Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / BDSM / Nato schiavo
copertina racconto erotico

Nato schiavo

Avevo circa 6 anni quando mio padre ha lasciato mia madre, (come posso dargli torto mia mandre è molto autoritaria, infatti, lo costringeva a fare tutti i lavori domestici, ) io non lo mai visto ma mia sorella mi ho detto che ogni tanto lo picchiava anche oltre a fargli le corna, e lui ha trovato il coraggio di lasciarla. Siccome mia madre doveva lavorare era mia sorella di 5 anni più grande di me a prendersi cura di me, però lo faceva alla sua maniera, se sbagliavo a fare i compiti mi tirava giù il pantaloncino e le mutandine e mi sculacciava a sedere nudo, poi piano piano ha cominciato a farmi fare i mestieri che toccavano a lei, lavare i piatti pulire la cucina ed altro, se non li facevo bene mi sculacciava, ormai eravamo al punto che quando mi sculacciava non mi faceva rivestire e io stavo sempre con il culetto a disposizione per sculacciate se sbagliavo, ho cercato di dirlo alla mamma mi rispondeva che faceva bene così mi educava.

Quando avevo 12 o 13 anni anche mia madre mi faceva fare i mestieri di casa, m’insegnava a lavare, stirare, e se non li facevo bene anche lei mi sculacciava a culo nudo. La sere mia madre e mia sorella uscivano ed io restavo in casa a lavare i piatti e pulire, accendevo la lavatrice, stiravo.

Non passava giorno che non le prendevo i pantaloni li mettevo solo per uscire perché a casa prima o poi dovevo levarmeli per ricevere le sculacciate.

Una sera loro erano pronte per uscire, e mia madre mi ha dato i compiti da svolgere, io mi sono ribellato, ho sbattuto i piatti per terra e urlando dicevo che non era giusto e che anche io avevo il diritto di uscire e che avevo 18 anni, mia madre mi venne incontro con uno sguardo minaccioso che mi faceva paura, mi mollò due schiaffi ma io deciso a non mollare gli presi le mani per non farmi picchiare ma mia sorella mi prese per i capelli da dietro e di spinse con la pancia sul tavolo, e intanto mia madre mi prese per le mani mi stese con le braccia sul tavolo si piazzò dall’altra parte e mi tenne ben stretto, intanto mia sorella cominciò a sculacciarmi prima con la mano poi con la mia ciabatta, smise quando ha visto che io piangevo e urlavo per il dolore. Mi lasciarono a casa dicendomi di pulire tutto per bene altrimenti al loro ritorno avrebbero ricominciato, allora ho capito che dovevo subire senza ribellarmi e che erano d’accordo.

Il primo giorno di università tornato a casa ho detto a mia sorella che ormai ero grande e che non era giusto farmi stare senza pantaloni in casa, lei mi ha risposto che se volevo stare con i pantaloni bastava che io facevo le cose per bene e che e che quando mi controllava se studiavo e facevo i mestieri per bene potevo tenermi i pantaloni, allora ho capito che sarei rimasto sempre senza perché cera sempre qualche cosa che non andava.

Un giorno mia sorella e tornata a casa con una sua amica, Monica una ragazza alta1, 78 snella aveva un fisico da fotomodella solo il seno era un po’ più grosso rispetto al suo corpo, il resto aveva tutte le curve al posto giusto. Mia sorella me la presentata dicendomi che da oggi in poi sarebbe venuta tutti i giorni per studiare assieme a lei che era una sua compagna di scuola, io non riuscivo a levargli gli occhi di dosso e lei se ne accorta anche mia sorella se ne accorta e mi ha detto che non era roba per me e mi subito mi ha smontato, finito di studiare si preparano per uscire, quando arriva mia sorella con una gonna in mano urlando, ti sembra stirata questa? Scusami ma non ho fatto in tempo a stirarla lo faccio subito, dovevi farlo prima lo sapevi che mi occorreva, (non era vero non mi aveva detto niente) giù i pantaloni ti prego non picchiarmi non davanti alla tua amica, amica o no toglili, no ti prego, lo fai tu o lo devo fare io lo sai che se lo faccio io aumento la dose, abbassai gli occhi e mi calai i pantaloni e poi le mutante mi appoggiai con le mani sul tavolo perché non ce la faceva più a tenermi sulla ginocchia e mia sorella comincia a sculacciarmi, non ho mai alzato gli occhi per la vergogna perciò non so la reazione della sua amica.

