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A Parma con Miria e zia Anna

Sono in autostrada, guido sereno verso Parma, contento della compagnia. Miria è euforica deliziandoci con il suo chiacchiericcio melodioso. La madre colgo, nello specchietto retrovisore, ogni tanto un suo sguardo amorevole.
All’improvviso Miria con aria interrogativa:
” Ditemi, come mai avete fatto così tardi oggi? Non dovevamo partire più presto per Parma? ”
Non ottiene risposta. Si gira verso di me, poi verso sua madre, ci scruta con occhi inquisitori.
Rimane ancora senza risposta, allora come quando si mostra felice di una sorpresa inaspettata spalanca la bocca ed esclama:
” Voi due? ? ? … Mamma? ? ” aspetta un assenso che non viene. Il silenzio è una risposta per lei. Continua entusiasta:
” è meraviglioso!! .. Mamma è vero? ” La madre le rivolge un sorriso smagliante, eloquente. ” Vani è meraviglioso, vero? ”
Io assisto silenzioso, assorto nella guida, poi sento zia Anna:
” è in gamba, avevi ragione tu. Del resto so che ha avuto una maestra eccezionale. Ci racconti Vani? Parlaci di quella amica di tua madre. Grazia , la commercialista. Ricordo che tua madre allora si arrabbiò molto quando ha capito.
Miria si mostra interessata e m’incita:
” Dai racconta Vani! Non tralasciare nulla però! ”
Mi lascio convincere e guidando comincio a parlare delle mie prime vere ed istruttive esperienze con una donna.

Durante l’adolescenza, come tutti in quel periodo della vita, il sesso è il pensiero fisso ed irraggiungibile per la maggior parte dei ragazzi.
Io, come tanti, consultavo con bramosia, di nascosto, riviste spinte che erano fonte di libidine continua.
Ero sempre in eccitazione e per alcuni anni l’unica fonte di piacere era la continua masturbazione di fronte a quelle figure eccitanti.
Le mie esperienze fino all’età di 18 anni erano state quasi nulle, salvo qualche palpeggiamento timido e fugace con alcune compagne di scuola, con qualche bacio imbarazzato e maldestro.
Questo fino alla svolta esaltante ed istruttiva con Grazia, la commercialista amica di mia madre, che mi conosceva da piccolo.
Grazia durante il periodo dell’esame di maturità si era offerta, benché occupatissima per la sua professione, di aiutarmi in matematica finanziaria, dove ero un po’ carente.
M’invitò ad andare a casa sua durante l’intervallo del pranzo.
Grazia era una commercialista affermata, nubile, a quel tempo aveva appena superato i 40 anni. Era una donna dall’apparenza insignificante. Aveva un gusto nel vestire direi trasandato, sciatto, distratto, sempre con abiti larghi che nascondevano le forme che si potevano solo intuire non disprezzabili.
Come d’accordo mi recai a casa di Grazia, mi accolse con un sorriso smagliante. Indossava una vestaglia da camera, stretta in vita , così potei notare come il corpo fosse ben fatto come s’intuiva. Mi condusse nel suo studio e mi fece sedere accanto a lei, davanti ad una grande scrivania per iniziare la lezione.
Il libro di matematica era in mezzo fra noi appoggiato sulla scrivania, lei s’inchinò per consultalo appoggiando, inavvertitamente il seno morbido sulla mia spalla.
Simile contatto immediatamente accese i miei sensi che già erano in crisi per il delicato profumo che il corpo di Grazia emanava. Inoltre la vestaglia aperta davanti mi aveva fatto scoprire due ginocchia piene, lisce, perfette, in un attimo che lei si era mossa.
Grazia deve aver intuito la situazione accorgendosi che la mia attenzione era altrove, difatti interrompendo le sue spiegazioni disse:
” Vani! Ma dove sei con la testa? ”
” è una barba, questa materia!! ” Tentai di scusarmi, mentre il mio membro si era ingrossato.
Mi richiamò ad una maggiore attenzione.
Finita la tortura m’invitò a ritornare il mattino del giorno dopo che era festivo, così avrebbe avuto più tempo da dedicarmi. Così feci.

