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Con Massimo

Ciao amici, rieccomi a voi per raccontarvi un’altra mia esperienza sessuale che spero vi faccia quantomeno eccitare. A me il pensiero che vi possa tirare su il cazzo mi fa bagnare, beh non vi meravigliate sono una vera porcellina e amante del sesso quindi… Dunque ritornando al racconto questo ha inizio in modo meno casuale anche se imprevisto. Io come già detto amo l’esibizionismo e per appagare questo mio desiderio e piacere mi esibisco in web cam dal vivo lo faccio anche perché visto che mio marito Angelo è spesso fuori per lavoro e rientra a fine settimana, esibendomi non solo appago momentaneamente la mia voglia ma così conosco anche potenziali maschietti che potrebbero suscitare in me voglia e quindi mettermi in condizione di incontrarli (sempre comunque alla presenza di mio marito). Diciamo che io conosco, valuto, poi ne parlo con il mio maschione e dopo aver deciso di dare una possibilità al maschietto di turno lo si incontra. Chiaramente non lo si fa per farci sesso ma solo per conoscerci di persona, magari in seguito se si dimostra non invadente e corrisponde ai requisiti che cerchiamo in una persona (ma vale anche per le coppie) magari ci si vede in seguito e si fa sesso. Beh in questo caso la cosa è andata in modo diverso: avevo conosciuto un ragazzo che mi chiamava in cam, era gentile carino e non era affatto invadente. Con il passare dei giorni mi accorgevo sempre di più che mi intrigava l’idea di conoscerlo di persona, gli spiegai come sarebbero andate le cose e che l’incontro sarebbe stato solo per conoscerci dal vivo magari anche per consumare un aperitivo o forse anche una cena. Al ritorno dal lavoro ne parlai con mio marito e così decidemmo di incontrarlo. Telefonai a questo ragazzo (che chiamerò Max) e gli spiegai che avevo parlato con il mio Angelo e che si poteva combinare un incontro. Max mi rispose che era contento, anche se mi confido che al solo pensiero si sentiva imbarazzato. Mi disse che siccome avrebbe dovuto prendere il treno mi avrebbe fatto sapere verso sera. Puntualmente mi richiamò in cam e mi disse che sarebbe arrivato da noi al Lago di Garda il sabato verso le ore 11. 00 /11. 30. Giunto il sabato in questione io e mio marito ci recammo alla stazione per andare a prenderlo. Si presentò vestito in modo normale, jeans e camicia, io invece mi ero vestita di tutto punto. Indossavo un vestitino nero che rimaneva su mantenuto da una fettuccia al collo, era cortissimo e molto scollato dietro, portavo i miei soliti tacchi a spillo (come da foto) mentre mio marito era vestito classico con giacca e cravatta. Dopo i soliti preliminari salimmo in macchina girammo un pochino e decidemmo di andare a pranzo in un ristorante cinese visto che sia a Max sia a mio marito piaceva questo tipo di cucina. Ci sedemmo al tavolo ordinammo il pranzo ed in attesa si chiacchierava del più o del meno. Max non faceva altro che ribadire di essere contento di avere avuto l’opportunità di conoscerci di persona e noi facevano altrettanto. Ad un certo punto si avvicinò il cameriere cinesino (carino devo dire ) e dopo averci chiesto cosa avremmo gradito da bere, domandò a mio marito se eravamo li per le vacanze notando il suo accento napoletano. A quel punto Angelo gli rispose che abitavamo a Desenzano , allora sfacciatamente il cinesino chiese se eravamo colleghi e mio marito senza perdere tempo prima guardò me poi Max e rivolgendosi al cameriere gli disse: ” no io e la signora siamo marito e moglie e lui (indicando Max con il dito) è il suo amante. A queste frasi, il cinesino rimase un pochino di stucco, senza parole, ma poi ripresosi rispose che non ci credeva e che lo stava prendendo in giro. Mio marito mentre noi ridevamo aggiungeva che era vero, il cameriere allora si allontanò per andare a prendere il pranzo e noi continuammo a ridere su questa cosa ma si notava che l’atmosfera si stava surriscaldando. Dopo pochi istanti ritornò il cameriere e ci portò il pranzo, ci lasciò pranzare ma si vedeva che comunque la cosa lo aveva lasciato un pochino perplesso. Finito il pranzo restammo ancora un po seduti a chiacchierare