Ormai Monica veniva tutti i giorni a studiare con mia sorella ed io mi ero abituato a stare con il culo fuori davanti a lei anche se tutte le volte che le prendevo provavo vergogna, il giorno loro si chiudevano in cameretta per studiare e non solo mi sono accorto che oltre a studiare si toccavano erano lesbiche, un giorno io in sala studiavo e loro sedute sul divano cominciavano a baciarsi e toccarsi, io non potevo non guardare e a vedere quelle gambe, quei seni fuori dai reggiseni mi sono eccitato, faccio per alzarmi per andare in bagno a toccarmi, ma mia sorella mi dice dove vai? A gabinetto risposi no tu resta li e non ti muovere, ma devo fare la pipi non ebbi risposta, restai seduto con il mio bastone duro mi faceva male ma non osavo alzarmi, per fortuna suonò il telefono, era il cartolaio che avvisava mia sorella che era arrivato il libro che aveva ordinato si ricompose e andò a prenderlo, restammo io e Monica io cercavo di nascondere il bastone in mezzo alle gambe non avendo ne pantaloni e ne mutande non volevo che mi vedesse ma lui saltava fuori allora spingevo la sedia più sotto il tavolo, ma lei lo vide lo prese in mano e disse ti sei eccitato per me o per tua sorella? Per te dissi con il viso rosso di vergogna, hmmm sei molto fornito disse lei toccandomelo lascialo stare se no ti sporco tutta, lei tolse la mano e se lo infilò in bocca, sono bastate due pompate e si ritrovò con la bocca piena, ingoiò tutto e disse molto buono, io andai in bagno a lavarmi e quando tornai mi disse tu ce lai la ragazza? No dissi io, vuoi dirmi che non hai mai scopato una ragazza? No mai, allora fino ad ora ti sei fatto solo seghe? Si risposi, ma allora bisogna rimediare, si spogliò si sedette sul divano e mi disse vieni che ti eccito un po’, era la prima volte che vedevo una donna nuda oltre a mia sorella, ero già eccitato, ma a te non piacciono le donne gli dissi, per me donne o uomini e lo stesso, mi prese in mano il bastone si alzò e cominciò a baciarmi era bellissimo la prima volta che baciavo una donna a 20 anni, poi mi fece stendere sul divano mi venne sopra se lo infilò e cominciò a fare su e giù ma ci volle poco che io venni, eri proprio arretrato per venire così presto si dissi e la prima volta, adesso basta potrebbe tornare tua sorella, si rivestì e mi disse senti ti piacerebbe essere il mio ragazzo? Non credevo alle mie orecchie moltissimo dissi ma mia sorella cosa dirà, non preoccuparti ci penso io, appena arriva mia sorella glie lo dice, sembrava contenta, però non voglio porcate in casa, anche mia madre era contenta.

Ci fidanzammo ma la mia vita da fidanzato non era proprio come io la credevo, quando si usciva decideva lei dove andare a volte non mi veniva a prendere si perché lei aveva la macchina, se la domenica mangiava da noi doveva aspettare che io finissi di lavare i piatti, e di pulire, ma a volte si scocciava e usciva da sola, altre volte andavamo a ballare e se conosceva qualche bel ragazzo o ragazza mi portava a casa e tornava a ballare da sola altre volte mi dava un appuntamento e non veniva, se trovava altro da fare, poi raccontava tutto quello che faceva con gli altri a mia sorella, e io sentivo tutto bruciavo dentro ma per quelle volte che uscivamo mi dava tanto almeno per me che non avevo il coraggio di lasciarla.

