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L’asta nell’asta

L’asta L’invito di Carlo era di quelli che nessuno si sognerebbe mai di rifiutare e quello fu certamente un martedì grasso da non dimenticare. Giorgio giunse alla villa in compagnia di Anna, Regina e Cristina, ed ebbe la piacevole sorpresa di trovarvi anche Bea e Gabriella. Come di rigore in una simile occasione, tutti indossarono i costumi e la festa ebbe inizio. Il grande salone era stato arredato ed addobbato per l’occasione e vi erano molti amici di Carlo che banchettavano al sontuoso buffet chiacchierando e ridendo, Cristina e Regina che per esperienza conoscevano la villa di Carlo Laurentini sotto diversa luce erano incredule dell’atmosfera che vi regnava.
Tutti le trattavano con rispetto anche se visti i costumi provocanti che indossavano non mancavano apprezzamenti un poco più pesanti e qualche
pizzicotto di troppo. Si abbandonarono a quella situazione per loro irreale, e si gustarono la festa e gli ottimi cibi, mentre Anna, passata l’iniziale diffidenza, dovuta alla recente esperienza con Laurentini, si divertiva ad essere al centro dell’attenzione dei presenti, rivaleggiando con Gabriella. Regina incominciò a sentirsi tanto a suo agio che quando Giorgio, passandole a fianco, le sollevò la corta gonna accarezzandole le sode natiche, si voltò verso di lui con sguardo irato. La festa proseguì con canti e balli, mentre l’umore di tutti migliorava anche per effetto delle abbondanti libagioni, sino a che non si giunse al culmine della festa, e Carlo salì sul palco sino a poco prima occupato dall’orchestra “Amici carissimi, un solo attimo d’attenzione” disse, e con un poco di fatica, le risate e gli schiamazzi cessarono mentre tutti si predisponevano ad ascoltarlo. “La nostra piacevolissima serata di Martedì grasso, volge al termine, ma per tutti voi, ho in serbo una piacevole sorpresa” disse e subito scrosciò un applauso “Vi chiedo solo un poco di collaborazione, ad incominciare dalle gentili signore che pregherei di raggiungermi sul palco”. Vi fu qualche resistenza, in particolare di Cristina e Regina, mentre Anna fu la prima a salire accettando con entusiasmo l’offerta e gli sguardi impertinenti di molti presenti che approfittando del palco sopraelevato si chinavano per osservare meglio sotto la corta gonna. “Vi sono ancora alcuni piccoli preparativi, vi dispiace andare un attimo dietro al sipario, vorrei che la sorpresa riuscisse perfettamente” chiese gentilmente Carlo, sollevando un angolo del pesante drappo che stava dietro al palco. Una alla volta le cinque donne s’infilarono dietro al pesante tessuto scomparendo alla vista dei presenti. “Perché le mandi via, che ci facciamo qui noi tutti soli….. ” si alzò una voce tra i presenti scatenando le risate di tutti, Carlo con un gesto delle mani, calmò gli animi, ed iniziò a parlare “Amici miei, la vita non è fatta di solo piacere, questa sera ci siamo molto divertiti ed ancora ci divertiremo, ma per evitare che questa festa sia solo uno sterile inno alla gioia, ho pensato di elevare il livello della serata con un’iniziativa benefica alla quale vi chiedo di aderire…. ” disse solennemente. “Non ci starai mica chiedendo soldi Carlo, era tutto troppo bello, ci doveva essere una fregatura” sghignazzò uno dei presenti, “Avanti Remo, non fare il Tirchio, sentiamo cosa ci propone Carlo” gli fece eco un’altro.