Bussai e Grazia mi venne ad aprire e come il giorno prima mi accolse in vestaglia, in una mano aveva un asciugacapelli e nell’altra una spazzola. Mi disse:
” Sono appena uscita dalla vasca da bagno! Senti mentre asciugo i capelli, vai a prendermi i giornali dall’edicolante, qui affianco, che sa quali giornali deve darti. Prendi i soldi, qui nella tasca!! ”
Io ubbidendo infilai la mano nella tasca della vestaglia e lei alzando il ginocchio per agevolarmi spinse la coscia verso la mia mano.
Il contatto sulla pelle, attraverso la sottile stoffa, mi elettrizzò facendomi ritrarre sbadatamente la mano.
Lei ridendo: ” Ma…. hai preso la scossa? ”
Io imbarazzato : ” Scusa non volevo. ” Avvampando emozionato.
Lei : ” Va…. va fai presto” Continuando a ridere.
Mi resi conto allora, quanto mi eccitasse quella donna che non avevo mai considerata in precedenza. In pochi minuti feci la commissione ed al ritorno trovai Grazia ancora in vestaglia, sotto la quale si capiva che fosse completamente nuda.
Ricominciava la tortura, ma questa volta lei capì la situazione per cui cominciò a chiedermi:
” Vani, dimmi, hai una ragazza? ”
” Si ” azzardai con voce tremula, avvampando vistosamente. Lei intuì e continuò a stuzzicarmi:
” è carina? ”
” Si ! ” continuavo a mentire.
” L’hai baciata, toccata da qualche parte? ”
Intanto si era avvicinata e posandomi una mano sulla spalla mi attirò al suo seno, più morbido del giorno prima.
Ero imbarazzato ed eccitato e non sapevo cosa dire. Lei imperterrita:
” Scommetto che non l’hai mai vista da vicino e che fino ad ora non hai fatto altro che tirarti seghe in quantità. Sai, so, che ti dedichi alle donne di carta. Un giorno che sono venuta a trovare tua madre mi ha fatto vedere una delle tue riviste che ha scovato da qualche parte.. ”
Io ero ammutolito dalla vergogna. Ma lei:
” Lo sai Vani, è normale alla tua età, ma dovresti tralasciare le riviste. Dovresti dedicarti alle donne in carne ed ossa”
Intanto la sua mano mi accarezzava la spalla stringendomi di più, procurandomi dei brividi alla schiena.
” Sai….. potrei darti una mano! ”
La sua mano nel frattempo s’intrufolava fra la mia camicia aperta indugiando su un capezzolo. Era la prima volta che venivo toccato in tal modo e da una donna. Mi girai verso di lei che mi accarezzò il mento con delicatezza. Poi abbassandosi sul mio viso mi baciò sulle labbra. Io subivo, non sapevo cosa fare ma istintivamente la cinsi sui fianchi e stringendola sentivo per la prima volta un corpo di donna, pieno, morbido, caldo.
Il contatto più stretto mi fece socchiudere le labbra e Grazia infilò la propria lingua umida nella mia bocca invitandomi al primo vero emozionante bacio.
Nel frattempo lei sbottonava la camicia vagando con le dita sul mio torace.
Mi sollevò dalla posizione scomoda ed allacciata a me mi condusse sul tappeto dello studio.
Ero sdraiato e lei in ginocchio mi sbottonò i pantaloni, denudandomi completamente. Anche la sua vestaglia era andata e finalmente contemplai un magnifico corpo, bianco, di donna nuda, perfetto, due seni floridi. Mi feci coraggio, l’attirai a me, mettendo una mano a coppa su un suo seno, mentre le sue dita giocherellavano con la punta del mio membro.
Lei sorridendo si godeva il mio sguardo che si perdeva fra le sue tette bianche.
Istintivamente mi avvicinai a prendere in bocca uno dei capezzoli grosso come una ciliegia cominciando a succhiare.
Sentii una specie di miagolio, stavo eccitando una donna, con l’altra mano cominciai a tormentare l’altro capezzolo procurando altri gemiti.
Grazia, dopo la sorpresa rivolse la sua attenzione al mio membro lucido e ben ritto puntato verso le sue cosce candide.
Lo toccò con delicatezza, aumentando la mia eccitazione dimostrata dal membro ormai di marmo che lei iniziò a scappellare con la bocca facendomi sussultare da un piacere mai immaginato. Era iniziato un pompino che mi faceva mancare ogni volta che il membro veniva ingoiato da quella bocca esperta.
