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La vicina maltrattata

Ormai erano mesi che si sentivano le urla dei vicini, le occasioni erano delle più varie, dal gioco di lui alle macchinette mangiasoldi, alle volte che era ubriaco, ed infine alle scappatelle che inevitabilmente si faceva scoprire, lei bellissima, bionda, alta un seno superiore alla quarta, due gambe che erano due colonne e finivano su un culo fantastico, ma anche lui era un bellissimo uomo, però ormai rovinato dai vizi che lo avevano annientato, lei si vergognava le poche volte che la incontravo per le scale o nell’ascensore, abbassava lo sguardo e non proferiva parola, al massimo un buongiorno o buonasera, io sono un geometra, e il tempo maggiore lo passo in casa a disegnare progetti per villette, piccoli appartamenti, ecc. ecc, . mia moglie è impiegata al Ministero, abbiamo solo un figlio di 6 anni che ritorna a casa dalla scuola alle 16, e la maggior parte del tempo io sono solo, è una grossa fortuna, ho modo di lavorare tranquillamente senza essere disturbato, quella mattina, le urla erano ancora più forti, lei gli imputava il fatto che non aveva soldi per fare la spesa, e lui con un arrangiati, aveva sbattuto la porta ed era andato via, sentivo distintamente il pianto a dirotto di lei, quel giorno mi commossi ulteriormente, e suonatogli alla porta aspettavo che mi aprisse, quando mi aprì chiedendomi prima chi fossi, la vidi che era uno schianto, la vestaglia un poco aperta, si vedevano le gambe perfette che finivano in un monte di venere da sturbo, le mutandine bianche, dai lati le uscivano dei riccioli castano chiari, si vedeva che non portava il reggiseno, aveva due bocce che il solo guardarle mi provocarono un’erezione incredibile, alla sua ovvia domanda che cosa desidera, le dissi con molta gentilezza, se viene un momento in casa mia le debbo dire una cosa molto importante, era una vera cazzata, ma quella visione mi aveva sconvolto, non solo i sensi ma anche la mente, lei prese le sue chiavi entrava nel mio appartamento e aspettava la domanda, in quel momento riuscii solo a dire, le posso offrire un caffè? lei mi guardava con fare interrogativo, ma io avevo la mente vuota, sarei riuscito magari solo a dirle quanto sei bella, poi preso il coraggio iniziai con mi dispiace ma ho sentito tutto, io se vuole e non si offende le potrei dare una mano, ma lei con un orgoglio che non sospettavo mi rispose, grazie ma a me non serve nulla, quello che ho detto era solo uno sfogo,

Io di rimando mi scusi se mi sono permesso, ma essendoci passato, come quasi tutti nella vita, in momenti difficili, ho solo pensato che magari un aiuto le avrebbe fatto piacere, mi creda senza secondi fini, solo per fare un piacere ad una condomina simpatica e basta, non credo di condividere le azioni di suo marito, ma d’altronde può sempre dirmi che non sono affari miei, lei si era un po’ calmata e a quel punto mi disse, ma non aveva parlato di un caffè? io ero diventato rosso come un bimbo beccato a rubare i biscotti, le dissi subito mi scusi, ma alle volte sono un po’ imbranato specialmente se mi emoziono, e lei allungandomi una mano mi dice, io mi chiamo Giulia e diamoci del tu se ti fa piacere, come non mi fa piacere le risposi, io mi chiamo Claudio, e scusami di nuovo ma mi sono imbarazzato e non sapevo che dire, e lei ridendo, ma a te l’imbarazzo ti provoca questi effetti, indicandomi la patta della tuta che essendo leggera mostrava tutto il suo turgore, io ancora più imbarazzato le rispondevo di nuovo scusami ma lui fa come vuole, non ha inibizioni, quando se la sente si alza e basta, ci dirigemmo in cucina dove mi apprestavo a preparare il caffè, non sapevo come comportarmi, se ci provavo subito magari andavo in bianco, aspettai l’occasione successiva se si fosse presentata, intanto lei aveva gia preso la macchinetta e sciacquatala, mi chiedeva il caffè, e poi aggiunse quasi ridendo, ma adesso me lo dici il motivo per cui mi hai fatto venire quì da te? io accennai al fatto che le avrei offerto un aiuto se lo accettava, ma non era una cosa che se fosse stata, c’era sotto la fregatura, l’avrei aiutata e basta, solo un favore tra vicini di casa, mentre ci prendevamo il caffè lei disse, ma scusami, se tu mi presti dei soldi, io come te li rendo, non lavoro, non ho entrate di niente, si ogni tanto quello stronzo di mio marito, vince in qualche gioco che fa, ma non è una cosa certa, e poi siamo arretranti anche con il condominio, e intanto continuava a guardarmi la patta, la mia erezione non cessava, era seduta di fronte a me, le gambe leggermente aperte, le rivedevo benissimo le mutandine bianche, però adesso c’era una macchia evidente sotto, la mia vicina finalmente si era bagnata alla vista de mio bastone sotto la tuta, poi si alzò e credevo che volesse andare via, ma invece avvicinandosi si inchinò verso di me, mettendomi in mostra il suo seno meraviglioso,

