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Invisibilia

Il fumo ormai mi stava accecando. Quella dannata cantina non aveva che una finestra del cazzo. Dovetti attendere una bella ventina di minuti prima di rendermi conto di quello che avevo combinato. La mia passione per la chimica era iniziata dal classico regalo dello zio venti anni fà del “Piccolo chimico”. Era bastato un tappeto bucato e un tavolo con una chiazza rossa per farmi scacciare da mia madre in cantina, e non era male tutto sommato perché qui potevo fare quello che volevo; passavo più tempo in quel lugubre posto che in camera. Facevo di tutto qui, un po’ come ci si immagina sempre lo stanzone di uno scienziato pazzo: alambicchi sempre fumanti, liquidi verdastri, rumori appena percettibili di gocce… e io col camice ormai di tutti i colori che provavo di tutto. Nel corso degli anni ovviamente gli acquisti di sostanze chimiche erano sempre più puntuali e raffinati. I miei guadagni non li spendevo come fanno tutti a partire dai 12 anni con giornaletti porno squallidi fino ai 30 anni con serate al night, ma in riviste chimiche e come accennato prima in sostanze particolari.
Si può capire che all’università (ovviamente facoltà di… chimica) ero il preferito di una decina di professori e a volte nelle loro domande c’era anche voglia di sapere cose che ignoravano. Non voglio tirarmela, ma anche dopo il mio 110 e lode spesso bazzicavo tra le aule per cercare di apprendere sempre più.
Le offerte di lavoro non mancarono dopo la mia laurea, e difatti un lavoro onesto e abbastanza impegnativo ce l’ho, ma la mia passione resta sempre in questa cantina, quando torno a casa giusto un “ciao mamma” e poi corro subito qui. Un difetto ce l’ho… le donne. Sono l’unica “cosa” che riescono a distrarmi. Purtroppo la mia timidezza non mi ha portato oltre a qualche toccatina e un paio di scopatine squlliducce con 2 mostriciattoli che si sarebbero infilate anche una pannocchia imburrata, perciò grandi avventure di cui vantarsi proprio non ne avevo. L’unica mia soddisfazione sessuale erano le due o tre seghette settimanali davanti ad un sito porno… un po’ da sfigati, vero?
Ma torniamo a noi, vi ho stufato abbastanza sulla mia vita: insomma quel fumo accennato alla prima riga del mio racconto, finalmente andò via e vidi quel liquido denso bollire ancora nonostante avessi spento da un po’ la fiamma. Aspettai un po’, aprii la cella frigo e lo posi dentro. Spesso partivo in quarta con idee strampalate, ma forse quella era solo un sogno. Dopo circa 1 ora il liquido era a giusta temperatura, lo presi e con un po’ di coraggio lo versai prima su uno dei ragni che condividevano quella cantina con me. Certo le cavie non mi mancavano, bastava girarsi un po’ intorno e mi sentivo 100 occhi di questi animalacci che mi osservavano.
Appena versato, il liquido provocò un leggero fumo, subito dopo vidi il ragno sempre più opaco fino a sparire. Oddio avevo ucciso il ragno o la mia invenzione era finalmente giunta a termine?
Mi feci coraggio, mi spogliai e iniziai a versare il denso liquido sul mio corpo. Improvvisamente le mie mani sparirono, non mi vedevo più, ero diventato pura anima… e il corpo? Merda e se il processo era irreversibile?
Fui preso dal panico, corsi in casa, aprii la doccia e mi infilai.
<< SI!!!!!!!!!! >> Le mani e tutto il corpo ricomparirono!
Non ci stavo più dentro, rotolai quasi per le scale e tornai in cantina. Passai tutta la notte a riprodurre quel liquido che ormai avevo battezzato naturalmente “INVISIBILIA”. Mentre lo producevo memorizzai la formula in un file del mio pc e lo salvai con un una password. Cazzo stavo già pensando alla pioggia di miliardi che mi sarebbero scrosciati di lì a qualche giorno. E la fama? fantastico, fantastico, FANTASTICO!
