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Il collare

Avevo conosciuto Sonia ad una festa, la sua allegria mi aveva colpito, con lei la festa, che era di una noia mortale, si era trasformata in una splendida serata. Mi era immediatamente piaciuta e avevo sentito subito un’irrefrenabile pulsione sessuale per quella ragazza così allegra e simpatica, aveva un corpo piccolo ma ben tornito con uno splendido seno ed un sedere delizioso.
Bocca sensualissima, occhi neri e corti capelli corvini, indossava un corto vestitino di strech che metteva in risalto le sue splendide gambe. Trascorremmo insieme tutta la serata ma al momento di andarsene, con la scusa che doveva rientrare con una sua amica, mi lasciò a bocca asciutta e se ne andò lasciandomi solo.
Ci rimasi molto male anche perché avevo fantasticato alla grande su quello che avremmo potuto fare una volta lontano da tutte quelle persone, ma tant’era, mi diressi tristemente a casa e quando infilai la mano nella tasca per prendere le chiavi, sentii che oltre alle chiavi c’era un biglietto del quale ignoravo l’esistenza. Lo estrassi e curioso lo aprii, era di Sonia e diceva: “Scusami ma stasera proprio non posso, chiamami domani al ………… “.
Andai a dormire impaziente pensando già al domani. Nella mattinata successiva la chiamai subito, e sentire la sua voce al telefono mi provocò immediatamente una violenta reazione. Sonia non girò molto intorno all’argomento e mi chiese se potevo raggiungerla a casa sua quanto prima perché aveva voglia di vedermi. Non mi feci ripetere la cosa due volte saltai sulla macchina e corsi da lei.
Dopo venti minuti suonavo alla sua porta. Mi venne ad aprire vestita di una morigeratissima vestaglia lunga che nulla mi faceva intravedere del suo magnifico corpo. Mi baciò fugacemente sulla guancia e nel ringraziarmi di essere venuto mi fece accomodare nel salotto. Dopo che mi fui accomodato sul divano lei si sedette per terra ai miei piedi e mi chiese che cosa mai mi aspettavo da lei. Fui preso alla sprovvista dalla domanda, non ne capivo il senso, ma vista la situazione dopo un attimo di titubanza decisi di dirle che mi sarei aspettato di vederla acconciata in maniera certamente più sexy ma che soprattutto le mie attese erano di trovarla disponibile e vogliosa.
Mi aspettavo una reazione violenta ed invece lei non disse nulla ed alzandosi da terra, mi pregò di attendere cinque minuti ed uscì dal salotto. Rimasi solo e stupito dalla reazione e mentre la mia mente pensava ancora alla domanda che aveva fatto ed alla sua reazione, mi chiedevo che senso avesse tutto ciò. Dopo pochi minuti riapparve sulla porta e questa volta rimasi a bocca aperta nel vederla: indossava un perizoma con reggiseno a balconcino e calze autoreggenti velate tutto di colore nero e si muoveva flessuosa come una gatta verso di me. Rimasi senza parole, di tutto potevo aspettarmi ma non questo magnifico spettacolo. Si fermò dinanzi a me ed incominciò a muoversi con sensualità accarezzandosi con le mani tutto il corpo; era bravissima i suoi gesti avevano su di me un effetto dirompente, una violenta erezione mi fece irrigidire il cazzo come da tempo non sentivo. Sonia continuava a muoversi flessuosa di fronte a me e con molta eleganza aveva incominciato e togliersi quei pochi indumenti che indossava.
Come fu completamente nuda con le sue mani incominciò ad accarezzarsi le splendide tette, si strizzava i capezzoli emettendo mugolii di piacere e poi scendeva fino al ventre e poi ancora più giù fino a sfiorare la figa. Era uno spettacolo fantastico, la carica erotica che Sonia possedeva mi stava stravolgendo, il cazzo premeva dentro i pantaloni ed ormai incominciava addirittura a farmi male tanto era duro ed imprigionato. Sonia continuava ad accarezzarsi la figa con una mano mentre con l’altra si titillava un capezzolo. Da lì a poco incominciò lentamente a masturbarsi prima con un dito e poi con due mentre potevo vedere le gocce del suo piacere risaltare sulla lieve peluria del suo ventre. Con abilità prese ad accarezzarsi il clitoride, il suo respiro si fece più affannoso, i suoi mugolii erano diventati sospiri ed il suo corpo incominciava a sussultare dal piacere. Anche per me la situazione si faceva difficile, le mani incominciava a sudare e la voglia di estrarre il cazzo dai pantaloni era sempre più forte. Sonia parve leggermi nel pensiero ed inginocchiandosi davanti a me, disse: “ti prego dammi il tuo cazzo, lo voglio sentire in bocca, voglio bere la tua sborra, ti prego dammelo, lo voglio”. Ad una simile richiesta in una situazione normale avrei immediatamente acconsentito, ma, nonostante la cosa significasse un sacrificio enorme, ebbi la sfrontatezza di dirle: “niente da fare mia cara se lo vuoi te lo devi guadagnare, devi dimostrare di essere disposta a tutto pur di averlo, ti voglio sentire supplicare, pregare per averlo”.