mentre il locale si era svuotato del tutto, rimanemmo solo noi, ad un certo punto appena si riavvicinò il cinesino, mio marito gli chiese come mai non credeva che Max era il mio amante e lui ridendo gli disse che la cosa gli sembrava troppo strana. Beh, ad un certo punto Angelo chiese se sarebbe stato contento di scoparmi, oddiooo non credeva alle proprie orecchie…. disse di si anche perché a lui piacevano le donne del sud essendo a suo dire molto calde. Si rideva per questo a crepapelle e ad un certo punto mio marito mi chiese di alzarmi in piedi. Conoscendo le “manie” di mio marito feci subito ciò che mi aveva chiesto, appena in piedi mi fece girare dando la schiena al cinesino e mi sollevò il vestitino scoprendo il mio culetto con il perizoma. Immaginate la faccia del cameriere, quando poi mio marito gli disse se vuoi puoi toccarlo senti se è duro, la situazione si fece molto calda. Max strabuzzò gli occhi, non poteva credere a quello che sentiva e vedeva perché andava oltre quanto si era detto accadesse al primo incontro, il cinesino tastò con mano il mio culetto e rispose che era duro ed ero anche da scopare. La cosa mi incominciò ad eccitare, mi sedetti, ridemmo ancora di questa situazione e poi decidemmo di andare via immediatamente. Raggiunta l’auto girammo ancora un pochino per Desenzano e quando Max chiese a mio marito se conosceva un albergo dove dormire, visto che sarebbe partito il giorno dopo, Angelo rispose che poichè gli era simpatico e aveva dimostrato di non essere invadente (oltre che aver fatto anche buona impressione e considerando che io gli avevo parlato bene di lui) lo avrebbe portato a casa, almeno per dargli il tempo di lavarsi un pochino e in attesa che si facesse sera per andare a cena. A questo punto si diresse verso casa, posammo la macchina ed entrammo. Max andò in bagno, mio marito come al solito si mise davanti al p. c. mentre io andai a fare il caffè. Una volta uscito dal bagno Max cominciò a parlare con mio marito di programmi del computer di hardware etc. etc. io gli portai il caffè ed incominciammo a parlare di come si era contenti di esserci conosciuti, di quello che era successo al ristorante con il cinesino e di quanto fosse stata carina questa cosa accaduta del tutto inaspettata. Ribadii che conoscendo bene mio marito non c’era da meravigliarsi che accadessero certe cose visto che è un bel porcellino etc. etc. Mentre parlavamo mio marito mi fece notare che avevo il vestitino leggermente sporco avendo strusciato vicino al muro del ristorante e quando gli dissi, vabbè poi quando usciamo per andare a cena mi cambio, mi rispose

“scusami ma perché non ti cambi adesso? Così ne approfitto e ti faccio qualche scatto con la macchina dgt!!! non avrai mica vergogna spero? “. Ridendo gli risposi che non avevo affatto vergogna e decisi di cambiarmi. A quel punto mi tolsi il vestitino percependo che mio marito stava puntando a qualche cosa di eccitante (mentre le foto erano una evidente scusa). Una volta tolto mi disse di avvicinarmi a lui e una volta a tiro consigliò a Max di tastare come aveva fatto il cinesino. Imbarazzatissimo lo fece e dopo aver toccato aggiunse che aveva ragione il cameriere: era bello sodo il mio culetto. Dalle risate del momento mi ritrovai mio marito che mi infilava la lingua in bocca e mi toccava il seno già nudo, invitò Max a lasciarsi andare, cosa che fece subito e mentre slinguavo mio marito mi sentivo le mani di Max sul corpo. Mi toccava dappertutto e la mia eccitazione cresceva sempre di più. Dopo un po’ Angelo mi fece girare verso Max e mentre lo baciavo quel porco mi sfilava il perizoma. Appena sfilato mi fece mettere a pecorina e mi infilò il cazzo duro nella figa. A quel punto allungai la mano sul cazzo di Max bello duro ma ancora nel pantalone e glielo tirai fuori incominciando a menarglielo mentre mio marito era sempre dietro di me che mi sbatteva come un ossesso. Presi il cazzo di Max in bocca e incominciai a succhiarlo come piace fare a me. Dopo pochi minuti mi ritrovai sul letto, non so come ci arrivai, sapevo solo che avevo per la seconda volta due cazzi solo per me. In ginocchio sul letto mio marito mi prendeva a