La mattina dopo era domenica, certo non potevo andare all’ufficio brevetti e compagnia bella proprio oggi, anche perché un bel dialogo con i miei professori volevo farlo (senza svelare ovviamente i segreti). Ne approfittai allora per usare “INVISIBILIA”.
Mi feci due caffè, e mi cosparsi INVISIBILIA sul mio corpo. Ovviamente dovevo essere nudo dopo altrimenti la gente avrebbe visto dei vestiti camminare!
La giornata era estiva, meno male, e provai prima di uscire ad andare da mia madre. Le passai davanti nudo, ma lei continuava a stirare. Ottimo. Uscii di casa.
Era pazzesco, dovevo abituarmi a schivare le persone e fare i calcoli con le dimensioni del mio corpo che non vedevo più. Era come andare in giro con solo gli occhi. Stupendo.
Dopo vari giri per la città, provai a toccare una tetta in tram! La ragazza si guardò in giro stupita, sorpresa, ma poi non vedendo nessuno continuò a leggere. Questo mi portò a pensare alle fantasie più remote.
Andai in una boutique e mi arrampicai su di un camerino. Ero lì con un piede su di una parete e l’altro sull’altra quando appunto entrò una donna. Iniziò a spogliarsi, che figa! Io iniziavo a menarmelo, Lei restò con l’intimo, doveva provarsi solo un abitino, ma l’idea di sborrarle addosso mi fece impazzire, e difatti di lì a poco un fiume di sborra le cadde in testa. Non vi dico che casino che accadde. La donna uscì così come era urlando dal camerino ed inveendo contro il commesso. Io scesi, mi pulii da bastardo il cazzo sull’abito della donna che era rimasto appeso lì, e mi ne uscii ridendo.
Altro che fama e soldi, volevo divertirmi prima che la notizia girasse per il mondo.
Di quel giorno la mia fantasia sessuale non aveva più limiti. Passai dai night club ai cessi delle donne, dalle camerette da letto dove le quindicenni si trombavano il proprio ragazzo, alle macchine dove salivano le puttane, dai tradimenti delle mogli ai camerini delle star della tv!!! Insomma continuavo a spararmi mille seghe, ma che spettacolo! Altro che realtà virtuale, questa era realtà reale!
Venne però il giorno della vendetta! Un dì pensai di passare da uno spogliatoio femminile e entrai in una palestra. Una ventina di tette sobbalzavano sotto le docce, inizia a muovere la mia mano su e giù quando Grazia, una mia ex compagna di scuola, entrò. è sempre stata una stronza e mi ricordo che un giorno mi aveva sputtanato davanti a tutti dicendo che io lo avevo piccolo. Non me lo aveva mai visto, ma ci aveva azzeccato, ammetto di averlo piccolo, e il fatto di non poterla smentire lì davanti a tutti, mi fece incazzare ancora di più. Avevo finalmente la possibilità di vendicarmi.
Figa come non mai, con quella coda di cavallo che raccoglieva i biondi capelli, iniziò a spogliarsi; era in un angolo semi-nascosto dello spogliatoio, e potevo approfittarne. La troia aveva dei tanga sotto i calzoni attillati, si tolse la maglietta e due tettine da seconda saltarono fuori. Grazia era lì in tanga davanti a me. Mi girai e da quella posizione non vidi nessuno. Presi un fazzoletto che aveva nella borsa, e improvvisamente lo ficcai in bocca a lei. Rimase talmente stupita che non provò neppure ad urlare. Visto che era in piedi la buttai contro gli armadietti di metallo e da dietro le abbassai gli slip, mi presi in mano il cazzo e li forzai contro le labbra della fica. Lei era spaventata, non capiva che cazzo succedeva ma non faceva ostruzione. Gli slip erano all’altezza delle caviglie e io le aprii le gambe fino al limite della rottura del tanga; lei era lì in piedi con le gambe leggermente divaricate, i palmi delle mani contro gli armadietti ed un cazzo invisibile che la stava per penetrare. Di lì a poco infatti la mia cappella le allargò le labbra della fica asciutta, e non vedendo reazione da parte sue, le tolsi il fazzoletto di carta. La troia gemeva piano piano i mentre me la trombavo le toccavo le tette. Nel frattempo entrò lì una ragazza che rimase a bocca aperta. Prima di fare qualche casino scii dalla fica di Grazia, la quale disse:
<< No, continua o favoloso spirito >>.
