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La suocera cattiva

Ciao, mi chiamo Marta e ho 23 anni. Voglio raccontare un fatto che mi c capitato poco tempo fa e che devo ammettere ha dell’incredibile, anche perché vede coinvolta la madre di mio marito, Marco.
Fin da prima di sposarmi i rapporti con la mia futura suocera non erano stati dei migliori, si litigava spesso per sciocchezze e sostanzialmente differiva di molto da me in quanto a vedute e apertura di pensiero.
Franca, questo il suo nome, era una donna che aveva passato la cinquantina, vedova da anni, benestante si portava bene i suoi anni, sempre ben vestita e curata, era piuttosto severa e dura sull’educazione dei figli come lo era stata con mio marito che spesso mi raccontava delle punizioni subite da bambino.
Non la frequentavo molto, dato appunto questa inimicizia, capitò però che Marco dovette star via qualche giorno per lavoro e non voleva lasciarmi sola, insistetti col dire che non avrei avuto problemi ma lui voleva che mi trasferissi a casa della signora Franca, sua madre. Alla fine, come si sa, noi donne cediamo ai voleri del marito e mi trasferii dalla suocera.
La donna vive in una vecchia casa grigia e ombrosa fuori città, con un piccolo giardino con alti pini, disposta su due piani. Mio marito mi accompagnò da lei, mi baciò e ci salutammo. Il cancello era aperto, mi stava aspettando pensai, suonai la porta e mi apre Angelo, il governante diciamo della casa. Da quando era rimasta sola aveva assunto Angelo, un uomo sui quarantacinque anni che si occupava di un po’ di tutto, dalla spesa alla pulizia fino alla biancheria.
“Venga signora” mi disse.
Mi portò nel salotto, lei stava seduta in poltrona.
Le tende chiuse e un’aria pesante.
“Ben arrivata cara, lasciaci sole Angelo”
Mi fece sedere e lei iniziò a guardarmi dalla testa ai piedi.
Come vi ho detto sono giovane e i miei 23 anni si vedono: magra, non molto alta, una terza di seno ben portata dato che mi stavano ritte senza reggitette! , un culetto tondo ma non esagerato, mio marito diceva anche che avevo un visino come una bambina con la boccuccia piccola…
“Bene signorina” iniziò a dire imperiosa “in questa casa ci sono precise regole che vanno rispettate e sono sicura che imparerai a farlo. Pulizia e puntualità sono fondamentali, e soprattutto la collaborazione, inizia a mettere quel grembiule e vai ad aiutare Angelo a preparare il pranzo”
Non sapevo che dire, ero sua ospite e mi faceva lavorare?
Vedendomi indecisa ribatté: “allora? che aspetti signorina, non vorrai mangiare a sbaffo! ”
Presi il grembiule bianco da domestica e lo allacciai in vita sopra la gonna.
I giorni seguenti fui costretta a fare anche il resto: ero diventata una seconda governante, anzi una schiavetta direi, sveglia presto e poi a sbrigare le faccende di casa, lavare, stirare, di sera mi coricavo distrutta. Avrei voluto andarmene, ma lei non me l’avrebbe permesso…
Un pomeriggio mentre servivo il tè commisi l’imprudenza di far cadere una zuccheriera antica che si frantumò in mille pezzi… non l’avessi mai fatto, si scatenò l’inferno.
La vecchia s’infuriò, dicendomi che quella roba era un ricordo di famiglia, della sua cara nonna, e nondimeno un pezzo d’antiquariato.
“Questa volta hai proprio esagerato cara la mia mogliettina! Meriti una bella punizione! ”
Non capivo che cosa volesse, si era placata e adesso mi guardava sagace con quei suoi occhi grigi da vecchia gatta.
“Seguimi” disse. Lo feci senza obiettare. Salimmo al piano superiore e mi fece entrare in una stanza che non avevo mai visto dato che era sempre chiusa. Dentro vi era un vecchio letto, un tavolino, qualche sedia e null’altro… ah c’era anche uno specchio di quelli grossi.
Si sedette su una sedia e mi fece cenno di avvicinarmi.