pecorina mentre Max, disteso sul letto con il cazzo bello dritto e duro, mi invogliava a succhiarglielo. Continuammo così per almeno un ora, li presi dappertutto, in bocca, in culo, in mezzo alle tette, in faccia, insomma non c’era posto dove i loro cazzi non avevano approfittato del mio corpo. Io con grande gioia li presi con piacere eccitandomi sempre di più e venendo di continuo. Dopo essermi fatta l’ennesima saziata di sborra, esausti ci riposammo un pochino discutendo su come era andata la giornata e che era inaspettato che accadesse di fare sesso avendo conosciuto Max da poco. Si era fatta sera erano verso le ore 20. 30 e mio marito disse di prepararci poichè saremmo andati a cenare in un ristorante (non quello cinese). Mi misi un vestitino tigrato molto scollato dietro, più di quello nero che portavo la mattina, e appena pronti uscimmo e ci recammo al ristorante. Nell’occasione mio marito, come fa sempre, si portò la macchina fotografica digitale, in quanto crede che ogni momento sia adatto per fare foto e che le occasioni possono capitare all’improvviso. Finito di cenare decidemmo di fare due passi a piedi, c’è un posticino romantico a Desenzano e per smaltire la cena incominciammo a camminare. Giunti in un posto dove non si vedeva anima viva e la luminosità era scarsa mio marito mi disse di mettermi in posa che mi avrebbe scattato delle fotografie o che almeno ci avrebbe provato, data la scarsa illuminazione (come potete vedere infatti non sono venute granchè). Cosi cominciò a fotografarmi e la cosa fece scaldare di nuovo l’atmosfera. Vuoi il vino bevuto, vuoi le fotografie, vuoi il fatto di trovarsi in un posticino niente male tranquillo ed isolato, in men che non si dica mio marito posò la macchina fotografica e rivolgendosi a Max gli dissi:

“.. allora cosa aspettiamo a trombarcela qui? .. ” e si mise a ridere. In un attimo me lo ritrovai che rovistava sotto il vestitino in cerca della mia figa già umida. Mentre si dava da fare mi fece sedere sul bordo di un pattino, si mise in ginocchio ed incominciò a leccarmi la figa fradicia di umori ed eccitazione. In quel istante guardai Max e gli chiesi di darmi il suo cazzo in bocca, lo volevo, lo desideravo, ne avevo voglia. Me lo infilo in bocca e mentre sentivo la lingua di Angelo sul clitoride la mia lingua scivolava lungo tutto il cazzo di Max. Gli leccai la cappella violacea e le palle, lo avevo tutto in bocca, era mio quel cazzo duro, tutto in gola fino alle tonsille era bellissimo. Ancora una volta mio marito aveva trasformato una semplice serata in una serata speciale ed eccitante, insomma rimasi in quel posto una 30° di minuti con ancora due cazzi duri tutti per me e solo per me. Il solo pensiero di scrivere l’accaduto mi fa bagnare il perizoma che indosso. Si era fatto tardissimo, erano circa le 02. 00 di notte della domenica mattina, cosi decidemmo di rientrare a casa. Appena dentro ci rimettemmo sul letto e decidemmo di riposare, pensate, Max a destra del lettone io al centro e mio marito alla mia sinistra, cosa poteva succedere? Insomma dopo qualche esitazione anche dovuta alla stanchezza ricominciarono a scoparmi di brutto. Presi di nuovo i loro cazzi duri da tutte le parti, uno in culo e l’altro nella figa, ma la cosa che mi fece impazzire fu sentire l’esplosione di sborra prima di mio marito e poi di Max nel mio culetto ormai indolenzito dai troppi assalti. Si erano accaniti dicevano che il mio culetto era da lodare ma soprattutto da usare, e così fecero usandolo a turno, inculandomi come dei tori da monta che non vedono una vacca da mesi. Dopo avermi scopata ancora come bestie in calore cademmo esausti sul letto e io mi addormentai abbracciata a mio marito e a Max. Purtroppo la mattina seguente verso le 10. 30 Max avrebbe dovuto riprendere il treno per ritornare a casa e così dopo esserci svegliati, aver fatto colazione e rivestiti, accompagnammo Max al treno con la promessa che ci saremmo di nuovo rivisti. Purtroppo ancora oggi non ci siamo rincontrati poichè Max, abitando in una regione che dista dalla nostra almeno 700 km, non trova il tempo per venire. FINE

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