Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / BDSM / Ops
copertina racconto erotico

Ops

Mi chiamo Marco sono un normalissimo ragazzo di 24 anni, vivo con i miei genitori e mia sorella Valentina di 18 anni, tutto incamicio un giorno che i miei erano fuori casa per il fine settimana tornando a casa sabato notte verso le 23, 30 trovai mia sorella Valentina che stava scopando col sua ragazzo sul divano dalla sala, già per la brutta serata ero nervoso e cacciai subito il suo ragazzo e decisi di darle una bella lezione.
Valentina era tutta imbarazzata e non riusciva a parlare, la presi per un braccio la gira con la pancia appoggiata allo schienale del divano e incomincia a sculacciarla, Valentina che non aveva avuto il tempo neanche di rivestirsi piangeva e mi implorava di smetterla. non ebbi pietà. Dopo mezzora di sonori sculaccioni aveva tutto il sedere rosso fuoco e vedendola in quelle condizioni non so cosa mi prese ma ero eccitatissimo, e gli urlai adesso te la do io una bella lezione puttana, mi calai i pantaloni e senza tanti scrupoli le allargai le bellissime chiappe e la sodomizzai. Valentina mi urlava matto e piangeva disperatamente, finche io non venni dentro di lei e la lascia andare, lei ci mise un po’ a riprendersi e alzarsi, e prima di andare in camera sua mi guardo negli occhi e con voce ferma mi urlo maledetto me la pagherai.
Passati sei mesi dal accaduto io e Valentina non ci parlavamo ancora, i miei non seppero mai niente di quella sera ma notai dei cambiamenti in mia sorella, stava molto su Internet e ogni tanto riceveva dei pacchetti ma al inizio non gli detti importanza.
A giugno finite le scuole i miei genitori se ne partirono per una settimana in vacanza da soli lasciando ci la casa noi e mio sorella anche se non mi parlava si prese la responsabilità di far da mangiare, con mia grande sorpresa la stessa sera della partenza dei miei aveva fatto una cenetta coi fiocchi con tanto di caffè finale, appena finto mi una gran sonno e andai subito a dormire pensando che fosse per aver mangiato troppo e sprofondai subito nel mio letto.
Alla mattina svegliandomi ebbi subito una brutta sorpresa ero stato legato mani e piedi alle spalline del letto, ero ancora inbambolata dal sonno, ma capi subito che era stata Valentina e urlano la chiamai.
Valentina entrando in camera tranquilla e sorridente mi disse adesso me la paghi per quella sera, mi mise in bocca una pallina di gomma e l’allacciò dietro la nuca, cosi restai completamente impotente.
Valentina mi guardava e rideva dicendomi bastardo adesso vedi cosa ti faccio e usci dalla stanza, torno con una strana borsa, prese una forbice e mi taglio via tutto il pigiama e le mutande. mi sentivo in imbarazzo nudo come un verme e lei che guardava e rideva, provai ad agitarmi ma l’unico risultato furono due sonori schiaffi in pieno viso, poi dalla borsa estrasse una macchina fotografica e incomincio a scattarmi delle foto.
Ero terrorizzato e disperato non sapevo fin dove voleva arrivare e mettermi solo in imbarazzo o chi sa che Valentina mi disse adesso se non vuoi che le faccia vedere a tutti e facendole girare per l’università farai tutto quello che vorrò io e mi sputo in faccia chiamandomi verme, non potevo di certo rispondergli ma con la testa le feci segni di si, non mi ero accorto dalla tensione che il mio pene era diventato durissimo, e lei accorgendosi mi disse ma allora sei proprio un verme schifoso ti piace essere trattato cosi vedrai adesso, dalla borsa estrasse una strana scatoletta nera che non riuscivo a vedere bene con dei fili con alla fine delle pinzette, ne applico una per capezzolo un male incredibile e altre sullo scroto, non capivo cosa volesse fare ma dalla paura e dal male avevo incominciato a piangere come un bambino.