Dopo un po’ stavo già per venire, io l’avvertii ma lei prosegui.
L’orgasmo sopraggiunse irrefrenabile, fremevo dal piacere, ieaculavo abbondantemente, provando un piacere mai provato, tutto nella bocca di Grazia. Una sensazione indescrivibile fino ad avere un senso di fastidio tanto da dover uscire.
Dovevo essere in estasi e sconvolto nello stesso tempo, perché lei mi guardava sorridente e mi abbracciò stretta al suo corpo caldo dicendomi:
” Vani… allora ti è piaciuto? Meglio delle figure di carta, vero? ”
” Grazia… è stato meraviglioso.. ti confesso è la prima volta…tremo tutto…senti? ”
” Si, vedo…ma ora lasciati accompagnare a fare qualcosa anche per me, toccherai una donna vera! ”
Si sdraiò sulla schiena, allargò le cosce per lasciarmi ammirare il suo tesoro, lucido, umido dai suoi umori. Le tette adagiate di lato con i capezzoli ritti:

” Prova a toccarmi.. anzi lasciati guidare da me! ”
Mi prese la mano, l’appoggiò sul seno e mi accompagnò in un movimento circolare attorno al capezzolo fino a lasciarmi fare da solo, prima su uno poi sull’altro. Mi accorgevo che gradiva la mia opera.
Mi guidò poi la mano verso la sua natura fra il ciuffo di peli, mi fece toccare il vello morbido e spinse le dita in quella fessura umida che avevo sempre agognato ed ora finalmente ne toccavo una vera.
Mi aiutava decisamente indicandomi il clitoride che dava, mi spiegava, molto piacere al tocco, poi m’invitò a fare da solo come meglio desideravo.
Strinsi il clitoride che sembrava un piccolo pene rigido procurandole un sospiro assicurandomi che andava bene così e di continuare. Proseguii per un po’ poi incoraggiato tentai di entrare con un dito più dentro , lei allargo di più le cosce per facilitarmi l’operazione.
Per la prima volta entrai dentro una donna esplorando l’interno bagnato fra gli anfratti di quell’antro eccitato.
Poi infilai due dita con movimenti più decisi ed incoraggiato dai lamenti e dai sobbalzi di Grazia, torturandola dolcemente finchè non udii un grido liberatorio che mi fece sussultare come se le avessi fatto male estraendo le dita timoroso.
” Ohhh.. mi hai fatto godere.. lo sai Vani è tanto che non mi capita così! Vedi come sono bagnata? Prova ad asciugarmi con la tua lingua!! ”
M’inchinai fra le sue cosce ed annusando l’odore che emanava appoggiai le mie labbra su quella fica aperta leccando dappertutto.
Finita questa esaltante lezione, mi sdraiai accanto a lei e mi sporsi per abbracciarla. Lei mi diede un altro bacio profondo e delicato ritemprandomi e rieccitandomi.
Grazia se ne accorse dal mio membro che si risveglia sulla sua coscia:
” Sei di nuovo in tiro? .. Te la senti di continuare la lezione? ”
” Si… sei magnifica.. ho bisogno d’imparare!! ”
” Va bene…ormai ci siamo! ” Alzandosi andò ad inginocchiarsi con le sue cosce aperte attorno ai miei fianchi:
” Ma sai che hai un uccello bello e massiccio, sarai un amante impareggiabile se imparerai ad usarlo come si deve. ”
Così dicendo impugnò alla base il pene di marmo e lo indirizzò fra le labbra della sua fica, calandosi lentamente ed assorbendolo tutto.
Ero dentro una donna! Quante seghe avevo dedicato immaginando un momento simile! Lei iniziò una lenta cavalcata facendosi entrare ed uscire il lungo bastone.
Finalmente godetti con un piacere nuovo che mi mozzò il fiato per un momento, mentre udivo un altro suo lungo lamento che accompagnava il suo orgasmo.
Si abbattè su di me e contenta:
” Che ne dici, hai imparato abbastanza? Sei meraviglioso, bello. Chissà quante donne farai felice! Sai che non ricordo quando ho goduto così bene l’ultima volta? Adesso però dobbiamo recuperare la lezione di matematica, spero che sarai più attento. Ci divertiremo ancora diversamente”
Le lezioni di matematica durarono circa un mese, intercalate da quelle di sesso che quella donna con maestria riuscì ad impartirmi.
