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La casa di montagna

Non mi sembrava possibile eppure era vero, finalmente tre giorni quasi completi da solo e tranquillo, ho una casa nel Trentino, diciamo pure una villetta di due piani, abbastanza grande da contenere nel suo interno 5 camere da letto, tre bagni e un ampio salone, ma questo si trova al piano terra vicino all’ampia cucina, ero andato da solo perché mi dovevano allacciare il Gas Metano, fino ad allora eravamo andati avanti con il Bombolone sul terreno fuori casa, non serviva necessariamente la mia presenza, ma era una ghiotta occasione per mollare la moglie e le tre figlie che ho, mi chiamo Giulio, ho 52 anni e sono un libero professionista, mi occupo di impianti industriali per la refrigerazione, con uno stabilimento dove lavorano 35 operai, lo staccare dal quotidiano mi aveva reso euforico, ma non avevo fatto i conti con una delle mie figlie Maresa, d’altronde da Milano dove abitiamo la strada non è molta, sento suonare il clacson di un’auto, mi affaccio al balcone, era lei con altre quattro amiche che si sbracciavano per salutarmi, stavo per mandarle affanculo tutte, ma per il quieto vivere e l’amore che provo per Maresa, soffocavo l’indignazione e cercavo di fare buon viso a cattivo gioco, scendevo e gli andavo incontro, Maresa tutta euforica mi abbracciava e baciava, lei sapeva che con la sua presenza mi rompeva le balle, ma prontamente mi diceva, papà non ti devi preoccupare per noi, siamo venute per sciare, il tempo di fare uno spuntino e ripartiamo, e questa sera come domani siamo a cena fuori, le quattro amiche tutte dell’età di mia figlia, erano una più bella dell’altra, e poi a 23 anni si è belle per forza, è la gioventù di oggi che è molto migliorata, erano tutte prese a fare uno spuntino, quando Fiorella una della compagnia uscendo dal bagno cadeva in terra urlando, gli eravamo tutti intorno per capire cosa le fosse accaduto, e messa sul divano sdraiata ci diceva che aveva preso una storta alla caviglia, si lamentava molto, chiamai subito la guardia Medica che venne poco dopo, la diagnosi fu distorsione, una crema una puntura di antidolorifico e poi passa, tassativo era l’ordine di riposare e basta, le amiche si guardavano disperate, ma lei calmissima rispondeva, non vi preoccupate per me, andate a divertirvi, io se non disturba tuo padre rimango qui e vi aspetto, io logicamente gli dicevo che assolutamente non era un disturbo, che la sua compagnia sarebbe stata veramente l’ideale, ma guardavo mia figlia per dirle con gli occhi, tu se non mi rompi i coglioni non ti senti bene amore mio adorato, loro finito lo spuntino risalivano in auto e ripartivano per andare a sciare, avevo portato dei cuscini a Fiorella per farla stare più comoda, e iniziavo a scoprire che era veramente bella la ragazza, bionda oro, con due occhi azzurro cielo meravigliosi, il seno bello compatto e prosperoso, credo una quarta misura, e poi lo avevo notato prima, un culetto tondo e ben fatto con le gambe affusolate fasciate da pantaloni elastici, quando parlava e rideva si illuminava il viso, le labbra si muovevano come un morbido ondeggiare del mare, i capelli che gli arrivavano sulle spalle, insomma adesso mi ero accorto che era una fica pazzesca, era arrivata l’ora di pranzo, non mi andava di preparare nulla e ordinavo tutto al ristorante vicino alla casa, durante il pranzo si parlava di tante cose, lei che era un po giù di corda perché il ragazzo l’aveva lasciata per una straniera, e così per lei tutte quelle di quel paese era delle zoccole nate, non aveva problemi nel parlare con frasi a volte oscene, il cazzo in bocca per questi giovani è una cosa naturale, poi mi chiedeva se la potevo accompagnare in bagno, camminava a fatica, la tenevo abbracciata per la vita, ma il seno non poteva esimersi dal farmelo sentire sul braccio, era veramente bello e compatto, e questo mi portava ad una erezione immediata, la lasciavo sola in bagno chiudendo la porta dietro di me, aspettavo circa un quarto d’ora, infatti per due volte le dicevo, va tutto bene Fiorella, e lei mi rispondeva di stare tranquillo, poi riabbracciandola di nuovo, la portavo nella camera al piano di sopra, la sdraiavo sul letto e facevo per andarmene, ma Fiorella mi chiamava questa volta dandomi del tu, ma perché vai via, hai