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Amore inteso come gioia e dolore

Salve,
sono Antonio un ragazzo di Napoli, sono nato 24 anni fa e sono uno studente universitario, vivo in un condominio insieme alla mia famiglia e più precisamente il mio appartamento si trova al 6° piano.

Onestamente dove vivo non ci sono persone simpatiche, perché in gran parte è formato da vecchie rompiscatole.

Di questo condominio l’unica nota positiva si trova al 3° piano, dove vive la mia amante Paola, una ragazza di 28 anni, sposata da un paio di anni con un operaio, che per motivi di lavoro sta sempre fuori.

Paola è una ragazza semplice, con un carattere allegro e gioioso, non gli piace vestire in maniera sgargiante e siccome fa palestra ha un fisico da sballo, un viso da brava ragazza, capelli neri e lisci, occhi castani, una bocca carnosa, un seno piccolo ma sodo e un paio di gambe ben rassodate, ogni volta che la vedo mi fa venir sempre voglia di toccarla e baciarla da per tutto.

Inizialmente, tra me e lei c’era solo un rapporto di buongiorno e buonasera, poi un anno fa, quando mi andai ad iscrivere alla palestra che frequentava il nostro rapporto diventò, sempre più confidenziale, e quasi tutte le sere, andavamo e tornavamo insieme dalla palestra.

Tra me e lei si era venuta a creare una forte amicizia, che si concretizzava, quando stavamo o in palestra o a casa sua , con piccoli abbracci e baci sulle guance.

Paola, era un appassionata d’informatica, però il computer non lo sapeva usare bene, l’unica cosa che usava con bravura era Internet, una sera mentre tornavamo dalla palestra, mi disse che non riusciva più a connettersi e voleva sapere da me come fare, io senza farmelo ripetere due volte, dissi che dovevo vedere da vicino il problema.

Un sera, approfittai del fatto che il marito non c’era e con la scusa del computer andai a casa sua, quando Paola mi venne ad aprire aveva una tutina larga, che onestamente non dava molto spazio alle sue forme, inizialmente pensai che fare sesso con lei era una cosa impossibile, ma poi quando mi sedetti davanti al computer, notai che lei aveva un aria un po’ maliziosa e degli atteggiamenti un po’ strani e con la scusa dello scherzo, mi toccava le spalle e appoggiava le sue mani sulle mie gambe.

I suoi atteggiamenti, mi facevano impazzire da matti, anche perché il mio pene, si gonfiava ogni volta che lei, mi toccava e mi abbracciava.

Seduto accanto a lei, la provocavo anch’io con baci sulla spalla sinistra, e toccatine sulle gambe semi chiuse, che quando le stringevo e andavo su e giù , mi davano l’impressione di volersi aprirsi completamente, mentre facevo ciò, Paola con sorrisini maliziosi, mi ricordava che era una donna sposata.

Quella sera tra me e lei, il gioco iniziava sempre di più ad intensificarsi e lei per allentare la tensione che si era venuta a creare in quel momento, decise di alzarsi e di andare in bagno.

Con aria felice, pensai che quella, forse, era la sera giusta, e mentre, l’aspettavo, mi misi a girare per casa, entrai nella sua camera da letto e notai che il cassetto del suo comodino era un po’ aperto, con curiosità lo finì ad aprire e notai che all’interno c’era un fallo finto.

Mentre guardavo se c’era qualche altro oggetto strano lei con aria silenziosa uscì dal bagno e senza farsene accorgere entrò nella camera da letto e con sguardo stupito e arrabbiato, notò che avevo scoperto il suo segreto, io non sapendo come giustificare, del perché avevo frugato nelle sue cose, mi misi a scherzare e fare battute del tipo: mi fai vedere come si usa questo fallo? ? ? .

Paola furiosa, per la battuta che avevo fatto e per il comportamento che avevo assunto, mi chiese di posare il fallo nel cassetto e seriamente m’invitò ad andarmene, io con aria impaurita, perché in quel momento pensavo di aver rovinato tutto, cercai di farla ragionare e di calmarla.

