Home / BDSM / L’istruttrice
copertina racconto erotico

L’istruttrice

Cristina era una mia collega istruttrice di nuoto, non era una ragazza di quelle che ti volti per strada per guardarla, ma mi attraeva più di qualunque altra ragazza che frequentavo allora .

La mia era una passione totalmente fisica ma profondamente legata alla mia perversione e alla mia passione feticistica per i piedi femminili.

Cristina infatti era una di quelle ragazze da “mercato con la mamma il sabato mattina”, di quelle che aspettano il principe azzurro di quelle che però sono estremamente femminili anche e soprattutto nella interpretazione peggiore del termine, competitiva con le amiche o nemiche quando si tratta di uomini un po’ falsa o ipocrita che dir si voglia di quelle insomma che ti viene una voglia tremenda di “bastonare” o a cui far assaggiare il tuo attributo senza però coinvolgerti sentimentalmente, già perché con Cristina mai e poi mai avrei messo in preventivo una relazione sentimentale perché in fondo Cristina mi stava sulle palle, ciò non mi impedì di avvicinarmi a lei per due volte sessualmente, senza mai trascendere ovviamente, ma insidiandola al cinema e in piscina e proseguendo poi per qualche giorno in entrambe le occasioni sfruttando un po’ la poca chiarezza della situazione ed il fatto che lei avesse un debole per me. In entrambe le situazioni però, alle sue legittime richieste di chiarezza, adducevo la mia mancanza di trasporto sentimentale suscitando la sua ira e la sua incomprensione, la mia fatica però nel trattenermi era stoica, poiché non sarà stata una star ma Cristina aveva un corpo molto ben fatto non molto alta aveva mi immagino un bel seno un bel culo e due piedi da favola di pelle chiara forma regolare belle dita che lei usava in piscina per mostrare i movimenti natatori in modo sensualissimo grazie anche alla sua femminilità esagerata come ho già avuto modo di dire.
Nel secondo dei nostri contatti ebbi anche modo di baciarli i suoi piedi nella vasca idromassaggio della piscina anche se solo per un attimo poiché lei schernendosi disse che non le piacevano i suoi piedi ritenendoli troppo grossi!!! Idiozia!
Un’altra volta in auto mentre ci baciavamo le chiesi ti togliersi le scarpe sperando di poter ammirare i suoi piedi fasciati dalle stupende calze velate nere che indossava quella sera ma lei rispose così:

< eh no i piedi no eh, sei proprio uno sporcaccione! > questa frase mi eccitò ancora di più facendomi immaginare che per lei il mio amore per i piedi fosse qualcosa di tanto sconcio quanto incomprensibile aumentando il gusto di perverso e proibito della nostra relazione che era vissuta, tra l’altro, all’insaputa di tutti gli altri amici; da allora però dopo un chiarimento non la toccai più, ci vedevamo in piscina ci salutavamo chiacchieravamo ogni tanto eravamo insomma in buoni rapporti.
Ho usato il verbo “toccai” non a caso infatti nei nostri incontri ero più che altro io che la toccavo, le toccavo le belle tettine di sotto il reggiseno le toccavo il culo di sopra la calze le accarezzavo le gambe e poi ci baciavamo, quello si, ci leccavamo le bocche con le nostre lingue, io però la immaginavo affamata di me e di sesso in generale ed ero convinto che si soddisfacesse autonomamente e di frequente associando stupidamente, lo riconosco , le sue occhiaie ad una più che intensa attività masturbatoria.
Quello che mi concedevo in più oltre alla fantasia era che, quando la vedevo arrivare in piscina con delle belle calze velate aspettavo che si cambiasse mi recavo nello spogliatoio istruttori e facendo attenzione a non essere visto, prendevo le calze e le annusavo profondamente cogliendo regolarmente lo stupendo odore dei suoi piedini.

