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Viaggio in treno

Era un po’ di tempo che non vedevo il mio fratellino per cui quando seppi che si sarebbe congedato in quel fine setti-mana decisi di andarlo a prendere. Salutai mia moglie e partii.
Giunto a Gorizia ebbi la sgradita sorpresa di sapere che per un ordine superiore mio fratello sarebbe ritornato dall’ultima esercitazione solo dopo altri tre giorni.
Decisi di rimanere ed aspettarlo. Il gruppo dopo un mese sulle Alpi ritornò il giovedì mattina, così quella stessa serà programmammo il ritorno in treno.
Tutto sommato quel ritardo fu salutare, mi rilassai, conobbi la città, etc… solo mia moglie mi mancava un po’.
Alla stazione mio fratello si presentò con un altro militare che tornava a casa per una licenza.
Partimmò.
Non capivo se mio fratello fosse contento della mia compagnia, ma di certo dopo un po’ cominciò a parlare con l’altro ragazzo – eravamo soli nel compartimento – e stentavo a riconoscerlo dai suoi discorsi.
Parlavano di ragazze, e mio fratello lo faceva con disinvoltura e minuzia di dettagli, anzi sottolineava come gli pesava il mese passato fra i monti “senza fighe da leccare”, io quasi mi isolai imbarazzato per lui.
Ogni tanto annuivo, ed i miei pensieri in realtà erano da un’altra parte.
A Venezia il treno si affollò decisamente e nel nostro scompartimento entrarono due signore che si accomodarono di fronte. Il caldo d’Agosto faceva salire fino alle mie narici il profumo delle loro fighette… scivolai “casualmente” sul sedile e constatai come per quella seduta davanti a me le mutandine fossero un’indumento inutile.
Il profumo cominciò ad evere effetto sul mio cazzo, … la luce era accesa, .. i ragazzi ora parlavano di altro, ma non potevo certo toccarmi lì.
Così uscii … misi la mano nella tasca destra e lo liberai da una posizione che in quello stato non era più sopportabile.
Con mia sorpresa, e con la scusa di accendere una sigaretta, la tizia venne nel corridoio …
“problemi? “… mi disse fissando i miei pantaloni.
“Nessuno! ” risposi, ma ritirai la mia mano dalla tasca, sbottonando un bottone della camicia
“… che caldo fa, nonostante sia notte” dissi.
Intanto i ragazzi decisero di spegnere la luce.
Mentre la tizia fumava la sua sigaretta, in modo eccitante… facendo scorerre il filtro fra le sue labbra e poi, dopo aver fatto un tiro, eliminava lentamente il fumo facendone anelli.
Io ero sempre più eccitato, lei lo capì…
Era una professionista, ne ebbi la certezza qualche attimo dopo quando mi strizzò l’occhio e mi disse che mi sarebbe costata poco più di un pacchetto di sigarette.
E mentre lo diceva si tirava indietro verso la toilette. Io non mi ritirai, non potevo… il mio membro era dolorante … entrò prima lei, poi io feci giusto in tempo per chiudere la porta che i miei pantaloni erano giù.
Capì tutto, lo prese subito in bocca ed al primo, al secondo risucchio la inondai di sborra… mi sentii rinato .. liberato.
Era la prima volta che tradivo mia moglie dopo il matrimonio.
Ma questi pensieri passarono subito in secondo piano, la sua mano stava massaggiando le mie palle, poi cominciò a salire verso il glande con un movimento sussultorio quasi volesse estrarre fino all’ultima goccia di sperma.
La sua lingua costantemente tornava sul glande ed assorbiva gli ultimi residui.
Ci fu un attimo di blocco da parte mia, ma lei postasi in piedi prese la mia mano portandola sulla sua passera umida, lì cominciai a esplorarla ma non mi diede tempo perchè così … umida, bagnata, la avvicinò alle mie narici, alla mia bocca … non ci vidi più.
Il mio cazzo era tornato prepotentemente in tiro… lei si mise di spalle mostrandomi il suo buchino mentre si apriva con le mani.
Non l’avevo ancora fatto con mia moglie… ma quì era diverso… lo accostai cominciando per tentativi a spingere.
Dopo una resistenza iniziale di colpo entrò tutto… aumentai il ritmo… sudavo e lei gemeva sotto i colpi sempre più potenti del mio cazzo… gli venni in un’orgasmo imperioso.
Dopo l’ultimo colpo (palle comprese) si sfilò velocemente da me … riprese a pulirmelo… e solo la consapevolezza di essere in treno … il mio fratellino che poteva chiedersi dove fossi… mi convinse a smettere.
Pagai, effettivamente molto poco rispetto al servizio offerto, mi ritirò su i pantaloni ed uscimmo.
Fuori incrociammo il controllore che lanciò un sguardo complice alla tipa.
Ci riaccomodammo, l’uno di fronte all’altra, mentre i due ragazzi e l’altra signora dormivano.
A Bologna il treno si svuotò letteralmente, un tizio chiese se c’era posto ma poi fece accomodare solo la moglie che aveva accompagnato alla partenza.