In quel momento lei era fuori di sé, allora con molta ingenuità, feci una mossa sbagliata, mi avvicinai a lei, e con sicurezza, misi le mie mani sulla sua faccia e per calmarla gli diedi un piccolo bacio in bocca, la cosa non fu felice perché
mentre la baciavo, Paola reagì con schiaffo pesantissimo.

Onestamente non presi bene il suo gesto, e colto da un momento di follia la spinsi sul letto e la iniziai a toccare e baciare da per tutto.

A quel punto Paola, presa dalla paura, perché pensava che la volessi stuprare, iniziò a piangere e a muoversi in continuazione, onestamente in quel momento, non capì nulla e vedendo la sua faccia bagnata dalle lacrime, tornai in me stesso e la lasciai libera.

Pensando a ciò che avevo fatto, dentro di me mi sentivo un verme e con aria quasi spaventata, gli chiesi scusa e mi misi steso accanto a lei sul letto.

Paola vedendo che l’avevo lasciata, smise di piangere, e voltandosi verso di me, mi diede dei pugni sul petto e mi chiamò un paio di volte stronzo ad alta voce.

Dopo lo sfogo, per quasi mezz’ora, intorno a noi calò un silenzio tombale e stesi sul letto entrambi l’unica parola che continuava a venir fuori dalla mia bocca era scusa.

Mi alzai dal letto e mentre stavo andando via, lei m’invitò a rimanere e a stendermi di nuovo accanto a lei.

A quel punto, con aria più serena, Paola si voltò verso di me, accettò le mie scuse, e m’invitò a non ripetere mai più quel comportamento che avevo assunto nei suoi confronti.

Dopo averla fatta sfogare, mi misi a fare delle battute leggere sulle foto, sue e di suo marito, che aveva in camera da letto e dopo averla fatta ridere un bel po’, Paola, si voltò verso di me e con sguardi intensi mi fece capire che mi aveva perdonato e con aria più disinvolta, mi abbraccio.

In quel momento mi sentivo molto felice, anche perché avevo ritrovato con lei l’amicizia perduta in quel momento di follia.

A quel punto, non sapendo cosa fare, con aria sconsolata, gli dissi che provavo, nei suoi confronti, una forte attrazione fisica, Paola, dopo avermi ascoltato, disse che davanti al computer provava la stessa cosa nei miei confronti e con aria più tranquilla, mandò a quel paese il fatto che era sposata e si lasciò andare completamente, dandomi, un piccolissimo bacio in bocca e successivamente, quel piccolissimo bacio si trasformò in un bacio più appassionato, la mia lingua sfiorava le sue labbra e pian piano entrava nella sua bocca, a quel punto, capì che su di lei potevo fare qualunque cosa.

Mentre ci baciavamo, molto dolcemente, la iniziai a spogliare e a scoprire tutte le sue grazie, lei, con molta calma, faceva la stessa cosa su di me, toccando e sfiorando ogni parte del mio corpo.

Dopo pochissimi minuti, eravamo completamente nudi sul letto, abbassai la foto del marito che era accanto a me, e iniziai, quello che avevo sempre sognato, un bellissimo gioco di sesso tra me e lei.

Mentre con la mia bocca, baciavo le sue labbra e succhiavo il lato sinistro del suo collo, la mia mano destra stringeva il suo piccolo seno e le mie dita giravano intorno ai suoi capezzoli duri e appuntiti, dopo pochi secondi, feci arrivare con piccolissimi baci, le mie labbra ai sui suoi seni gonfi di piacere e lì iniziai a succhiarli e baciarli, mentre facevo ciò, lei mi apriva completamente le sue gambe, permettendo alla mia mano di sfiorare e toccare la vagina leggermente pelosa e bagnata di piacere, le mie dita bagnate accarezzavano e penetravano il suo clitoride ben evidenziato, sentivo il suo bacino accompagnare tutti i miei movimenti, a quel punto staccai la mia bocca dai suoi seni e con piccoli baci, arrivai alla sua vagina, iniziai, prima a leccare tutto il suo nettare e poi con la mia lingua ruvida e piena di saliva, cercai di penetrare quanto più è possibile, dalla sua bocca sentivo, continui gemiti di piacere.