Ingenuamente lo feci senza sapere cosa mi aspettava.
Mi prese per un braccio e mi tirò a sé con una forza inaspettata, le caddi sulle ginocchia con il ventre che poggiava sulle sue gambe, cercai di tirarmi su ma mi fu impedito, le sue mani mi spingevano giu.
“Mi lasci! che cosa vuole fare!! ”
“Sta ferma! hai già fatto troppi guai bella mia! meriti una bella sculacciata! ”
Cosa? ? … voleva sculacciarmi… non l’avevano fatto mai neppure i miei genitori… e lei voleva… non riuscivo a risollevarmi, calciavo e davo pugni alla vecchia ma niente… troppo forte per me.
“Sei una stupida! Non mi sei mai piaciuta! ” … questo lo sapevo già! … però non pensavo arrivasse a tanto.
Mentre mi insultava a questo modo sentii le sue manacce tirarmi su la gonna, l’aveva presa da sotto e con violenza la fece risalire fino in vita, lasciandomi scoperta i glutei e le gambe.
“ma guarda che svergognata ha il sedere di fuori! ” maledizione a me, portavo un perizoma nero per comodità più che per piacere…
Mi tastava il culo con le mani fredde e ossute poi d’improvviso cercò e trovò l’elastico del perizoma e iniziò a tirarlo via, mi opposi con tutte le forze e non fu facile farlo passare fra le cosce che tenevo serrate solo che lei mi pizzicava sadicamente per farmele sollevare in modo che la stoffa scivolasse via.
Era riuscita ad abbassarli fino alle ginocchia, si tirò su le maniche ed io aspettai il dolore tremante.
“Adesso vedremo se farai piu attenzione la prossima volta, ti faccio il culetto tutto rosso sgualdrina! ”
Inizin a battermi, con forza, dal basso in avanti, ad ogni colpo sobbalzavo in avanti ma subito mi teneva ferma… uno… due… tre… quattro…
“Ahiai… bastaaaaa” urlavo, ma niente, continuava la stronza, anzi cercava di divaricarmi un po’ le gambe in modo da colpire l’interno dove la pelle c più morbida e sensibile.
Mi sentivo umiliata, offesa, sculacciata dalla madre di mio marito, con il culetto nudo ed esposto ai suoi occhi che odiavo, sentirla toccarmi una parte cose intima di me…
“Lei non può farmi questo! ” gridavo.
Lei non ascoltava e mi batteva, percuoteva la mia carne bianca e delicata segnandola con le sue mani, sentivo il sederino in fiamme… a un tratto fece una cosa che non mi aspettavo… una mano mi afferrò una natica tenendomi da le con le dita che si insinuavano nel solco andando a toccare il mio buchetto posteriore.
Mentre mi sculacciava spingeva qualche dito oltre, sentii il suo pollice forzare lo sfintere! … temevo che mi volesse penetrare, Marco non l’aveva mai fatto, diceva che non voleva farmi male e umiliarmi cose.
“cosa cavolo fa, mi tolga il dito di le!! ”
Contai cinquanta colpi almeno poi mi fece rialzare, mi trovai di fronte a lei con il mio sesso nudo e notai i suoi sguardi interessati alla mia vagina, subito mi coprii e sistemai la gonna, poi mi toccai il culo dolorante per cercare di alleviare il dolore e lei mi disse come se niente fosse:
“và da Angelo e chiedi di farti dare la crema brutta stupida”
Scesi le scale, incredula e scossa, ero appena stata sculacciata da mia suocera!! Incredibile!!
Avrei voluto telefonare a mio marito per raccontargli tutto ma come? … cosa potevo dirgli… sai, tua madre mi ha sculacciata…. oh poverina! …. non mi avrebbe creduta.
Trovai Angelo in cucina e gli chiesi dove tenevano le creme, lui disse nel mobile in bagno, mi chiese cosa dovevo farne io dissi che era per una scottatura. Mi guarda stranamente con l’aria di chi l’ha sa lunga, forse aveva udito le mie urla di dolore?

Passa qualche giorno, e sull’episodio non si tornò più.