Valentina mi diceva piangi piangi verme ma il bello deve ancora venire, e all’improvviso senti una leggera scarica elettrica e non tanto dolorosa, Valentina mi disse da oggi sarai il mio schiavo e farai tutto quello che desidero, perché sei un verme schifoso mi tolse la pallina dalla bocca, e incomincio a schiaffeggiarmi e aumento l’elettricità, incominciavo a sentire un incredibile specialmente hai capezzoli.
Valentina all’improvviso spense l’apparecchio e mi chiese allora sei d accordo?
Io piangendo le dissi che appena mi avesse liberato l’avrei uccisa senza pieta, nono l’avessi mai fatto, riaccese all’improvviso l’apparecchio al massimo una scossa improvvisa mi trapasso per tutto il corpo incomincia ad agitarmi come un matto e sentivo un forte odore di pelle bruciata, un dolore incredibile, che persi i sensi.
Mi risveglia che Valentina era seduta sul mio petto e con una mano mi teneva la testa alzata tirandomi i capelli e con l’altra mi dava dei sonori sberloni, Valentina sempre tenendomi per i capelli si fermo e mi chiese all’ora cosa hai deciso verme schifoso, farai il bravo o continuo e ricordati che ho anche le foto che volendo le posso anche pubblicare su Internet, con nome e cognome e sarai sputtanato a vita.
Spaventato e piangendo le feci ceno di si con la testa, ma mi arrivo un altro fortissimo schiaffo Valentina
“devi dire si padrona sono il tuo verme” piangendo “si padrona”
Valentina si alzo prese la macchina fotografica e usci dalla stanza, dopo un ora torno dicendomi
“adesso ti libero fai il bravo perche le foto le ho date ad una amica per sicurezza” risposo “subito si padrona”.
Mi slego e mi ordino di mettermi a 4 zampe come un cane e mi sali sulla schiena facendomi fare un giro della casa indicandomi dove andare tirandomi per i capelli e per aumentare il ritmo mi dava dei forti sculaccioni sul sedere, dopo più di un ora cosi avevo le ginocchia che mi facevano un male cane la schiena spaccata, finche ci fermammo in sala lei si alzo e mi lego le mani dietro la schiena e mi mise nella stessa posizione che la misi io quella famosa sera.
Valentina mi ordino di stare fermo che adesso mi. Avrebbe fatto provare cosa significa essere sodomizzati di forza. Ero spaventato e terrorizzato e la suplicai la di no, ma l unico risultato furono tue forti sberle tipo piati musicali sulle orecchie.
Valentina “non ti ho detto che puoi parlare e ne rifiutarti” non vedevo cosa stava succedendo dietro di me ma all’improvviso senti che mi stava allargando le chiappe e poi un forte dolore, mi aveva sodomizato senza pietà e tenendomi per i fianchi andava avanti e indietro sempre più veloce procurandomi delle fitte incredibili di dolore, capi che sera messa uno di quei falli artificiali che si legano alla vita, continuo per più di un ora io non capivo più perché il dolore era fortissimi e pensai ecco cosa erano quei pacchi che gli arrivavano per posta la cosa brutta che il mio uccello era durissimo e non riuscivo a capire come mai ero davvero molto turbato ed eccitato.
Valentina sodomizzandomi continuava ad insultarmi e chiamandomi verme schifoso, dicendomi questo e solo l’inizio poi all’improvviso estrasse il fallo artificiale mi slego le mani e mi odino di andare a lavarlo, che adesso lei si sarebbe riposata, ma quando mi alzai si accorse subito che avevo il cazzo durissimo.
Allora ti piace essere trattata da puttana fai proprio schifo pervertito, vedrai come ti tratterò te la faccio passare la voglia e mi sputo in faccia .
La mattina successiva mi sveglia molto presto, ma non mi alzai avevo troppa paura di vedere Valentina, restai a rigirarmi nel mio letto a pensare a quello che era successo, e il brutto che mi stavo eccitando ancora solo a pensarci.
Verso mezzogiorno la fame incomincio a farsi sentire visto che alla sera non avevo mangiato niente, ma fra il dolore al culo e la paura di Valentina restai, sperando che lei decidesse di uscire e allora stavo attento a qualsiasi rumore.
