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La serata stava procedendo troppo bene. La biondina che avevo abbordato al bancone del bar stava lasciando intendere di non disdegnare affatto le attenzioni che le stavo dedicando, e stavo già per lanciare l'”affondo” finale, quando lo squillo del telefonino aveva drammaticamente interrotto l’atmosfera.
* Dado, sono io… Quello stronzo se ne è andato e mi ha lasciato qui! Senti, mi vieni a prendere per favore? Sono nel parcheggio della disco… fai presto! –
La voce di mia sorella era evidentemente rotta da un pianto trattenuto a stento.
Da quando aveva compiuto diciotto anni, qualche mese prima, era diventata pienamente indipendente e quella era la prima volta che chiedeva il mio aiuto dopo diverso tempo.
Per questo la cosa mi aveva preoccupato.
Così mi ero ritrovato, alle quattro di una domenica mattina di fine luglio, a mollare tutto e a correre “al salvataggio”, per le strade della collina marchigiana.
Arrivai nel parcheggio ormai deserto della discoteca già chiusa, quasi un’ora dopo.
Mia sorella era seduta sulla buia scalinata dell’ingresso, con il volto nascosto nelle mani.
Quando scesi dalla macchina mi guardò con una espressione disperata e mi si gettò tra le braccia singhiozzando.
Mi sedetti sui gradini e, come tante altre volte era successo, mia sorella mi si sedette in grembo, in posizione quasi fetale, a raccontare quello che la faceva disperare.
Venni così a sapere di come aveva trovato il suo ragazzo dietro ad una colonna, con diversi centimetri di lingua affondati nella bocca della sua più cara amica, di come lo aveva aggredito, prima verbalmente e poi fisicamente, e di come se ne era andato, lasciandola a piedi nella sperduta collina pesarese.
* Ho sempre pensato che fosse un’ idiota, nessuno dovrebbe permettersi di trattarti così! – le dissi, accarezzandole i lunghi capelli neri.
Mia sorella era ormai diventata decisamente una bellissima ragazza. Il fisico asciutto, fasciato dal corto vestito nero aderente, e le gambe lunghissime, in quella strana posizione erano particolarmente esaltati.
Mi guardò con i suoi splendidi occhi verdissimi, il trucco rovinato dal pianto.
* Se non fossi arrivato tu, non so cosa avrei potuto fare, grazie Dado.
-Sollevò la testa e mi diede una serie di piccoli baci sulla guancia.
* Quando ho bisogno ci sei sempre, sei l’unico che non mi tradisce mai-Altri baci, sempre più decisi e sempre più vicini alle mie labbra.
* Sei il solo uomo della mia vita-
Le sua labbra appoggiate delicatamente sull’angolo delle mie, potevo sentire chiaramente il sapore del suo rossetto.
* Lo sai che ti voglio bene, e che puoi contare sempre su di me! –
Risposi alle sue tenerezze con un bacio vero, seppure solo accennato, appoggiando le mie labbra sulle sue.
Non so cosa mi successe, ma in quel momento mi sembrava la cosa giusta da fare, per aiutare quella splendida donna che piangeva tra le mie braccia.
Rimanemmo in quella posizione per un istante che mi parve lungo un’eternità, poi capitò qualcosa che mi fece sudare freddo.
Mia sorella rispose a quel bacio dischiudendo le labbra ed invitandomi con piccoli tocchi di lingua ad aprire le mie. Quasi in trance obbedii a quell’invito. Dischiusi a mia volta le labbra, chiudendo nel contempo gli occhi, e mi parve di entrare in paradiso.
Le nostre lingue presero a leccarsi, prima timorose, poi sempre più appassionate, in un bacio sempre più profondo.
Sentire il suo sapore mi provocò un’ eccitazione immediata e violenta, che mi fece perdere la ragione.
Spostai la mia mano e la feci scorrere sul vestito, fino ad incontrare la pelle nuda delle sue gambe.
Lentamente mi infilai sotto il vestito, scorrendo la pelle morbida e liscia, fino ad incontrare il tessuto degli slip.
Mi fermai un momento, timoroso di andare oltre, ma mia sorella aprì leggermente le gambe e con un mugolio mi autorizzò a proseguire.
Allora presi a scorrere con le dita, da sopra le mutandine, percorrendo il profilo delle grandi labbra. La sentivo tremare, mentre non smettevamo neppure per un momento di godere del nostro primo bacio, e sentivo le mutandine bagnarsi rapidamente.
* Mmmmmhhhhh!!!!! Ti pergo Dado…. Toccami…. Toccami dentro!! – mi disse mia sorella, guardandomi negli occhi con un espressione che valeva come una richiesta disperata.
Con due dita scostai lo slip e introdussi due dita nel solco, ormai fradicio di umori.
