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Parcheggio coperto

Come ben saprete trovare parcheggio nelle grandi città diventa ogni giorno più difficile, il traffico è caotico e si corre sempre il rischio di trovare brutte sorprese quando si risale in auto.
Fatte queste considerazioni decisi allora che non era più il caso di stare ad impazzire per trovare un buco dove infilare l’auto e decisi di andare ad informarmi sul costo di un parcheggio coperto.
Finalmente trovai quello che mi sembrava essere il più conveniente e presi l’abitudine di parcheggiarci ogni giorno.
Il passaggio davanti alla cassa era obbligatorio, in quel modo potei notare tutti gli impiegati che lavoravano lì.
Uno in particolare mi aveva colpito per il suo modo di fare: era sempre gentile e sorridente, e anche quando era sommerso di clienti riusciva sempre a regalare un sorriso a tutti.
Ormai ci salutavamo e quando non c’era gente scambiavamo due chiacchiere.
Mirko, così si chiama, è poco più giovane di me, è un bel ragazzo: capelli chiari, occhi nocciola, fisico asciutto.
Queste erano le considerazioni che facevo su di lui, anche se la cosa che mi aveva colpito di lui erano le sue mani; aveva delle mani splendide, gliele invidiavo: le dita affusolate e ben curate sono quello che più mi manca, avendo la pessima abitudine di mordicchiarmi le dita.
Sempre più spesso mi soffermavo a guardare come le sue dita prendevano il mio biglietto e i soldi per poi restituirmelo.
Preso da questa mania, un giorno indugiai nel passare il biglietto a Mirko, le nostre dita si sfiorarono.
Come sembrarono lunghi quegli istanti!
Poi lui ritirò il biglietto, alzai lo sguardo lo vidi sorridere come mai lo avevo visto fare, aveva gli occhi che brillavano e il suo sorriso mi sembrò un raggio di sole.
Risposi a quel sorriso.
Lui mi guardò, poi prese una penna e un foglietto scrisse qualcosa e poi mi passò il biglietto quel messaggio.
Le nostre dita si sfiorarono di nuovo, intenzionalmente, si accarezzarono.
Poi fummo interrotti dall’arrivo di altri clienti.
Lo salutai e me ne andati felice.
Non avevo mai pensato che potessi provare attrazione per un uomo, sono sempre stato etero e mai avrei pensato che potessi subire un tale stato di eccitazione.
Sì, ero eccitato!
Salii in auto e lessi il messaggio, diceva
“Chiamami stasera dopo le 22”.
Non sapevo che fare, non avevo mai provato nulla del genere, ma ogni volta che cercavo di non pensarci mi ritrovavo a fantasticare sulle nostre mani che si accarezzavano.
Passai la serata in questo strano stato poi lo chiamai.
“Pronto? ” rispose.
Io non sapevo che dire, rimasi in silenzio.
“Pronto? Sei tu? Dai dimmi qualcosa so che sei tu! “.
“Ciao Mirko”.
“Ciao, pensavo di aver commesso un errore oggi pomeriggio. Poi però mi hai chiamato, e questo è un buon segno, no? “.
“Dipende” risposi.
“Che stavi facendo? ” chiese.
“Nulla e tu? ”
“Ho appena finito il turno, ma non ho voglia di tornare a casa subito. Ti va di uscire a bere qualcosa? ”
“Non ho voglia di uscire. Vieni tu da me”.
“Ok volentieri! Penso di farcela in una mezzora”. Disse
Gli spiegai la strada e poi ci salutammo.
Preso sempre più dalla situazione decisi i farmi una doccia fredda, avevo tutto il tempo prima che Mirko arrivasse.
Mi stavo sbagliando, arrivò con una decina di minuti d’anticipo, e mi sorprese con un asciugamani che mi avvolgeva la vita.
“Ciao, scusami ci metto un secondo”.
“Non ti preoccupare fai con comodo”.
Lo feci accomodare poi mi diressi in camera.
Finii di asciugarmi e mi vestii. Uscendo dalla camera però lo trovai piantato sulla porta.
Mi aveva spiato. Io lo guardai. Lui mi sorrise.
Gli accarezzai il viso e lui mi strinse in un abbraccio.
Ci baciammo, mentre le nostre mani si rincorrevano lungo i nostri corpi ancora vestiti.
L’eccitazione era alle stelle, iniziai a slacciargli la camicia, lui fece lo stesso.
I nostri petti nudi ora si sfioravano.
Sentivo le sue dita muoversi lungo la mia schiena, mentre mi baciava sul collo.
Le mie mani scesero a toccargli l’uccello compresso nella stoffa dei jeans.
Gli slacciai i pantaloni, e mentre lui mi baciava, con un piede lo aiutai a farli cadere a terra. In pochi minuti era lì nudo davanti a me.
Aveva un gran bel corpo scolpito dalla sedute in palestra, la pelle era abbronzata e liscia.
Presi a percorrere con le labbra il suo petto, attaccandomi ai capezzoli che nel frattempo erano diventati duri come il marmo.
Le sue mani intanto stavano accarezzandomi il viso ed il collo.
Poi d’un tratto mi spinse sul letto, mi slacciò i pantaloni e con uno strattone mi ritrovai nudo.
Si inginocchiò davanti a me e iniziò a masturbarmi.
Il vedere le sue stupende mani che mi avvolgevano il cazzo mi eccitò ancora.
Lo invitai a farmi un pompino e lui, come se non avesse fatto altro per tutta la vita, me lo prese in bocca.
Le sue calde labbra avvolgevano completamente il mio uccello, mentre le sue mani abili mi massaggiavano le palle.
Stavo oltrepassando il limite e venni in bocca di Mirko con più schizzi di sperma caldo.
Mirko ingoiò tutto e alzatosi di sdraiò sopra di me. Iniziammo a baciarci, il sapore del mio sperma si diffuse dalla sua bocca alla mia.
Non capivo più nulla dall’eccitazione.
“Voglio che tu mi scopi il culo! Voglio sentire il tuo cazzone dentro le mie chiappe! ” dissi.
Mi misi a pecorina sul letto e Mirko iniziò a leccarmi il buco del culo, poi prima con un dito poi con due si fece strada.
Le sensazioni che provai sono indescrivibili. Il mio corpo era percorso dai brividi mentre le sue mani di dilettavano dentro di me.
Quando fui pronto Mirko appoggiò il suo uccello duro contro il mio buco e delicatamente entrò.
Il dolore misto al piacere mi fecero urlare.
Mirko aumentò il ritmo, mi scopava come se fossi una troia navigata.
Ad ogni colpo sentivo il suo arnese che entrava sempre più.
Il piacere aumentava sempre più. Sentivo il suo corpo contrarsi e rilassarsi dentro di me.
Le sue mani mi afferrarono i fianchi e accompagnavano i movimenti del suo corpo.
Mi scopò per lungo tempo, poi aumentò il ritmo.
Stava per inondarmi le viscere di sperma.
Con un colpo più potente degli altri iniziò a schizzare il suo liquidi caldo.
Provai un immenso piacere nel sentire quel calore che mi invadeva l’intestino.
Poi Mirko cadde esausto sul letto, mi sdraiai di fianco a lui e mi misi a guardarlo.
Poi ci addormentammo l’uno nelle braccia dell’altro. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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