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Tutto per una macchina nuova

” Ti prego, papà…io DEVO avere quella macchina” mi supplicò per l’ennesima volta Renata ” è troppo bella…. tipregotipregotiprego”
” ti ho già detto che ci avrei pensato su. E questa è la mia ultima parola. Capito ! ? ! ” sbottai seccato immettendomi in tangenziale con la nostra automobile. La giornata era particolarmente uggiosa, e goccioline di pioggia scendevano noiosamente sui finestrini.
“Se io avessi una macchina tutta mia tu non ti dovresti alzare così presto ogni giorno per accompagnarmi all’università, e mamma non dovrebbe più portarmi in palestra e…”
“Basta, Reni. Ti ho detto che ci avrei pensato su. ”
“Ma è una macchina usata…se non la compriamo ORA potrebbero venderla a qualcun altro e …. ”
“Non penso che mi devo ripetere ancora, vero ! ? ! ” sospirai freddando mia figlia con uno sguardo torvo.
Renata si morse il labbro inferiore dalla rabbia, e incrociò le braccia coperte dal giubbotto di pelle sul petto guardando fuori dal finestrino.
Mi sentii un pusillanime. Sapevo quanto quell’auto significasse per mia figlia. Non che non ce la potevano permettere, per fortuna… Me ne aveva chiesta una fin da quando aveva raggiunto la maggiore età. Siccome non aveva mai preso la patente non me n’era importato molto. E poi quella cabrio era davvero carina, un gioiellino, così non ne facevano più.
Comunque era colpa mia. L’avevo spesso stuzzicata dicendole che gliene avrei comprata una appena lei avesse preso la patente. Che doveva essere una donna indipendente ora che aveva ventitré anni, e che non doveva dipendere da nessuno. Ma era successo così in fretta…. La realtà era che io la vedevo ancora come una bambina. E ci sembrava pure, piccolina, filiforme, i capelli biondi ricci sulle spalle incorniciavano un viso adorabile dove spiccavano due occhioni marroni da cerbiatta… adoravo perfino un neo birichino che aveva sulla punta del naso… Dio mio…. perché non era ancora una bambina ! ? !
“pulirò, laverò e farò le faccende a casa per un anno” Reni continuò a tenere il broncio guardando fuori “qualsiasi cosa. Dimmi cosa e io la faccio”
Questa volta non riuscii neanche a riprenderla. Mi dispiaceva sul serio.
“Potrei perfino…” cominciò lei.
“Cosa ! ? ! ” risposi distrattamente.
“Beh” esitò pensierosa “io farei qualsiasi cosa…. cioè, voglio dire, veramente qualsiasi cosa.. ”
” che diavolo stai dicendo ! ? ! ” continuai a guidare, anche se ora aveva il mio interesse.
” Che ne pensi se io …. Ti facessi…. un servizietto giusto qui in macchina ! ? ! ” mi chiese Renata velocemente.
“Che cazzo stai dicendo ! ? ! ” esclamai sbandando con la macchina…. per fortuna che era ancora presto…. guardai allibito mia figlia.
” Lo so che ti piacerebbe quello, papà…” Renata mi guardò seriamente ” Non credi che mi accorgo del modo con cui mi guardi ! ? ! ”
” In che modo ! ? ! ” sbottai offeso, schiumando dalla rabbia, cercando di concentrarmi sulla strada.
” Ti ho visto guardarmi prima” mi accusò Renata ” e la tua patta diventa davvero grossa.. ”
” Non è vero !!! ”
“Invece sì !!! ” mi schernì lei ” pensi che non ti veda ! ? ! ”
“Quando ! ? ! ”
“Tutto il tempo, papà !!! ” controbatté lei “quando mi metto le minigonne, in costume o quando giro per casa con gli shorts che mi salgono fin sopra il sedere, e quando indosso pantaloni di pelle come oggi, così aderenti…VEDI !!! Ti sta diventando duro anche adesso !! ”
” Oh mio Dio, non è vero !!! ” mentii cercando di soffocare la mia crescente erezione. In verità adoravo quegli short con cui girava per casa qualche volta. Mi facevano salire il sangue agli occhi. Ed i pantaloni di pelle, poi…mi disgustavo un po’ a pensarlo ma mia figlia aveva veramente un bel sedere, rotondo e sodo.
