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Al cinema da ragazzo

Fin da ragazzo sono stato perseguitato dalla voglia di letture a carattere sado-maso e sono cresciuto con la voglia di provare qualche cosa in merito.
Ora, a 30 anni, mi sono deciso ad approdare a qualche esperienza reale e non solo immaginata nella fantasia o letta sulle pubblicazioni del settore.
Ho risposto a varie inserzioni ed alcune volte sono riuscito a realizzare le mie fantasie questa è una di quelle.
Pur essendo eterosessuale mi sono adattato ad incontri con Padroni data la difficoltà di trovare donne con interessi in questo particolare settore dell’erotismo. Non si tratta di un incontro con gay ma con persone che mettono in primo luogo l’interesse per il risvolto sadomaso della cosa.
Mi fu richiesto un incontro preliminare a scopo conoscitivo per verificare la mia attitudine come schiavo da un Master della mia città di 28 anni presso l’ingresso di un cinema porno un pomeriggio.
Mi recai puntuale all’appuntamento e riconobbi subito il mio futuro Padrone. Per tutto quel pomeriggio avrei dovuto obbedirgli e soddisfarlo nei modi da lui scelti per poter avere il permesso di servirlo ancora in futuro.
Le prime parole che mi disse subito dopo esserci presentati furono:
– Da questo momento sei uno schiavo in prova e non potrai più parlare se non ti viene richiesto esplicitamente, al primo ordine non eseguito ti caccio via a calci per avermi fatto solo perdere del tempo…… sono stato chiaro?
– Si Padrone……
Entrammo nel cinema ed il Padrone si avvicinò al bancone della cassa dove vi erano due ragazzi sui 26-27 anni che salutò con famigliarità, sicuramente si conoscevano da tempo, poi volgendo lo sguardo verso di me disse:
– Sono qua per provare questo nuovo schiavo dove posso mettermi per stare un po’ tranquillo senza rompiscatole in giro?
Quello dei due che sembrava il più giovane disse:
– Puoi andare in galleria perché oggi la teniamo chiusa c’è poca gente ed abbiamo aperto solo la platea ai quattro gatti di clienti, perciò puoi stare tutto tranquillo non facciamo salire nessuno.
– Benissimo non chiedo di meglio…… ovviamente il divertimento è anche vostro quindi se volete approfittare accomodatevi.
Dopo questa frase, il mio Padrone, si rivolse verso di me con un mezzo sorriso di derisione e compatimento pregustandosi il mio imbarazzo nel trovarmi alle prese con più di una persona che mi avrebbe usato a suo piacimento.
Seguendo il ragazzo scostammo la tenda della scalinata che portava alla galleria e salimmo.
Una volta arrivati, nella penombra della sala illuminata solo dalle luci provenienti dallo schermo, li dovetti seguire fino alla metà della scalinata centrale che divideva in due la galleria e qui si fermarono ed il Padrone, con voce secca che non ammetteva replica alcuna, mi ordinò:
– Avanti schiavo, spogliati nudo completamente ed inginocchiati voglio ridurti ad una cagnetta sottomessa ed ubbidiente sbrigati!
– Subito Padrone…..
– Basta parlare non ne sei autorizzato le cagne guaiscono e basta…… sono stato chiaro?
Io annuii con la testa e mi spogliai rapidamente gettando i miei vestiti sulla sedia più vicina e sentendomi l’agitazione salire dentro, ero in un cinema porno completamente nudo ed in attesa di chissà quali ordini inginocchiato davanti a due sconosciuti che potevano farmi ciò che la loro perversione gli suggeriva.
Il Padrone sfilò la cinghia dai miei pantaloni e me la strinse al collo a guisa di un collare per cani tenendo il capo libero e strattonandolo mi portò a spasso per tutta la galleria a quattro zampe come un cane.
– Avanti cagnetta muoviti, ti piace trottare nuda dietro al tuo Padrone? E muovi quel culo lo voglio vedere sculettare!
Mentre cercavo di soddisfare i desideri del Padrone il ragazzo ci seguiva deridendomi e mollandomi qualche calcio sul culo quando rallentavo.
Al termine del terzo giro, quando ormai mi dolevano le ginocchia, ci fermammo ancora al centro della sala ed i miei Padroni andarono a sedersi uno a sinistra ed uno a destra sulle sedie a fianco delle scale mentre io restavo inginocchiato in attesa di ordini.