Tutti tornarono a concentrarsi su Carlo che poco dopo riprese a parlare. In questi ultimi anni hanno preso piede le aste di beneficenza, in cui si vende un poco di tutto con l’unico scopo di raccogliere fondi per le iniziative più disparate, io ed io mio amico Giorgio, che vi ho presentato prima, ci siamo dati da fare per organizzarne una il cui ricavato verrà interamente devoluto ad una nobile causa, la ristrutturazione di una casa di accoglienza per giovani fanciulle in difficoltà….. ” “Sarebbe stato meglio se tu avessi dato il nostro indirizzo direttamente alle fanciulle in difficoltà, soprattutto se carine….. noi aiutiamo spesso le fanciulle giovani e carine, vero amici ? ? ? ” disse la solita voce, Carlo attese che si placassero le risate e riprese “Spero che tra poco sarete tanto generosi quanto ora siete spiritosi. Sto presentarvi una stupenda collezione di gioielli che con le vostre generose offerte potrete acquistare ” disse Si spostò lasciando che il sipario alle sue spalle scorresse lentamente, e dalla platea incominciarono quasi subito ad alzarsi esclamazioni stupite ed eccitate, mentre sul palco liberato dal sipario comparivano i corpi delle cinque donne, legate saldamente a griglie di legno che impedivano loro ogni movimento. Prima d’iniziare l’asta che vi consentirà di acquisire il diritto di avere a vostra completa ed incondizionata disposizione una di queste stupende femmine, voglio presentarvele un poco più nel dettaglio”, muovendosi sul palco, Carlo raggiunse Beatrice. Le sue mani sfiorarono il corpo della ragazza, accarezzandola senza ritegno nei punti più intimi, poi sorridendo si rivolse agli uomini che osservavano eccitati sotto il palco. “Che posso dirvi di questa stupenda e sensuale fanciulla, alcuni di voi la conoscono, per quelli che non la conoscono dirò che nessuna donna potrà mai essere più disponibile di lei, la sua gioia consisterà nel darvi piacere a qualunque costo, e se la vostra fantasia non sarà abbastanza audace, ci penserà lei a suggerirvi cosa fare….. ” Nel più profondo silenzio, Carlo percorse tutta la fila e si accostò a Regina, “Questa invece è Regina all’apparenza timida ed indifesa, ma a tratti ribelle, pensate che poco fa, per poco non inceneriva con uno sguardo il nostro amico Giorgio, reo di avere accarezzato un po’ troppo apertamente il suo delizioso culetto. Una dolce bambina che in fondo ama commettere marachelle ma soprattutto essere punita” Poi con rapidità Carlo passò ad Anna che più battagliera si dibatteva nel tentativo di liberarsi ma che vistolo avvicinarsi non osò pronunciare parola. “Questa stupenda femmina è Anna, è un’autentica puttana che si diverte a stuzzicare tutti i maschi e che ogni tanto deve espiare i tormenti inflitti a tanti poveri innocenti rei solo di avere levato gli occhi su di lei” la presentò “Chi si aggiudicherà lei, dovrà considerarsi il paladino di tanti maschi frustrati e trattarla come merita….. ” aggiunse con un sogghigno. Passò rapidamente di fronte a Gabriella “Lei la conoscete tutti, non vi farò perdere tempo” disse e si portò subito da Cristina. “Questa invece per molti è una novità, si chiama Cristina ed è la bellissima moglie del nostro amico Giorgio. Una moglie bellissima molte volte è fonte di molti grattacapi e per anni è stato proprio così per il nostro Giorgio. Ora le cose sono un poco migliorate, ma ancora affiora qua e la il suo carattere autoritario. Credo che Giorgio sarà ben felice se lo aiuterete a completare l’educazione di sua moglie…… “. Nella sala era calato un silenzio carico di tensione, mentre sul palco comparivano due inservienti che portavano un mobiletto da battitore d’asta, Carlo prese il martelletto ed diede avvio all’asta. L’onore di aprire l’asta fu concesso a Regina, che venne “Acquistata da un ricco industriale di circa cinquant’anni che rifiutò ogni forma d’accordo e sborsò una cifra paurosa pur di averla solo per se. Incominciarono a crearsi dei capannelli e dei piccoli gruppi che si aggiudicarono Beatrice, Gabriella e Cristina. L’ultimo gruppetto, il più numeroso composto da ben 4 uomini, si accaparrò Anna. L’industriale che aveva acquistato Regina, salì sul palco, Carlo infilò