Non sono mai riuscito a capire come mia madre abbia saputo delle doppie lezioni di Grazia, perché litigò decisamente con la sua amica.
L’esame di maturità andò benissimo.

Finita la storia .. Miria mi guarda e mi dice:
” Vani, il tuo racconto è riuscito ad eccitarmi. Penso che dobbiamo ringraziare la tua maestra, vero mamma? ”
Zia Anna, annuisce, lo noto attraverso lo specchietto retrovisore. Dice:
” Sai Vani, tua mamma si accorse della tresca con Grazia perché tutte le volte quando rientravi dalle lezioni, cosiddette, ti vedeva sbattuto e stanco, e conoscendo la sua amica ci ha impiegato poco a giungere alla conclusione dei fatti. Devo dire che l’arrabbiatura deve essere stata solo apparente, perché mi confidò che tutto sommato i risultati delle lezioni furono ottimi. Forse intendeva gli esami di maturità. Ma oggi devo riconoscere che anche le altre lezioni hanno avuto esito più che lusinghiero. ”
Intanto siamo arrivati in tarda serata a Parma. Ci fermiamo per uno spuntino in una ristorantino ancora aperto poi ci rechiamo verso la vecchia casa di zia Anna. L’abitazione si trova nel centro storico cittadino, una grande elegante casa dell’inizio del secolo scorso. Siamo abbastanza stanchi per cui Miria e Zia Anna si ritirano nella grande camera da letto che fu dei nonni ed io da solo in un’altra.

Mi sveglio con il sole alto che illumina la mia stanza.
In cucina c’è già Zia Anna che prepara la colazione, mentre Miria dorme ancora.
Zia Anna, splendida, indossa una vestaglia vaporosa che non riesce, comunque, a nascondere le due sensazionali mammelle.
I miei occhi si soffermano, come al solito, su quelle meraviglie e Zia Anna, come sempre, accorgendosene dice, sorridendomi:
” Non ti stancheresti mai, vero? ”
” Si zia…. È sempre stato il mio sogno!! Non farmici pensare!! ”
” Io invece ci penso! Tu sei un fenomeno! Tu ieri pomeriggio mi hai fatto perdere la testa. Spero non penserai male di me. Ti assicuro che sei l’unico uomo con il quale ho tradito mio marito. Non vorrei che la cosa degenerasse, siamo stati coinvolti dalle circostanze e da Miria stessa, la quale conosce tutto di me e della situazione attuale di mio marito. ”
” Zia.. non hai bisogno di giustificarti, tu sei una donna fantastica, bellissima, io ti ho sempre desiderata sai! Non ho mai immaginato una situazione come quella di ieri pomeriggio. Ma è successo ed è stato più forte di noi stessi”
Nel frattempo sopraggiunge Miria, stropicciandosi gli occhi e stiracchiandosi in una posa inequivocabilmente sexy. è mezza nuda, indossa soltanto un vezzoso slip.
Bacia la madre e si gira verso di me abbracciandomi e strofinandosi come al solito.
Quel corpo flessuoso, morbido non mi è mai indifferente, tanto da eccitarmi all’istante.
Zia Anna ci richiama, affettuosamente, all’ordine invitandoci a fare colazione.
Siamo rilassati, contenti e chiacchieriamo a lungo fino a quando Zia Anna si ritira nella camera da bagno per prepararsi come ci dice.
Miria comincia a stuzzicarmi. Io mi alzo, l’afferro per la vita e comincio a farle il solletico che lei patisce. Mi sfugge e corre sghignazzando verso la camera da letto dove lei si lascia afferrare.
Inizia una schermaglia con baci, abbracci conditi dalle sue strilla argentine e dalla sua finta resistenza:
” No ti prego, mi fai il solletico…ohh”
Ciò mi eccita di più, perché infilo le dita fra la stoffa degli slip, nella fine peluria che ricopre il sesso, cominciando a sfiorare il bordo delle labbra umide. Cessa ogni sua resistenza, si rilassa. La punta del mio dito penetra nella fessura dove il bocciolo si protende per accoglierlo.