Una sera decise di andare al cinema, ma davanti al cinema incontrò un suo amico, mi presentò ed entrammo tutti e tre, appena seduti vidi che erano già abbracciati e si baciavano, non dissi niente ma dentro di me bruciavo di gelosia che quasi piangevo, sapeva che mi faceva le corna ma mai davanti, subito dopo Monica si girò verso di me e disse, noi andiamo a farci un giro tu guarda il film e mi aspetti fuori quando torno ti porto a casa, ho aspettato circa due ore dopo il film e finalmente e arrivata, salito in macchina non dissi una parola, lei mi parlava ma io non rispondevo.

Il giorno dopo prima che lei arrivava a casa glielo dissi a mia sorella, ma lei rispose che io non potevo lasciarla e che era lei che doveva lasciare me, nacque una discussione che finì come al solito, io con il culo fuori e con le nani poggiate sul tavolo e lei che mi sculacciava, intanto arriva Monica andai ad aprire e lei mi disse perché le stai prendendo? Te lo dico io lui vuole lasciarti, allora sono problemi miei lascia che me la sbrigo io, mi prende con le dita la pelle dei testicoli e mi pizzica intanto li sfregava per farmi più male, e disse tu mi vuoi lasciare e io so il perché ma devi sapere che a me non me ne frega un cazzo io faccio quello che voglio se ti sta bene e così se no e così lo stesso, ora pensaci dopo mi dorai la tua decisione, mi molla due schiaffi, e andarono a studiare in cameretta.

Dopo circa due ore mi chiamano che avevano sete, gli porto da bere, Monica si avvicina a me, io istintivamente mi porto le mani sui testicoli, no non aver paura non voglio pizzicarti, ma accarezzarteli ti fa ancora male, si un po’, poverino e intanto accarezzava sia i testicoli che la mia mazza che divenne subito dura, vedi come ti ecciti al mia tatto vuol dire che mi vuoi bene, e così dicendo si inginocchio me lo prese in bocca davanti a mia sorella, ma prima disse vuoi ancora lasciarmi? Si, no . cioè si, no, non sapevo cosa dire, intanto gli ho riempito la bocca con il mio sperma, quando ha finiti gli dissi no non voglio lasciarti voglio ancora essere tuo per sempre, certo lei sapeva come prendermi.

Ci sposammo, intanto anche io mi ero laureato, e lavorando in due ci comprammo un bella villetta, abbastanza isolata. Però la mia vita non era cambiata di molto, dovevo svolgere tutti i lavori domestici, cucinare lavare, stirare, lei non faceva niente per aiutarmi, la sera usciva e tornava quando voleva, a volte tornava con qualche suo amico o amica e io dovevo andare a dormire in cameretta, al mattino li svegliavo e gli portavo la colazione, in casa dovevo stare sempre nudo, era una regola anche lei appena arrivava si spogliava, diceva che stare nudi fa bene alla pelle perché respira, solo che se mi spogliavo io sistemavo la mia roba quando si spogliava lei buttava tutto per terra e io dovevo stargli dietro a raccoglierla, le prime volte mi vergognavo a portare la colazione a letto a lei e i suoi amici ma poi mi sono abituato e non ci faccevo più caso.

Però mi sentii molto sollevato e orgoglioso una sera mentre servivo la cena a lei e una sua amante,

sbadatamente urtai un bicchiere di vino, un po’ di vino cadde sulle gambe della sua amante, lei si alzò di scatto e mi diede una sberla, dicendomi parole come stronzo e altro, mia moglie si alzo e infierì contro di lei dicendo che solo lei poteva picchiarmi e insultarmi e nessun altro, la fece rivestire e la mandò fuori di casa, allora capii che mia moglie mi voleva bene, e che se mi faceva le corna e mi picchiava era la sua natura.

Un giorno mi telefona in ufficio e disse di preparare da mangiare per quatto e che avremmo avuto due ospiti.

La sera si presenta con una coppia io non sapevo se mettermi nudo o vestirmi, optai per il nudo, non volevo che si arrabbiasse, arrivarono che era quasi pronto ma nessuno disse niente perché ero nudo credo che lo sapessero già, cominciai a servire in tavola ma mentre servivo il sua amico lui mi toccò il sedere, io gli ho mandato un occhiata che se potevo lo fulminavo, mia moglie se ne accorta, mi chiamò in cucina, mi prese la pelle dei testicoli e pizzicò talmente forte che mi veniva voglia di urlare, mi tappò la bocca e disse se urli te li stacco e poi a me interessa sua moglie perciò devi essere più gentile che puoi con lui anche se e un finocchio chiaro? Io annuii con la testa, mi lasciò e tornò in sala.

