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Diventare schiavo, anzi schiava

Avevo conosciuto il Signor Luca e la sua Signora Giulia tramite una chat. Ci eravamo scambiati alcune email ed alla fine mi avevano “convocato” a casa loro. Si proprio convocato visto che mi avrebbero usato come loro servo, come loro schiavo. Era una coppia di persone mature, Lui aveva 55 anni, mentre Lei aveva dieci anni di meno, ed era una donna di un fascino veramente irresistibile e conturbante. Io avevo 35 anni, ero single, imbranato con le donne, anzi forse poco attirato da un rapporto normale, sia per il mio aspetto, tendenzialmente femminile e glabro (visto che non avevo mai completato lo sviluppo nell’adolescenza), sia per le dimensioni del mio sesso, minuscolo, che mi trattenevano dal cercare un rapporto sessuale con ragazze. Mi presentai all’appuntamento, in un pub in una zona frequentata da travestiti e trans, indossando, sotto ai vestiti normali, quanto mi avevano ordinato: autoreggenti, un minuscolo perizoma e calzoni elasticizzati, che avvolgessero bene le natiche e mostrassero la scarsità dei miei genitali. Rimasi in piedi, in un angolo, come mi avevano ordinato, espost… a ai commenti e agli apprezzamenti pesanti dei vari clienti, fin tanto che non si presentò Lui. Mentre si sedeva io rimasi in piedi di fianco al suo tavolo, sentendomi esplorato completamente. “Puoi diventare una vera cagna… ” fu il suo unico commento e mi impose di seguirlo. Andammo a casa loro, fui fatto entrare in una sala… disposto al centro, con lo sguardo basso, mentre i Signori mi osservavano, mi esploravano con gli occhi, mi tastavano con le mani come una bestia… sorridendo delle dimensioni del mio sesso. Mi dovetti spogliare, rimanendo in perizoma e autoreggenti… apprezzarono il fatto che fossi glabro… e quando abbassai il perizoma iniziarono a ridere del mio sesso: “… mai visto un affare così piccolo, fine e corto… ” Mi inginocchiai e iniziai a baciare e leccare le scarpe di Lei, mentre Lui mi sculacciava a dovere. Sentivo il culo in fiamme mentre accoglievo in bocca prima la punta e poi il tacco della scarpa, come se fosse un piccolo sesso… sfilai le scarpe e inizia a leccare quei piedi avvolte nelle calze di nylon… mentre Lui continuava a colpirmi sulle natiche… All’improvviso mi fecero alzare… con lo sguardo basso… Lei mi sfilò il perizoma, il mio piccolo sesso era in erezione… e Lei lo schiaffeggiò sulla punta. Poi mi infilò una catenella di metallo fine il vita, mi ordinò di scappellarmi bene e legò il mio sesso sul glande con una corda… a quel punto mi tirò indietro dolorosamente il sesso piegandolo verso il mio culetto e legando la corda alla catenella… Il mio sesso non era più visibile esplicitamente, da allora, per tutto il tempo che stetti con loro, rimasi così, urinando come una donna, toccandomi come una donna… Indossai di nuovo il perizoma ed un grembiulino, scarpe dal tacco altissimo… mi inginocchiai e iniziai a leccare le scarpe del Padrone, la suola, la punta salendo lungo i calzoni fino alla patta. La baciai, la leccai, ci strofinai il viso senza usare le mani, mentre intravidi Lei spogliarsi rimanendo in guepiere e reggiseno neri, autoreggenti ed indossare uno slip con un fallo enorme nero: era enorme, lo accostò alla mia bocca accostandolo tra le labbra e la patta del Padrone, lo succhiai, lo bacia… Mi fu ordinato di abbassare i calzoni del Padrone, leccai gli slip che sapevano di sesso e urina, e mentre il suo sesso usciva fuori, le accostò il fallo nero al mio buco premendo e affondando tutto in un colpo… gemetti urlando sul sesso del Padrone, che si introdusse nella mia bocca In quel weekend che passai con loro, imparai a truccarmi, a servire, a fare i lavori di casa, ad essere usata come una puttana, come un cesso… e da quella volta tutti i weekend li trascorsi con loro, servendo, servendo i loro amici… Ero diventata la loro puttana, niente di più… rimasi con il sesso legato dietro… imparai a masturbarmi strusciano davanti a loro sulla seggiola… imparai ad essere donna, ad uscire vestita da donna, ad accompagnare il mio Padrone come una puttanella nel cinema porno… ad essere esibita, umiliata, ceduta… usata… FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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Sono una dermatologo. Dapprima all’università, poi durante la specializzazione e la gavetta negli ospedali, infine …

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