E contro tutte le mie aspettative mi dava un dolcissimo bacio in bocca, la stavo per abbracciare, ma lei di nuovo in piedi mi disse, questo è solo per ringraziarti del caffè e della tua dolcezza, credevo che persone come te non ne esistessero più, io mi alzavo e prendendola per i fianchi l’attiravo a me cercando di ricambiare il bacio, il primo istinto per lei fu di scansarmi, ma appoggiata a me per un attimo sentiva senza dubbio il mio manganello spingere sul pube, ebbe come un fremito, cercava sempre più debolmente di staccarmi da lei, poi mi cedeva ricambiandomi un bacio incredibile, la sentivo spingersi contro la mia mazza, aveva l’affanno, mugolava come una gatta in calore, la sua lingua nella mia bocca mulinava con la mia nervosamente, la saliva gli scendeva dagli angoli della bocca, aveva lo sguardo stravolto, era preda di un’imminente orgasmo, che quando arrivò la squassò completamente io mi ero ritrovato con una mano in mezzo alle sue chiappe durissime con l’altra le avevo tirato fuori un seno e che leccai avidamente, la sentivo che continuava a spingere con il suo pube contro il mio cazzo che ormai era in una posizione erettiva spaventosa, con la mano gli spostai le mutandine, era fradicia di umori, mi calai leggermente la tuta e in piedi come eravamo, le infilai dentro tutti i miei 20 centimetri di mazza, lo aveva risucchiato come fosse stata una bocca, aveva una fica caldissima, cominciai a pomparla sempre più forte, poi la tirai su verso di me, la misi seduta sullo schienale del divano, e ricominciai a scoparla alla grande, lei mi baciava in continuazione, sentivo la sua lingua dentro la mia bocca che me la esplorava tutta, ogni tanto si staccava per dirmi, dai spingi si cosi, ancora, eccolo che sto per sborrare di nuovo, oddio come è bello, ti prego non ti fermare, sentilo quanto è duro e lungo, ma è una meraviglia, dai continua, fammi sborrare cento volte, eccolo di nuovo, lo senti ha ha ancora, e poi dai sborrami dentro non c’è problema prendo la pillola, freneticamente la tenevo per le chiappe, le trovai il buchetto e le misi due dita nel culo, le contrazioni dello sfintere mi dettero il colpo di grazia, con un eccolo gridato quasi strozzato le sborrai una quantità enorme di sperma, la sentivo tremare, ed io continuavo a sborrare, credo che non ne abbia mai fatta tanta in vita mia,
Come eravamo abbracciati me la portai in camera da letto, l’ha sdraiai, e aperte le gambe cominciai a leccarle la fica, aveva la clitoride eretta, la succhiai appena e mi regalò un’abbondante sborrata, la fica le colava come una fontana, io me la girai alla pecorina, e ricominciai a scoparmela alla grande, sentivo lo sciacquio della fica per il movimento della mazza dentro di lei, la tenevo per i seni, i capezzoli erano due pezzi di marmo durissimi, lei si lamentava e sborrava continuamente, con la mano si era allungata di sotto e mi carezzava le palle, era troppo per me, ho ricominciato a sborrare e sentivo le contrazioni della sua fica che non si fermavano, era una forza della natura, riusciva a muovere i muscoli entro la fica e si sentivano le contrazioni, ci trovammo abbracciati che ci scambiavamo carezze e piccoli baci, io continuavo a toccarle i seni e la fica, quella specialmente era bella grossa, aveva il monte di venere molto pronunciato, le grandi labbra notevoli, un monumento alla fica, le avevo messo un dito appena dentro al culo, sentivo lo sfintere che aveva le contrazioni, lei guardandomi mi disse, guarda che li sono vergine, ancora non l’ho mai preso nel culo, ogni volta che lo stronzo ci ha provato, mi ha fatto male e non ha continuato, io prendendo un tubetto di crema dal comodino, gli ho detto facciamo una prova, se con questa ti fa male mi fermo lo giuro, lei ancora un po diffidente mi dice, senti Claudio credo che tu dica la verità, ma lo prometti che se ti dico fermati tu ti fermi? Alla mia risposta affermativa si girava di nuovo, rivedere quel culo in quella posizione mi sconvolse, cominciai a leccarle il buco, ci introducevo la lingua, continuavo a leccarlo, vedevo che la fica ricominciava a perdere umori, le misi il tubetto sul buco spinsi una buona dose di crema dentro, un po’ me la spalmai sulla cappella, le infilai prima un dito, poi due, sentivo che si era rilassata, poi le poggiai la cappella sul buco del culo e cominciai lentamente a spingere, sentivo lo sfintere che cercava di resistere, però la cosa buona era che lei non accennava a levarsi, improvvisamente con un flop la cappella le entrò dentro, rimasi fermo un po’ per farla abituare, ma lei si muoveva verso di me mi disse, continua ad entrare non mi fa male anzi, io piano piano spingevo dentro, nel frattempo con il dito le stavo stuzzicando la clitoride, il godimento provato la portava ad allargare la fica, ed io entravo ancora più giù nel suo retto,