Spesso ero costretta a subire angherie di ogni tipo, ad essere umiliata davanti a ospiti o davanti allo stesso Angelo che cominciava a trattarmi in maniera diversa da quando ero arrivata, mi guardava con fare superiore, distaccato, non perdeva occasione per avere un contatto con il mio corpo, sfioramenti o strusciamenti erano frequenti quanti normali perché sembravano innocenti, una volta l’avevo beccato a guardarmi nella scollatura della camicietta che avevo aperto un po’ per il caldo che c’era in
cucina..
Avevo sempre più paura della signora Franca, la quale sembrava esserne consapevole, ricordo che spesso mi rinfacciava il fatto di non averla ancora fatta diventare nonna del suo unico figlio. Ammetto che sono tre anni che siamo sposati io e Marco, una vita sessuale soddisfacente per carità, ma non ero ancora rimasta incinta finora. Lei insisteva sul fatto che io avessi dei problemi, che non fossi in grado di fare figli, assurdo.
Aveva addirittura in programma di portarmi a visitare dal suo ginecologo. Pazzesco!
Nei giorni seguenti mi obbligò ad indossare una vera e propria divisa, nera, con grembiulino bianco, addirittura la crestina! … mi sentivo ridicola e in imbarazzo, anche perché, quei vestiti erano a dir poco arditi, la gonna mi lasciava scoperte le cosce che avevo fasciato con calze nere velate di quelle con la riga dietro, queste mi aveva dato la vecchia, la camicietta invece mi stava stretta, mi fasciava il petto facendolo risaltare un po’ troppo.
Una mattina mi trovavo in cucina a preparare la colazione, latte e caffè con panna, ero affaccendata sul lavello quando mi sento cingere da dietro con una certa pressione che mi spinge contro il bordo del mobile schiacciandomi il ventre.
“Buongiorno Marta” era Angelo, il solito manesco, ogni occasione era buona per mettermi le mani addosso.
“lasciami dai”
Le sue mani non stanno ferme però, scendono sulle gambe le accarezzano tutte, poi salgono e si avvicinano al seno, io cerco allora di difendermi e desistere allontanandole. Ma lui non si preoccupa e insiste.
“dai lasciami, ti prego”
Niente. Mi diceva che era meglio che stavo ferma e zitta se non volevo beccarmi un’altra dose di sculaccioni e intanto con una mano aveva preso a slacciare i bottoni della camicia e con l’altra a tirarmi su la gonna. Non volevo che quell’uomo viscido mi toccasse ma non potevo fare niente per impedirlo.
Adesso aveva lasciato stare la gonna, tirata su fino alla vita, e sentivo il suo membro spingere sulle mie natiche coperte soltanto dalle mutandine, le mani avevano ormai aperto totalmente la camicietta e stavano liberando il seno dalla stoffa del coppe che erano bianche e sottili. Le dita mi tastavano ovunque, prendeva i miei poveri capezzoli tra il dito indice e il pollice e li tirava facendomi un male cane…
“mi fai male! aHHHiia! …. vattene”
Ero immobile con le tettine al vento nelle mani di quel maiale di Angelo, non si stancava mai, le girava, le sollevava, le schiacciava con forza tanto che mi restarono i segni per qualche giorno, poi le pizzicava e ancora… una per mano, poi ad un tratto sobbalzai, una mano era sparita da sopra ed era finita davanti in mezzo alle gambe cercando di farsi strada.
“apri le gambe stronza”
vista la resistenza che facevo, prese un coltello e minacciò di sfregiarmi, solo allora cedetti la mia intimità.
Scostò rapido lo slip e mi ficcò dentro quattro dita di colpo. Mi sentivo spaccata…. mi fece girare e sedere sul lavello e mentre mi masturbava la vagina con l’altra mano afferrava i capezzoli portandoli alla bocca per succhiarli e morderli.
Ad un tratto sentimmo dei passi verso la cucina, era la vecchia che scendeva dal piano di sopra.
Angelo mi lasciò le di corsa e disse che non aveva finito con me e che ci saremo presto divertiti molto di più. Mi ricoprii in fretta e quando la signora Franca entrò mi trovò con il vassoio della colazione in mano. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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