Home / BDSM / Il ritorno del padrone
copertina racconto erotico

Il ritorno del padrone

Oramai è tanto che aspetto sullo zerbino. Sono stanca, la posizione rannicchiata mi ha fatto intorpidire un po’ i muscoli. Mi sistemo meglio. Attendo. Nel muovermi mi si è alzata un poco la minigonna e tra di essa ed il pizzo delle calze autoreggenti mi si vede un po’ di pelle delle gambe. Spero che il mio Padrone sia contento di vedermi. Quando lo vedrò gli farò una grande festa.
L’attesa è lunga. Fa caldo. Mi appisolo. Sento dei passi ma la mente è offuscata dal dormiveglia.
Vengo scossa. Mi sveglio all’improvviso. È il mio Padrone che con un calcetto mi ha svegliata. Sono contenta di vederlo. Mi metto a quattro zampe e con la lingua fuori come una cagna gli lecco prima le mani e poi le scarpe. Lui affettuosamente mi carezza la testa. Non sembra dispiaciuto di avermi trovata addormentata. Meno male. Entriamo in casa. Lo seguo trotterellando fino alla poltrona. Gli tolgo le scarpe e le calze e gli massaggio i piedi stanchi. Lui mi guarda e mi sorride, poi chiude gli occhi e si abbandona in posizione rilassata. Devo disfare i bagagli e sistemare. Lo faccio con sollecitudine. Al termine ritorno dal mio Padrone e mi accuccio ai Suoi piedi. Vuole fare il bagno così gli preparo la vasca. Verso dentro anche dei sali rilassanti. Lo aiuto a spogliarsi. Che emozione rivederLo dopo una settimana. Appena posso gli lecco le mani ed i piedi. Mi è mancato.
Senza di Lui mi sentivo persa: una cagna senza il Padrone. Avevo perso l’appetito. Quando esce dalla vasca gli porgo l’accappatoio e mi prendo cura dei Suoi piedi e delle gambe con un asciugamano. Vedo il Suo meraviglioso cazzo. Ho voglia di prenderlo in bocca e di coccolarlo. Mi è mancato. È il simbolo del Suo potere su di me. È lo scettro del mio Re. Gocciola un poco ed io lo asciugo con la lingua bevendo avidamente. Sono gratificata da una Sua carezza sulla testa. Così proseguo ed asciugo anche le palle nello stesso modo. Con un gesto affettuoso mi allontana da sé e si reca in soggiorno. Si sprofonda sulla poltrona ancora con indosso l’accappatoio. Mi dice che è stanco e mi ordina di viziarlo un poco.
Sono agitata e nervosa. Coccolare il mio Padrone, attivarmi di mia spontanea volontà per rilassarlo. Dovrò metterci tutto il mio impegno. Voglio che il Dominatore sia soddisfatto di me. Ho paura. Finora non avevo mai preso l’iniziativa. Io sono una cagna. Mi sento persa. Per un attimo ho il vuoto nella mia mente. Poi mi prende l’entusiasmo di poter servire ed adorare il mio Padrone, dimostrargli l’affetto che questa stupida cagna ha giustamente nei confronti del suo Proprietario.
Per prima cosa dovrò rilassargli i piedi che saranno sicuramente molto stanchi. Mi tolgo la maglietta e la gonna tenendo solo le calze autoreggenti e le scarpe con il tacco. Indosso il mio collare da cagna e nel culo mi infilo il manico della frusta. Ora ho anche la coda. Mi accuccio e comincio a leccare i piedi con lappate lente e piene. Prima il dorso, poi però mi concentro sulla pianta. A volte la lingua è morbida, a volte la tengo rigida e percorro la sua pelle con la punta concentrandomi nei punti più sollecitati. Poi le lappate ritornano piene nel senso del muscolo. Coccolo anche ogni singolo dito prendendomelo accuratamente in bocca. L’altra gamba è poggiata sulla mia schiena in posizione distesa e rilassata. Dedico parecchia attenzione nel mio lavoro umile e devoto. Prima un piede