Nel momento stesso che stava sborrando per il ditalino, lo affondai completamente nel culo, rimasi fermo per farla abituare, ma lei quasi gridando mi disse, dai spingi inculami si dai, madonna quanto è bello adesso si che mi piace nel culo, ecco sto sborrando, ti prego non ti fermare continua, senti che sogno, e quasi più bello che nella fica, continua si dai, sborro di nuovo eccolo dai si continua, non ti fermare ti scongiuro, si inculami cosi, mai provato tanto piacere in vita mia, che scoperta meravigliosa che mi hai fatto fare, io non ti mollo più, tutte le mattine vengo quì e tu mi devi inculare, promettimelo dimmi di si dai, eccolo di nuovo senti quanto sborro, e divino, che piacere stupendo, poi mi disse adesso fammela sentire nel culo la tua sborrata ti prego, dai che sto per venire di nuovo dai sborriamo insieme questa volta, a quel punto la mia sborrata è stata di nuovo colossale, sentivo gli schizzi che non si fermavano e lei si svuotava di nuovo con me, eravamo sdraiati vicini e rilassati, lei mi riempiva di coccole, era contentissima dell’esperienza appena provata, a quel punto le dissi, senti il mio aiuto è sempre valido, io non ho problemi ti posso prestare un po’ di soldi, ti potranno fare comodo, lei si alzava, andava in bagno e si faceva un bidet, intanto mi continuava a dire, ma lo sai che mi hai riempita di sborra in tutti i buchi? senti quanta me ne cola, sentirla cosi mi eccita lo sai? anzi sai cosa faccio, vieni quì e guardami mi piace, e iniziava a farsi un ditalino, poi mi dice dai cosa aspetti, mettimi un dito nel culo sbrigati, come le ho messo il dito dentro al culo a cominciato a sborrare, a quel punto anche io con l’altra mano mi stavo masturbando, vermi quello che facevo e ricominciare a sborrare per lei fù un’attimo, e giratasi verso di me lo prese in bocca, comiciò a succhiarmelo divinamente, e di nuovo sborrammo insieme per l’ennesima volta, e lei mi ingoiò tutto il mio nettare con molto gradimento, alla mia nuova proposta di soldi che le avrei prestato, lei stava uscendo, mi mise una mano sul cazzo ormai moscio, e mi diete un bacio in bocca, e aggiunse, senti Claudio, dei sodi se ne avrò bisogno adesso lo so a chi chiederli, ma tu mi devi promettere invece un’altra cosa, io tutte le mattine sono in casa e mi sembra anche tu, e se a te và, io tutti i giorni ti do il mio culo, che a quanto pare mi sembra che ti piace, che ne pensi? e se ne andò ridendo nella sua casa, non era un sogno no.

FINE

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