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La signora Clara

Mi eccito ancora a pensare ai miei primi approcci con il sesso ora ho 40 anni ma fui iniziato dalla signora Clara, bella mora di 40 anni austera vedova.
Era una signora che si rendeva disponibile anche per fare le punture e lavoretti simili.
Un giorno si rese necessario effettuare un clistere a mia sorella Franca di 3 anni più grande di me, all’epoca aveva 19 anni, mia madre lavorava e quella mattina lasciò campo libero alla signora Clara che si presentò con l’attrezzatura, una sacca di plastica, un tubo di gomma, una sacchetta dove scoprii dopo, erano contenute cannule e pomate, la cosa mi eccitava, Franca era molto nervosa e continuava a chiedere alla signora se avrebbe sentito dolore, questa con fare dolce e pacato la rassicurava dicendo che sarebbe finito tutto prima che avesse detto ha.
Clara disse a Franca: va in camera e sdraiati sul letto, tu Paolo, Paolo ero io, vai in camera,
Io tutto avevo in testa meno che di recarmi in camera, ormai da tempo mi dilettavo a masturbarmi e una situazione del genere non potevo farmela scappare.
Mentre Clara era ancora in cucina spiai mia sorella, la vidi spogliarsi, stendere un asciugamano sul letto e stendersi a pancia in sotto su un cuscino che le alzava il culetto che rimaneva leggermente allargato, oddio… era uno spettacolo inebriante, mi ritirai quando sentii la voce di Clara che diceva arrivo.
Da dietro la porta con il cazzo dritto vidi Clara ungere la cannula e il forellino di mia sorella che aveva immerso il viso nel cuscino per la paura, la cannula scivolò dolcemente, Clara la rassicurava con parole dolci ma ma a un certo punto si infilò la mano sotto la gonna e, divaricate le cosce cominciò a masturbarsi, pensando di non essere vista dato che mia sorella era girata e io avrei dovuto essere in camera, a un tratto alzò lo sguardo è mi vide lì, in piedi con il cazzo in mano, non smise di masturbarsi ma continuò guardandomi negli occhi socchiudendoli quando capii che stava venendo, e io me novenni a mia volta nella mano.
Da quel giorno quando mi incontrava mi sorrideva gentile e mi diceva con fare complice: ” non è che hai bisogno di un clistere” io scappavo al bagno e mi masturbavo furiosamente.
Un giorno salendo le scale la vidi davanti a me ondeggiava il culo salendo con la spesa e la gonna, che aveva a mezza coscia lasciava intravedere due meravigliose gambe inguainate da calze color carne sospese dal reggicalze, rimasi a bocca aperta, lei se ne accorse, mi invitò a raggiungerla e una volta davanti alla sua porta mi fece entrare, io la seguivo inebetito, mentre chiudeva la porta mi disse adesso giochiamo un po’, mi prese la testa e mi infilò un metro di lingua in bocca mentre con la mano mi brancava in mezzo alle cosce, non sapevo cosa fare, annaspavo, lei si stacco e mi disse non ti muovere vedrai quante sorprese.
Si sfilò la gonna e rimase con un pullover che le fasciava il seno, il reggicalze che tirava le calze che fasciavano due cosce sode e opulente, ero ipnotizzato, vieni dalla zia che ti insegna un po’ di giochetti e così dicendo mi prese per un braccio e mi portò in cucina, liberò il tavolo e mi ci fece allungare, con due fettucce mi bloccò i polsi davanti e, dopo avermi sfilato i pantaloni fissò le mie caviglie alle zampe del tavolo, che vuole fare signora, buono buono, mi disse, passandomi la mano a pieno in mezzo alle cosce, brancandomi le palle e risalendo verso il cazzo che, manco a dirlo era duro come una roccia, haaaa fece Clara siamo già sull’attenti e nel dirlo mi girò la testa da una parte e mi infilò la lingua in bocca, ero come drogato, la vidi armeggiare in un cassetto, ne estrasse uno strano oggetto, almeno così lo ritenevo all’epoca, era un cazzo finto con dei lacci che lei si affrettò ad assicurarsi ai fianchi dopo essersi sfilata le mutandine di pizzo, era una immagine diabolica, mi girò alle spalle, mi tirò in dietro la testa e mentre aprivo la bocca per lamentarmi, mi infilò lentamente ma inesorabilmente tutte le sue mutandine in bocca mmmfffhhh fu l’unica cosa che riuscii a dire.
