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La sculacciata di Luisa

Eravamo ancora sopra il letto matrimoniale dei miei genitori con Stella vicino al mio amore, entrambi nudi. Incominciavo ad avere i brividi e la pelle d’oca ma questa volta non per il freddo ma per l’eccitazione. Vedevo la mia migliore amica e il mio ragazzo tutti e due nudi sotto i miei occhi. Luca si avvicina a me e, senza alcuna ombra di esitazione porta la sua mano sulle mie gambe. Ha quindi cominciato ad esplorare il mio corpo risalendo, con la mano, lungo la parte esterna della coscia destra, sino ai miei fianchi. Poi la mano e scesa e dopo essere passata sull’altra gamba ha ripreso a salire facendosi largo all’interno delle cosce chiuse.
Quando ha raggiunto il fianco la mano non si è fermata ma ha continuato a salire lungo il mio petto. Con la mano ha soppesato i due seni sodi sormontati dai capezzoli, duri da farmi male, rivolti verso l’alto. Era piacevole farsi accarezzare i seni, sentire le labbra stringersi intorno il capezzolo e la lingua giocherellare con lo stesso. Ero eccitata come non mai. Sentivo che mi stavo bagnando nuovamente in mezzo alle gambe. Per una sorta di pudore, tenevo le gambe ben strette. Con decisione Luca mi ha indotto ad aprirle mentre la sua lingua, superata la barriera di peli è scesa verso il clitoride con cui tante volte le mie dita avevano giocherellato in passato. Anche la sua mano ha raggiunto le labbra della fica ancora chiuse. Le dita si sono fatte avanti allargandole e l’indice, lentamente è penetrato dentro di me. Intanto Stella accarezzava le natiche del mio ragazzo con delicatezza e, alternativamente gli sfiorava il pene eretto come non mai. Lo volevo, volevo avere il suo pene, volevo sentirlo dentro di me e come se lo avessi gridato, anziché pensato, Luca si è portato in ginocchio in mezzo alle mie gambe. Ha preso in mano il suo uccello teso che subito ha posizionato all’imboccatura della mia vagina.
Prima ha spinto piano penetrando dentro di me poi, quando il glande era già ben posizionato, ha spinto a fondo. Non è stato particolarmente doloroso nonostante la foga messa nella penetrazione e, in pochi istanti ho cominciato a provare piacere. Era bello ed infatti, dopo pochi affondi ho raggiunto, rumorosamente, l’orgasmo. Vedevo Stella che si stava annoiando non avendo il suo giocattolo preferito. Stella era proprio sofferente a vedere il suo giocattolo usato da me. Mi avvicinai a Stella e le misi la bandana degli scout sugli occhi sussurrando:
“Non toglierla per nessun motivo”. Tornai in camera con una bomboletta di panna montata. Il mio amore mi diede una mano distendendo Stella sul letto matrimoniale ed aiutandomi con la panna. Stella sentì le sue mani accostarsi ai suoi seni per accarezzarglieli, per sfiorargli con delicatezza i capezzoli, che si alzarono subito. Luisa intanto le si era posizionata sopra a cavalcioni come se volesse montarla. Spruzzò la bomboletta su una mammella di Stella facendo cadere la panna sul suo corpo. Quando furono ben coperte di panna, le sue mani presero a spalmarla sul seno. Io intanto le diedi una mano cospargendo le sue tette di panna bianca e fresca. Il seno di Stella era tutto ricoperto di panna e i suoi capezzoli erano gli iceberg della situazione. Luisa, ancora sopra a cavalcioni su Stella, cominciò a leccarle prima tutt’intorno il seno destro, poi sopra, mentre con la sinistra le accarezzava il capezzolo dell’altro, mandando su e giù rapide le sue dita mai così dolci. Aprì talmente la bocca per succhiare tutto il capezzolo tanto da prendere buona parte della mammella, facendola gemere, mentre la sua eccitazione montava. Stella era eccitata al massimo e le sue gambe ne erano la dimostrazione dando continui ed impercettibili movimenti simili a spasmi. Comincio anche Luca la sua opera sull’altra mammella ma Stella lo allontana con il braccio dicendogli che non era bravo e dolce come me. Mi rivolsi per un istante verso Luca:
“Dopo verrai punito da tutte e due per questo affronto. Preparati” Le sue mammelle erano quasi del tutto pulite quando mi feci scivolare il sedere verso le sue gambe in modo da avere la sua vulva sotto la mia faccia. Stella mi disse di farlo subito e con altrettanta delicatezza. Sapeva cosa volevo farle e non mi tirai di certo indietro. Riempii la sua zona pubica di panna facendola scomparire sotto i miei occhi. La peluria biondiccia che prima copriva la sua dolce passera, ora era coperta anch’essa dalla panna. Aprì le gambe come se fosse un invito per me. Accolsi subito il suo invito aprendole delicatamente con due dita la grandi labbra e deponendo una tale quantità di panna da riempire la sua figa pelosa. Vidi Luca che era in disparte e che osservava i miei movimenti. Decisi di far partecipare lui al mio posto. Si mise sopra Stella e la montò come se fosse una cavalla. Cominciò la sua lunga opera di pulizia prima dall’esterno fino a raggiungere con la lingua la panna depositata dentro le grandi labbra. La sua lingua tintillava il clitoride di Stella, a cui non dispiaceva affatto notando la sua faccia ancora coperta dalla bandana. La pulì completamente e mi misi di fianco a Stella palpandole le tette ancora sporche. Erano sode e belle le sue tette ed i suoi capezzoli dopo il mio trattamento erano dritti e duri come il marmo. Ora toccava a Luca, il mio amore, che si era permesso di partecipare al nostro gioco.