– Forza cagna toglici le scarpe a turno ed annusa l’odore delle nostre calze ma mi raccomando struscia bene il naso su tutta la pianta devi gustartelo a fondo il puzzo dei nostri piedi!
Entrambi alzarono le gambe sullo schienale della sedia che stava davanti a loro e mi porsero i loro piedi.
Iniziai con il Padrone e tolta la calza iniziai ad annusare rumorosamente passando il mio naso e tutto il volto sulle piante di quei piedi che puzzavano di calze intrise di sudore da almeno un paio di giorni.
– Ti piace cagna? Ora fai lo stesso lavoro al mio amico che poi dovrai toglierci le calze e leccarci i piedi. Ma vedo che inizia proprio a piacerti….. ti eccita l’odore dei miei piedi?
Ridendo sguaiatamente con il piede sul mio volto mi spinse verso il ragazzo, felice di vedermi eccitato da un servizio così laido e schifoso mentre il mio cazzo si stava indurendo nonostante la vergogna di essere stato colto in quello stato mentre espletavo quel compito.
Sono sempre stato attratto dal feticismo del piede, in particolare a riguardo di un bel paio di piedi femminili, ma non credevo di potermi eccitare in quelle condizioni anche se le umiliazioni a cui ero stato sottoposto fino a quel momento iniziavano a fare il loro effetto.
Appena tolte le scarpe del ragazzo venni investito da un fetore incredibile, un tanfo acido e vomitevole, tanto che restai un attimo interdetto ma ricordandomi delle minacce del Padrone mi sforzai di obbedire eseguendo il penoso compito anche se a tratti ero preso da un conato di vomito.
– Da quanto tempo non ti lavi i piedi la nostra cagna ha cambiato colore ma vedo che il cazzo le resta sempre dritto ….. devono piacergli proprio queste sozzure.
Il Padrone si divertiva un sacco a rimarcare il mio stato, in effetti, mi stavo proprio sentendo come un cagna degradato ed insozzato nel profondo dell’anima.
In seguito dovetti occuparmi dei piedi nudi e, tolte le fetide calze, fui obbligato a leccare le piante maleodoranti partendo dal tallone fino alle dita tantissime volte fino alla completa pulizia per poi dedicarmi alla pulizia degli spazi interdigitali infilandoci la lingua varie volte nettando la sporcizia ivi rappresa.
Per ultimo mi fu ordinato di succhiare diligentemente ogni singolo dito ed in particolare l’alluce simulando un pompino.
Il ragazzo, in particolare, si divertiva ad infierire senza pietà costringendomi a passare e ripassare la lingua sotto le dita dove l’odore era più ostico da asportare e controllando lo stato di pulizia dei suoi piedi annusandoli e facendomi ripetere tutto da capo per finire con l’infilarmi tutte le dita del piede nella bocca ed ordinandomi di succhiare con avidità.
Al termine di quest’estenuante servizio ero senza saliva e con la lingua indolenzita.
Soddisfatti per i miei leccaggi, ma anche eccitati dalla mia totale ed abbietta sottomissione, entrambi estrassero i loro membri rigidi dai pantaloni e, venutisi a sedere uno affianco all’altro, mi presentarono i loro cazzi da succhiare dicendomi:
* Cagna di merda non aspettavi altro che i nostri cazzi duri sii sincera zoccola, facci un servizio con i fiocchi mi raccomando e non dimenticarti di slinguarci il buco del culo e succhiarci le palle.
Io guaii un “si” e, con sollecitudine, iniziai il mio compito anche se iniziavo ad essere stanco e mi dolevano le mascelle costrette a restare sempre aperte per accogliere prima i piedi ed ora i cazzi dei Padroni.
Entrambi si erano calati pantaloni e mutande per stare più comodi e darmi così la possibilità di soddisfarli al meglio.
Leccavo con passione quei due cilindri di carne dura segno che stavo eseguendo bene il mio compito e che probabilmente si erano eccitati molto nell’umiliarmi ed ora se ne vedevano gli effetti.
Strusciavo tutto il mio volto su quelle aste dalla radice alla punta e mi sentivo sempre più cagna e schiavo di quei cazzi Padroni, me ne vergognavo ma ero al tempo stesso eccitato di mostrare palesemente la mia indecente porcaggine.
Nudo, in un cinema porno, inginocchiato a servire con la lingua due sconosciuti mi faceva sentire come una vera troia in cerca di cazzi e mi faceva morire di eccitazione per il turbamento che provavo.