Comincia a respirare con affanno, nasconde la testa fra le mie spalle e sospirando:
” Ohh Vani, sei un diavolo per farmi provare tanto piacere!! Ora ti voglio!! ”
Io non rispondo, ma mi denudo in un attimo, seguito da lei. Poi mi abbraccia affannosamente e riesce a stendermi sulla schiena, si inginocchia a cosce larghe sui miei fianchi, impugna il batacchio rigido e si lascia infilare nella fessura già in un lago di umore. Comincia a cavalcare. Io le accarezzo con una mano un seno, con l’altra le apro le natiche e le introduco il dito medio nel buchino stretto. Così incastrata contemporaneamente da due parti va in piena estasi e comincia a lamentarsi rumorosamente.
Mi preoccupo, la invito:
” C’è tua madre di là, non gridare!! ”
Ma lei:
” Cosa importa…ohhh sei divino! Tanto può partecipare anche lei!! ”
Continua a cavalcarmi affannosamente e mentre sta per godere, vedo Zia Anna che rimane sulla soglia a contemplare la scena.
Io mi blocco, mentre Miria sconquassata dall’orgasmo si abbatte di fianco lasciandomi con il palo ritto, alla vista di zia Anna che lo contempla.
Miria scorge la madre e l’invita:
” Vieni Mamma!! ”
Zia Anna, come un’automa, senza distogliere lo sguardo si sfila la vestaglia rimanendo nuda. Si sdraia

accanto alla figlia in silenzio, io mi alzo ad ammirare quei due splendidi corpi.
Mi chino verso le due bellezze e con le mani accarezzo il candido seno dell’una e dell’altra, stuzzicando i capezzoli rigidi.
Mi divido equamente fra le due fati che mi esaltano, ma, ahimè!! Posso prenderne una sola! Non so decidermi in quale delle due affondare il dardo infuocato.
Mi soffermo ancora un po’, in ginocchio fra loro due distese alla mia mercè.
Scendo sicuro con le mani sulla pelle serica fino alle due vulve frementi, massaggiandole entrambi, infilando le dita medie nelle fessure calde ed umide.
Il mio desiderio ormai è irreprimibile, ho il bisogno impellente di alloggiare il membro dentro una di essa, sono ancora combattuto fra la madre e la figlia.
Mi toglie dall’imbarazzo la mia cuginetta:
” Prendi lei adesso!! … Falla godere tanto come sai fare tu!! ”
Zia Anna guarda languidamente il fallo minaccioso, aspettando ansiosa.
Ammiro la bella fica, aperta a farfalla già tutta umida a puntino ed io senza indugio, ubbidisco al mio amore, mi inginocchio fra le gambe e m’infilo nell’accogliente alcova iniziando un lento e costante saliscendi regalando alla calda zia la più energica ed appassionata chiavata che abbia mai dedicato ad una donna, fino a condurla ad un orgasmo estatico strappandole un urlo di piacere. Mi freno ancora dal godere, rimanendo dentro di lei, vorrei consumarmi nella morbida fica di Miria ma questa dopo un po’ che ha osservato si piazza dietro di me strofinandomi la schiena con i suoi seni, procurandomi un piacere intenso. Io allora ricomincio i movimenti nella fica allagata di Zia Anna con più vigore portandola di nuovo all’orgasmo mentre io mi scarico mischiando il mio al suo grido di piacere.
Mi abbatto sul suo corpo con quello di Miria sopra di me.
Sono stretto a sandwich fra le due magnifiche femmine, rilassandoci così per lunghi minuti fino a quando il mio membro palpitante, incastrato nella fica della zia si contrae lentamente.
Zia Anna mormora:
” Oh.. Ragazzi!! è da pazzi!! Cosa mi fate fare!! Ma quale piacere mi avete donato, pero!! ”
” Si mamma!! è tremendo il mio Vani, vero? ”
” Oh Miria, è favoloso! Mi ha donato un’estasi infinita e lo sento ancora anche se ha abbassato la cresta! ”
Poi Miria rivolgendosi a me, pur conoscendo le risposte mi chiede:
” Ti piace la mia mamma, vero? ”
” Si è bellissima, quanto te! ”
“E ti piacciono le sue tette? ”
“Lo sai, tesoro, sono le tette più belle che abbia mai visto. Non scherzo lo sai! ”
Così posizionato, fra i due morbidi respingenti di zia Anna e lo strofinamento del corpo caldo di Miria, il mio dardo riprende la forma nella comoda vagina sotto di me.
