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L’autostop

Ciao, mi chiamo Giselle e sono una signora tedesca di 35 anni. Sono sposata con un ingegnere italiano che lavora in una grande industria tedesca.
Giocando con Internet ho scoperto questo meraviglioso sito e vorrei partecipare con le mie storie di sesso.
Per fortuna me la cavo bene con l’italiano così posso leggere tutti i bei racconti e provare a raccontare le mie esperienze.
Nelle istruzioni ho letto che le persone di cui si parla devono essere maggiorenni perciò inizierò dai miei 18 anni, anche se ho cominciato molto più presto.
A proposito: mio marito non saprà nulla di questi miei racconti perché crede che quando ci siamo sposati non avevo mai visto un uomo nudo.
Cominciamo dal mio compleanno dei 18 anni. In Germania è molto importante perchè normalmente da quella data i giovani vanno a vivere da soli o hanno più libertà nelle famiglie.
Avevo già molta esperienza di sesso, ma fatto sempre in fretta e di nascosto.
In più i miei amici erano giovani e non troppo bravi.
Spesso quando tornavo a casa dovevo toccarmi con le dita o infilarmi qualcosa per godere. (Mio marito mi ha insegnato tante parole di sesso e gli piace
quando le dico a letto).
Volevo per i miei 18 anni qualcosa di super.
Era Agosto e allora salutai la mia famiglia e con lo zaino sulle spalle decisi di andare fino a Rimini dove dei miei amici erano in ferie.
Mi eccitava una vacanza in autostop verso l’Italia.
Mi misi all’inizio dell’autostrada appena fuori Augsburg con un cartello con scritto Italia.
Si ferma subito un uomo di circa 40 anni con una macchina grossa.
Era simpatico ed anche bello.
Io avevo una maglietta e calzoni corti.
A 18 anni ero un po’ grassotta ma i miei amici dicevano che avevo un bel petto grande.
Lui andava fino a Innsbruck, un bel pezzo di strada.
Mi chiede dove vado, se ho il ragazzo ecc. Io ero già molto emozionata e dico che ragazzi ne ho tanti.
Come tanti? Vai a letto con tanti? ?
Certamente. ma sono non tanto bravi.
Hai mai provato con uno più vecchio?
No.
Avevo paura ma anche tanta voglia.
Ci fermiamo a mangiare, e lui mi dice se ho fretta di arrivare. No, non mi aspettano nemmeno.
Ok allora perchè non ci fermiamo qui e proseguiamo domani? .
Aveva già preso la chiave di una camera.
I miei amici fino allora mi avevano solo infilato il cazzo davanti e dopo un paio di su e giù sporcata tutta con il loro liquido.
Qualche volta invece me la avevano fatta in mano.
Quell’uomo era un dio.
Nessuno mi aveva mai leccato il clitoride e dentro la figa, lui lo fece a lungo facendomi venire più di quando lo facevo da sola. Io glielo presi in mano come sapevo fare ma lui me lo appoggiò alla bocca.
Provai a assaggiarlo, era buono, più grosso degli altri, non riuscivo a prenderlo tutto.
Lui mi insegnò a andare su e giù con la bocca senza graffiarlo, a leccarlo con la lingua sulla punta.
Mi leccava il buco dietro, le tette grandi non stavano nelle sue mani. Io avevo paura che mi spruzzasse in bocca perchè mi faceva un po’ schifo, ma più mi leccava più avevo meno schifo.
Mentre mi leccava dietro mi infilava le dita nella figa ed io non potevo non godere.
Saltavo tutta senza farlo uscire dalla bocca.
In quel momento la sua
punta divento grandissima, cominciò a tremare e un liquido caldissimo mi venne in bocca.
Appiccicava e non sapevo cosa fare.
Lui stava godendo e spingeva di più nella mia bocca.
Era piena del cazzo e del liquido.
O soffoco o bevo.
Era tanto buono, ne volevo ancora e glielo dissi.
Più tardi, ma non più in bocca, vedrai.
Mi sono subito addormentata abbracciata al cuscino.
Ero felice.
Mi sono svegliata con un grande caldo nella pancia.
Era lui che me lo aveva infilato mentre dormiva e mi stava scopando da dietro. Io ero ferma come quando dormivo e lui andava lentamente su e giu.
Poi mi leccava il buco del culo.
Una mia amica mi aveva detto che le piaceva tanto farselo mettere dietro.
Mentre mi leccava pensai a lei.
Forse avrei provato anche io.
Facendo finta di svegliarmi alzai il culo verso di lui che leccò più forte.
Intanto mi infilava credo le dita dentro.
Mi faceva un po’ male ma solo per un po’.
Ad un certo punto mi dice di respirare profondo, mi allarga il buco con le dita e di colpo sento la sua punta entrare!
. Non fa male ma sembra di dovere andare a gabinetto.
Respira ancora, e spinge tutto dentro.
Adesso fa tanto male, sembra che si rompa la pancia, devo andare a gabinetto, devo fare anche la pipi.
Lo dico e lui mi dice
Piscia pure ma dal culo non te lo tolgo.
E comincia a muoversi sempre più forte, sempre più male ma è anche tanto bello.
Hai detto che ne volevi ancora.
Ecco adesso ma non in bocca.
In fondo al culo. Sentivo caldissimo e bagnato.
Dovevo andare a gabinetto ma lui non usciva, era sempre grosso.
Adesso ti porto io a gabinetto, in braccio e col cazzo infilato dietro.
Così me lo tolse solo sopra il gabinetto, mi fece sedere e me lo diede nella bocca.
Così succhiavo mentre la pancia si vuotava facendomi bruciare tutto il buco.
Ma lui non lasciava la mia bocca e mi diede ancora un piccolo goccio si seme.
Adesso ti lascio dormire e domani proseguiamo.
Forse avrai qualcosa da raccontare ai tuoi amici. FINE

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