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Racconto erotico

Monica sulla statale

Batto su questa statale da alcune settimane e credo ormai di conoscere quasi tutti i maschi della zona: e quelli che non conosco io li conosce Luana, la mia amica transessuale che batte un po’ più in là.
Conosco tutti in città: il vecchio marito della preside che è tanto carino e mi paga sempre più di quello che gli chiedo; il Dottor Franco, padrone di un albergo in città, che una volta viene con me e una volta con Luana; I militari della Caserma qui vicino, e in particolare Luigi, un ragazzetto che viene dalla Puglia e appena può spende con me i suoi pochi soldi; e poi i ragazzi della scuola professionale, il timido Federico che si fa solo masturbare o fare i pompini, ma non riesce mai a tenerlo diritto abbastanza per mettermelo dentro; e Maurizio di Pasquale, il teppistello che vorrebbe pagarmi con qualche dose di erba. Tutti vengono con me ricchi signori e poveri immigrati, giovani e anziani. E quasi tutti sono brave persone che forse hanno solo bisogno di un po’ di comprensione per vincere una solitudine che più o meno accomuna tutti quanti.
Non ho mai avuto problemi con la gente del posto. Mi chiedono tutti di scopare e io lo faccio bene, con il preservativo e solo davanti. Concedo anche la bocca ma non il culo e a quelli che me lo chiedono faccio capire che non è questione di soldi: la merce è questa, prendere o lasciare. E prendono, prendono tutti, eccome se prendono.
Soltanto una volta ho accettato una prestazione un po’ strana, ma la cifra che mi hanno dato era così alta che davvero non ho saputo dire di no. Del resto come prestazione è stata tutt’altro che faticosa e quindi non solo l’ho fatto una volta ma sarei di certo pronta a ripeterlo.
Erano venuti da me una coppia di sposi, lui si chiama Carlo e lei Giovanna, entrambi sui 35 o 40 anni. La richiesta era semplice: dovevo fare l’amore con la donna mentre lui ci guardava, senza intervenire.
Siamo andati nel mio camper e io e Giovanna ci siamo spogliate: lei è una donna bellissima, un fisico da modella, ben proporzionato e curato. Lui è più normale e, seduto in poltrona si è messo a guardarci.
Giovanna mi ha baciato sulla bocca con irruenza. Ho risposto al suo bacio contraccambiando le carezze con cui mi ricopriva sulle spalle e sui fianchi.
Giovanna si è poi sdraiata sul letto allargando vistosamente le gambe: mi sono messa su di lei nella posizione del 69 e ho cominciato a lappare la sua fica fresca e profumata. Non ho grandi esperienze con donne, ma i miei colpetti di lingua dovevano piacerle parecchio se, ogni volta che mi insinuavo nella sua carne lanciava un grido di piacere:
“Ahhh… che lingua bollente” gridava.
“Ohhh… sei una vera troia… leccami ancora… succhiami! ” aggiungeva
E io eseguivo quegli ordini che, pure dati con tanta durezza, non era poi difficile assecondare.
Carlo intanto, guardandoci con gli occhi fuori dalle orbite si era preso il cazzo in mano e si stava masturbando davanti alla scena.
Quando Giovanna cacciò fuori la sua lingua e me la passò sulla passera, leccandomi fino al culetto e soprattutto non appena mise la lingua sul buchino
mulinellandola dentro, provai anch’io un brivido che mi percorse tutta la schiena.
Non sono abituata a farmi leccare nel culo e devo dire che Giovanna lo ha fatto con grande maestria.
Così aumentai l’impegno nel succhiarle la fica bevendo gli umori che gettava a profusione.
Alla fine volle incrociare le sue gambe con le mie in modo che le due fiche fossero a contatto. Lo feci e cominciai a muovere i fianchi con grande perizia (come tutti i miei clienti hanno sempre apprezzato) sicché con i miei movimenti strusciavo il suo grilletto duro e teso fino a farla quasi svenire in un orgasmo profondo.
“Ahh! ” gemette in fine lasciandosi andare sul letto.
Nello stesso momento Carlo, giunto al massimo dell’eccitazione, si era sborrato nel palmo della mano: si alzò e porse la mano alla bocca di sua moglie la quale la leccò come un gatto nella ciotola del latte. Io li guardavo sorpresa e affascinata.
Se ne andarono dopo poco e non sono mai più tornati, ma quella serata è stata una delle più strane della mia carriera. FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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