” Ti sta diventando duro pensando a me di nuovo ” mi disse Renata più seducente. ” Non ti piacerebbe se ti succhiassi l’uccello duro proprio ora ! ? ! ”
” Oh Gesù, Renata !!! ” sbandai di nuovo con la macchina mentre fissavo dritto negli occhi mia figlia, seria quanto mai.
” Certo che te lo faccio” ora quasi sussurrava ” te lo caccio fuori adesso, qui. Proprio sulla tangenziale, con tutte le macchine che passano, e te lo metto nella mia calda bocca umida…ti piacerebbe questo…papà ! ? ! ”
” Ommioddio Reni” supplicai accelerando ” non farmi questo…”
” Non fare cosa ? ! ? ” mi chiese Renata mentre si slacciava la cintura di sicurezza. “non ti dico come sarebbe facile adesso per me allungarmi sul tuo grembo e strofinarmi sul tuo cazzo duro.. mmh ! ? ! ”
“Renata ” cominciai appena sentii la sua mano sulla mia coscia. Il volante sussultò tra le mie mani mentre mi guardavo giù in grembo. ” Gesù Reni !!! ”
” Pensa a guidare papi ” Reni impugnò il volante e guardò la strada finchè non ripresi il controllo della vettura. “Non ti preoccupare. Non te lo succhierò finchè non mi dirai che mi compri QUELLA macchina. Continua a guidare in giro e io metterò questo bel cazzone in bocca proprio adesso. ”
La mano di Renata s’infilò tra le mie gambe carezzò l’asta gonfia di desiderio. Sentire la mia bambina parlare in modo così osceno, sapere che lo stava facendo per farmi andare ancora più ai matti mi stava eccitando enormemente.
“Oohoo !! ” Reni diede in urletto mentre le sue dita premevano forte contro la mia asta rigida, accerchiandola da entrambi i lati per saggiarne la larghezza “è così GROSSO !!! ”
“Reni che stai facendo ! ? ! ” gemetti allarmato ” Oh Gesù…”
“Pensaci un attimo papà” Renata continuò a pomparlo da sopra i pantaloni. “Potrei cacciarlo fuori adesso . Potrei sbottonarti i pantaloni mentre guidi ed estrarre questo mostro enorme. Poi potrei tirarmi i capelli indietro, così in questo modo e abbassarmi giusto sul tuo grembo”
“Oh Dio mio!! ” sospirai mentre mia figlia si raccoglieva i capelli biondi di lato.
“Poi potrei baciarlo, leccare il glande e…”
“Dio mi perdoni” sospirai sconfitto ” la compro !! Te la compro la macchina, bambina mia !!! ”
“Davvero ! ? ! Sul serio ! ? ! ” Renata sembrava quasi sorpresa.
” Sì!! ” esclamai rallentando cercando una piazzola ” però ora me lo succhi…vero ! ? ! ”
“CON PIACERE !! ” sorrise lei mentre mi abbassava velocemente i pantaloni e dava uno strattone in basso ai miei boxer lungo la mia asta eretta. Con le sue dita lunghe e delicate Renata si allungò nelle mie mutande e afferrò la mia verga dura.
“Oh Dio” sospirai sconfitto guardando la mano di mia figlia che si avvolgeva sulla mia asta massiccia e me lo cacciò fuori lentamente.
Renata spostò di lato i capelli di nuovo e si piegò sul suo ventre e mi guardò dal basso sorridendo ” Sei pronto ! ? ! ? ”
” Sì…”dissi con voce roca riaccendendo l’automobile rimettendomi cautamente nel traffico.
Dapprima sentii due labbra calde, bollenti premermi sulla base del mio uccello e poi sentii un sonoro schiocco di labbra quando mia figlia ci piazzò su un bel bacio.
” Oh mamma mia ” grugnii sbandando nel mio sediolino.
“Di più! ? ! ” mi chiese lei.
” Sì” dissi arreso guardandola in basso col suo gran sorriso ” Ti prego piccola mia …di più. ”
Reni chiuse gli occhi e baciò il mio cazzo, il cazzo di suo padre più sopra con uno smack ancora più forte “mmmm… vuoi ancora di più ! ? ! ”
” Di più dannazione !! ” imprecai scivolando in avanti sul sediolino senza incastrare la testa di mia figlia sotto il volante.