“Brutto cattivello, ora ti insegnamo noi l’educazione” detto questo legai le sua mani con la stessa bandana usata per Stella.
“Ora mettiti nell’angolo che noi decidiamo come punirti!!! ” Si mise in un angolo a fissare i nostri corpi nudi come se fossimo delle statue.
“Abbiamo deciso. Vieni qui ora e stenditi sul letto in modo supino” Cominciammo la nostra “azione” palpando le sue palle. Erano dure e sode. Stella allontanò la mia mano e strizzò le sue palle provocandogli un forte dolore. Luca stava per allontanarsi ma lo ammonii subito dicendogli che non era ancora finita. Stella aprì la bocca ed infilò il membro di Luca nella sua bocca quasi fino in gola. Luca si rilassò credendo che volesse fargli un pompino ma si sbagliava dato che Stella in pochi attimi chiuse la sua bocca provocando un altro tremendo dolore al membro di Luca.
“Ora è finita, e non farlo mai più!!! ”
Ritornò la madre con il fratellino piccolo. Erano già passate alcune ore e noi, per fortuna, ci eravamo già sistemati. La madre andò in camera sua e trovò il copri-letto sporco di panna.
“Cosa è successo sul nostro letto? ” mi domandò mia madre.
“Abbiamo un po’ giocato con il corpo di Luca e con i suoi genitali” gli risposi.
“Brava la mia piccola. Giochi con il corpo degli altri? Quando la finirai di farlo? Fare l’amore va bene, accetto anche la tua bisessualità ma maltrattare gli altri corpi sicuramente no” Mi rispose.
“Accidenti. Dovevamo stare più attenti con la panna. Sicuramente ora si arrabbierà”
“Vieni qui dove sono io! ” Andai verso di lei nella sua camera da letto.
“Ora ti sculaccierò davanti ai tuoi amanti. Ti va bene? ” Annuii senza esitazione per non farla nuovamente arrabbiare. Mi misi davanti le sue gambe e mi sporsi con il busto sulle sue ginocchia. Iniziò a sculacciarmi il sedere fortemente ma gli indumenti attutivano il colpo.
“Così non va bene. Ora denudati completamente davanti a loro”
“Così è troppo” le dissi. Mi fece una faccia che non voleva sentire ragioni e, poco alla volta inizia a spogliarmi. Rimasi con il reggiseno e con le mutantine azzurre che tanto piacciono a Luca.
“Completamente!!! ” disse mia madre. Presi due lembi delle mie mutandine e le feci cadere per terra. Altrettanto feci per il reggiseno. Tentai di coprirmi il sedere, facendo questo mi sporsi in avanti avendo la mia passera che toccava il suo ginocchio. Continuò dove aveva interrotto prima ma con più foga e forza. Il mio sedere in poco tempo era diventato rosso e mi faceva malissimo. Avevo il sedere rosso e Luca con Stella lo fissavano sempre più attentamente.
“Vieni qui Luca. Ho bisogno di te” Luca si avvicinò dietro a me e complottò con mia madre.
“Rialzati ora” rivolto a me. Mi rialzai e trovai ad attendermi il fallo duro ed eretto di Luca. Mia madre gli aveva detto di fottermi dal dietro sapendo benissimo, visto che glielo avevo confidato, che mi faceva male. Luca mi cinse le mani sui fianchi per prendermi bene e mise il suo fallo nel mio ano. Mi doleva ancora di più questa punizione di mia madre dato che avevo il sedere rosso e dolente, avevo i miei amanti che mi fissavano e Luca che mi fotteva da dietro con violenza; forse per la vendetta di prima. FINE

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