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Ciò che il buio cela

Come tutte le sere, Laura, si apprestava a tornare a casa dopo aver prestato lavoro in ospedale dove era una semplice e stimata infermiera.
Lo faceva da anni, ormai era abituata a rincasare dopo le 22. 00, e non prestava attenzione ai racconti delle amiche riguardo gli incontri indesiderati che si potevano fare, così anche quella notte scese in strada e si avvio verso la sua automobile, parcheggiata a 100m dall’ospedale.
Laura era una donna di circa 40 anni, sposata, con un bellissimo bambino, di statura media e con un bel fisico dall’aspetto maturo ma non sciupato.
Stava per inserire la chiave nella portiera quando, vide muoversi qualcosa accanto a lei, la scarsa luce le impediva di sapere cosa, non fece in tempo a pensarlo che si ritrovò afferrata da uno sconosciuto che le tappò con una mano la bocca.
Non sapeva a che pensare, mille idee vorticavano nella sua testa, mentre lui la trascinava via, dicendole di non agitarsi altrimenti sarebbe stato peggio, forse era un topo d’auto che col suo arrivo era stato disturbato….
La portò in un capannone dismesso, le lego i polsi stretti e l’altro capo della corda lo fissò a un gancio posto sotto la trave di una grossa porta.
Adesso lei era lì in piedi, con le braccia legate sopra la nuca, imbavagliata, l’uomo davanti a se portava un passamontagna ed era piuttosto tozzo.
Si avvicinò e, con stupore di Laura, iniziò, dopo averle tolto il cappotto, a sbottonarle la camicietta bianca che indossava.
Fu un attimo, e la donna si trovò il petto nudo e le mani dell’uomo che erano impegnate a sfilarle la gonna, sotto la quale si celavano delle autoreggenti nere velate che plasmavano ad arte le coscie di lei. Il seno, generoso, stava ritto da se, nonostante la più non giovane età, la gonna intanto aveva ceduto, ora lui le palpava i glutei con forza mentre a piene mani strizzava i suoi capezzoli scuri.
Laura iniziò a fremere quando lui, abbassatole le mutandine, rovistò all’interno della sua vagina, che si risvegliò da un lungo sonno, toccandola lentamente in principio e poi penetrandola con due dita, presto rispose bagnandosi copiosamente, allora la voltò per guardarla dietro, quello che vide fu un bel culetto trepidante.
Così si abbassò, le aprii i glutei e cominciò a leccarle il forellino posteriore.
Laura era un misto di eccitazione e paura: Andrea non l’aveva mai posseduta li… aveva paura potesse farle male, ma non poteva opporsi, dunque aprì le gambe e lascio fare.
Improvvisamente sentì qualcosa di grosso spingere sul suo buchino, era come temeva, l’uomo la strinse a sé per i fianchi e iniziò a penetrarla con forza, dopo i primi tentativi falliti, la verga entrò in un caldo ricettacolo dove si ingrossò a dismisura.
Ci mise poco a riempirla e Laura era venuta già più volte ormai quando lui decise di prendersi cura della sua fica gocciolante.
La leccò ben bene, subito dopo glielo sbatté dentro senza troppi complimenti, la nostra amica gemette a lungo, poi si vide slegare le mani e in ginocchio davanti all’uomo, il quale prossimo a venire, le aprì la bocca gettandole dentro un caldo fiume di sperma, che la nostra mamma no aveva mai assaggiato prima d’ora!!!

Dov’era? ….
Che era successo? ….
Laura si svegliò seminuda la mattina dopo, forse era stata drogata, non raccontò mai a nessuno quella notte, a tutti dissi che si era dovuta fermare al lavoro, ma in cuor suo tutte le notti quando usciva dall’ospedale sperava che lui fosse ancora li, pronto a farla sentire viva come nessuno aveva fatto mai. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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