Bene bene, ti piacciono i clisteri e ti eccitano vero, mentre mi parlava mi accarezzava il culo e l’interno delle cosce, risaliva sul cazzo, lo scappellava lentamente e tornava a lisciarmi il solco, sei un maialino vizioso, mi piace l’idea di iniziarti, e a te? Mmmgghhhff scuotevo la testa ormai innervosito e preoccupato, ma lei mi calmava aumentando ad arte i su e giù sul mio cazzo, poi sentii le dita attardarsi sul buco, vergine del mio culetto, ma non lo forzavano, lo carezzava, lo tentavano e a un tratto sentii due dita più fredde ruotare esternamente al buco, era sicuramente una pomata che mi stava spalmando.
La signora Clara venne di lato e mentre sentivo un dito scivolare nel mio culetto e cominciare a stendere l’unguento mi sussurrava sull’orecchio adesso ti faccio godere come una femminuccia.
Ciò detto la vidi immergere due dita in un barattolo e ritirarle grondanti grasso che applicò sul dildo che aveva in mezzo alle cosce e guardandomi mi diceva così il piccolo non sentirà tanto male … anzi, poi si posizionò dietro e insensibile ai miei gemiti mi infilò 2-3 dita nel culo mentre con la destra iniziava lentamente a segarmi; ero tutto un brivido, la sentii appoggiare la cappella del suo fallo sul mio culo che con tutta la crema, alla sua pressione si apri come un fiore, e sapientemente mi fece spruzzare un litro di sborra mentre mi scivolava completamente nel culo e accelerava i suoi movimenti con la mano, mugolai come un lupo ferito, lei mi si accasciò sulla schiena, sentivo i suoi seni premere sulle spalle e la sua voce sull’orecchio che mi diceva, visto maialino adesso devi farmi godere, mi sciolse, mi stese per terra e mi si accovacciò sulla bocca facendomi leccare fino a quando non si liberò in un lungo orgasmo.

Da quella prima esperienza fu tutto un fiorire di situazioni particolari, ormai fra Clara e me si era instaurato un feeling erotico intenso.
Passarono i mesi mia sorella cominciò ad avere i suoi primi ammiratori e Clara le dava consigli sul vestiario e anche qualche dritta in campo sessuale.
Clara mi raccontava che, mia sorella era inconsapevolmente una “SUB” cosa vuoi dire? “le chiesi” vuol dire che cerca un maschio dominante che la guidi e che le proponga situazioni particolari.
La cosa mi eccitava tremendamente, Clara se ne accorgeva e non mancava mai quando mi raccontava queste cose di liberarmi il cazzo e segarmi o pomparmi, era ormai una regola, spesso passavo da lei tornando da scuola o prima di cena, lei si faceva trovare già pronta all’uso, col tempo mi aveva insegnato a sodomizzarla e spesso le ricambiavo la cortesia, si faceva trovare, dicevo, pronta si stendeva sul tavolo da cucina, la gonna arrotolata sui fianchi, le roulotte abbassate a mezza coscia e il culo già abbondantemente unto e lubrificato, le piaceva così entravo con la chiave di cui disponevo, non dicevo nulla le scivolavo nel culo e dopo 4-5 pompate prima che venissi si girava e mi succhiava completamente, poi mi ricomponevo e salivo a pranzo.
