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Lesbo-dominazione

Vanessa è un delle tante amanti di Fabio. Bionda ossigenata, viso tondo. Capelli lunghi ondulati, bel culo, tette grandi e molto sode, gambe lunghe Si veste sempre in modo molto provocante ed ha una passione per le inculate  i pompini. è molto perversa.
Vanessa arriva a casa di Fabio vestita con una minigonna molto corta, viso molto truccato e tacchi alti.
I due si mettono a sedere sul divano e Vanessa dice “Ti voglio raccontare quello che io e una mia amica di lavoro, Marcella, abbiamo combinato ad un’altra commessa del nostro negozio”
“Io e Marcella, una mia collega sui 25, capelli mori, carnagione scura, tette piccole ma sode e bel culetto piccoletta, capelli a caschetto mechati, bel culetto, abbiamo scoperto che una commessa apprendista del nostro negozio aveva rubato qualche decina di euro dalla cassa dell’ufficio.
Questa tizia ha 19 anni, è mora, capelli lunghi, belle tettone, bel culetto  e  un visino da maialina. L’abbiamo chiamata nel nostro ufficio e le abbiamo detto:
“Così si ruba. Pensavamo che con quelle manine facessi altre cose” e ci siamo messe a ridere. Lei ha ovviamente negato ma dimostrandole che avevamo prove ben solide ha subito capito che non c’era niente da fare.
“Non ci resta che telefonare e dirlo al titolare del negozio” ha detto Marcella,
“anche se fa dispiacere doversi privare di una bella bambina come te qui intorno”. Terrorizzata dalla prospettiva di essere licenziata in tronco Cristina, così si chiama la ragazza, ha iniziato a supplicarci
“Vi prego, non ditelo al titolare, sarei licenziata in tronco. Vi supplico, fatelo per pietà, farò tutto quello che volete. Non posso fare a meno di lavorare in questo periodo”. Allora io ho preso la balla al balzo e ho detto
“Hai detto che farai quello che vogliamo per ricompensarci del nostro silenzio? Allora ci divertiremo un po’ insieme. Siccome a me e Marcella piacciono anche le ragazze per divertirci dovrai fare in modo di sottostare alle nostre voglie se non vuoi essere licenziata”.
“Vigliacche laide. Questo mai. Siete delle sporche ricattatrici perverse” ha replicato Cristina.
“Bene” dice Marcella alzando la cornetta del telefono
“vuol dire che parleremo col titolare. Tanto anche se gli dirai di questa nostra proposta chi vuoi che crederà ad una sporca ladra” e inizia a comporre il numero del titolare del negozio.
“No. Ti prego. Farò tutto quello che volete ma non fatemi licenziare”
“Bene vedo che sei una bambina ragionevole. Ora torna vai a lavorare e quando chiuderemo il negozio inizieremo a divertirci un po’ e poi continueremo a casa di Marcella”
Cristina torna dopo mezz’ora e io chiudo la saracinesca del negozio. Cristina si mette a sedere, Marcella le si avvicina e le tocca le tette
“Lasciati toccare, troietta. Uhh… ce le hai belle grosse e  sode. C’e l’hai il ragazzo? ” Cristina risponde di sì.
“E cosa ci fai? Ci scopi? ” Cristina non risponde ma una stretta forte al seno e un perentorio
“Rispondi troia” la fanno desistere dal silenzio e abbozza un sì.
“Scommetto che questa troietta deve succhiargli il cazzo molto bene” dico io e tiro fuori dalla borsetta un cazzo finto.
“Ora da brava, ci fai vedere come succhi un cazzo” dico  porgendo il cazzone finto a Marcella e iniziando a sbottonare la camicietta di Cristina che fa un istintivo gesto di resistenza. Marcella le ammolla un ceffone forte.
“Ah … ma siete pazze” grida con le lacrime agli occhi Cristina e Marcella le ammolla un altro ceffone dicendole con fare minaccioso:
“Senti, troietta merdosa, tu ora sei nelle nostre mani e quindi guarda di fare quello che vogliamo nel migliore dei modi. Possiamo rovinarti senza problemi e far apparire che hai rubato molto di più. ”
“Va bene … sarò remissiva ma non mi fate male …… ”
“Vedrai che poi ti piacerà” dico
“mi sembri una portata ai piaceri bizzarri” e  inizio ad aprirle la camicetta mettendo in mostra due seni opulenti racchiusi in un reggiseno che viene prontamente abbassato.
“Mmhhh ….. che belle tettone da vacca” dice Marcella
“ora  voglio sentire quanto sono duri questi capezzoli. Tu devi stare buona e non fare un grido. Siccome siamo buone di metterò in bocca questo cazzone. Non gridare se no ti casca il cazzo finto dalla bocca e allora sono guai. ” e così dicendo infila per buona parte della sua lunghezza il dildo in bocca a Cristina che deve fare degli sforzi per non soffocare.