al collo della giovane un collare e consegnò l’estremità del guinzaglio all’uomo “Tieni Giulio è tutta tua, ma mi raccomando non la sciupare troppo ” disse Carlo, l’uomo condusse via Regina trascinandola per il collare, mentre anche gli altri salivano sul palco per prendere le altre. Giulio, condusse Regina nella sua camera, la fece sedere sul letto, poi si avvicinò ad un armadio e ne trasse un vestito, e della biancheria intima. Tornò da Regina e glieli porse “Vai di la ed indossali” le disse deciso, indicando la porta del bagno. La giovane li prese e si mosse andando a cambiarsi. Quando tornò, Regina indossava un vestitino molto semplice e colorato, altissimi tacchi a spillo che ne impacciavano leggermente l’andatura. Giulio la fece camminare nella stanza per ammirarla, poi si avvicinò, e la prese rudemente per il collare e la condusse ad una seggiola. , la spinse dalla parte della spalliera, poi la fece piegare e le legò saldamente le mani alle gambe della seggiola. Giulio si chinò e fece altrettanto con le caviglie e Regina si ritrovò completamente immobilizzata ed in balia dello sconosciuto. Rialzatosi, Giulio sollevò il vestito sopra ai fianchi di Regina. Le sue mani incominciarono ad accarezzare le sode natiche della giovane che tentò di muoversi imbarazzata, con decisione Giulio, afferrò il bordo dei collant e li abbassò scoprendo le nude chiappe. “Così non ti va che il primo che passa ti accarezzi il culo vero Regina” sghignazzò mentre accarezzava dolcemente la nuda pelle. Poi all’improvviso iniziò a sculacciarla, arrossando in breve la delicata pelle. Regina sobbalzò e gemette sotto i rudi colpi che, improvvisamente come erano iniziati cessarono. Giulio la lasciò e si allontanò andando a frugare tra le sue cose, “Sei una ragazzina viziata, piagnucoli per così poco. I tuoi urletti mi disturbano, quindi sono costretto a rimediare” le disse, e subito dopo le mostrò una grossa pallina con dei tiranti, ed andò a spingerla nella bocca di Regina, legandola poi saldamente dietro alla nuca della giovane, soffocandone i gemiti. La mano del maschio scorrendo sulle chiappe arrossate, scese, sino alla rosea e ben esposta vagina, le dita si spinsero tra le grandi labbra, e la trovarono eccitata “Carlo non mentiva, sei una vera troietta in calore” disse ritraendo le dita e portandosele alla bocca. La lasciò li ed andò a cambiarsi, quando ritornava indossava solo un paio di mutande di pelle con una cerniera sul davanti. In mano aveva un sottile asse di legno, gli occhi di Regina lampeggiarono di paura, e subito dopo, lui prese a sculacciarla con decisione, usando l’asse ed il corpo della giovane iniziò a sussultare ad ogni colpo, mentre gli occhi si riempivano di lacrime. Poi Giulio si sposto e con decisione le strappò di dosso il vestito e slacciò il reggiseno. I grossi seni di Regina sobbalzarono liberi nell’aria e le mani del maschio incominciarono a palparli rudemente, strizzandone i capezzoli. “Questi seni sono troppo grossi per una ragazza giovane come te, dovremo rimediare. ” Sghignazzo, allontanandosi nuovamente. Tornò impugnando due sbarre di ferro, unite da delle viti, si chinò ed infilatele sotto al corpo di Regina fece penetrare i seni tra le due sbarre, poi iniziò ad agire alternativamente sulle due dita e le sbarre iniziarono a stringersi serrando le mammelle di Regina. Lentamente, il seno iniziò a deformarsi, mentre Regina mugolava di dolore, Giulio fu soddisfatto solo quando le carni furono strettamente serrate ed i grossi capezzoli si furono gonfiati per l’abnorme afflusso di sangue. Si allontanò nuovamente e ritornò per appuntare sui seni della giovane numerose pinze metalliche. Le allargava e le posizionava, poi le lasciava andare di colpo e le pinze si richiudevano bruscamente, serrando ferocemente le carni di Regina. Spostandosi, Giulio si mise di fronte a Regina, ed ostentatamente slacciò la cerniera che chiudeva gli sli