Una sera però incontrandoci sul piano vasca le mi apostrofò scherzosamente per il fatto che non l’avessi ancora salutata, infatti avevamo mantenuto l’abitudine di salutarci con un bacio sulla guancia formale ed intimo al contempo, per recuperare allora le feci un complimento per lo smalto color fucsia con cui aveva dipinto le unghie delle mani però, le dissi, dovresti metterlo anche sulle unghie dei piedi per completare la bella impressione, lei annui ripromettendomi che l’avrebbe fatto congedandosi con una punta di malizia nello sguardo che non avevo mai colto prima di allora nei suoi occhi; Il giovedì successivo la vidi da lontano e mi sembrava che fosse senza calze ma più tardi verificai che invece indossava calze color bronzo velatissime portava poi delle belle decoltè marroni alte che lasciavano scoperto il suo bel tallone. Io come al solito aspettai che si fosse cambiata mi intrufolai, non visto, nello spogliatoio e dopo aver notato le stupende calze solo appena rinforzate sul tallone e sulla punta del piede le presi e trassi un profondo respiro carpendo appieno ogni sfumatura di quel paradisiaco aroma.
Mi soffermai più del solito tanto che temetti che qualcuno si fosse accorto della mia assenza, ma uscito non ebbi conferma ai miei sospetti ed iniziai a lavorare. Incontrai Cristina e lei mi disse :

< hai visto che ho mantenuto fede al mio impegno adesso tocca a te> io non ricordavo ne capivo quale fosse l’impegno al quale alludeva ma quando lei allungando il piede mi fece vedere le unghie smaltate mi sentì quasi mancare, quello era un segnale che era cominciato un dialogo tra noi in un linguaggio che solo io e lei potevamo comprendere, stetti al gioco e le disse cosa dovevo fare allora per sdebitarmi lei fece finta di pensare un po’ poi mi disse
< perché non mi accompagni a casa dopo la piscina così ti faccio vedere le mie nuove scarpe e mi dici se ti piacciono anzi > fece una pausa poi con un’aria maliziosa disse
< ti metto sotto al “naso” le calze così mi dici se sta bene il colore> io impallidii per la seconda volta, era come se Cristina avesse fatto un corso su come conquistare un feticista dei piedi, stavo per dirle con un filo di voce che le calze le avevo già “assaggiate” ma rimasi zitto le dissi che l’avrei accompagnata e continuai il mio lavoro senza grande concentrazione.