“E ora fa la brava che ti faccio un bel servizietto” e detto questo prende i due capezzoli fra le dita e inizia a stringerli forte. Cristina diventa rossa in volto e morde il cazzone per non gridare. Io intanto mi sollevo la gonna e scostate le mutandine mi  titillo il griletto leccandomi le labbra. Marcella stringe ancora dicendole
“puttanella che ne dici di questo trattamento alle tue tettone da maiala” e nel contempo glieli tira anche provocando un dolore tremendo a Cristina che non ce la fa più e grida
“Ahhhhh ….. che maleeeeee ……. dio…. che doloreeeee…….. ” lasciando cadere il cazzo finto per terra.
Marcella le ammolla un altro ceffone e dice
“Sei proprio una stronzetta indisciplinata, vedremo di farti rigare dritto”.
“Ora andiamo” dico
“penso che staremo più comodi da te, Marcella”. Ci avviamo verso casa di Marcella che ha nel sottosuolo una stanzetta ben attrezzata per giochi particolari.

Cristina viene spogliata e messa su di una cavalletto a pancia in giù. Io e Marcella ce ne andiamo e torniamo vestite con degli stivaloni di cuoio e completamente nude.
“Ora vedremo se impari ad essere ubbidiente con noi” dice Marcella e da una bella sculacciata a Cristina che lancia un “Ahi” di dolore.
Dopo Marcella prende un bel dildo di gomma e se lo mette in culo
“Mmhhh.. mi piace sentirmi qualcosa nel retto. Vanessa vieni qui a spingermelo  bene. ” Marcella si mette a pecorina e io inizio a ravanarle il cazzo finto in culo, spingendolo tutto in fondo.
“Visto come è bella rotta in culo Marcella? ” dico rivolgendomi a Cristina
“Vedrai che quando uscirai di qui sarai cosi anche te, ahh ah ah”. Cristina inizia a tremare e dice
“No, vi prego, lì, non l’ho mai fatto, vi prego non voglio …. ”
Per tutta risposta  sfilo il cazzo finto dal culo di Marcella e lo avvicino alle labbra di Cristina
“Ora da brava ci fai vedere come fai i pompini”. Cristina, remissiva, apre la bocca seppur con disgusto e inizia a succhiare il cazzo finto che tengo in mano, impregnato dagli odori del culo di Marcella.
“Mettici più passione troietta o te lo spingo in gola fino a fino a soffocarti”. Cristina per paura inizia a ciucciare con foga ubbidendo così a noi due che iniziamo ad apostrofarla con parole come
“Troia da lecco”,
“Ti piace sugare una bella minchia odorosa di culo eh”
“Scommetto che vorresti averne due per sentirti la bocca da squinzia che hai tutta piena”.
Lascio il vibratore a Marcella e mi metto un cazzo finto intorno alla vita. Il cazzo è di notevoli dimensioni sia in lunghezza che in larghezza. Marcella leva il cazzo di bocca a Cristina dicendole
“Ora ti facciamo divertire ancora di più” e va a prendere due morsetti.
Chiede a Cristina
“L’hai mai leccata una fica? ”
“No” risponde Cristina.
“Bene allora prima di facciamo un bel servizietto e poi tutta bella farcita mi leccherai la fica, ce l’ho già grondante di umori”.
“Innanzitutto mettiamo dei bei pesi a queste tettone da vacca per vedere se diventano più lunghe”. Cristina inizia ad agitarsi ma Marcella implacabile le stringe un morsetto prima ad un capezzolo e poi all’altro.
“Aghhhhhh ….. fa troppo maleeeee……. non resisto….. mamma che doloreeeee…… ”
Io invece le dico
“e questo non è niente, ora ti faccio l’ovetto che hai didietro, e sentirai che bellezza”.
Marcella intanto va dietro Cristina e inizia a esplorare il buchetto grinzoso cacciandoci un dito e strappando un forte “Aghh” ad Cristina che continua a lamentarsi del male che le fanno i morsetti alle pere.
“Mettici un po’ di vasellina se no gli strappi lo sfintere a questa bambina, è così stretta e noi non vogliamo rovinare un bell’oggettino di piacere come questa squinzietta”.
“Si ma ne metterò poca perché‚ mi voglio divertire a far soffrire questa vacchetta e aprirgli il culetto con forza” dico.
“Sei proprio un bella perversa” dice Marcella avvicinandosi a me  e facendomi un  lingua in bocca. Poi passa a leccarmi i capezzoli ben appuntiti delle tettine sode e ritte e io dico
“Cazzo, che lingua, mmhhhh…. mi stai facendo bagnare tutta, dai leccaa…. mmm…. che zozza che sei ….. e tu cagna” dicendo a Cristina
“dovrai imparare a leccare così, se no  sono guai”.
