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Estate calda

Ero lì quell’estate , ero sola annoiata , sentivo il peso del caldo
Che mi opprimeva questa città è molto calda d’estate un vero inferno sembravo aver perso la voglia proprio in quell’estate
E così eccomi sola, al bar .
Quando in parte a me al tavolo di fronte, si siede una giovane coppia
Bellissima lei mora occhi scuri gambe lunghe mani curate dita lunghe affusolate
Ma anche lui sembra un bell’uomo scuro di carnagione tipico di questa terra Siciliana
Ha due splendidi occhi lei, e mi accorgo che … è senza mutande. lei fa di tutto perché io lo scopra.
Dal momento che mi accorgo che sotto a quella gonna striminzita, con uno spacco laterale, non ha nulla, non so più che pesci prendere.
Sono UN po’ IN imbarazzo, sembra che si sia messa lì apposta per me finalmente un brivido in questa estate.
La guardo spesso negli occhi e lei non fa una piega, sorride impercettibilmente, comincio anche a pensare che forse è finta, di cera e tra poco mi si squaglia lì, sulla sedia.
Lui fuma, chiacchiera distratto con passanti che lanciano occhiate verso la donna seduta accanto a lui, stringe mani, parla saluta… un occhiata tira l’altra stò impazzendo davanti a quello spettacolo che non accenna a finire..
Ho sete, mi sento ardere la gola, le mani sudano, ho il fuoco tra le gambe.
Lei si accarezza il seno, appoggia ad un certo punto il bicchiere tra le gambe.
“Che mi vuoi dire? ”
“Che ardi anche tu? ”
“E ti sta bene!! “.
Finalmente.
Mi avvicino al bar, dopo aver dato l’ultima occhiata a quella cosa pelosa che mi sta “parlando” da sotto la sua gonna.
Mi faccio preparare una granita al limone.
La mando giù troppo in fretta e il gelo mi sale in testa.
Servirà a calmare i bollenti spiriti?
Chissà se mi raggiungerà ora oppure mai.
Mi volto e con la coda dell’occhio la cerco, per vedere che cosa sta facendo e non la trovo più.
Lui è li, ma lei non c’è.
La vedo entrare nel bagno.. ah .. ah adesso si che sei in trappola bella signora.
Mando giù nuovamente troppo in fretta la mia bevanda ghiacciata e mi attardo a parlare con dei ragazzi al banco ho perso l’attimo che sciocca, lei esce dal bagno mi lancia uno sguardo e se ne và mi sembrava troppo bello che la serata prendesse una così bella piega.
Prendo la macchina, spalanco i finestrini e lascio che entri l’odore del mare.
Percorro piano la strada che mi porta verso la villetta che ho preso in affitto.
E a un tratto mi sembra di vederla, seduta sola su una grossa mercedes, con i finestrini abbassati. Sarà lei oppure no?
Rallento, giro intorno alla piazzetta e torno indietro, le passo a fianco lentamente… eh si, è proprio lei.. e che ci fa alle quattro del mattino da sola?
Fermo la macchina, .
Non so che fare.
Torno indietro?
Le chiedo se ha bisogno di aiuto?
Che banalità!
Mi affianco e la invito a casa mia?
No, improbabile che venga.
Scendo, la affianco e le infilo la lingua in bocca.
Noooo ancora più improbabile.
Mentre sono lì che guardo dallo specchietto la mercedes e tutto il suo infiammante contenuto, vedo uscire da un portoncino una ragazza minuta, si avvicina alla fiancata, allunga una mano e accarezza quel bel viso, vedo la sua mano scendere all’interno della macchina, la immagino posarsi su quel seno stupendo, resta lì alcuni istanti, comincio a sudare.
Si allontana lievemente e vedo aprirsi la portiera della mercedes.
La ragazza fuori dalla macchina si avvicina nuovamente e stavolta offre completamente il suo corpo all’occupante, solleva una gamba e la poggia sul
sedile. Vedo le mani affusolate della bella mora che appaiono sulle natiche della ragazza, gliele stringono, immagino la sua testa stracolma di riccioli neri perdersi tra le gambe della ragazza.
Non resisto alla tentazione di toccarmi, infilo la mano tra gli slip, immagino quelle labbra sulle mie, quella lingua che mi esplora, quelle dita che mi possiedono, mi accarezzo il seno, passo la lingua sulle labbra assaporando un sapore che stanotte mi sarà negato.
Chiudo gli occhi e vengo, senza un gemito, nel silenzio della notte, mentre invece vorrei farmi vedere, vorrei partecipare, vorrei urlare
“Miiinchia che sfiga” stasera poteva essere mia, potevo esserci io al posto di quella. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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