Verso 13. 30 senti aprirsi e chiudersi la porta di entrata ecco era uscita pensai, restai nel letto ancora un po’ per sicurezza, ma all’improvviso si apri la porta della camera.
Valentina entro e mi ordino subito di alzarmi che mi aspettava un sorpresa, mi fece spogliare nudo mi applico un collare con tento di guinzaglio, dicendomi dai verme andiamo nella mia camera e cammina a quattro zampe come i cani quello che tu sei.
Io facevo strada arrivati davanti alla sua camera apri la porta e mi ordino di entrare, appena superai la soglia della stanza vidi che cerano delle ragazze, non feci neanche in tempo a pensare su cosa fare che Valentina da dietro mi aveva dato un calcio fortissimo sui genitali, dalla botta fini al centro della stanza e subito le altre ragazze incominciarono a calciarmi su tutto il corpo, mi arrotoli su me stesso incomincia a piangere e a chiedere pietà.
Valentina guardava la scena ridendo e dicendo ecco come è ridotto il mio fratellone verme schifoso e incitandole a continuare, poi all’improvviso si fermarono e riuscii a vedere chi erano, erano le sue amiche del cuore che avevo visto alla sua festa dei 18 anni Ilaria, Chiara e Simona, tutte molto carine, erano tutte intorno a me e ridevano facendo anche commenti guarda che schifo adesso piange come un bambino lui grande e grosso.
Valentina tirandomi per i capelli mi mise in ginocchio e mi lego le mani dietro la schiena. Dicendo vedete questa merda adesso farà tutto quello che noi vogliamo possiamo torturarlo picchiarlo tutto quello che vogliamo senza pietà, vero verme digli alle mie amiche che tu sei una nullità che sei felice se ti massacriamo, mi diede un forte sberla , su rispondi, io subito
“si padrona sono un verme senza diritti”.
Ilaria si avvicino mi prese per i capelli tirandomi la testa indietro e mi sputo in faccia, seguita subito da Simona e chiara che mente Ilaria continuava a tenermi per i capelli mi diedero anche delle ginocchiate nello stomaco, incomincia a urlare e a piangere disperatamente.
Valentina si avvicino dicendomi sono stufa di sentirti urlare e mi rimise la pallina di gomma in bocca allacciandola molto forte, poi dalla sua solita borsa estrasse due frustini, andò in cucina e prese due cucchiai di legno, incominciarono a girarmi intorno e a colpirmi su tutto il corpo ma non tanto forte.
Quando poi Simona fermandosi disse ma guarda questo verme si eccita guarda come la duro, e incomincio a colpirmi i genitali con il cucchiaio di legno, Valentina devi vedere quando lo sodomizzi come si eccita e proprio una merda, mi prese per i capelli e mio fece stendere sul letto con la pancia rivolta in basso e le gambe a penzoloni.
Valentina si allontano e subito le sue amiche incominciarono picchiarmi sul sedere, quando torno mia sorella dal quel poco che riuscivo a vedere era nuda dalla vita in giù con allacciato alla vita un fallo molto più grosso della sera prima, chiese alle amiche di tenermi fermo e senza tanti scrupoli mi sodomizzò, un male incredibile pensavo di svenire poi appena andò avanti indietro un paio di volte il dolore allucinate stava passando, aumentava sempre di più il ritmo riuscivo chiaramente a sentire i suoi gemiti di piacere, ci volle più di mezzora prima che venisse e nel momento del suo orgasmo mi conficcò le unghie nella schiena.
A vedere la scena anche le amiche si erano eccitate, poi tocco a Chiara che senza farsi pregare molto si sostituì a mia sorella incomincio subito un ritmo deciso di colpi secchi, poi senti una mano infilarsi fra le mie gambe da dietro e impugnare il mio pene duro come non mai era stato in vita mia, e con forza tirarlo indietro, cosi avevo Chiara che mi sodomizzava e spingeva in avanti e questa mano che mi tirava indietro tramite il pene non c’è la facevo più ero stanchissimo e distrutto, poi tocco Simona arrivati al turno di Ilaria qua senti suonare alla porta e Valentina usci per andare a vedere chi era.