* Avanti zoccola, slinguami il buco del culo ed infilaci dentro la tua lurida lingua da cagna!
Con queste parole il Padrone mi scosse dal lascivo torpore in cui mi ero rifugiato leccando in continuazione quei due cazzi svettanti che erano diventati il centro di tutta la mia attenzione.
Mi accinsi ad eseguire il nuovo compito e detersi completamente l’ano del Padrone per poi infilarci con fatica la lingua all’interno varie volte fino a quando non lo sentii gemere di libidine con regolarità, a questo punto passai ad occuparmi delle palle gonfie di sperma che leccai e succhiai con delicatezza per finire ancora con la cappella del cazzo in bocca che ebbi giusto il tempo di succhiarla tre volte quando la sborra amara del Padrone m’inondò la gola.
Ovviamente mi andò un po’ di traverso, tossii ma ingoiai tutto e mi diedi subito da fare per ripulire il cazzo del Padrone che apprezzò la mia sollecitudine.
Anche al ragazzo dovetti compiere il medesimo servizio anche se la pulizia dell’ano e dello scroto lasciavano alquanto a desiderare e feci parecchia fatica ma alla fine riuscii ad espletare i miei compiti.
– Bene cagna vedo che ci sai abbastanza fare, se continui così forse ti faccio anche sborrare…… avrai le palline che ti faranno male a quest’ora, è da quando ci hai leccato i piedi che tieni il cazzo duro! Se vuoi puoi sfregarti un po’ il cazzo per terra, sdraiati e metti la tua testa ai nostri piedi.
Non capivo se era un ordine o una concessione che mi veniva fatta ma decisi di assecondare il Padrone a scanso di spiacevoli conseguenze e poi il cazzo mi stava scoppiando ed io non avevo ancora avuto il permesso di toccarmelo.
Mi sdraiai per terra con la testa tra i piedi dei Padroni e, mentre strusciavo il mio cazzo compresso tra la mia pancia ed il pavimento mimando una scopata, loro mi deridevano schiacciando la mia testa sotto i loro piedi e sfregandomi le piante sul volto ed infilandomi in bocca le dita.
Quell’innaturale scopata era per me così umiliante che, dopo tutto quello che avevo subito fino a quel momento, fu impossibile per me trattenermi e gemendo, mentre mi trovavo nella bocca l’alluce del padrone, bofonchiai un:
– Padrone vengooo………..
Sborrando senza ritegno sul pavimento e sulla mia pancia insozzandomela. Fu per me la sborrata più vergognosa ed umiliante ma, forse proprio per questo, anche la più soddisfacente anche perché quasi tutta l’eccitazione fu cerebrale.
– Brutta scrofa di merda chi ti ha concesso il permesso di godere…… fai proprio schifo, mai vista una porca come te basta che strofini il tuo lurido cazzo sul pavimento per venire come una vacca, guarda come ti sei insozzata! Ci pensiamo noi a ripulirti ed a darti la giusta punizione…… seguici cagna di merda!
A quattro zampe, per il guinzaglio, mi portarono nei cessi della galleria che fortunatamente erano puliti, essendo chiusa al pubblico, m’indicarono di entrare in un cesso con la turca e mi costrinsero a posizionarmi in ginocchio a gambe aperte sulle pedane per i piedi, mani dietro la nuca e rivolto verso l’uscita in modo da essere davanti a loro.
– Ascolta bene zoccola ora non devi muoverti e spalanca quel cesso di bocca che ti ritrovi, ti daremo una bella lavata, dovresti anche ringraziarci……
Sghignazzando si presero i cazzi mosci in mano ed iniziarono ad urinarmi addosso e nella mia bocca spalancata. Mi lavarono completamente di piscio dalla testa ai piedi ed io mi stavo nuovamente eccitando per quell’ulteriore cocente umiliazione, se avessi potuto avrei iniziato a masturbarmi davanti a loro mentre m’inondavano di piscia.
– Sei proprio una bagascia laida e schifosa, ti eccita anche farti pisciare addosso, sei una scrofa, il nostro cesso, meriti solo di essere punita!