paura di me che ti posso saltare addosso? mi giravo ridendo e le dicevo, guarda che se avessi questa certezza, non solo non mi muoverei più da qui, ma già ero sopra a te a baciarti come mai nessuno ha fatto con te, o perlomeno come meriti che tu sia baciata, si era sdraiata languidamente e mi guardava, e poi dopo avermi guardato sul pacco mi rispondeva, allora avvicinati e fammi sentire come dovrei essere baciata dai, ormai i miei freni inibitori si erano dissolti come neve al sole, aveva l’età di mia figlia d’accordo, ma non lo era, e io partivo in quarta, mi sdraiavo vicino a lei avvicinandomi con il mio viso al suo, era lei che mi poggiava le sue calde e morbide labbra sulle mie, la bocca lievemente socchiusa era un qualche cosa di paradisiaco, adesso era la sua lingua che forzava le mie labbra per entrare dentro, quando le due lingue si sono toccate è stato come ricevere una scarica da tremila volt, la mia erezione ormai procedeva dolorosamente, sentivo che le palle iniziavano a darmi delle fitte lancinanti, questa ragazza aveva il dono di farmi eccitare come mai prima, io mentre la stavo baciano allungavo una mano sul seno, era veramente bello come supposto, sentivo il capezzolo che spingeva dietro la stoffa, lei era scesa con la sua mano e si era impadronita del mio bastone pulsante, adesso anche io scendevo giù, e dopo aver slacciato il pantalone, scendevo dentro infilandomi direttamente dentro gli slip, sentivo la prima peluria della fica morbida sul monte di venere imbottito di carne, continuavo a scendere e sentivo l’inizio delle labbra, gonfie e stupendamente lisce, scendevo ancora e potevo adesso sentire che la bambolina era fradicia di umori, le entravo con il dito in mezzo alle labbra, adesso aveva la sua lingua nella mia bocca che era impazzita, continuavo nella mia esplorazione, e le piccole labbra mi invitavano a entrare dentro a quel paradiso morbidissimo e scivoloso, entravo un po per volta con il dito nella fica, le sue gambe cominciavano a divaricarsi e scalciare, arretravo di poco e salivo leggermente, eccola piccola dura e morbida al tempo stesso la clitoride, iniziavo a scivolarle sopra con il dito medio, ormai Fiorella era impazzita dal piacere, mugolava nella mia bocca come una gattina in calore, le gambe continuavano a scalciare a vuoto come impazzite, poi molto lentamente puntava i talloni sul letto e cominciava ad arcuarsi, infine si staccava con la sua bocca dalla mia, e dopo aver lanciato un urlo che di umano non aveva nulla, si accasciava sul letto regalando alla mia mano un fiume di umori notevole, rimaneva sdraiata e scomposta con le gambe oscenamente aperte, era affannata e sudata, ma al mio sguardo nei suoi occhi, mi regalava un sorriso smagliante e soddisfatta mi baciava leggermente le labbra, passavamo alcuni minuti tenendoci semplicemente la mano, poi Fiorella si alzava dal letto e mi denudava completamente, voleva farlo lei era quello che mi diceva, poi si sfilava i pantaloni elastici che insieme agli slip erano fradici, il maglione di lana e la camicetta li toglieva insieme, infine si tolse il reggiseno, ero troppo attratto dal seno bellissimo per guardare il cespuglio biondo in mezzo alle gambe, erano due mammelle che dire magnifiche era riduttivo, due cornici rosa con i capezzoli piccoli e dritti dall’eccitazione, saliva in ginocchio sul letto, e senza toccarlo mi prendeva in bocca il cazzo teso allo spasimo, con la bocca finiva di scappellarlo, e poi iniziava a giocarci lappando la cappella, timidamente aveva allungato una mano per carezzarmi le palle, poi saliva di nuovo da me baciandomi ancora con tanta dolcezza, e infine dopo averlo preso con la mano, se lo dirigeva in mezzo al suo paradiso e iniziava la discesa, lo faceva entrare molto lentamente gustandosi questa penetrazione infinita, una volta che lo aveva infilato in fondo e toccava con le labbra le mie palle, emetteva un lamento rauco quasi gutturale, gli occhi erano quasi girati in su, in quel momento era entrata in un vortice di piacere che non la faceva connettere, ero io che iniziavo a fargli scorrere il cazzo dentro come un pistone a passo ridotto, lei mi crollava sopra e si lasciava andare al movimento che le avevo impresso, e mentre la scopavo con le mani ero arrivato a quel culo fantastico che avevo solo visto, gli allargavo