e poi l’altro. Mentre lecco il dorso con le mani massaggio bene la pianta. Il mio Padrone ha nuovamente gli occhi chiusi ma credo che stia gradendo. Sono contenta di me stessa e lecco con maggior entusiasmo. Scodinzolo e faccio muovere la mia coda. Poi tenendo la lingua sui Suoi piedi massaggio i polpacci. Il padrone mi dice che deve orinare. Naturalmente non si deve recare in bagno. Ci sono lì io, il Suo water personale. Alzo la testa e prendo in mano il pene. Sposto un po’ indietro la pelle e me lo dirigo in bocca. Sono emozionata come una scolaretta. Era tanto che non mi veniva più dato l’onore di consumare i Suoi scarti fisiologici. Per Lui sarà anche una comodità non doversi recare in bagno, ma per me è un onore ed un premio poter bere la Sua urina. Arriva il primo getto. Oramai sono abituata. Inghiotto il bel liquido caldo che sento scendere nel mio esofago dandomi calore.
Doveva avere proprio la vescica piena così ho l’opportunità di ingoiare tanta roba. Non cade nemmeno una goccia. Sarei una pazza a perdere quel prezioso liquido. Mentre bevo alzo gli occhi umili verso il Suo viso. Lui mi guarda con indulgenza e mi si allarga il cuore. Sono una brava cagna. Mentre mi piscia in bocca mi carezza sulla testa. Scodinzolo e agito la mia coda. Alla fine della minzione la mia lingua è chiamata a fungere da carta igienica. Dopo avere pulito bene mi soffermo un poco con la lingua sulla cappella. Provo a dare qualche breve colpetto e vedo che il mio Signore sembra gradire. Così ardisco un po’ di più e lecco bene. Ingoio la cappella succhiando e massaggiando il cazzo tutto con la lingua che frulla all’interno della bocca. Con le mie umili mani carezzo le palle ed un dito impertinente si infila sotto il sedere del mio Proprietario fino a raggiungere il Suo buchetto. Lo carezzo e massaggio mentre la mia testa sale e si abbassa lentamente ingoiando prima tutto il membro fino a portarlo a contatto con il pendulo, poi si alza fino a farlo quasi uscire.
Nel percorso la lingua non resta immobile e massaggia e lecca. Per stare più comodo il mio padrone si è spostato molto in avanti liberando così il buchetto posteriore. Allora prendo in mano il cazzo e comincio con lenta masturbazione mentre mi chino e con la bocca raggiungo il culetto. Con la lingua accarezzo il Suo buchetto. Lecco i contorni e sforzo per farla entrare. Frullo con la punta e lecco poi nuovamente i contorni. Intanto la mia mano si alza e si abbassa con lentezza ma con costanza. Il mio Padrone sembra gradire l’operazione nel suo insieme e mi questo mi anima e mi da voglia ed entusiasmo di soddisfarLo. Il mio unico compito è quello di donare piacere al mio padrone e di rendergli la vita il più comodo possibile. L’esplorazione con la lingua continua. Poi sento la mancanza del Suo membro dentro di me e ritorno a ciucciarlo. Continuo a carezzare il buchetto e le palle. Sento un fremito. Il mio Padrone si contrae. Sento che sta per venire. Sono emozionatissima.