Finito di mangiare e dopo le solite chiacchiere mia moglie e la sua amica andarono in camera da letto, io lavavo i piatti lui mi disse se gli portavo un cognac, era seduto sul divano ma invece di prendere il bicchiere si mise a toccarmi il sedere, io lo feci fare, come potevo reagire dopo quello che mi aveva detto mia moglie? E diceva sai hai un bel sedere e intanto prese in bocca la mia mazza,

poi si alzo mi fece poggiare il bicchiere sul tavolo e mise le sue labbra sulle mie e spingeva con la lingua, io non volevo aprire la bocca mi faceva schifo ma lui insisteva e cedetti, mi infilò la lingua in bocca, io chiusi gli occhi e partecipai, poi mi disse aiutami a spogliarmi, gli sbottonai i pantaloni e li lasciai cadere poi gli tirai giù le mutante ma mentre mi abbassai per sfilargliene mi prese la testa con le mani e me la spinse verso la sua mazza, io mi feci coraggio la presi in bocca ma non ottenni un grande risultato, era molto piccolo e non diventava duro, lui disse, si vede che non sei esperto e che e la prima volta ma vedrai che imparerai, si abbasso lui me lo prese in bocca e si sentiva che era espertissimo, quando era bello duro si girò si mise alla pecorina e se lo infilò.

Dopo quella sera ci siamo visti spesso, o venivano loro a casa nostra oppure andavamo noi a casa loro, a volte si andava a cena fuori e poi ci dividevamo noi uomini a casa nostra e le donne a casa loro, io sono diventato un esperto a prenderlo in bocca però non lo mai preso di dietro anche se lui ci provava sempre, forse si era innamorato di me perché mi telefonava tutti i giorni mi faceva sempre dei regali, mi portava cioccolatini, fiori, camicie, e altro, mi diceva che gli dispiaceva che mia moglie mi picchiava e mi obbligava a fare quelle cose se poteva fare qualche cosa.

Poi e successo che mia moglie e la sua anno litigato ( per questione di gelosia) e non ci potevamo più vedere mia moglie me lo impediva, per me era meglio non vedevo Lora che finisse ero stufo di

Fare l’amore con un uomo, ma lui non si arrendeva, mi telefonava anche due tre volte al giorno quando non cera mia moglie, ma a me era proibito vederlo, una sera appena mia moglie e uscita mi telefona che era vicino a casa di aprirgli la porta, ma io non volevo, lui insisteva diceva che aveva un regalo per me, cedetti alla sua insistenza e gli aprii la porta, mi aveva portato un bellissimo orologio, io non volevo farlo entrare ma lui si abbassò prese in bocca la mia mazza, allora feci un passo indietro socchiusi la porta, e lui pompava, e io lo lasciai fare, almeno quello visto il regalo, ma la porta si aprì di scatto, era mia moglie che e rientrata, non so se aveva visto entrare lui o aveva dimenticato qualche cosa, fatto sta che mi aggredì con schiaffi e parolacce di tipi stronzo, culatone e altro lui cercò di difendermi ma lei lo sbatté fuori a malo modo chiuse la porta a chiave e si spogliò, prese il mio pantalone sfilò la cintura, e venne verso di me, io ebbi paura e gridai no con la cintura no ti prego non mi hai mai picchiato con la cintura ti prego, ma lei non mi rispose nemmeno, venne verso di me e mi tirò una cinghiata, mi colpì sul lato sinistro tra la coscia e la natica, io dal male cominciai a correre intorno al tavolo pregandola di smettere, ma lei mi corse dietro e tirava cinghiate, io caddi a terra e lei continuava a picchiare, e continuava, non so quando ne ho prese, so che avevo male d’dappertutto, quando finì avevo il corpo pieno di strisce rosse alcune sanguinavano, mi disse alzati e vai a farmi un caffè, cercai di alzarmi ma non ce la facevo. e camminavo a quattro zampe, lei mi diede un calcio sul sedere e io caddi in avanti sbattendo con la faccia a terra, mi feci un taglio sopra a l’occhio destro, non capivo più niente, non sentivo più dolore, non credo di essere svenuto perché mi ricordo che lei mi aiutò a stendermi sul letto e a medicarmi le ferite, quando finì ero tutto fasciato sembravo una mummia, cercai di dormire ma e ritornato il male e ogni volta che mi muovevo vedevo le stelle, verso l’alba mi addormentai. Mi sveglio erano le 10, 20 cercai di alzarmi di corsa per non farla arrabbiare ancora, lei mi dice dove vai? A prepararti la colazione, no stai a letto vado io a fare il caffè. Mi portò il caffè faceva schifo ma per me era ottimo era la prima volta che bevevo il caffè a letto, portatomi da mia moglie era ancora più buono, restai a letto tutto il giorno, la sera lei uscì ma torno poco dopo con la cena era andata in rosticceria, intanto che mangiavamo mi disse ti ho fatto molto male vero? Si risposi, mi fa ancora male dappertutto, lo so ma ti prometto che da adesso in poi non ti picchierò più, con la cintura, no neanche anche con le mani ti prometto che non ti pizzicherò e non ti picchierò mai più, stentavo a crederci ma sarebbe bello.