p. Il cazzo eccitatissimo sgusciò fuori sobbalzando nell’aria. A pochi centimetri dal volto di Regina “Ora ti tolgo il bavaglio, e da brava puttana tu mi leccherai e succhierai il cazzo altrimenti…. ” Non concluse la frase. Con rapidi gesti, tolse la pallina che bloccava la bocca di Regina e subito dopo spinse con decisione il glande tra le morbide labbra. Regina non poteva sottrarsi ed il pube del maschio avanzava facendo affondare sempre più il glande nella gola della ragazza. Giulio continuò sino a che il pube non giunse a contatto con il viso di Regina, la ragazza tossicchiava e tentava disperatamente di respirare “Che cosa c’è qualche cosa non va ? ” domandò ironicamente, mentre con una mano le tratteneva la nuca, e con l’altra si spingeva ad accarezzare le chiappe di Regina. Le reazioni della giovane si facevano sempre più convulse “Guai a te se mordi” la minacciò lui e per essere più convincente le assestò una forte pacca sul sedere. A regina parve di soffocare, stava quasi per decidersi a morderlo ignorando le conseguenze, quando finalmente Giulio arretrò lasciandola respirare, solo pochi respiri affannosi, poi tornò ad affondare completamente nella sua gola ed il gioco si ripete a lungo. Ancora una volta si mosse andando ad accarezzarla tra le cosce, Regina si era bagnata copiosamente, e gli umori colavano abbondanti. , Giulio spinse due dita nella vagina della giovane, le mosse avanti ed indietro, poi ve ne aggiunse un terzo, e continuò a spingere dilatandola sempre di più Regina si morse le labbra per non urlare, mentre lui spingeva con decisione affondandole l’intera mano nella calda vagina. “Che gran troia, hai una caverna, credo che dovrò trovare un altro buco per il mio cazzo, li non lo sentiresti neanche” sghignazzò Giulio, poi rapido si staccò e in piedi dietro di lei, iniziò a premere con decisione il glande contro il delizioso sfintere della giovane. Ben presto il cazzo scomparve nel culo di Regina lui l’afferrò con decisione “Sei una vera troia, ti piace prenderlo nel culo vero ? Le disse e dal momento che Regina non rispondeva tirò i capelli con maggior forza “Si, mi piace…. ” gemette la giovane e lui eccitatissimo lasciò i capelli ed afferratala per i fianchi iniziò a sbatterla con foga, sino a che Regina non lo sentì venire allagandole l’intestino col suo caldo seme…….

Cristina venne condotta dai due uomini che l’avevano “comprata”, in una delle stanze della villa, per prima cosa la fecero vestire nuovamente, ma senza indossare biancheria intima. Una cortissima gonna metteva in risalto le sue bellissime gambe, tanto corta che lei si sentiva terribilmente imbarazzata sotto gli sguardi avidi dei maschi, la costrinsero a girovagare per la stanza, a chinarsi a raccogliere oggetti che lasciavano volutamente cadere. Lei doveva farlo senza piegare le ginocchia, in modo che la corta gonna risalisse sino a scoprire l’inizio delle natiche sode e rotonde. Lei avvampava ad ogni ordine, e doveva sforzarsi di domare il suo carattere battagliero, ben sapendo che a nulla sarebbe servito ribellarsi, se non a peggiorare la situazione. I due presero una bottiglia e si versarono da bere, poi la fecero sedere su di una seggiola, le mani di Uno dei due divaricarono le cosce di lei e da sotto la corta gonna s’intravide il vello pubico. L’altro uomo, le porse la bottiglia “Facci divertire, vogliamo vedere come puoi usare questa per darti piacere. Cristina arrossì violentemente, non aveva mai fatto una cosa simile, tanto meno davanti agli occhi di un uomo, ma lo sguardo ferreo dei due maschi, la convinse che non era il caso di fare la difficile. Allungò una mano e prese la bottiglia, portandosela immediatamente tra le cosce “Calma, frena i tuoi bollenti spiriti, , preparala almeno, inumidiscila con quella tua morbida lingua. Cristina obbedì, dapprima imbarazzatissima, poi sempre più coinvolta dagli sguardi eccitati dei due. Impugnava ed accarezzava la bottiglia, faceva scorrere la lingua sul tappo sul collo, seguiva i commenti e le incitazioni dei due. E senza nemmeno accorgersene si ritrovò eccitata. Non vi fu bisogno di alcun suggerimento, smise di leccare ed abbassò la bottiglia divaricando ancor di più le gambe, fece scorrere il tappo tra le grandi labbra, poi iniziò a farla penetrare, per poi farla scorrere avanti ed indietro. Le mani dei due iniziarono a slacciare la giacca, e poi la camicetta, ad accarezzare i suoi seni, stropicciandone i capezzoli.