Tornò dopo pochi minuti dicendo Ilaria c’è tua mamma e la fecce entrare in camera cosi poté vedermi in quelle condizioni, la mia vergogna era spaventosa, cercai di alzarmi ma subito mi arrivo un pugno in mezzo alla schiena e dovetti rinunciare, ma pensai che almeno adesso sarebbe finito il supplizio.
La mamma di Ilaria saluto le ragazze e chiese e questo il verme che mi parlavate? Valentina e lui tuo fratello? gli risposero subito di si.
Ilaria incominciò a parlare, mamma questo e un verme non merita altro dai mamma prova anche tu a sodomizzarlo vedrai e bellissimo.
La signora Anna che non aveva neanche 40 anni molto bella penso un po’, le ragazze la incitavano ad accettare finche non la convinsero e accettò, mi cadde il mondo addosso la mia speranza si salvezza era sparita la signora si spoglio si infilo l’attrezzo e con molta delicatezza mi penetro pian piano stava aumentando il ritmo sempre di più, incomincio a gemere anche lei di piacere e incomincio ad urlare dicendo si ragazze e stupendo finche mi cadde addosso di peso e capi che era arrivata la orgasmo le ragazze intanto ridevano.
Ad un certo pinto senza togliere il fallo dal sedere la signore si alzo e disse ragazze e bellissimo avere uno schiavo ma, adesso che l’avete sottomesso perché non lo addestrate per il vostro piacere, le ragazze incuriosite gli chiesero e cosa gli potremmo far fare ancora di bello la mamma di Ilaria disse guardate mi tolse la pallina dalla bocca sempre restando dietro di me col fallo ben impiantato nel sedere dicendomi e vero che adesso farai tutto quello che voglio io, risposi subito si padrona.
Mi sfilò il fallo dal sedere si mise davanti all mai faccia mi prese per i capelli, mi disse vedi come l’hai sporcato questo oggetto con la tua merda, adesso apri la bocca e lo pulisci bene, e con un movimento secco me lo ficcò in bocca, stavo per vomitare ma lei lo muoveva sempre più veloce tenendomi per i capelli.
Le ragazze restarono in silenzio a vedere la scena, poi la signora Anna mi libero le mani e mi odino di strisciare per terra come un verme dopo 5 minuti si piazzo davanti a e mi ritrovai i suoi pedi a pochissima distanza dalla faccia.
Aveva dei piedi molto belli estremamente curati e portava una un paio di scarpe rosse aperte davanti col tacco di non tanto alto.
Mi ordino di baciarli e, erano quasi profumati e ad essere sincero quel leggero odore di sudore mi stava eccitando moltissimo, incomincia a leccarglieli e a ciucciarle le dita una a una, poi si tolse un sandalo e mi mise quasi tutto il piede in bocca che continuai a leccare come potevo.
Poi la signora Anna chiamo le ragazze e gli disse di provate anche voi e bellissimo.
Dovetti togliere le scarpe e leccare tutti i piedi anche a loro, solo che mia sorella e le sue amiche portavano le scarpe da ginnastica ed erano molto più sudati e puzzolenti ma mi piacevano ancora di più, arrivai anche al orgasmo scaricando una quantità in udita di sperma senza che me lo toccassero, ma loro essendo coricato al pavimento non se ne accorsero.
Dopo due ore la signora Anna dovette andare a casa e disse a Valentina che fra due giorni che lei con le madri di Simona e chiara avevano o di una cena a casa sua e se voleva venire anche lei e portarmi che avrebbero organizzato un bel spettacolo e avrebbe finito il mio addestramento se voleva, accettò subito con mio grande piacere e uscirono tutte lasciandomi la da solo ancora disteso sul pavimento. FINE

About Storie erotiche

Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

Leggi anche

copertina racconto erotico

Stupro al bar

Ilaria e Cinzia sono due ragazze di 24 e 28 anni che lavorano in un …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.