Mia sorella aveva notato qualche movimento e aveva cominciato a fare domande, vai spesso dalla signora Clara? , ti piace come donna? , hai notato che usa il reggicalze? Io rispondevo in maniera evasiva ma un giorno mi arrivò in camera e mi disse: guarda qua e sollevando la gonna mi mostrò due splendide cosce inguainate da calze color carne tirate da un bustino di pelle stretto sulla schiena, me lo ha regalato Clara, fa davvero così effetto agli uomini? , io ero inebetito Clara stava combinando qualche cosa, tagliai corto e la sera andai a trovare la mia signora; allora? Cosa hai in mente con mia sorella? , lei per tutta risposta mi disse: vorresti dire che quando ti si è mostrata non ti è venuto duro? Certo, ma tu che ne sai che l’ho vista? Semplice glie l’ho ordinato; un brivido mi percorse, Clara se ne accorse e mi guidò in salotto, mentre continuava a parlarmi mi aveva già slacciato i pantaloni, abbassato gli slip e aveva cominciato a segarmi tastandomi il culo, sempre lentamente mi girò facendomi appoggiare al bracciolo del divano, mi posizionò in maniera che le mie chiappe fossero leggermente divaricate, le aprì decisamente e, con la testa girata la vidi alzarsi la gonna e liberare un fallo di gomma che aveva appeso ai fianchi e nello stesso tempo masticare come uno che raccoglie la saliva in bocca, così era, mi divaricò le chiappe e fece colare una bocconata di saliva sul mio solco, la raccolse con le dita della mano sinistra facendomi quasi un bidè, due dita scivolarono nel buco provocandomi un’erezione quasi dolorosa e in un attimo la sentìì penetrarmi fino in fondo mentre con rapidi colpi di mano mi faceva venire in un tremito.
Ero sfinito e lei mi ripetè ora fai il bravo e segui le istruzioni, bisogna che anche tua sorella sia svezzata, vuoi? E io ancora frastornato annuii senza replicare.
Domani sera venite tutti e due con una scusa qualsiasi, mi disse, e io la salutai rassicurandola.
La sera dopo eravamo puntuali, Franca per l’occasione aveva indossato il regalo di Clara sotto una gonna corta ed elasticizzata ed aveva sostituito le pianelle con cui era uscita di casa per via di nostra madre, con un paio di polacchette con un tacco vertiginoso, eravamo tutti e due silenziosi, Clara ci venne ad aprire e…….. era uno spettacolo, aveva i capelli raccolti in dietro tiratissimi con il gel, truccata, un reggiseno a balconcino sosteneva i seni con due capezzoli che spuntavano come due ciucciotti, un paio di mutandine traforate le fasciavano il culo e da queste partivano 4 giarrettiere per parte che tenevano tirate due calze nere come la pece, il tutto era rifinito da due tacchi da 15 cm; entrate carini svelti, ci condusse in salotto dove le luci erano soffuse, ora cominciamo a fare sul serio vero Franca? In cchhee senso, rispose mia sorella con la voce tremolante, in questo senso, e rivolgendosi a me mi tirò due polsiere di pelle e mi disse: ” coraggio mettigliele” non me lo feci ripetere due volte e le assicurai ai polsi di Franca che si guardava attorno agitata, distratta dall’attrezzatura che Clara stava preparando sul tavolo, una frusta, dei barattoli, un rotolo di nastro adesivo grigio, dei fazzoletti e un paio di palline di gomma con dei lacci.
Clara smise di parlare condusse mia sorella in cucina, mi disse sgumi, rapidamente l’assicurò al tavolo mettendole un cuscino sotto la pancia, mia sorella si guardava intorno eccitata e preoccupata, si lasciò sfuggire un gemito quando, mentre la immobilizzava, Clara le passò due dita nel solco della fica portandosele alla bocca e succhiandole, sei quasi pronta esclamò, mi passò una pallina di gomma abbastanza grossa e mi disse: imbavagliala!! Io presi il morso e già eccitatissimo lo premetti frà i denti di Franca che fu costretta ad aprire la bocca in maniera estrema per accogliere il bavaglio mmmfffhhhggg fu il suono che emise mentre assicuravo i lacci dietro alla testa, come in un copione già scritto Clara mi prese il cazzo, lo scappellò ci sputò sopra spargendo la saliva con la mano destra, poi intinse due dita in un barattolo di vasellina e le passò sul solco di Franca immergendole poi fino in fondo, le ruotò a lungo come si imburra una teglia e poi le sussurrò adesso si che si pronta, prese il mio cazzo e lo puntò decisamente sul buco di Franca e senza indugi, postasi alle mie spalle mela fece inculare.
Franca si dimenava ma ormai ero ingoiato, e la pompavo sistematicamente, non accorgendomi che Clara aveva indossato il dildo che ben conoscevo e in maniera sapiente mi scivolo nel culo mentre inculavo mia sorella, appena sentii l’asta strofinarmi la prostata venni con violenti schizzi di sperma.

FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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