ma solo spostandolo, lui iniziò a penetrarla. Sembrava instancabile e nonostante il caldo andarono avanti per più di mezz’ora. Silvia si stava godendo la quantità del materiale che stavo filmando che avrebbe potuto usare per ricattare sua sorella.
Quando ebbero finito tornarono in acqua.
A questo punto Silvia mi stupisce ancora.
La seguo e lungo la spiaggia raggiungiamo gli asciugamani di Laura e tipo.
Ci sediamo lì finché loro sono al largo e aspettiamo che risalgano.
Mentre si avvicina alla riva Laura si accorge della nostra presenza. Si ferma vicino alla riva, ma senza uscire dall’acqua, chiedendo a Silvia cosa ci facevamo lì.
“Sono venuta a vedere come ti sta il io regalo”. Il tipo la raggiunge e la invita ad uscire, intanto mi si avvicina e mi porge la mano presentandosi. Gianadolfo, che cazzo di nome è Gianadolfo? Mah? è incredibile, Laura non mi ha ancora riconosciuto! ! ! , forse è troppo preoccupata di uscire in quello stato.
Silvia intanto prende la Sony e la tiene pronta per filmare.
Gianadolfo, visto che Laura non si convince ad uscire, la raggiunge e la porta fuori con la forza. Che spettacolo! ! ! ! Laura, esce con Gianadolfo che la costringe a mettere in mostra tutto il suo bendidio e il perizoma trasparente. Silvia con la telecamera accesa incitava Laura a farsi riprendere per bene, con Gianadofo che faceva in modo che si mettesse in mostra. E sul più bello, mentre ormai, rassegnata, cede le sue nudità alla nostra vista, sentendo la mia voce mi riconosce, sbiancando in viso e chiedendomi se ero davvero io coprendosi con l’asciugamano.
Silvia allora disse:
Laura ti presento il mio fidanzato! ! !
Rimase zitta e sconfitta. Si sentì violata e impotente. Era stata sconfitta dalla sorella più piccola che ora l’aveva in pugno, e dal suo ex che ormai avevo visto la parte di lei che non aveva voluto far vedere.
Silvia impedì che ci fossero altri dialoghi salutando.
“Ciao sorellina, ti sta proprio bene quel costumino, ci vediamo.. . ”
Zitto la seguii e quando fummo lontani ci abbracciammo ridendo come pazzi.
La nostra vendetta ormai era completa.. .. .
Silvia ed io dopo un anno conviviamo a Ferrara. Lei studia Matematica all’università, ed io faccio il web-manager per un provider del posto.
Laura non si fa sentire molto e non si è permessa più di rimproverare i comportamenti di Silvia. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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