Mantenne la parola non mi ha più picchiato, io cercavo di accontentarla in tutto. La sera quando doveva uscire la consigliavo cosa mettersi, mettiti il tanga sei più sexy, ti consiglio questa gonna, oppure questa camicetta, e mi dava retta, quando andava via il venerdì sera io gli preparavo la con tanto amore la valigia, e ci mettevo i suoi indumenti intimi più sexy, mi diceva che lei sentiva il bisogno di umiliare e picchiare un uomo e allora a volte passava il sabato e la domenica in casa di uno e lo umilia, e lo picchia per tutto il fine settimana (poverino non lo invidio. )

Nella tavernetta abbiamo ricavato una camera con il letto, la televisione, e il bagno e io ci dormo quando lei viene a casa con qualche suo amante sia uomo che donna. Nessuno dei suoi amanti mi ha più visto, io torno su quando loro se ne sono gia andati.

Ero molto felice di servirla mi sembrava di vivere un sogno non prendevo più sculacciate o pizzicotti sulla pelle dei testicoli.

Adesso sono veramente felice, l’unica cosa e che lei non si fa mai penetrare da me, a volte seduta sul divano mi chiama me lo prende in bocca e mi fa venire, oppure a letto mi fa venire con le mani. Ma quello che mi piace di più e quando io sono in piedi a stirare o lavare i piatti mi viene dietro, mi bacia sul collo, si appoggia al mio sedere e sento il suo calore, il tocco delle sue tette sulla mia schiena e con le mani mi fa venire. Una sera mentre stravo ho sentito una cosa dura tra le mia chiappe mi giro e vedo che aveva un fallo di gomma, cosa vuoi fare? Gli dissi spaventato mi piacerebbe infilartelo mi rispose ma io non lo mai preso ma se ti fa piacere proviamo, si mi fa tanto piacere, allora proviamo però mettimelo piano piano, vieni andammo in camera mi fece inginocchiare il bordo del letto con la pancia sul letto e piano piano mi penetrò, sentivo tanto male ma non dissi niente per non mortificarla, dopo quella sera mo lo infilò tante altre volte ma ormai non sento più dolore, disse che lo ha fatto così sono totalmente suo.

Ho scritto questo breve racconto della mia vita con il benestare di mia moglie, che si rende disponibile a fornire consigli a quelle donne che vogliono sottomettere i propri mariti, io da parte mia sono disponibile a fornire altri dettagli della mia vita. FINE

About Porno e sesso

I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

Leggi anche

copertina racconto erotico

La vendetta per Dora

Tornato a casa dopo l’esperienza del supermercato, mi feci una doccia e attesi in relax …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.