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Collega di lavoro

Io lavoro per una grande industria di computer. Una volta mi trovavo a Miami per l’installazione che sarebbe durata per l’intero week-end.
Io ero rimasto in ufficio mentre i miei colleghi erano impegnati in altre parti dello stabilimento. Alla sera c’erano tre operatrici in sala macchine. L’aria condizionata era spenta e ognuno aveva indossato abiti causal. Una di queste mi colpe. Si chiama Wanda e indossava jeans attillati e una camicetta di cotone che le lasciava scoperto l’ombelico.
Aveva lunghi capelli biondi. Tutti ridevano e scherzavano con lei.
Ogni tanto, per il caldo, si alzava il bordo della camicetta esponendo la pelle fino alle tette sode. Cose facendo mostrava il ventre piatto e abbronzato. Io mi eccitavo ogni volta.
Finimmo verso le 2 di notte, fortunatamente. Cose avevamo il week-end libero. Andammo al bar sotto per bere tutti insieme. Erano quasi tutti scapoli e io da sposato non partecipavo molto alle battute di spirito.
Decisi di andarmene alle 3 e uscii alla ricerca di un taxi. Ero li che aspettavo quando sentii la voce di Wanda dietro di me che mi chiedeva se volevo un passaggio. Mi condusse con la sua Trans-Am velocemente fino al mio hotel.
Parcheggio e si voltò verso me. Mi chiese della mia famiglia e se avevo mai tradito mia moglie. Non sapevo dove voleva andare a parare, ma assicurai di no.

Lei mi guardò, seria dicendo “Io amo il sesso, ma sono preoccupata per l’Aids. Non mi piace farlo con il primo che capita. Io voglio qualcuno che sia sicuro, e tu sembri uno giusto. ”
Io arrossii, balbettai. Lei si sollevò la camicetta, esponendo le belle tette. Ne prese una con una mano, massaggiandola, mentre con l’altra mano mi accarezzava la gamba, risalendo. “Ti piace quello che vedi? ” chiese raggiungendo la patta e prendendo il mio cazzo gi… duro attraverso la stoffa. Mi prese una mano, portandosela sulla tetta mentre mi massaggiava.
Io le presi la tetta e la baciai, sentendo la sua lingua entrarmi in bocca. Aveva un delizioso profumo e la pelle era soffice e vellutata.
Mi baciò l’orecchio sussurrando “Mi piace succhiare il cazzo fino a che la sborra esce dalla mie labbra. Mi piace farmi leccare mentre mi scopano nel culo. Mi piace che mi leghino e mi stuprino. Voglio legarti e fotterti e succhiarti fino a che ti ho spompato. Ti interessa? ”
Io annui, eccitato al massimo, e le dissi di venire con me nella mia camera. Lei rifiutò, dicendo di dormire bene e sognare quello che lei mi farò la prossima notte.

Bussai alla sua porta alle 19: 30 del giorno dopo. Lei mi apre la porta, mettendomi le mani dietro il collo e forzandomi la lingua dentro la bocca. Dopo aver ripreso fiato la osservai. Indossava un vestito corto, aperto sulle schiena che lasciava capire che non portava reggiseno, anche se non era necessario vederlo da quello, in quanto la cosa veniva evidenziata dai grossi capezzoli che spuntavano dalle tette. L’orlo del vestito le arrivava appena sotto il culo e lei si girò lasciandolo alzare
e mostrandomi che non indossava neanche le mutandine. I suoi peli pubici si vedevano appena alzava una gamba, sollevando l’orlo del vestito.
Le scarpe rosse con tacchi alti le facevano le gambe ancora più slanciate.
Andammo al ristorante, ma era così affollato che dovemmo aspettare al bar.
Stavamo bevendo e lei mi raccontava gli atti sessuali che le piacevano di più. Lei si strusciava con il sedere su di me, eccitandomi di continuo.
“Guarda questo” fa lei. Si sfrega il bicchiere bagnato di condensa sui capezzoli facendo diventare la seta trasparente. I capezzoli scuri si vedevano perfettamente. “Il freddo me li fa indurire e sapendo che tutti li guardano, mi bagno tutta” mi dice sfregandosi contro il mio cazzo.

“Se non smetti di strusciarti, vengo nei pantaloni” le dico io.
Ci portano al tavolo. Seduti, lei si toglie una scarpa e posa il piede nudo sulla mia patta. Durante tutta la cena lei struscia il piede contro il mio cazzo duro e costretto dentro i pantaloni. Lei, ogni volta che i capezzoli si asciugano, bagna le dita nel whisky e li sfrega indurendoli.