Zia Anna se ne rende conto ed esclama meravigliata:
” Oh Miria è di nuovo duro! è davvero enorme! Mi sta occupando tutta! ”
Miria si scosta da me e mi sposta in mezzo a loro due, lasciandomi di schiena con la lancia in resta.
La mia fata si gira verso di me, leccandomi i capezzoli facendomi fremere fino a raggiungermi la bocca per posarvi un bacio ardente.
Zia Anna s’impadronisce del membro duro dedicandomi un meraviglioso pompino.
Sono beato fra le due valchirie che: mi baciano, mi palpano, mi straziano, mi spremono come un limone.
è stupendo!! Non mi era mai capitato di avere due donne insieme…e che donne!!
Così faccio con loro tutto quello che la fantasia mi suggerisce.
Faccio stendere sulla schiena Zia Anna a gambe larghe, spingo su di lei Miria come se fosse un uomo,

in tal modo quasi i due pubi si toccano con le due meravigliose fiche agevolmente disponibili.
M’inginocchio dietro Miria appoggiando il membro rigido prima su una vulva, poi sull’altra.
Zia Anna riesce ad afferrare il pene per infilarselo dentro ed io mi adeguo praticando alcuni affondi vigorosi da fare fremere la femmina calda. Esco dalla fica infuocata per infilarmi nell’altra che è rimasta già parecchio orfana del mio uccello e la cavalco furiosamente.
Vorrei avere due peni per farle godere all’unisono. Mi esalto, il mio obiettivo è quello di sentire urlare il loro godimento. Così mi divido con colpi sempre più selvaggi fra una fica e l’altra fino a sentire il godimento dell’una e poi dell’altra lasciandole spossate.
Le mie due bellezze sembrano un uomo ed una donna abbracciate.
La mia fantasia lussuriosa moltiplica la mia resistenza e m’impedisco di sborrare per godermi più a lungo quei corpi fra le mie mani.
Le due bellezze, sono inerme, indifese, rassegnate al sacrificio:
Massaggio i seni, stuzzico i capezzoli mordicchiandoli, strapazzo le vulve con le mani frenetiche infilandovi due, tre, quattro dita esplorandone le cavità, infilo il medio nel solco delle natiche di Miria strappandole grida di piacere quando occupa lo stretto orifizio. Tento la stessa operazione con zia Anna, la quale reagisce con lo stesso impeto della figlia.. Prendo Miria in quella posizione la quale è invasata quando è impalata in tale modo, non insisto con lo stesso trattamento con la zia la quale mi confida che così non lo ha mai fatto. Ma le prometto che glielo farò facendole vedere le stelle.
è una battaglia impari, scatenato come sono. Gridano il mio nome godendo in continuazione, prosciugandosi fino a quando zia Anna m’implora:
“Oh Vani…basta…basta! ”
Ma non finisce con Miria, ancora vegeta, insaziabile per cui decido di concludere la partita fra le lunghe, flessibile morbide gambe arrotolate sui miei fianchi e provare finalmente l’estatico piacere che sanno donarmi i lombi agitati e la fica rugosa ed aderente.
Abbiano trascurato tutto il da farsi per cui siamo qui a Parma. Siamo distesi, stanchi, abulici sull’ampio letto.
Chiacchieriamo:
Miria mi fa promettere di non lasciarla tanto sola quando sarà a Parma a studiare.
Io che la tranquillizzo raccomandandole però di non deluderci e di replicare i risultati ottimi della maturità.
Zia Anna che continua con i suoi sensi di colpa per aver ceduto agli stupendi piaceri della carne di cui non aveva mai immaginato l’esistenza.
Miria che replica:
” Mamma… non pensarci ora… goditi questi momenti.. non dimenticare che sono stata io a volerlo…e scusa! Ma tu ne avevi proprio bisogno! ”
Rimaniamo a Parma ancora una notte che si manifesta ancora infuocata tutta dedicata a Zia Anna, che promette a se stessa che sarà l’ultima volta e si lascia andare godendo infinitamente in tutte le maniere con il mio membro insaziabile e la collaborazione di Miria che è felice di vedere la madre stordita nell’estasi del godimento più sfrenato. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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