Mi darete del matto (vi confesso che anch’io me lo sono dato) ma la mia frase sortì l’effetto che mi ero augurato: Sonia distesa sul pavimento di fronte a me si masturbava ormai violentemente, aveva ormai infilato quattro dita dentro la figa e tentava di infilarci l’intera mano; urlava il suo piacere, e tra un urlo di piacere e l’altro, inframmezzava frasi del tipo: “ti prego sono la tua troia, dammi il tuo cazzo, sono la tua cagna, farò tutto quello che vuoi, ti supplico dammelo”.
Si dimenava come una forsennata, io facevo una fatica incredibile a supportare la situazione sentivo il cazzo scoppiarmi, ma volevo resistere, volevo vederla supplicarmi disperata, volevo vederla sottomessa a me come una schiava. Sonia continuava a masturbarsi ormai in preda ad un violento orgasmo quando si avvicinò alle mie scarpe ed incominciò a leccarmele e baciarmele tutte, continuando a ripetere che era la mia cagna che era disposta a tutto per me che dovevo soltanto comandare e lei sarebbe stata pronta a soddisfare ogni mio desiderio. Ormai era pronta, si stava umiliando pur di avere il mio cazzo ed io non resistevo più; mi alzai mi sfilai velocemente i pantaloni poi mi tolsi gli slip ed il mio cazzo finalmente liberò svetto imperioso e paonazzo nell’aria.
Feci appena in tempo a sedermi che Sonia si inginocchiò supplichevole davanti a me e guardandomi con suoi occhi neri mi chiese se poteva prenderlo, le diedi il permesso e lei golosa lo prese immediatamente in bocca ed incominciò a succhiare mentre con la lingua mulinava la cappella con rapidi colpi. Sentii la sua presa come una liberazione finalmente anch’io potevo godere delle sue capacità che si stavano manifestando ancora migliori di quanto mi aspettassi. Stava dimostrando un’abilità incredibile, succhiava e leccava in maniera divina, mai nessuna mi aveva riservato un trattamento simile, dimostrava tutto il suo amore per il cazzo donandomi un piacere sconvolgente. Tanta era l’eccitazione, ormai a livelli parossistici, che non riuscii a durare a lungo, le esplosi in bocca in un orgasmo intensissimo e violento come da tempo non provavo, Sonia ad ogni fiotto di sborra nella sua gola, emetteva un gemito di piacere ma teneva le labbra serrate per non perdere neppure una goccia. Continuava ad ingoiare succhiando come un’idrovora per riuscire ad estrarre tutto il seme possibile, mi sentivo svuotare completamente ma il piacere era massimo. Continuò a succhiare e leccare fino a quando il mio cazzo perse buona parte della sua consistenza e si afflosciò, Sonia lo aveva completamente svuotato e ripulito da ogni goccia. Terminato il suo lavoro, si avvicinò al mio viso e mi chiese se poteva baciarmi, le dissi di si, lo fece con estrema delicatezza e passione.
Poi mi disse che sarebbe stata la mia cagna, che sarebbe stata sempre ai miei ordini e che non avrebbe fatto ami nulla che potesse dispiacermi. Apprezzai molto quanto mi disse, ma per giustamente coronare questa conquista e per darle l’effettivo senso della sua sottomissione le dissi: “va bene mia cara Sonia, sarai la mia cagna, ti concedo di esserlo. Però sappi che ti metterò un collare al collo che sarà il simbolo della tua sottomissione ai miei desideri. ” Sonia mi guardo raggiante e con gli occhi lucidi mi disse: “grazie mio padrone grazie, sarò onorata d’essere la tua cagna e di portare il tuo collare”. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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