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Lettera alla Redazione

Leggete fino in fondo grazie.

Ciao, sono Sara, la moglie di “cancellato”, ho letto e riletto quasi tutti i racconti scritti da mio marito e devo dire che sono rimasta senza parole……. non pensavo di eccitarmi tanto!!!!

Come scrive lui, i racconti sono frutto di fantasie la cui base è una situazione un fatto o un episodio realmente accaduto.

Ad esempio: nel primo racconto, “sogno o son desto” è vero che ho cambiato lavoro e sono andata in uno studio legale è anche vero che indossavo un tailleur grigio con camicia calze e biancheria intima di colore bianco. Un particolare che non è stato scritto è che la gonna era fatta a tubino e che ogni volta che mi sedevo saliva, secondo me parecchio, lasciandomi scosciata. Un ultimo fatto vero è che la camicia era leggermente trasparente e che durante il colloquio, senza alcuna malizia, aprii due bottoni mettendo in mostra il mio reggiseno. Ora che ci penso il fatto di essere sbirciata dal mio datore di lavoro (che è uno solo), sia al seno che sulle gambe, mi piaceva.

Un altro fatto vero ha ispirato il secondo racconto, “viaggio di lavoro”, quel giorno mio marito, probabilmente arrapato, mi chiese di essere un po’ più audace cosicchè lo accontentai vestendomi esattamente come descritto. Mi sentivo imbarazzatissima, ma anche un po’ eccitata.

Ci sono stati altri fatti più o meno spinti che hanno ispirato il mio uomo, ma quelli che più mi eccitano e turbano sono citati nei racconti “una serata come tante”, “l’allarme” , “la vendita dell’appartamento” ed un fatto che non ha ancora pubblicato accaduto durante un viaggio di lavoro con l’avvocato a Torino, dove secondo me, ho oltrepassato il limite; mi sono persino lasciata accarezzare da altri.

Ma partiamo con ordine, nel primo siamo andati al ristorante, mio marito sempre più arrapato mi ha comperato una minigonna e dei gemellini; durante la cena, bevvi qualche bicchiere di troppo e l’altra Sara, l’io più aggressivo ebbe il sopravvento, quando fummo al cinema, erotico ma non a luci rosse, completamente scosciata non reagii quando uno sconosciuto (un bel sconosciuto), mi accarezzò le cosce fino su! (aveste visto l’erezione di mio marito).

Quando abbiamo fatto aggiustare l’allarme di casa, io, abituata a girare per casa in vestaglietta, uscendo dalla mia camera mi scontrai accidentalmente contro uno degli operai, il quale senza farlo apposta mi strappò un bottone all’altezza del seno scoprendolo. Inutile dire che ci fu un attimo di panico e che subito si scusò con me, ma quel fatto mi segnò cosi poiché vivo in una villetta con giardino privato il cui accesso dalla casa è limitato da una vetrata scorrevole. Su consiglio di mio marito, non rammendai l’indumento né mi cambiai d’abito, anzi, sempre su consiglio di mio marito, sbottonai anche uno dei bottoni bassi.

Durante la giornata io ero impegnata con le pulizie, quindi non feci molto caso agli operai, fu mio marito, che mentre stavo pulendo una delle vetrate che davano sul giardino, mi fece notare che quando mi allungavo per raggiungere i punti più alti la vestaglietta saliva e si apriva molto oltre i miei limiti accettabili; in pratica si vedeva un po’ di seno e tutte le cosce. La cosa imbarazzante è che questo movimento non era sfuggito agli operai che approfittando del fatto che potevano girare per casa non perdevano occasione per sbirciare le mie grazie. Quel porco di mio marito nel tardo pomeriggio mi trovandomi in cucina intenta a preparare dei caffè, sapendo che uno dei due uomini ci , o meglio, mi stava guardando a mia insaputa (e vi assicuro che non me ne ero accorta), mi prese da dietro ed abbracciandomi aprì completamente la vestaglietta , con una mano cominciò a stropicciarmi il seno, con l’altra si intrufolò nelle mie mutandine e abbassandomele un po’ mi sussurrò nell’orecchio che uno dei due ci stava guardando. Io reagii subito ringhiando, ma ormai il dado era tratto mi aveva vista praticamente nuda. Ero talmente turbata ed eccitata che la sera stessa facendo all’amore godetti come mai prima. Anche i giorni successivi fino a conclusione dei lavori mio marito mi pregò di continuare a girare per casa con quelle vestagliette (ne ho circa una decina) lasciando slacciati i due bottoni e questa volta senza indossare il reggiseno. Inutile dire che la notte nel fare all’amore mio marito ricordandomi le scene della giornata mi faceva veramente impazzire, tant’è che anch’io presa dalla lussuria il pomeriggio dell’ultimo giorno, indossai un mini perizoma (comprato di proposito) e sbottonai un ulteriore bottone basso; in pratica le cosce erano sempre scopertissime. Ora che ci penso…. Che vergogna.

L’ultimo episodio che volevo accennare è successo con il mio capo,; ero in una città del Piemonte, non riesco ancora a spiegarmi il perché, ma quel giorno indossai una quasi mini gonna a tubino stretta, che, naturalmente, sedendomi saliva moltissimo scoprendomi le gambe fino quasi all’inguine. Per fortuna indossavo anche un paio di calze scurissime.

Ebbene l’epilogo successe al ristorante, quando durante il pranzo con l’avvocato ed un facoltoso cliente mi ritrovai con le mani dei due uomini che con non curanza sotto al tavolo mi accarezzavano le gambe. Ebbi un attimo di esitazione dovuta alla sorpresa, in quell’attimo il cliente salì con la mano fino a toccarmi il sesso. Richiusi repentinamente le cosce, la giornata finì con le scuse del mio capo che furono accettate, ma con una strana sensazione di piacere che tutt’ora mi spaventa……………..

La mia domanda è questa: come posso fare a soddisfare il mio uomo assecondando l’altro mio io, quello più spregiudicato?

AIUTATEMI, mi piacerebbe tanto superare quelle barriere che mi bloccano.

FINE

About Sexy stories

Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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