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Notte a sorpresa

Notte a sorpresa, lontano da casa…. i Pooh cantavano in una loro canzone.
Ero piccolino quando ascoltavo questa canzone eppure mi è ritornata in mente quando ho visto lei.
Era da quest’estate che un parente mi aveva invitato a casa sua ad Alassio, ma solo questo fine settimana ho trovato il tempo per andarlo a trovare.
Appena entrato in Alassio ho visto una donna, abbracciata a quello che credo fosse il suo ragazzo.
La scena mi colpi tantissimo, perché lei indossava una minigonna ed autoreggenti.
La minigonna era talmente corta che si vedeva il ‘bordò degli autoreggenti.
Al primo impatto, di quella vista, mi chiesi se fosse stato lui a volerla così o lei a vestirsi in quel modo.
Non mi interessava la risposta, ma quelle gambe così esposte mi eccitarono subito.
Se l’intenzione di lei era di attirare l’attenzione, ci era riuscita.
Il punto d’incontro, con i parenti, era alla fine di Alassio e li ad attendermi.
Andammo a bere un’aperitivo, prima di pranzo, ma la mia mente era ancora fissa su quelle gambe così perfettamente esposte da distrarmi completamente dai loro discorsi.
Durante il resto della giornata dimenticai quella visione come se fosse stato un sogno e dopo il risveglio uno si accorge che si è trattato solo di un sogno.
Alla sera, non avendo di meglio da fare, andai in sala giochi.
Mi sembrava di essere ritornato bimbo, quando passavo le serate in sala giochi ad Alassio mentre i mie genitori si facevano la loro passeggiata lungo mare.
Dopo aver finito la prima gettata di gettoni andai alla cassa per cambiarne altri e voltandomi la rividi.
Era proprio lei, ancora vestita in quel modo, ma questa volta era sola.
Avendola vista con il suo ragazzo mi guardai intorno per vedere se lui era presente.
Lei si avvicinò alla cassa e chiese alla cassiere se aveva visto Fabio.
La cassiera le rispose di no.
Lei tranquillamente rispose che avrebbe aspettato un pochino.
Presi i miei gettoni e ritornai a giocare, ma la distrazione della sua presenza fece durare poco le mie partite.
Dopo una mezz’oretta iniziai ad vedere in lei i primi sintomi di insofferenza da pacco.
Ritornai alla cassa per cambiare altri gettoni e lei candidamente mi chiese l’ora ed io risposi.
Cambiai ancora i soldi in gettoni.
Lei si alzò di scatto e si girò verso la cassiera che sicuramente conosceva.
“Digli a quello stronzo di Fabio di andare a fare in culo e questa è l’ultima volta che mi vesto da troia solo per piacere di un uomo. ”
La cassiera rispose:
“Avevate appuntamento qui e lui ti ha dato buca? “.
Mentre lo diceva aveva quasi un sorriso sulle sue labbra, come se lei fosse felice di questo.
Mi voltai e le dissi
“Se non si è fatto vedere, forse non ti merita”.
Lei si incazzò ancora di più iniziando a sbraitare ed insultarlo.
Mi avvicinai e le offrii da bere disposto ad ascoltarla in modo che lei sfogasse la sua rabbia.
Una volta calmatasi e la ragione ritornava ad impadronirsi della persona mi disse:
“Ho avuto una serata di merda ed ora sono qui, davanti ad uno che nemmeno sò chi sia a raccontare i cazzi miei”.
Beh, l’incazzatura non era ancora del tutto passata.
Io feci per alzarmi e risposi
“Se non ti va che stia qui a sentire le tue cose me ne posso anche andare”.
Lei mi afferrò il braccio e mi chiese scusa.
“No non voglio che tu te ne vada. Sei stato così gentile ed ora mi sento io in colpa per quello che ho detto”.
“So che sei arrabbiata per quello che è successo, ma quello è un tuo problema. Io ho solo ascoltato e ti ho lasciato sfogare la tua rabbia. In quel momento tu avevi bisogno di scaricare il tuo ‘dolorè ed io mi sono trovato sulla tua strada”.
Lei rimase sorpresa da quelle parole e dopo aver finito di bere la sua Pepsi mi chiese se ero così gentile da riportarla a casa.
“Di solito non dò passaggi sconosciuti”, dissi,
“Ma nel tuo caso farò un’eccezione. Dopo quello che ti è capitato credo che il minimo che possa fare è non lasciarti andare sola a casa. ”
Uscimmo e percorremmo la strada verso casa sua.
I miei occhi scorrevano dalla strada alle sue cosce con la sola curiosità di assaporare quello che rimaneva ancora nascosto.
Arrivammo a casa sua ed era giunto il momento di salutarci.
Lei si voltò sorridendo ed io mi avvicinai per baciarle la guancia e così feci.
Dopo il bacio sulla guancia le sue braccia erano ancora intorno al mio collo e passando lentamente verso l’altra guancia le sfiorai le labbra.
Lei non disse nulla così iniziammo a baciarci.
Le nostre lingue scrutavano ogni spazio più nascosto nelle nostre bocche.
Le mie mani iniziavano ad accarezzare il suo turgido seno scendendo lentamente alle cosce.
Lei mi fermò, per un attimo, ma sorridendo riprese a baciarmi e a dedicarmi uguali carezze.
Ci fermammo un attimo e portai l’auto in una stradina attigua.
La mano cercò subito di prevalere tra le sue cosce ed aprirsi un varco per accedere al suo punto di piacere.
Raggiunsi quel punto con alcuni sforzi e quando fui arrivato lei poggiò il collo indietro offrendomi un collo da baciare e mordicchiare, nonché una calda ed umida fica da toccare.
La sua mano si era intrufolata nella patta ed aveva iniziato un lento e piacevole su e giù.
Le chiesi di spostarci dietro, ma lei sorridendo mi disse
“ma non hai visto che siamo a 10 metri dalla spiaggia dei mie e che i lettini sono ancora li. ”
Uscimmo velocemente dall’auto ed abbracciati ci sdraiammo sul lettino.
Lei si tolse le scarpe e le mutandine, rimanendo intatta con il resto dell’abbigliamento.
Io sdraiato e lei sopra di me.
Iniziai ad infilare le mie mani sotto il suo body, mentre le sue aprirono completamente la patta.
Si chinò leggermente e dopo aver fatto uscire il cazzo dai jeans cominciò a succhiarlo con passione.
Le mie mani si appoggiarono sulla sua schiena e con leggerezza la forzarono a pormi la sua fica tra le mie labbra.
Sollevai la sua minigonna senza sforzo e la mia lingua passava per entrambe i canali, mentre lei non distoglieva le sue attenzioni dal mio pene.
Lei si sollevò e senza voltarsi si autoimpalò sul mio cazzo.
Iniziò ad andare su e giù decidendo il ritmo di quella “notte a sorpresa”.
Mentre mi sentivo usato, solo per la mia parte fisica approfittai della posizione per appoggiare le dita sul suo buchetto mentre lei aumentava il ritmo di quel dolce su e giù.
Quel desiderio di lei che fulmineamente mi aveva accecato al mattino trovò la sua fine alla sera.
Fu un fine settimana inaspettato e ancora più piacevole per il suo proseguimento.
è stata una notte a sorpresa, lontano da casa…. e quella canzone l’avevo ancora in mente mentre riprendevo la strada di casa. FINE

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