“Ora voglio fare l’ovetto a questa troietta” dico e Marcella mi lascia. Mi  metto dietro Cristina e inizio a spalmare un po’ di crema sul buchetto e sul dildo. Poi inizio a fare una sega al cazzo finto dicendo
“Mmhhhh…. ora iniziamo ad appoggiare la cappellona di questa nerchia sullo sfintere” e Cristina avverte un oggetto duro che si appoggia sul suo buchetto.
“E ora iniziamo a spingere” dico forzando il buchetto stretto che a fatica inizia ad allagarsi procurando un forte dolore a Cristina che inizia a urlare
“Aghhhh… ti prego levalo ….. mi stai strappando …… bruciaa… bruciaaaa…. “. Ma  implacabile continuo a spingere dicendo
“Te la devi prendere tutta la suppostona nel retto, cara vacchetta da quattro soldi. Ti voglio arrivare nell’intestino, vacca” e da un ultima spinta arrivando fino in fondo.
“Ahi……. non resistoooooo…… cazzo che maleeee…… brucia tanto …. piet… mi fa un male pazzescoooo…. ” inizia a piagnucolare Cristina
“Mi stai sfondando la pancia…… ”
“Zitta troia ” dico “ora ti devi cacare questa sleppa di cazzo nel culo finchè ne ho voglia” e inizio una galoppatta mentre Marcella si mette su uno sgabello davanti ad Cristina e le dice
“Ora mi devi asciugare la fichina tutta bagnata. Inizia a leccare puttanella” e le sbatte la fica in faccia prendendola per i capelli e facendole capire che è meglio per lei iniziare a leccare.
“Lecca bene la mia amica, perché se non gode prendo un cazzo ancora più grosso di questo e te lo piazzo nel culo” le ordino. Cristina intimorita inizia a leccare cercando di fare del suo meglio.
“Si leccami lì sul grilletto, affonda la lingua dai…… mmhh … mi piace come lecchi troietta …… cosi sulle labbra della spacca …. mmmmmmhhhh …. dai ….. devi essere brava a fare i pompini al tuo ragazzo …… m’immagino che ti riempe subito la bocca di sborra se gli muovi la lingua così….. daiiii ….. cosìì…… mmmmmmm…… sto venendoooooo ….. ti sborrooooooo gli umori su quel visetto da succhiacazziiiii ….. godoooo…. godooooooo” dice Marcella affondando di più la spacca nella faccia di Cristina che si trova cosparsa di umori e peli di fica.
Intanto io faccio le ultime pompate nel culo il cazzo finto e lo tiro fuori lasciando un buchetto del culo bello slargato e rosso.
“Che inculata penso che la nostra amichetta avrà delle difficoltà a sedersi nei prossimi giorni”.
Intanto Cristina è tutta dolorante sia per l’inculata che per i morsetti che gli procurano delle fitte dolorose alle tette.
“Vi prego ” dice “levatemi i pesi al seno vi prego…. sento un male boiaaa…… ho il sedere in fiamme … vi pregoo …. devo andare in bagno….. sento un maleeeee”. Marcella si avvicina alla faccia rossa e piena di lacrime di Cristina e le dice
“Smettila di piagnucolare vacca, come mai sei così forbita nel parlare? Cosa devi fare? Usa un linguaggio più adeguato ad una troia come te” e Cristina capita l’antifona dice
“Vi prego devo andare a cagare … ho il culo pieno di merda vi pregooo… ”
Allora Marcella si mette dietro a Cristina e le affonda un dito in culo rimestando. Poi lo tira fuori tutto bello marroncino e dice
“E sì, la vacchetta è bella piena. Glielo devi aver squassato l’intestino, è pieno di merda questo culo da troia”.
Allora la sleghiamo, le facciamo leccare il dito sporco della sua stessa merda e la portiamo in bagno, dove vomita e si svuota sotto i nostri gli occhi divertiti.
Cristina viene messa, poi,   su un lettino con le gambe divaricate. Marcella va a prendere un cazzo finto molto grosso e se lo allaccia alla vita e mi dice
“Ora ti voglio fare il culetto” Io le tocca il cazzone e rispondo
“Dai mettimelo tutto”: Faccio mettere Marcella seduta per terra mentre mi avvicino al  cazzone con il mio culetto dico
“Voglio prenderlo a spengimoccolo questo bel palo. Mmmmhhh sento già la cappellona sul buchetto grinzoso. Cazzo è grosso….. sto spingendo ma non entraaa….. mmmmmmhh….. ora sta aprendomi il culo….. spingoo….. eccoloooo…… ” e me lo infilo tutto in culo.
Dopodiché‚ inizio una selvaggia cavalcata sul cazzone finto sotto gli occhi di Cristina che, terrorizzata e disgustata, è costretta a guardare la scena. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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