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La peretta fu galeotta

Enrico all’epoca aveva 19 anni
Barbara aveva 20 anni
Da allora sono passati 15 anni
Quel caldo pomeriggio di giugno, stanco e annoiato, mi trovai solo in casa a preparare un difficile esame di maturità.
Sapevo che, per me, non era sufficiente superare l’ostacolo con una normale votazione, sapevo che dovevo superarmi ma soprattutto, per i miei genitori, dovevo uscire da liceo con la massima votazione, glielo avevo promesso.
Tutte queste tensioni non facevano altro che rendermi nervoso, non riuscivo a concentrarmi, tutto era più difficile del previsto, un gesto di stizza fece cadere il grosso manuale dal tavolo e solo il suono del campanello bloccò in gola una parolaccia.
Mi alzai, andai verso la porta mirando lo spioncino, era Barbara, la figlia, piuttosto carina, della noiosa vicina di casa alla quale avevo prestato una bottiglia di acqua minerale.
“Sono venuta a renderti la bottiglia d’acqua” mi disse all’apertura della porta,
“… ma che faccia che hai? ! , cosa ti sta succedendo? ? ” aggiunse preoccupata del mio evidente stato di nervosismo e tensione.
“Ma no, è che non me va dritta una con queste normative da studiare… ” precisai facendola comunque entrare,
“… non mi restano in testa, troppo difficili” aggiunsi come per giustificarmi.
Barbara aveva sempre rappresentato uno scomodo confronto; più brava in tutto, bella, simpatica, estroversa, quel pomeriggio era da me e fu con tono materno che mi disse
“Dai, non ti preoccupare, ora ti preparo una bella camomilla, … ” e, aggiunse con tono malizioso
” servirà a rilassarti, a farti sentire più tranquillo, vedrai… “.
Ritornai allo studio con in testa quel vedrai di Barbara, cosa avrà voluto dire? ? .
Una volta sui libri sentii, poco dopo, un forte odore di camomilla provenire dalla cucina, sulle prime non ci feci caso, ma poi, incuriosito dal troppo affaccendarsi, mi alzai e mi recai in cucina.
Quando entrai rimasi stupito dalla enorme quantità di camomilla preparata, ma improvvisamente tutto ebbe una motivazione quando l’occhio cadde sulla credenza dove grossa e rosea peretta si scagliava imperiosa con la sua bianca e minacciosa cannula.
“Stai tranquillo, fidati di me, una bella peretta ti rimetterà in forma smagliante! ” disse Barbara con un tono che non lasciava spazio a nessuna replica e, così dicendo afferrò la grossa pera, la premette facendone uscire tutta l’aria, immerse la cannula nella camomilla e lasciò che la stessa risucchiasse tutto il tiepido liquido all’interno della pera stessa.
Io ero paralizzato, non sapevo cosa dire, come reagire di fronte a tanta sicurezza mista a dolcezza e malizia, un cocktail micidiale che mi stava eccitando come mai mi era successo.
“Ma.. ma sei… ma sei sicura di quello… insomma, di quello che fai? ? ” balbettai in malomodo,
“Su dai, non fare il bambino, non avere paura, questo sistema funziona benissimo, l’ho più volte sperimentato con le mie amiche, è un vero toccasana in queste occasioni ! ” disse Barbara guardando la cannula puntata verso l’alto e premendo, con i due pollici, il fondo della peretta per controllare che la stessa fosse veramente colma.
Assicuratasi di ciò il suo sguardo si posò sui miei pantaloni
“Forza Enrico, slacciati i pantaloni e mettiti in ginocchio sulla sedia, appoggia i gomiti sul tavolo dai ! ” .
Impacciato ed eccitato eseguii gli ordini, quando fui in posizione aspettavo con tremore ma anche con desiderio le mosse di Barbara.
Sentii le sue dita si intrufolarsi tra i miei fianchi e l’elastico degli slip, afferrare la cinta dei pantaloni trascinando il tutto giù, fino alle ginocchia.
Passarono pochi secondi, interminabili, ma i più umilianti ed insieme eccitanti della mia vita, improvvisamente due freschi polpastrelli, di abili dita femminili, divaricarono le mie chiappette mettendo in luce il mio vergine sfintere che ben presto venne in contatto con la fresca cannula della peretta.
“Ora respira profondamente, rilassati … rilassati, non stringere … dai! ” mi disse Barbara con una certa eccitazione, anche perchè si accorse subito che il mio aggeggio non era rimasto insensibile a tutte a queste lente, dolcissime ma inesorabili manovre.
La cannula, dopo aver sostato a lungo accanto al mio buchino, si sentii autorizzata ad entrare, ma lo fece con grande garbo, con grande malizia e il tutto sotto la stupenda regia di Barbara che, al termine della totale penetrazione, iniziò a premere sulla pera con forza e vigore.
Sentii il liquido invadermi dentro, sentii la cannula strisciare in continuazione sulle pareti del mio buchino e i miei involontari movimenti ne accentuavano il lavoro.
Barbara era molto impegnata a che l’operazione non terminasse subito, vedeva che questa peretta me la stavo risucchiando tutta senza alcun problema e ciò la preoccupava: …
“Enrico, penso che una peretta sola non basti, te ne dovrò fare un’altra … sai non sei più un bambino e … ” cominciò a dire per giustificare un prolungamento delle operazioni che, a questo punto, eccitava molto anche lei,
“ohh noo! ” feci finta di dissentire,
“ma se proprio non si può fare a meno… ” aggiunsi subito per fargli capire la mia totale partecipazione al gioco.
Barbara si impegnò moltissimo affinchè non una sola goccia di camomilla rimanesse nella peretta.
Alla fine la vidi, attraverso il riflesso del coperchio della cucina, schiacciare fortemente la peretta per poi estrarla, con molta dolcezza, dal mio culetto e immergerla subito nel contenitore della camomilla per un secondo riempimento della stessa.
Rifece la stessa operazione, questa volta però, con meno titubanza, prima di infilarmi di nuovo la pera nel culo, fece passare tutto l’interno del suo dito medio tra le mie chiappe, arrivando giù sotto fino ad afferrarmi il cazzo che in quel momento si mostrava nel pieno della sua eccitazione;
“… vedo che non ti è spiaciuto… ” ebbe dire trionfante Barbara,
“Sei bravissima l’ammetto… ” sentenziai io come a suggellare una mia meravigliosa sconfitta, ma non ebbi modo di andare oltre, la cannula si fece ben presto spazio e, completamente dentro di me, iniziò il suo lavoro di … portatrice di camomilla.
“Mhhhmhmh … Barbara, così mi fai morire di piacere… dai .. dai … ancora… Ohhoohoh.. ” oramai avevo perso ogni freno
“Si … Si … prendila tutta.. ” diceva Barbara mentre premeva con forza sulla pera
“… poi ti farò un bel clistere, vedrai a mani libere cosa saprò farti… ” ansimò anche lei senza ritegno. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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