Paola accompagnava tutti i miei movimenti e dopo averla fatta godere tantissimo, feci salire il suo corpo su di me, m’iniziò a baciare prima il petto, poi con molto mestiere, fece scivolare la sua bocca sul mio pene, e senza mai toccarlo iniziò a baciarlo e a succhiarlo con movimenti lenti e piacevoli, sentivo la sua lingua ruvida che andava su e giù e la sua saliva che scendeva fino ai testicoli, in quel momento dentro di me, godevo come un matto anche perché vedevo la sua faccia da brava ragazza ridere come una troia quando invogliava e si sporcava la faccia con la mia sborra calda, che a parer suo era più buona di quella di suo marito.

A quel punto decisi che era arrivato il momento di penetrarla, misi le mie mani sul suo bacino e accompagnai il suo ventre al mio pene, a quel punto Paola esercitava su di me, dei movimenti lenti e armoniosi, sentivo dalla sua bocca, sporca di piacere, gemiti silenziosi e continui.

Dopo un po’ feci rotolare, il mio corpo su di lei, e con foga, mentre gli baciavo la bocca, il mio bacino sferrava dentro il suo ventre dei colpi violenti, i quali provocarono urli di dolore e piacere da parte sua, dopo aver saziato la mia foca, la feci girare a pancia sotto e con molta delicatezza feci scivolare il mio pene nel suo sedere vergine, piccolo e sodo, in quel momento, Paola mi disse che provava molto dolore, ma anche molto piacere a sentire una sensazione che non aveva mai provato, la mia sborra, sporcava il suo sedere e scendeva dentro di sé.

Finita la penetrazione, lei si voltò verso di me e mi leccò e pulì tutto il pene.

Quando i nostri corpi erano completamente stremati, decidemmo di cessare il nostro rapporto, con una serie di baci appassionati.

Sia io sia lei, eravamo stremati e siccome si era fatto tardi e dovevo tornare a casa mi alzai dal letto e con molta fiacca, mentre mi dirigevo in bagno per farmi una doccia vedevo osservavo ogni particolare del suo corpo, i suoi capelli attaccati alla sua bocca, i suoi seni bagnati dalla mia saliva e la sua vagina rosa che mi faceva venir voglia di iniziare tutto daccapo il nostro rapporto.

Dopo averla squadrata, andai in bagno e dentro la doccia mentre m’insaponavo, sentii, le sue mani sul mio petto e i suoi seni dietro la schiena, mi voltai e senza pensarci due volte, gli diedi un bacio sulle labbra, misi le mie mani dietro la sua testa e con molta delicatezza accompagnai la sua bocca al mio pene, lei senza dire nulla, si piegò sulle ginocchia, mise le sue mani dietro alle mie natiche e inizio a farmi un alto pompino, in quel momento, mi sentivo, molto eccitato dai suoi movimenti, mentre mi eccitavo sempre di più, sentivo le sue labbra che stringevano forte il mio pene e la sua lingua che cercava di raccogliere le ultime gocce di piacere.

Finito il pompino, mi venne voglia di penetrarla ancora, feci appoggiare la sua schiena al muro della doccia e con la mano sinistra alzai la sua gamba sinistra, presi il mio pene in mano e lo accompagnai alla sua vagina, lo feci entrare delicatamente e con dei movimenti lenti e continui, mi godevo quella che per me fu la scopata più bella della mia vita, alla faccia di quel gran cornuto di suo marito.

Finito rapporto continuai a fare la doccia insieme a lei, e lì i nostri corpi si sfioravano continuamente, la cosa durò per quasi un’ora.

Finita la doccia io mi rivesti e prima di andare a casa mia, le diedi un’ultimo bacio, lei in quel momento preferì rimase sul letto nuda a pensare a tutto ciò che era accaduto.

Ancora oggi, sono il suo amante, e siccome quel gran cornuto bastardo fottutto coglione del marito ha trovato un cazzo di lavoro qui a Napoli (che mi deve sempre spiegare come cazzo ha fatto!!! ), io e lei siamo costretti solo ad avere rapporti veloci di mattina o in macchina. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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