* Oooohhh siiii!!! Mmmmmmmmmhhhh… – appoggio la testa sulla mia spalla e cominciò a sospirare a pochi centimetri dal mio orecchio, facendomi rabbrividire con il suo respiro caldo.
Introdussi le dita più in profondità, e cominciai a muoverle lentamente avanti e indietro.
* Ooooooohhhh!!!! siiii siiiiiii!!!!!!! Mmmmmhhhh, oh Dado, si siii cosiii!! –
* Oh piccola. Sei così calda. Sei splendida!! –
* Ooooohh… Ti amo Dado, voglio.. si… mmmmmhhhhh… ti voglio dentro… -Armeggiò con le mani fino a trovare la cerniera dei pantaloni e la aprì.
* Voglio che mi scopi.. si…. voglio che tu mi prenda.. adesso… adesso… mmmmmhhhh!!! –
Introdusse una mano nella fessura ed estrasse il membro.
* No, aspetta! Non credi che.. –
Mi impedii di finire la frase con un altro bacio, mentre con la mano mi masturbava dolcemente.
Si alzò in piedi quasi di scatto e si mise a cavalcioni su di me. Si sollevò il vestito sopra i fianchi, offrendomi lo splendido spettacolo della sua fighetta bagnata a pochi millimetri dalla faccia. Emanava un odore meraviglioso e tremendamente eccitante.
* Ti piace la passerina della tua sorellina eh? Senti, senti che buona! –
Introdusse due dita nella sua umidità e le estrasse lucide di umori. Poi le appoggio sulle mie labbra. Leccai quel sapore di donna, e andai letteralmente fuori di testa. Quell’atteggiamento da troia di mia sorella mi mandò in uno stato di eccitazione e di confusione se possibile ancora maggiore. La afferrai per i fianchi e la guidai sul mio sesso.
Lei lo afferrò con una mano e mi introdusse dentro di lei.
* Ooooohhhh Diiioooo sorelliinnnaaaaaaa!!! – penetrare mia sorella mi diede delle sensazioni devastanti. Anni di pensieri incestuosi, bollati come sbagliati e deviati e quindi accantonati, riesplosero tutti insieme in quel momento.
* MMMMMMmmmmmhhhhhh!!!!! Siii, Dadooo… oooooohhhh sssssiiiiiiii!!!!! –
Cominciò a muoversi su di me, godendosi il duro bastone che la stava impalando, godendosi l’amore di suo fratello.
Infilai le mani sotto il vestito e slacciai il reggiseno. Presi i seni nelle mani e cominciai ad accarezzarli. Sentivo i capezzoli diventare di marmo sotto le mie dita, mentre quelle splendide tette sobbalzavano sotto la forza del nostro movimento.
* Oooooohhhh OOOOOOOHHHHH!!!! Dado dado dadooooohhh….. mi stai… facendo… mmmhh!!! mmmmmmmhhhhh!!!!! Si, sissiiiiiii sto godennnnnddooooo!!!! Sssssssiiiiiiiiiiiii!!!!!!!! –
* Siiii, sorellinaaa ooooooohhhh!!! Muoviti, sii così.. cosiiiii!!! Oh Cristoo!!! –
Sentivo l’orgasmo salire prorompente, mentre lo spettacolo di mia sorella che godeva disperatamente sopra di me mi lasciava in uno stato di incredulità, che faceva sembrare tutto un meraviglioso sogno.
Preso dal parossistico desiderio di possederla completamente mi feci largo tra le sue mutandine e le infilai con decisione un dito nel culo, cominciando a muoverlo su e giù.
* OOOHHH SIIIIIII!!!!!!!!! Diiiiiooooo sto venendo…… vennnggoooooo… GOODOOOO!!!!!!! OOOHHHH!! DADOOOOOO!!!!!!! SSSSSIIIIIIIII!!!!!! VEEEEENNNGGGOOOOO!!!!!!! –
Vedere il suo orgasmo fu davvero troppo.
* OOOOHHHHHHH!!! SSSIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!! SIIIIIIIII!!!!! SORELLLIIIINNAAAAAAA!!! SBORRROOOOOO!!!! –
Le inondai completamente la figa con la più abbondante sborrata della mia vita.
I fiotti di sperma colavano da tutte la parti mentre la stringevo a me e suggellavo il nostro orgasmo con un lungo bacio. Crollammo a terra ansimando, mentre sentivo ancora le contrazioni della vagina attorno al mio sesso.
Rimanemmo in quella posizione per diversi minuti, increduli, l’uno dentro l’altra. Infine ci alzammo e, dopo esserci rivestiti, ce ne tornammo a casa senza dire una parola.
Nessuno di noi ricordò mai più quello che era successo in quella notte, in quel buio parcheggio di collina. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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