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La serva devota

La mia donna delle pulizie , quando viene a casa mia indossa sempre dei collant color visone e un paio di stivaletti con una bellissima punta ed il tacco alto.
Quando al mattino sono in casa vado sempre ad aprirle la porta così posso vederla come è vestita; e ci scambiamo dei sguardi molto languidi.
Un giorno che aveva anticipato gli orari di lavoro per cose sue personali, nell’ andarsene gli chiesi se voleva un passaggio a casa e lei molto volentieri accetto, nel viaggiare in macchina le guardavo intensamente le sue gambe e i fatidici stivali, dopo un po’ lei mi dice che la strada è interrotta per arrivare a casa sua (che è in periferia) e mi chiede di lasciarla in strada e non sotto casa perché avrei dovuto fare un giro più lungo del previsto.
Ma io per restare in macchina con lei e guardare le sue gambe scelsi di farlo lo stesso, in quel momento la serva incominciava ad assumere un aria di soddisfazione.
Io per intrattenere il tempo le chiedevo il marito che lavoro facesse e lei con voce superiore mi rispondeva , ad un certo punto mi indico una stradina che ci portava in un tratto di campagna, e si intravedeva un piccolo boschetto , cosi io feci coraggio e le dissi che le sue gambe con gli stivali mi arrapavono molto.
Lei non affatto indignata disse mi piacerebbe l’ idea di farsi leccare i piedi da me ed alzando la punta dello stivale mi invitava a farlo, cosi facendo accostai la macchina in un piccolo sentiero e scesi per raggiungerla dall’ altro lato della stessa; mi inginocchiai e le dissi “padrona fammi ciò che vuoi”. Lei umiliandomi mi alzo lo stivale in testa e con violenza lo striscio in testa con la suola e dopo un po’ mi fa ora lecca mio schiavo. Preso dall’ eccitazione mi inchino ancor di più e gli risposi “sei la mia padrona ti adoro io la ammiro molto e non le nascondo che era molto che la spiavo quando nel fare le pulizie della casa assumeva posizioni piccanti”. Fatto questo lei mi invitò a casa sua ed avrebbe rimandato le cose che aveva da fare. Entrati in casa lei si mise in libertà e con il suo grembiule aperto le pantofole da casa ai piedi mi affera e mi stende a terra , e mi incomincia a calpestarmi e piano piano mi sale sul viso, io dal dolore non parlavo ma ubbidivo come un bravo bambino. ora che ero diventato il suo servo toccava a me pulirle la casa ed accompagnarla dove lei desiderava. Il giorno successivo mi recai a casa sua e lei aprendomi la porta mi disse di cambiarmi subito , indossai la divisa da servo ed iniziammo con i pavimenti con la tecnica del camminare a carponi seguendola per tutta la casa, fatto questo ci avvicinammo al divano e lei si sdraiò e mi fece leccare le sue mani e i piedi sempre nella posizione di un cane dovevo ubbidirla e fare ciò che voleva. Ad un tratto lei si alzò e prese un frustino ed iniziò a leccarlo con la sua lingua carnosa , fatto questo lo prese per bene e lo strofino sul mio corpo indicandomi che dovevo leccare i suoi piedi e non opporre alcuna resistenza intimandomi che sarebbero stati guai. Io feci tutto quello che mi chiedeva dal massaggio ai succhiotti ovviamente ai soli piedi e decidemmo di vederci il più spesso possibile , perchè a me piaceva tantissimo questo cambiamento di ruoli e il fatto mi eccitava ancor di più quando ero io a pagare le ore di effettivo lavoro per i servigi come se veramente avrei usufruito dei suoi servigi. FINE

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