Dopo aver finito, chiedo se vuole andare a ballare. Lei mi dice si, che vuole andare a ballare, ma sul mio cazzo e se non andiamo a casa entro dieci minuti, lei lo fa da sola.
Arriviamo a casa sua e lei entra in camera da letto, sedendosi sul letto.
Sedendomi vicino, sento il suo profumo misto a una fraganza erotica.
Ci baciamo mentre io slaccio il vestito. Le sue tette sono rotonde e sode, con grossi capezzoli rossi duri. Le lecco le tette senza toccare i capezzoli.
Lei si agita, cercando di farsi leccare anche quelli, ma io resisto.
Infine mi prende la testa e forza la bocca su un capezzoli “Mordilo! ” ordina.
Io stringo delicatamente i denti sulla carne tesa. Lei mi spinge forte e ripete l’ordine “Mordilo, forte! “. Io stringo mentre lei si agita e si tira indietro, facendosi allungare il capezzolo.
Passo all’altro capezzolo, stringendolo subito con forza “Siiii” geme lei mentre si contorce nel primo orgasmo.
Passo all’ombelico che lecco facendola gemere. Le sfilo il vestito rivelando i peli bagnati della fregna. Mi inginocchio aprendole le gambe e leccandola solo ai bordi delle labbra e sui peli, evitando l’apertura.
Vedo gocce di umori uscirle e colarle fino al culo.
“Fammi godere! ” grida lei mentre io soffio sul clitoride esposto facendolo indurire ed allungare.
La faccio girare, lasciando la lingua passare sulle chiappe fino al buchino.
Le forzo la lingua dentro mentre lei si stimola da sola il clitoride.
La faccio soffrire ancora tirandole via la mano e leccandola,
tirandole i peli ma senza mai toccarla nella figa. Infine le infilo di colpo la lingua nella fessura fradicia, leccandola sul clitoride. Gli orgasmi si ripetono in continuazione e lei sfrega tutta la figa e il culo sul mio viso, facendomi gocciolare il mento. Infine cade esausta sul letto.
Io mi spoglio, liberando finalmente il mio cazzo. Lei lo osserva
“Stupendo.
Sdraiati e lasciamelo succhiare” Io mi sdraio e lei inizia il pompino.
Lei si concentra sulla cappella, unendo il risucchio della guance con le stimolazioni della lingua. La sensazione c stupenda. Mi sento venire.
Lei prende i primi due spruzzi in fondo alla gola e poi, estraendolo,
si fa inondare il viso di sborra bollente. Appena finito lo riprende in bocca, succhiando tutto lo sperma con forza.
Si siede e mi chiede se voglio farmi legare. Io esito ma poi accetto.
Lei prende da un cassetto delle catene con manette con cui mi lega i polsi e le caviglie. Inizia a leccarmi il petto. Sento il cazzo indurirsi di nuovo. Lei prende il cazzo tra le tette, stringendolo. Poi passa a succhiarmi
le palle. Il cazzo c turgido e dritto. Lo lecca alla base con attenzione.
Poi si alza. Va in bagno e ritorna con un vasetto di gel che spalme su tutta l’asta rendendola scivolosa e luccicante. Poi si muove fino a far puntare la cappella sul buchino del culo. Lentamente se la fa entrare.
Si siede impalandosi tutta con quel grosso perno. Poi si muove, facendosi scopare il culo. Si prende le tette stringendole mentre gemendo si alza e abbassa sull’asta. Io vengo gridando e riempiendole il culo e facendola venire insieme a me.
Si estrae il cazzo e si mette a cavalcioni della faccia, ordinandomi di leccarla. La lecco sul clitoride e ogni volta, prima di venire, se lo fa afferrare e stringere con i denti.
Si sdraia accanto a me dicendo che c ora di dormire. Io le dico di slegarmi, ma lei mi dice che devo aspettare il mattino dopo.

Mi sveglio e trovo Wanda gi… con il mio cazzo in bocca. Non riesco a crederci! Nonostante il numero di orgasmi della sera, sono di nuovo duro.
Lei sale su di me, infilandoselo dentro. Mi fa sentire i muscoli stringere la mia asta. Scivola dentro e fuori facendomi venire. Spruzzo dentro lei mentre lei grida nell’orgasmo.
Si alza e finalmente mi slega le gambe e i polsi. Lei si dirige al bagno.
Sento l’acqua della doccia scorrere. Mi avvio anch’io al bagno per fare pipe. Sono entrato nel bagno quando vedo Wanda per terra. “Pisciami in bocca” dice seria. Sono scioccato. Lei insiste. Io le infilo il cazzo mezzo duro, lasciandomi urinare. Un rigolo di urina le esce dalle labbra.
Io sono di nuovo eccitato. Lei si sciacqua la bocca e mi bacia dicendomi
“Sapevo che te lo avrebbe fatto rizzare”. Prende del gel e lo passa sull’asta. Si pone davanti, facendosi impalare di nuovo nel culo.
Mentre l’acqua scroscia su noi, noi scopiamo per minuti fino a che io le riempio il culo. Lei non c ancora soddisfatta.
Ritorna in camera e prende un grosso vibratore e un dito. Senza asciugarsi si distende sul letto. Si infila uno strumento nella figa e l’altro nel culo. Io la osservo. Dopo diversi orgasmi c soddisfatta e si distende con i due falli plastici infilati dentro.
Piu tardi andiamo al mio hotel a vedere una partita alla televisione.
Lei c distesa, nuda. Stiamo bevendo e guardando la Tv. Mentre siamo sdraiati ho un’idea. Prendo il ghiaccio e ne mette un cubetto su ciascun capezzolo di Wanda. Lei ride. Io le dico che se il ghiaccio cade, la sculaccei•. “Per favore” supplica “mi sento i capezzoli congelati. ” Quando vedo che il colore cambia dal rosso al blu, prendo i capezzoli in bocca. Sono duri e il calore la fa eccitare.
Mi chiede se penso di essere duro abbastanza per scoparla. Io non le rispondo, sapendo che lei si sta eccitando sempre più “Scopami, fottimi! ” grida lei. Le prendo le gambe e le tiro sopra le mie spalle, dirigendo la cappella verso le figa. “Si” geme “Voglio vedere il tuo cazzo nella mia figa palpitante. ”
Io lo infilo con un solo colpo fino in fondo, non trovando nessuna resistenza nella sua figa fradicia. La martello con colpi tremendi, mentre lei gridando non stacca gli occhi dalla mia asta.
“Voglio vederti venire. Vieni sulla mia faccia! ” mi grida.
Lo tiro fuori e con un paio di colpi vengo sulla faccia riempiendole il viso i capelli e le tette. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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