Vuol dire che ho lavorato bene. Spero che lo sperma sia tanto. Lui mi afferra la testa e me la tiene ferma mentre mi scopa in bocca fino a godere dentro di me che, ovviamente, ingoio tutto. Lo sento rilassarsi sulla poltrona. Resto immobile con il cazzo in bocca al caldo fino a che non si smoscia completamente. Poi lo ripulisco. Ora avrà sete. Carponi mi reco in cucina e gli porto una bibita fresca ed uno spuntino. Dopo il viaggio immagino che abbia fame. Ritorno camminando sulle ginocchia e reggendo quanto ho preparato su un vassoio. Lui prende in mano il tutto e me lo posa sulla schiena dopo che mi sono posta carponi dinanzi a Lui per fungere da comodo tavolino. Se potessi scodinzolerei volentieri per manifestargli la mia gioia. Ma non posso, altrimenti cadrebbe il vassoio, così mugolo un po’, guaisco. Ricevo una confortante carezza sulla testa ed una affettuosa pacca sulle chiappotte per farmi stare zitta. Il mio padrone mi carezza il culo. Sono contenta che mi presti attenzione. Muove il manico della frusta spingendolo ancora più dentro. Provo un poco di dolore ampiamente ricompensato dalla contentezza per le attenzioni ricevute. Mi carezza un po’ i seni e mi strizza i capezzoli. Guaisco ancora e mi bagno. Con un colpo deciso il mio Padrone mi toglie la frusta dal culo e, dopo avermela fatta pulire con la lingua, me la infila nel sesso fradicio. La agita un poco simulando una scopata e poi lo reinfila nel culo. L’introduzione non procura molto dolore perché oramai il manico è bagnato. Mi carezza ancora il culo e vedo che il Suo cazzo riacquista vigore. Mi dice di spostarmi davanti a Lui e di riprenderglielo in bocca. Devo mantenere sopra di me il vassoio. Sono agitata. Ho paura di farlo cadere, mi muovo con attenzione ma con sollecitudine. Prendo ancora in bocca il cazzo e massaggio bene. Riacquista vigore e si inturgidisce. Il mio Padrone mi sposta il vassoio poggiandolo a terra, mi fa girare stando sempre carponi e mi monta. Mi scopa con foga. Sono felice di averLo dentro di me. Lo sento duro e caldo. Nel frattempo il mio Proprietario mi impugna le tette e le strizza e carezza. Sento che si contrae. Sento che sta per venire. All’ultimo estrae il membro e spruzza tutto lo sperma sul pavimento. Mi afferra per i capelli e mi fa girare. Pulisco il cazzo. Poi, di mia iniziativa, mi chino e pulisco il pavimento mentre Lui si riaccomoda sulla poltrona. Io lecco il pavimento. Il Suo sperma è ancora bello caldo e gustoso. Per me è un piacere ingoiarlo. Mi sento così a Lui più vicina. Scodinzolo. Ora il mio padrone è veramente stanco. Il viaggio è stato lungo. Mi pongo carponi davanti a Lui che allunga le Sue gambe e le poggia sulla mia schiena che gli ho porto. Si rilassa e si appisola. Dopo un po’ mi fanno male le braccia e le ginocchia. Ma non penso nemmeno a muovermi. Lo sveglierei. Non posso assolutamente. Resisto.
Stringo i denti e resisto. È troppo bello essere lì nuovamente a servrLo. Sopporto con piacere il peso delle Sue gambe. Spero che sia contento di me, della Sua cagna. Sono eccitata perle attenzioni ricevute, per avere avuto l’onore di avere in bocca il cazzo prima e nella fica poi, di avere potuto leccare ed ingoiare il Suo frutto. Sono eccita. Non ho goduto e l’eccitazione mi lascia un fremito interiore. Ho voglia di godere ma non posso. Ho su di me le Sue gambe. E poi non conta che io goda o meno. Il mio Padrone è venuto due volte, ora ha i piedi rilassati per le leccate e si sta riposando tenendo le Sue gambe comodamente sopra alla mia schiena. A questo io servo. Se godo è un fatto incidentale. Il mio Padrone sta dormendo. Attendo con impazienza il Suo risveglio. Avrò così ancora modo di servirLo. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

Leggi anche

copertina racconto erotico

La vendetta per Dora

Tornato a casa dopo l’esperienza del supermercato, mi feci una doccia e attesi in relax …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.