” che ne dici di questo ! ? Reni mi chiese piantando un bacio umido giusto sulla commessura tra glande e asta ” O questo ! ? ! ” mi disse baciandomi il glande giusto in punta ” O Questo ! ? ! ”
Sentii la bocca umida di mia figlia ingolfarmi il glande, mentre la lingua roteava velocemente sulla punta, entrando e uscendo dalla fessura spugnosa dove si stava già inumidendo.
“Oh mamma mia” esclamai guardando mia figlia che di sotto si metteva il cazzo in bocca. La macchina sbandò, però ripresi rapidamente il controllo.
” Non sarò più in grado di succhiartelo se ci fai ammazzare papà…” mi riprese Renata, staccando la bocca per un attimo per parlare.
” Mi dispiace” implorai ” è solo…che sei così bella .. ”
“ohh grazie papi” Renie s’illuminò al complimento “lo so che vorresti vedere il tuo cazzone scivolarmi nella mia boccuccia calda ma se non guardi la strada mi dovrò fermare. ”
“No.. no.. non ti fermare” affermai di scatto ” guarderò io la strada. ”
” Sei sicuro ! ? ! ” Renata mi chiese timidamente “sei sicuro che non vuoi vedere le mie labbra belline avvolte sul tuo cazzone ! ? ! Sei sicuro che non vuoi guardare giù e vedere tua figlia con tutto il tuo cazzo in bocca ! ? ! ”
” Oh Dio Reni così mi ammazzi” sospirai guardando un attimo in basso, lo stava facendo di nuovo ” ti prego continua.. ”
” Va bene” sorrise orgogliosamente “ma guarda la strada. ”
“Lo farò, piccola.. ma ora vai…. ”
Renata tornò al lavoro stavolta aprendo di più la bocca e prendendosi una decina di centimetri del mio uccello in bocca prima di chiudere le labbra attorno alla mia asta.
“Oh DIO” urlai “sì Reni.. oh sì !! ”
Renata afferrò la base del mio cazzo saldamente e spinse ulteriormente la bocca giù in fondo, forzando ancora altri dieci centimetri nel fondo della gola. Una volta arrivata giù iniziò ad andare su e giù, aprendo leggermente la bocca qualche volta per creare degli osceni suoni di slinguazzate, e spesso ingoiava per fare ancora più rumore.
“Oh merda” bestemmiai quando inavvertitamente accelerai raggiungendo i 100 km/h prima di accorgermi di quanto andavo veloce.
” papi mi dispiace non riesco a farlo entrare tutto in bocca” esclamò Renata leccando un ultima volta prima di parlare e di levarsi i capelli dagli occhi per fissarmi ” è troppo grosso.. ”
“Dio mio chi se ne frega !! ” esclamai ” va bene.. va bene lo stesso, tesoro mio !!!! Solo non ti fermare. ”
“Te lo succhio bene il cazzo! ? ? ” mi chiese Renata.
“Sì tesoro, Sì !!! Ti prego !!! ”
Renata sorrise e chiuse gli occhi tornando al lavoro. Per cinque minuti buoni andò avanti e indietro con la testa, grugnendo e laccando. La suzione si fece sempre più intensa, potevo perfino distinguere la suzione operata dalle guancie, da quella delle labbra e della lingua. I miei sospiri si fusero ai suoi mugolii umidi.
Una punta lancinante di gelosia mi attraversò quando mi chiesi dove avesse potuto acquisire una tale tecnica. Ma la goduria era troppa, e poi…oramai era una donna, esperta nell’arte dell’amore che godeva nel succhiare il pene a suo padre. A me.
Sperma caldo e salato esplose nella bocca di Renata mentre io sterzai così bruscamente da attraversare tre corsie in una volta sola. Mia figlia ingoiò con foga, gustando sapore del mio godimento. Ma quando la macchina sbandò lei si alzò velocemente per avvertirmi.
Riguadagnai velocemente il controllo della vettura, ma non prima di vomitare il mio secondo carico di sperma sulla guancia mia figlia.
“Oh!! ” Renata esclamò soffocata prima di rimettersi il cazzo in bocca per prendersi la prossima ondata. Prima di poterlo avvolgergli la bocca intorno un altro getto le schizzò sul mento e sulle labbra. “mmmmmm”.
Renata ci diede giù duro, ingoiando getto dopo getto mentre il mio sperma le colava sulla faccia. Infine mandò giù ciò che era rimasto dalle mie palle di sperma caldo e con cura cacciò fuori la bocca per non perderne neanche una goccia.