Pensava sarebbe stata al sicuro in uno scompartimento affollato piuttosto che in uno vuoto.
A Rimini le prime due signore ci salutarono entrambe con un certo calore.
E le salutammo dal finestrino del corridoio.
Al rientro ci sedemmo a scacchiera perchè la signora di Bologna si era seduta al centro sul lato prima occupato da noi.
Così mio fratello si sedette al centro dall’altro lato, l’amico presso il finestrino ed io vicino alla porta.
Niente male, era notte fonda abbassamo le tende ed il parasole, spegnemmo al luce e ci addormentammo.
Alle prime luci dell’alba mi svegliai, com’ero solito fare, la luce radente non colpiva i nostri volti mentre i due ragazzi e la signora dormivano di un sonno profondo.
Dopo una mezz’ora sentii dei leggeri mugolii, senza far rumore socchiusi gli occhi e mi accorsi che sia mio fratello che l’amico stavano sognando qualcosa di “caldo” perchè muovevano leggermente i loro corpi mentre la luce radente metteva in evidenza una notevole erezione sotto i loro pantaloni.
Anche la signora si svegliò… feci finta di dormire ancora. Curioso di vedere come avrebbe reagito.
Ormai la luce dell’alba aveva inondato lo scompartimento mentre il sogno dei due ragazzi sembrava non volesse terminare, la signora cominciava a reagire… guardò la porta ma non uscì… avrebbe dovuto scavalvare le mie gambe che poggiavano sull’altro sedile.
Volevo quasi fare un rumore… qualcosa, per svegliare i ragazzi e far cessare quell’atmosfera che si andava facendo sempre più pesante, ma la mia curiosità mi convinse a non far nulla.
Fu lei invece a far qualcosa.
Alzò il bracciolo che la separava dall’amico di mio fratello e fece arrivare la sua mano sulla patta dei pantaloni della divisa … tirò delicatamente la cerniera, slacciò la cintura, il “mostro” faceva già capolino dai boxer tanto che dopo quell’intervento, liberato, si erse in tutta la sua lunghezza… avvicinò le mani … tirò la pelle scappellandolo .. poi con la sua bocca…
Un altro rumore mi distrasse… mio fratello sempre nel sonno (? ) s’era sfilato la scarpa destra, vidi allora il suo piede salire ed avvicinarsi… andare fra le gambe della signora. Incredibile, ma era il mio fratellino quello?
Le sue cosce si strinsero attorno al piede di mio fratello… le sue labbra prendevano in se il cazzo del militare quando lo stesso amico di mio fratello aprì gli occhi portando la mano sulla testa della signora per aiutandola.
Anche mio fratello apri gli occhi e dopo aver lavorato con le dita del piede nella figa della signora si alzò, gli aprì le cosce .. scostò le mutandine e cominciò a leccarla lì.
Io ero ancora “addormentato” ma non il mio membro.
Non potevo partecipare… quel pettegolo di mio fratello lo avrebbe detto a mia moglie?
La signora era in preda a spasmi incredibili.
L’odore del fiume di sperma del militare si sentiva nell’aria mentre lei con la bocca piena glielo restituiva e lo asportava lungo l’asta.
Dopo l’accurata asciugatura il militare la fece alzare, gli tolse le mutandine, e la mise a 90 gradi così che mio fratello potesse darglielo in bocca (mai sazia la troia!!! ) mentre lui cominciava a montarla da dietro.
L’odore degli umori femminili e delle sborrate che si susseguivano mi fecero decidere di uscire, ma il pensiero che qualcuno fuori avrebbe potuto guardare all’interno mi fece desistere.
Cominciai allora a masturbarmi apertamente.
E lei se ne accorse.
Ora, da vera regista, spostò mio fratello e l’amico ormai esausto contro il finestrino.
Iniziò un doppio pompino alternato, ma invece di poggiare le gambe per terra si pose con le ginocchia sui due sedili centrali mostrandomi il suo culo aperto ed all’altezza giusta.
Impossibile resistere.
Quando la sega era già a buon punto mi slacciai del tutto i pantaloni e la penetrai violentemente, senza pietà, senza lubrificanti, in quel momento venimmo insieme tutti e quattro.
Uaooooo!!!
Soddisfatto uscii mentre loro continuarono.
Dopo qualche minuto vidi il controllore arrivare.
Li avvisai e dovettero smettere.
La signora scese alla stazione precedente la nostra, ci salutò, ci ringraziò e ci fece tanti auguri.
Negli ultimi minuti chiesi a mio fratello di non far parola di ciò con mia moglie.
Mi rispose irritato
“ormai sono un uomo, un maschio vero, non più il bambino che è partito per il militare.. “, era vero, diventammo più fratelli di prima e mi confessarono che tutta la scena del sogno era già preparata.
L’avevano già congegnata insieme in un’altra occasione, e non solo: l’altra professionista, mi confessarono, gli aveva fatto gratis due stupendi bocchini mentre io ero fuori a chiacchierare.
Non ebbi il coraggio di dirgli il tipo di chiacchiere che avevo scambiato con la prima. FINE

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