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Calzature

Tutte le mattine la solita storia, metropolitana strapiena. Anche oggi provo la
spiacevole situazione della sardina, tutti premuti e in più il dover prestare attenzione a non sembrare un maniaco della metropolitana. Fortunatamente ero riuscito ad appoggiarmi ad una parete del treno e potevo mettere per terra la mia borsa di pelle. Ero schiacciato in un angolo ma almeno appoggiato. Eccoci a Loreto e un nuovo carico sale, accidenti dove pensano di stare.
Due signore mi finiscono addosso e sono premute contro di me. Che imbarazzo non vorrei sembrare uno che se ne approfitta, a 26 anni non voglio sembrare un satiro, tento di indietreggiare ma la parete mi blocca. Una delle due donne mi guarda e poi sorride all’amica, non capisco perchè visto che non sono appoggiato a lei. Capisco presto il motivo. Mi volta le spalle e si accomoda su di me. Sento le sue natiche sul mio sesso, cavolo mi eccito, tento di mettere un braccio tra lei e me ma si gira e mi dice che il braccio le da fastidio. Lo tolgo e sento che si accomoda appoggiandosi bene sul mio sesso che si attiva.
Ora si è irrigidito e mi sento imbarazzato, ma poi capisco che è quello che desidera.
Preme, poi si sdruscia e ripreme e intanto sorride alla sua amica. Non mi era mai capitata una situazione cosi imbarazzante e nello stesso tempo eccitante. Mi arrendo al gioco e la lascio divertire. A un certo punto sento che la sua mano si porta sul mio sesso e lo accarezza. Non so più cosa fare se non lasciarla fare. Mi preme e stringe i testicoli e poi si riposiziona con il sedere. Lei e la sua amica ridono e si parlano nelle orecchie. Vorrei capire che cosa si dicono ma è impossibile. Eccoci a San Babila e loro dicono “è la nostra fermata” e lo dicono guardandomi, e per meglio farmi capire mi prende il sesso con la mano e mi tira verso l’uscita. Prendo la borsa e le seguo.
Camminano verso via della Spiga e si voltano a controllare la mia presenza. Poi si fermano davanti a un portone, io rallento, aprono il portone e guardandomi mi dicono
“sbrigati a entrare”. Entro e senza dire niente le seguo sino ad una porticina, aprono e entriamo. Mi trovo all’interno di un negozio di calzature femminili. Chiudono la porta e si avvicinano a me ridendo,
“metti giù la borsa dai”. lo faccio. Mi si avvicinano e mi toccano dicendo
“non male, vediamo cosa sai fare”. Spogliati. Mi spoglio e mi imbarazzo, loro rimangono vestite. Io rimango in slip. Una si avvicina, infila la mano negli slip e mi tira fuori il sesso e dice
“su bellino che oggi ti diverti”. Mi afferra i testicoli e mi tolgono gli slip e si avvinghiano a me. Mi sento perso i quei tocchi, palpeggiamenti e baci, poi una si stacca e vedo che si toglie gli slip, capisco che ora tocca a me. L’altra mi porta vicino all’amica che si è seduta sul divano del negozio, mi fanno inginocchiare e l’ordine parte
“leccamela bene” Mi tuffo tra le sue gambe e inizio a leccare la figa con avidità sono eccitatissimo e lecco con gusto sino a quando i suoi gemiti e il suo tremito mi fanno capre che ha raggiunto l’orgasmo. Mi buttano a terra pancia in su e quella che aveva solo guardato si siede sul mio viso e io ricomincio a leccare. Mi piace il suo profumo e il sapore della sua figa , sento il viso bagnato dai suoi umori e prima di sentirla godere sento il mio sesso che viene puntato sulla figa dell’altra che si è ripresa dall’orgasmo. Ora sento il piacere del sapore e il calore dell’altra che avvolge il mio sesso. è un amplesso bestiale per la frenesia e le sento godere prima di riuscire a liberarmi del mio seme. Si rilassano e io rimango con il sesso che scoppia ma mi concedono pochi secondi e le loro bocche si preoccupano di aiutarmi a liberarmi dal peso del piacere. Le irrodo le bocche con il mio sperma e poi il piacere dell’orgasmo lo godo guardando con che avvidità si leccano reciprocamente il viso sporco del mio sperma. Poi mi puliscono e penso di potermene andare.
Errore i giochi sono appena iniziati. Le guardo bene ora, una è bionda sui 40 anni, l’altra qualche anno in più e mora. Si spogliano e rimangono solo con calze, reggicalze e scarpe. Mi fissano in modo strano e non mi sento tranquillo. Poi la mora si avvicina e mi avvicina la testa al suo seno, inizio a baciarlo e succhiarlo. La bionda stà armeggiando con le mie mani , non capisco cosa stia facendo se non quando mi accorgo di avere delle manette ai polsi. Chiedo perchè e la risposta mi spavento
“così non potrai scappare e farai tutto quello che vogliamo”.
“se fai il bravo ti divertirai e magari ci scappa pure un regalo, altrimenti sono guai per te”.
Mi trovo con le manette, nudo e le braccia dietro la schiena. Mi aiutano ad inginocchiarmi e poi si siedono sul divano.
“Vieni vicino su sbrigati”. Eseguo e mi ritrovo vicino a loro. La bionda allunga un piede e mi ordina “bacialo e leccalo”.
Inizio a baciarlo e leccarlo e allora mi ritrovo tutti e quattro i loro piedi sul viso.
Non so più come fare e mi ritrovo a baciare e leccare con frenesia per evitare
reazioni. Intanto mi accorgo che mi sto eccitando e alloro lecco con più avvidità.
Quando è in forma mi ributtano sul pavimento e cambiando posizione una si mette a
cavalcioni per scoparmi e l’altra mi ripropone la figa da leccare. Si continua sino a quando non ho più forze. Mi slegano , e mi ordinano. Torna verso sera che lavorerai un po’ da noi, per le migliori clienti.
Non capisco il perchè ma alla sera alle 18. 00 mi presento in negozio. Vedo un sorriso sarcastico sul viso di Anna (la bionda) , mi prende e mi porta nel retro e mi dice cosa devo fare.
“Allora, quando io o Roberta (la mora) ti chiamiamo tu prendi e vai a servire la cliente che ti indichiamo. Ricordati che sei uno schiavo e fai tutto quello che ti dice la cliente e lasciale fare quello che vuole”. Dico che ho capito e torniamo in negozio.
Roberta mi chiama e mi presenta una signora sui 40anni notevole come presenza e gli dice, Ora lui la servirà , vai bello.
La signora si muove verso un salottino di prova appartato e si siede sul divano, mi chiede alcune scarpe e io vado a prenderle. Mi siedo ai suoi piedi e tolgo le scarpe dalla scatola ma lei mi dice, prima toglimi le mie, lo faccio e tolgo delicatamente la scarpa da un piede, capisco subito il desiderio e allora appoggio il piede sulla mia gamba, tolgo anche l’altra e mentre lo faccio sento il suo piede che mi accarezza il sesso. L’altro piede mi finisce subito sul viso e inizio a baciarlo e poi le provo le scarpe, continuo a baciarle i piedi e cambiare scarpe sino a quando non apre le gambe e mi dice
“prendo queste e tu lecca questa” .
Ecco il mio lavoro serale e poi quello notturno sulla signora che mi indicano le mie padrone FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L’immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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