Mi fecero uscire dal cesso dopo che non gocciolavo più tanto di piscia e, sempre a quattro zampe, ci riportammo al centro della sala dove fui posizionato come nel cesso ma rivolto verso lo schermo, in ginocchio con le mani ammanettate dietro. Mi furono applicate delle mollette sui capezzoli, mi legarono il cazzo e le palle con un cordino strettamente in modo che il mio cazzo, diventato duro nei cessi, non potesse smosciarsi ma rimanesse dolorosamente turgido ed in tiro. Per finire mi applicarono tre mollette sullo scroto e, dopo averci sputato sopra per lubrificarlo, un cuneo anale infilato nel retto. Fui lasciato li bendato con l’ordine di non muovermi assolutamente da quella posizione.
– Ciao cagnetta, divertiti…… noi andiamo a cercare qualche pervertito che abbia voglia d’inculare una scrofa come te ha! ha! ha!
In quel momento sentivo di valere meno di un escremento, ero solo un pezzo di carne sofferente, ero al limite della mia resistenza ed iniziavo ad essere un po’ stanco dopo tutte quelle vessazioni, sapere che non era ancora terminata la mia sessione di prova come schiavo sessuale mi spaventava ed iniziavo ad avvicinarmi al mio limite di sopportazione.
Sicuramente il Padrone voleva valutare il mio limite di tolleranza ma nella mia mente veniva visualizzata la mia immagine di quel momento: nudo in un cinema porno, inginocchiato, legato, torturato con mollette, con un dildo anale che m’infastidiva e soprattutto l’essere bendato che mi dava incertezza e nessun controllo su quello che poteva accadermi attorno.
Dopo un periodo di tempo indefinito, che io valutai attorno alla mezz’ora ma che per me fu lunghissimo, ero prostrato sia sotto il punto di vista fisico che psicologico quando avvertii la presenza di una persona vicino a me.
Mi rendevo conto che quel tempo, trascorso in quel modo, era servito al mio Padrone per annientarmi definitivamente ed ero disposto ad accettare qualunque vessazione pur di poter terminare quella tortura.
Sentii qualche cosa di morbido che mi veniva appoggiato tra il collo e la spalla destra e veniva strusciato su di me fino alla guancia, capii dall’odore che era un membro in erezione, “ecco” pensai “ci siamo”.
– Mi hanno detto che sei una vera troietta in calore, abbiamo trovato proprio una scrofa ubbidiente e molto porca che gode di tutte le zozzure a cui viene sottoposta.
Dalla voce riconobbi l’altro ragazzo del bancone della biglietteria….. ora era il suo turno.
– Vorresti essere liberato da quelle simpatiche mollette? O preferisci tenerle schiava di merda? Se vuoi che allevi le tue sofferenze mi devi dire cosa sei disposta a fare per me!
– Tutto….. tutto ciò che desidera Signor Padrone!
Risposi di getto senza pensare ero ormai senza volontà.
– Vedo che ti hanno addestrato bene oppure ci godi proprio ad essere zoccola? Voglio che sollazzi il mio cazzo con la tua lingua da scofa!
Si portò davanti a me ed infilò il suo membro già bello duro nella mia bocca scopandomi e strusciando la sua grossa cappella sulla mia lingua per vari minuti poi quando si senti soddisfatto mi disse:
– Ora voglio che mi implori di svuotarmi le palle nel tuo lercio buco di culo!
– Padrone la supplico mi inculi con il suo magnifico cazzo e la prego di scaricare la sborra delle sue palle dentro il mio culo schifoso la scongiuro…….
– Va bene se insisti tanto vedrò di accontentarti anche se una cagna come te non merita un cazzo come il mio ringraziami!
– Grazie Padrone di volermi usare non sono degno del suo bellissimo cazzo le sono grato per il favore che mi concede…..
Mi tolse le mollette ai capezzoli ed alle palle con studiata lentezza facendomi guaire dal dolore poi mi fece appoggiare a novanta con la pancia schiacciata sul bracciolo della sedia più vicina, il culo in alto ed infilatosi un profilattico estrasse senza cura il cuneo dal mio culo ed iniziò ad introdurmi il suo cazzo durissimo dentro.
Fortunatamente il mio culo accolse senza grosse difficoltà il membro che mi violentava perché il cuneo anale aveva fatto un buon lavoro nel periodo di tempo in cui ero stato costretto ad averlo dentro.
Mi scopava con gusto mentre con una mano mi strizzava il cazzo ancora legato e duro andando in sincronia con i colpi di reni verso il mio culo.
– Ti piace puttanella sentire il mio cazzo dentro? Ora è lui il tuo Padrone e gli devi obbedienza! Fammi sentire come godi quando lo prendi in fondo e ti sego il tuo lurido pisello!