<< Ma che c’è? >> Rispose la nuova arrivata.
<< Vattene tu, hai fatto scappare uno spirito o fantasma che mi stava facendo godere. >> mamma mia, è sempre stata una troia a scuola e lo è ancora!
<< Ma dai piantala >> ma dicendo così le si avvicinò e le infilò un dito nel culo. Le puttane si conoscevano già… e molto bene!
Le osservai per un po’ mentre di nascosto da occhi indiscreti lesbicavano. Godettero entrambe in silenzio, ma io non ero soddisfatto; ero rimasto col cazzo asciutto e non mi sarei accontentato questa volta di una seghetta.
Entrai nella palestra con Grazia, e la vidi fare fitness. Mi divertii a stuzzicarla. Mentre era sulla cyclette le toccai le tette, lei non si sorprese più di tanto e sottovoce mi disse:
<< Chiunque tu sia, ti prego dimmi che vuoi >>
Non avevo mai pensato di parlare, o per lo meno che qualcuno avrebbe mai parlato con uno “spirito”, camuffai la voce da oltretomba e le sussurrai nell’orecchio:
<< Zitta! io sono il tuo spirito padrone e se mi obbedirai diventerai famosa >> Ricordavo infatti che lei avrebbe venduto l’anima al diavolo pur di diventare una vip.
<< Ora cambia attrezzo a vai ad esercitare l’interno coscia, ma prima sfilati i calzoni, resta in tanga e maglietta! >>
Smise di pedalare, si sfilò i calzoni della tuta con sorpresa di tutti i presenti e andò sull’attrezzo per l’interno cosce. Non so se tutti sanno com’è quell’attrezzo, ma ci si siede e si deve aprire e chiudere le gambe spingendo dei pesi che fanno leva sulle gambe.
Come una calamita quasi tutti i ragazzi “stranamente” iniziarono ad usare ogni sorta di attrezzo davanti a lei.
Iniziò ad aprire e chiudere, e i tanga a stento coprivano le labbra della fica, ma ben presto col continuare dell’esercizio le labbra ebbero il sopravvento e la poca stoffa penetrò. Che spettacolo vedere la fica di Grazia che mi ero appena fottuto, lì, depilata, davanti a venti ragazzi che avevano un certo gonfiore sotto i calzoncini.
<< Brava, continua >> le sussurrai. Poi mi avvicinai alla fica e allargai di più le labbra per far penetrare meglio gli slip. Gli spettatori videro le sue labbra allargarsi fino a far scomparire al loro interno il poco di stoffa. Lei era diventata rossa e imbarazzata e stare in quella indecente posizione davanti a venti potenziali cazzi pronti ad aprirla.
<< Ok, hai dato abbastanza spettacolo, torna nello spogliatoio… sculettando vistosamente >>
Grazia da brava schiava fece come le ordinavo e i ragazzi delusi la seguirono con lo sguardo sbavando dietro a quel culo a mandolino.
Appena entrata disse al vento:
<< Perché mi hai fatto questo? >>
<< Ti ho detto di stare zitta! Sei sotto la mia protezione e dovrai fare quello che ti dico, tutto ha un senso, credimi e presto sarai famosa. >>
Nel frattempo vedevo i ragazzi di prima fare una corsa nei bagni dello spogliatoio per svuotare i litri di sperma che quella troia gli aveva fatto produrre. Infatti andai nello spogliatoio maschili e vidi i cessi tutti occupati e molti dei ragazzi di prima erano rientrati.
Tornai da Grazia e le dissi di andare a fare la doccia nello spogliatoio maschile, doveva scusarsi con loro ma la sua doccia era rotta.