Al momento di uscire la guardai e le calze le stavano benissimo, le scarpe poi le conferivano un tocco di sensualità notevole uscimmo dalla piscina ed entrammo in macchina ero interdetto dall’eccitazione tanto che non osavo dire nulla ad un certo punto Cristina con una sicurezza che non le ricordavo disse
< non vorrai mica arrivare sotto casa mia per guardarmi i piedi? >
preso alla sprovvista le dissi di no cercai un posto appartato e fermai la macchina ci guardammo e mi disse
< allora ti piacciono le scarpe o no>
< si> le dissi
< anche le calze sono stupende> lei allora si girò e mi mise in grembo i piedi e disse
< dai toglimi le scarpe e annusami i piedi non è questo che desideri da tanto tempo>
non credetti alle mie orecchie le tolsi le scarpe e cominciai a carezzarle le piante poi portai al naso il suo piedino e lo annusai profondamente era stupendo lei mi guardava compiaciuta e poi disse
< ti piace vero brutto maiale, adesso l’altro dai annusami anche l’altro>
io obbedii e poi incominciai a baciarla lei dopo un po’ mi fermò e mi disse
< adesso basta portami a casa ho soddisfatto la tua mania ma non andiamo oltre > rimasi un po’ interdetto ma la accompagnai a casa e me ne andai .
La cosa andò avanti un po’ do tempo lei mi stuzzicava con i suoi bei piedi anche quando eravamo in compagnia, sotto i tavoli dei ristoranti o quando tornavamo a casa in macchina, ma non mi lasciava andare oltre un bacio od una palpatina alle sue belle tettine, capì allora che per Cristina andare oltre implicasse un fidanzamento ufficiale cosa a cui io non ero disposto e allora come si suol dire in queste circostanze mollai il colpo, mi allontanai da lei e mi dedicai a corteggiare con successo una tal Rosa, ragazza sicuramente più carina di Cristina ma con dei piedi non certo non all’altezza di quelli della su citata.
Al ritorno dalle vacanze estive durante una serata a casa di un amico comune ebbi modo di rivedere Cristina e venni a conoscenza del fatto che durante le sue vacanze passate con altre due o tre “zitelline” della piscina era stata “catturata” da un tizio di Verona che però pare fosse già stato drasticamente mollato, la discussione attorno a questo argomento proseguì per qualche minuto ed ebbi modo di accorgermi dalle battute stranamente piccanti di Cristina che il tizio fosse stato scaricato a causa di una sua scarsa propensione all’attività sessuale, la cosa visti i miei trascorsi mi lasciò non poco sorpreso ma non ci feci caso e continuai a divertirmi con i miei amici per tutta la serata; non potei fare a meno però di eccitarmi terribilmente osservando l’abbigliamento di Cristina, indossava infatti un abito aderente di maglina in cotone verde che lasciava scoperte le sue gambe e parte della schiena, non indossava reggiseno ed ai piedi portava dei sandali neri con tacco alto che lasciavano scoperto il suo bel tallone e le sue belle dita smaltate di rosso scuro. Verso la fine della serata mentre mi ero interdetto a guardare i piedi di Cristina ed a sognare di sfilarle i sandali per annusarli e leccarli lei incrociò il mio sguardo e lasciandosi sfuggire un sorrisetto malizioso venne verso di me dicendo
< era ora che mi notassi, ma ti interessano solo i piedi o c’è qualcos’altro che vorresti vedere ? > senza darmi il tempo di rispondere mi disse che doveva parlarmi e se potevo quindi sostituirmi alla sua amica Alessandra ed accompagnarla a casa io annui e così mezz’ora dopo esserci congedati dagli amici ci ritrovammo sulla mia auto faccia a faccia come qualche mese prima. Cominciò Cristina a parlare dicendomi se ero ancora “preso” da tutte quelle ragazzine che mi corteggiavano, e qui notai una punta di gelosia nelle sue parole, io mi schernii dicendo che forse non erano poi così tante visto che al momento ero solo e, questo lo pensai solamente, affamato di un bel paio di piedi come i suoi, lei proseguì dicendo che aveva pensato molto a me e a quello che le avevo detto qualche mese prima ed era giunta alla conclusione che se alla sua età (26 ) voleva divertirsi un po’ era meglio farlo anche senza trasporto sentimentale ma almeno con qualcuno che le piacesse e di cui si fidasse ciecamente come me, facendo riferimento al tizio di Verona mi raccontò poi la sua triste esperienza estiva che l’aveva fatta giungere alle conclusioni che mi aveva appena confidato, ci fu un attimo di silenzio dopo il quale Cristina disse
< è tutta sera che ti guardo e che non vedo l’ora di farti assaggiare i miei piedi e tutto il resto di seguito>