“bene…. è stato bello papà ! ? ! ” mi chiese tornado al suo posto, continuando però a tenere la mano attorno il mio uccello.
Guardai la mia bambina, con il mio sperma incrostato sulle sue guancie e sul mento. Un gocciolone di roba bianca le stava scendendo dal naso, precisamente dal neo e le scivolò sulle labbra. La cosa più eccitante fu che lei senza pensarci ci passò su la lingua ingoiandolo con un gesto semplicissimo ed eccitante.
” Dannazione, tesoro” sospirai mentre lei stava riaggiustandomi l’uccello nei pantaloni ” penso che tu meriti una macchina nuova ogni giorno. ”
” Grazie papà” sorrise mentre si riallacciava la cintura di sicurezza. ” E tu hai proprio un bell’arnese. Io…. ”
La guardai mentre si fermò arrossendo….
“Dimmi piccola” la incitai appoggiando casualmente una mano sulla gamba inguainata nella pelle nera. ” Non ti preoccupare te la compro la macchina, sul serio. ”
” e.. che sono tutta…. hai capito dopo che ti ho leccato il cazzo… e allora…”
Sorrisi fra me e me, stava ricominciando con i picci.
“Renata no, non ricominciare…” affermai falsamente arrabbiato, accarezzandole la gamba ” ho detto che ti compro la macchina, ma dello stereo nuovo con il compact disc non se ne parla.. costa troppo !!! ”
Mia figlia mi guardò stupita senza capire per qualche istante, mentre si ripuliva il volto con un fazzoletto di cotone. Nel frattempo il traffico si era infittito ed eravamo quasi fermi.
” papà, ma io non ti ho mai chiesto.. ”
” certo, lo stereo qua.. lo stereo là…. ma non c’è niente da fare… stavolta non riuscirai a convincermi !!! ”
Nel frattempo la mia mano si era insinuata lentamente ma decisamente sotto il lupetto bianco di cashemere. Accarezzai due seni piccoli ma sodi, dopo anni di palestra, e torturai due capezzolini sodi come l’acciaio. Reni strappò un mugolio sconcertata.
“mmm…ma papà…. ” mi fissò seria, poi il suo volto si aprì in un sorriso malizioso ” certo che ho bisogno dello stereo ce l’hanno tutte le mie amiche.. e poi.. mmmm…. posso sentire la musica.. e poi.. ”
” niente da fare ” risposi secco. La mano scese sul pancino massaggiando l’ombelico.
Renata mi guardò fra il serio ed il divertito. Poi riprese con voce seducente:
” Guarda papà che per un bello stereo potrei fare qualsiasi cosa…. ma stavolta davvero qualsiasi cosa…potrei succhiartelo.. ”
” Eh no”, sbottai sornione ” già fatto…”
” aahhh.. capisco…” mi prese delicatamente la mano che avevo sul suo stomaco e me la portò sul monte di Venere, che sussultava stranamente. ” .. vedi…. ho visto come mi guardi.. e come ti viene duro.. il tuo bel cazzone… ricordi quella volta che mi hai sorpreso in bagno dopo la doccia ! ? !
Il tuo sguardo era ipnotizzato dalla mia tana bollente, piena di peli ricci e castani… non negare !!! ”
” beh.. effettivamente !! ”
” allora senti un po’… adesso non andiamo all’università, ma al tuo ufficio…. E mandi via la segretaria.. e ci chiudiamo dentro”
La sua mano sinistra riassettò sul mio membro che stava ridiventando durissimo.
” vedi ti si sta indurendo di nuovo !!! ” esclamò contenta ” allora ti piaccio !!! Bene se mi regali lo stereo nel tuo ufficio ti caccio fuori il cazzone durissimo e me lo infilo su nella fica bollente.. e ti cavalco per un’ora buona. E dopo mi allaghi l’utero con tanta roba calda…”
La sua mano carezzava di nuovo la mia asta mentre la mia s’infilava sotto per gustare il suo culo…sodo e rotondo..
” e poi.. mi metto a quattro zampe e me lo infili dentro nel culo, nel mio buchino stretto tra due natiche calde e sode.. allora papà che ne dici.. ti prego!!! ”
Sospirai pensieroso. Che bisognava fare per accontentare i figli. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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