Così fece e non trovo le parole per descrivervi l’espressione dei ragazzi appena videro Grazia davanti a loro vestita, anzi, svestita come prima che chiedeva a loro di poter usare la loro doccia.
Fece per spogliarsi, ma io le sussurrai che avrebbe dovuto solo togliersi i tanga e fare la doccia con la maglietta bianca che indossava; oltretutto doveva scegliere una di quelle docce in serie, cioè aperte, una vicino all’altra, di modo che tutti potessero vederla. Si tolse i tanga, aprì l’acqua e si infilò sotto. La maglietta bagnata delineò subito i due seni piccoli ma ben fatti.
I ragazzi stavano per farsi coraggio quando io feci abbassare Grazia, la misi in ginocchio e le sbattei il cazzo in bocca. Tutti videro Grazia fare un pompino invisibile, ma fu per poco perché la situazione mi aveva stra-eccitato e dopo poco dalla bocca di Grazia penzolavano fili di sborra. Mi allontanai e lei lì in ginocchio tossì cercando poi di sputare lo sperma che l’aveva riempita. Evidentemente non era abituata all’ingoio.
I ragazzi non ci stavano più dentro, e i primi si avvicinarono mentre lei stava ancora tossendo e le presentarono i loro cazzi (decisamente di misure superiori a quello che l’aveva appena scopato la bocca).
<< Adesso fai la puttana con tutti >> le sussurrai.
Ma non ci fu bisogno di dirlo. Presto si trovò in bocca un nuovo cazzo e due mani le guidavano la testa. Evidentemente tutti i ragazzi erano o poco esperti o troppo eccitati, ma nessuno durò molto.
Sotto l’acqua l’avevano messa a pecora sopra ad uno che le chiantellava la fica mentre da dietro un altro aveva trovato il culo non vergine e un terzo non le dava tempo di urlare tappandole la bocca con l’uccello. Era una scena meravigliosa. Quella stronza di Grazia era lì a fare la troia per soddisfare tutti i cazzi che le si avvicinavano.
Ma senza neppure saperlo la mia vendetta non era ancora finita. Entrò un bel ragazzo, vide in gruppo di uomini e si avvicinò anche lui, ma presto il cuore gli balzò in gola:
<< Troia!!!!!! Sei una puttana!!!! >>
Cazzo, era il suo ragazzo.
Lei si dimenò e riuscì a liberarsi dai tre cazzi che la stavano penetrando e gli disse:
<< Non volevo io… >>
Tutti si fermarono un attimo a seguire la scena.
<< Ah no? e come mai sei qui? >>
<< So che ti può sembrare strano ma è stato il mio spirito a ordinarmelo – stavo scoppiando a ridere -, ha detto che lo ha fatto per il mio futuro >>
<< Sì, il futuro da baldracca! >>
Poi rivolto agli altri:
<< Riempitela dalla bocca fino al buco del culo, dovete romperla tutta questa puttana! Anzi voglio che voi tutti le facciate ingoiare la vostra sborra! >>
Non se lo fecero ripetere due volte, ma misero in ginocchio e la obbligarono a pompare cazzo per cazzo.
<< Dai che batti il record troia… impara a succhiarlo bene almeno diventi famosa… sei proprio una baldracca, ci hai istigato fin da dentro e meriti di essere inondata… >> Continuavano a ripeterle frasi del genere e dopo i primi 3 o quattro ingoi forzati lei chiese pietà, non riusciva più a mandare giù nulla.
<< Non importa, hai altri due buchi >> detto questo la misero sopra ad un ragazzo seduto che la impalò senza molti complimenti, nel frattempo dietro a lei uno si abbasso, le aprì le chiappe con le mani e penetrò il culetto facendola urlare. Non le violarono più la bocca per pietà nei confronti di quella biondina troietta, ma quando finirono Grazia era talmente piena di sperma che a fatica riuscì ad uscire dallo spogliatoio e lungo le gambe scendevano fiumi di sperma.
Me ne andai soddisfatto pensando alla prossima goduta che mi sarei fatto grazie a INVISIBILIA. FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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