A quelle parole trasalii e mi sentii come se mi fosse venuta la febbre a 40
< bè cosa aspetti non dirmi che dopo tutto questo tempo non sai più da dove cominciare ? >
Così dicendo si sfilò il sandalo e me lo mise sotto al naso chiedendomi di annusarlo poi fu la volte del suo bel piede emanava un olezzo sensualissimo frutto della serata passata ad indossare quei bei sandali, a quel punto visto che eravamo ancora sotto la casa del mio amico fu Cristina a dire che forse era il caso che trovassimo un posto più intimo ed io memore del fatto che lei avesse sempre avuto problemi di orario con i suoi genitori e che fosse già l’una passata le chiesi, non a fatica, se non era il casi di rimandare al giorno successivo, lei rispose di non preoccuparmi visto che i suoi erano via per il week-end e che quindi poteva fare tranquillamente tardi, raggiunsi un posto in campagna che conoscevo essere ideale per un certo tipo di attività fermai la macchina e mi girai a guardare Cristina, lei si era già tolta i sandali e si stava con mia grande sorpresa sfilando le mutandine poi dopo aver abbassato il sedile vi si mise sopra a quattro zampe si alzò il vestito fino a scoprire il suo bel deretano bianco come la porcellana e aprendosi bene le chiappe con le mani lasciando in primo piano il forellino anale mi disse
< adesso annusi e lecchi anche questo con la tua bella lingua calda > , io non mi feci pregare annusai e leccai il suo bel culo cogliendo appieno gli aromi delle sue intimità poi facendomi la lingua più dura cominciai a penetrare la sua intimità posteriore lei mostrò di apprezzare lasciandosi andare ad una serie di mugolii e urletti continuai cosi per un’eternità poi passai con la lingua sulla sua bella fighetta e con il dito medio iniziai a penetrarle l’ano, lei si irrigidì ma io forzai e feci entrare il mio dito fino alla seconda falange iniziando a fare avanti e indietro nel frattempo mi misi in una posizione che vedeva il mio cazzo duro proprio davanti alla sua bocca, dalla sua ritrosia ad imboccarlo capii che probabilmente non l’aveva mai fatto allora le chiesi di leccarmi la punta ed intanto io proseguivo nella mia opera, il dito ormai affondava nel suo sfintere rilassato fino in fondo e l’opera della mia lingua aveva reso fradicio il suo sesso ad un certo punto la sentii irrigidirsi e tremare come una foglia per diversi secondi fino a quando si lasciò andare sul sedile completamente rilassata, io sfilai il dito dal suo bel culo e mi asciugai la barba fradicia dei suoi umori, lei ad occhi chiusi mi confidò che era la prima volta che concedeva il suo godimento ad un uomo io ne fui sinceramente contento e, dopo qualche attimo passato a parlare del più e del meno ripresi lentamente a stimolarla, lei mostro di apprezzare ricominciando a gemere, il mio uccello nel frattempo era ridiventato duro come un sasso, anche perché non ero ancora venuto, Cristina che si trovava su un fianco con le gambe divaricate e con la mia faccia tra esse lo prese in mano lo scappello lentamente e cominciò un su e giù lento e sensuale mostrando di avere imparato in fretta la miglior tecnica io staccai la bocca dal “sensual pasto” e lasciai fare tutto a lei che ad un certo punto accarezzandomi il viso con un piedino mi disse
< vuoi usarmeli mentre ti tocco > io le dissi di si allora lei mi passo le sue odorose estremità sotto il naso e dopo pochi attimi esplosi in una abbondante sborrata .
Ci rivestimmo ed anche se quella sera non avevamo fatto l’amore eravamo pienamente soddisfatti, ci furono comunque altre occasioni nelle quali ci demmo piacere completamente senza che lei anche solo per una volta si dimenticasse di farmi adorare i suoi stupendi piedi.
Dopo qualche tempo Cristina conobbe un ragazzo con il quale si fidanzò e nel rispetto della sincerità reciproca e verso gli altri che ci eravamo ripromessi di mantenere nel nostro menage, interrompemmo i nostri incontri.
Ora a distanza di anni Cristina è spostata con quel ragazzo ed io talvolta, ricordandomi di quei momenti, mi chiedo se anche suo marito non sia per caso un feticista dei piedi femminili così da non buttare via quel patrimonio, per noi che amiamo quella parte del corpo delle donne, quale sono i piedi di Cristina. FINE

About erotico

I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

Leggi anche

copertina racconto erotico

Commedia

COMMEDIA ORGIASTICA SULL’AUTOBUS PERSONAGGI: Uomo, Donna, Metalmeccanico, Vecchia, Studentessa, Studente, Autista, I Controllore, II Controllore …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.