Iniziai a gemere come una troia in calore ad ogni colpo che subivo per accontentare la libidine del ragazzo ma in fondo iniziava a piacere anche a me quella dolorosa masturbazione mentre ero inculato e desideravo godere anche io.
Continuò per un po’ fino a quando, sentendo arrivare il suo godimento, smise di toccarmi il cazzo ed incominciò a sculacciarmi su una natica sempre più violentemente con manate aperte mentre i colpi dell’inculata si fecero più decisi e profondi arrivando presto all’apice del piacere eiaculandomi nel culo.
– Si godo troia, zoccola, cagna di merda vengo!
Al termine estrasse il cazzo dal mio culo dilaniato, si tolse il preservativo e lo svuotò nelle mie mutante, che erano per terra con i miei vestiti, imbrattandole con il copioso sperma eruttato.
In seguito dovetti pormi in ginocchio davanti a lui e ripulirgli il cazzo a colpi di lingua.
Non mi ero accorto che verso il termine della mia inculata era venuto a godersi lo spettacolo anche il mio Padrone che, visibilmente divertito, si godeva la mia sottomissione al cazzo che mi aveva posseduto.
– Bene schiava vedo che ti sei divertita come una vera scrofa e sei stata posseduta come la cagna che dimostri di essere. Ora, dato che ti sei comportata in modo soddisfacente, verrai premiata con il permesso di godere anche tu. Ovviamente in modo adeguato ad una vacca della tua specie. Sdraiati per terra e datti da fare a pulire i piedi del mio amico con la lingua deve vedere anche lui come godi ad eseguire queste porcate.
Mentre il ragazzo si divertiva a passarmi ripetutamente i suoi piedi nella bocca e sulla lingua, il mio Padrone iniziò a sfregare la pianta del suo piede sul mio cazzo schiacciandolo sulla mia pancia praticandomi un footjob irresistibile dato lo stato d’estrema umiliazione che stavo provando in quel momento.
Dopo una decina di colpi venni intensamente guaendo di goduria e sborrando sul piede del Padrone imbrattandolo completamente di sperma.
Al termine della pulizia dei piedi del ragazzo mi toccò ripulire alla perfezione il piede del Padrone nettandolo perfettamente da tutta la mia sborra che dovetti ingoiare senza tentennamenti.
Il Padrone, eccitatosi alla vista di tanta sottomissione da parte mia, volle che lo masturbassi a due mani inginocchiato davanti a lui ed in pochi colpi mi sborrò sul viso e sul petto.
– Scrofa ti sei divertita immagino, ora ripulisciti dallo sperma con le tue mutande e poi infilatele addosso così ti potrai portare a casa le nostre sborre ha ha ha!
Mi rivestii infilandomi, come mi era stato ordinato, le mutande umide di sperma e seguii il Padrone ed il ragazzo verso l’uscita.
Non osavo guardarli in faccia stavo sprofondando dalla vergogna e prima di uscire mi dissero:
– Noi siamo sempre qui se ritorni avvisaci così la prossima volta non ci laveremo i piedi per una settimana e ci divertiremo ancora di più hai capito cagnetta? Non ci ringrazi pompinara-leccapiedi?
– Si…. scusatemi, grazie per avermi usato sono solo la vostra troia leccapiedi.
Il Padrone, prima di congedarmi, mi ordinò:
– Se vuoi entrare nella mia cerchia di schiavi dovrai ogni giorno infilarti nel culo un cazzo finto e tenercelo per almeno mezz’ora durante la quale ti masturberai arrivando all’orgasmo per tre volte ma senza sborrare, ti fermerai all’ultimo momento ed ogni volta aspetterai che il cazzo ti si ammosci prima di ricominciare. Sono stato chiaro? Non puoi godere, il tuo sperma è roba mia e ti sarà permesso sputarlo fuori solo quando ti verrà ordinato! Ti farò sapere quando ci rincontreremo. Inoltre, visto che i miei amici sono stati soddisfatti dal tuo comportamento, dovrai organizzarti per trascorrere un pomeriggio ogni 15 giorni qui al cinema al servizio dei miei amici per sollazzarli e farli divertire……. tutto chiaro troietta?
– Si Padrone eseguirò i suoi ordini.
Ad occhi bassi uscii sapendo che sarei tornato per sentirmi ancora cagna. FINE

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