Lei s’irrigidì, aspettandosi che stringessero più forte, che le facessero male, ma nulla accadde. Un maschio, la sostituì, impugnando la bottiglia, e spingendola con più decisione nel suo ventre, mentre le dita iniziavano a stuzzicare il clitoride. , l’altro si slacciò oscenamente i pantaloni davanti al suo viso e scodellò il membro eccitato “Succhiami le palle” le ordinò imperioso e con la mano l’attirò a se e le morbide labbra di Cristina presero a scorrere sulla sacca pelosa. Giocò a lungo, seguendo scrupolosamente le istruzioni che il maschio le dava, poi i due si diedero il cambio ed il secondo maschio si fece succhiare a lungo.

La sollevarono e la spogliarono, portandola sul letto, le assicurarono le mani alla spalliera del letto, poi le caviglie e tesero le corde in modo che si ritrovasse oscenamente scosciata e ripiegata su se stessa. “Una bottiglia non basta ad una troia come te” disse uno dei due maschi, e subito dopo nelle sue mani comparve un fallo di plastica, ma non un normale fallo, uno doppio, si avvicinò e si chinò a leccarle la vagina e il delicato forellino anale, poi appoggiò con cura le due estremità del fallo di plastica a due fori e spinse con decisione. Cristina gemette subito soffocata da un membro che le affondava in bocca, mentre la vagina ed il culo venivano riempiti dai doppio fallo di plastica. I due maschi si soffermarono ad osservarla e Cristina abbassò lo sguardo imbarazzata per quell’oscena posizione che non le consentiva di nascondere nulla, ma anche eccitata. La costrinsero nuovamente a succhiare e leccare i cazzi, le sacche pelose dei testicoli, f costretta a spingere la lingua tra le natiche pelose ed a stuzzicare l’ano dei due maschi. Poi la presero a turno, uno di loro si sedeva sulla poltrona vicino al letto ed osservava l’altro che la scopava, fissando intensamente Cristina, la quale ormai non riusciva più a sottrarsi allo sguardo ed a sua volta fissava intensamente l’uomo. Si davano il cambio in continuazione, ogni qualvolta uno troppo eccitato si avvicinava all’orgasmo, si staccava e l’altro subentrava. Il tempo passava, mentre Cristina veniva scopata in continuazione, in mille posizioni. Poi comparve una Polaroid, ed incominciarono a scattare le prime foto, depositandole sul letto vicino a Cristina. E lei si eccitava sempre più nel vedersi oscenamente ritratta. Ormai non avevano nemmeno più bisogno di ordinare, bastava chiedere e lei era pronta a soddisfare ogni loro desiderio. La portarono in bagno, e la ritrassero mente oscenamente scosciata orinava, poi mentre i due le scaricavano addosso i loro caldi e dorati getti, mentre lei stava accovacciata nella vasca. Infine uno dei due si sedette sul water, e Cristina venne fatta calare sul membro eccitato che le affondò nel culo, e nuovamente la ripresero mentre danzava su quel palo di carne, mentre le mani dell’uomo le dilatavano oscenamente le grandi labbra. Anche il secondo maschio li raggiunse ed il suo membro scivolò nella calda vagina di Cristina. Stretta tra i due venne sbattuta dalla furia eccitata dei colpi che la investirono sino a che i due maschi non iniziarono a gemere ed a scaricare in lei il loro caldo seme. La riportarono nella camera e la lasciarono affranta nel letto, ricoperta delle oscene fotografie che avevano scattato… FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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