le chiappe sode e toniche, cercavo il buchetto e iniziavo a metterci dentro un dito, lei lo gradiva, un po meno lo sfintere che sentivo agitarsi intorno al dito, lo sfilavo di nuovo e lo bagnavo con i tanti umori che perdeva, e poi ricominciavo l’introduzione, questa doveva essere più accettabile perché il dito scivolava, e io entravo sempre più in fondo a quel budello fantastico, adesso Fiorella iniziava a lamentarsi sempre più forte, si era spinta in su con le braccia e con una mano mi porgeva un seno sulla bocca, iniziai a succhiare quella meraviglia della natura come un assetato nel deserto, ora stava dimenandosi come fosse impazzita, e dopo un urlo più forte dei precedenti mi regalava una sborrata incredibile, anche io ero arrivato al capolinea, non facevo in tempo ad avvisarla, che il cazzo mi cominciò ad eruttare sperma con una potenza incredibile, spinsi ancora di più il mio dito nel culo, e lei prima si allargava ulteriormente, e poi aveva un altro orgasmo devastante, sborrava e strillava, mi si spingeva contro con la fica e cercava di agevolare al mio dito nel culo, agitava la testa come una indemoniata, e alla fine perse proprio i sensi, o almeno mi parve, quello che so è che mi sfilai da sotto a lei, avevo veramente timore che stesse male, ma l’affanno, il sudore, e un sorriso trionfatore che aveva sul viso, mi diedero la conferma che era solo deliquio da orgasmo, poco dopo, le portavo un caffé che sorbivo anche io, si era ripresa, volle baciarmi non so quante volte, era radiosa, dolce, soddisfatta della vita, rideva come una bambina, dopo l’ennesimo bacio mi disse, Giulio, io oggi con te ho saputo e sentito cosa vuole dire scopare, non dico fare l’amore, perché io e te non siamo innamorati, però oggi mi hai fatto sentire per la prima volta una donna piena e consapevole del piacere, ho avuto quattro ragazzi che hanno fatto l’amore con me, tutti insieme non mi hanno fatto godere un quarto di quello che hai fatto tu, ormai stanno per tornare le nostre rompicoglioni, però una cosa te la regalo se tu mi prometti che ci rivedremo, come capita l’occasione di stare di nuovo insieme, voglio per prima cosa che mi scopi come hai fatto adesso, e poi voglio che mi inculi, è un regalo che ti faccio perché ho goduto come una pazza, e per la prima volta ho sentito piacere mentre mi infilavi il tuo ditone nel culo, e adesso è meglio che scendiamo, non mi va di farmi trovare qui da quelle stronze di amiche, perché stronze le chiedevo, ma come mi rispondeva, si parte da casa per stare fuori oltre due giorni, e vai a sciare invece di scopare, e adesso dimmi che non ho ragione, io sorridendo cominciai a rifare il letto che era diventato un campo di battaglia.

Scendevamo sotto in salotto per attendere le sciatrici, ma verso le 18, una telefonata di mia figlia mi avvisava che a causa del maltempo, la Funivia non sarebbe partita, e che sarebbero rimaste a dormire nel rifugio che c’era sui campi da sci, Fiorella si alzava e mi abbracciava felicissima dicendomi, hai visto che occasione favolosa che ci è capitata? sai cosa facciamo ora? prima andiamo a cena, perché ho molto appetito, e così posso mettere in atto la promessa che ti ho fatto, ma promettimi una cosa Giulio, io non vedo l’ora di darti il culo, ma cerca di non farmi sentire molto dolore, non vedo l’ora, ma nello stesso tempo ho paura, gli davo un bacino sulle labbra e gli dicevo sorridendo, non preoccuparti dolcissima creatura, tutto potrei fare con te, meno che procurarti dolore, poi guardandola bene le dicevo, ma tu non eri quella che non riusciva a camminare? rideva e mi faceva l’occhiolino dicendomi, ma se io fossi stata bene, pensi che sarebbe andata così oggi con te? la baciavo di nuovo, ma questa volta il bacio era dolcissimo lungo e pieno di affetto, uscivamo, ma prima di andare al ristorante, passavo in farmacia, dovevo prendere una crema (la Vasellina) perché il culetto di Fiorella doveva essere trattato molto bene e delicatamente, adesso che eravamo insieme a consumare la cena, la guardavo e non vedevo l’ora di essere di nuovo a casa, quel culetto meraviglioso mi aspettava, e non vedevo l’ora di sentirlo, l’avrei spogliata molto lentamente, l’avrei leccata dappertutto.

FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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