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Quasi uno stupro

-Mi dispiace ma non posso venire, purtroppo un impegno di lavoro all’ultimo momento…. –
-Ma non puoi rimandarlo, è estate? –
-No, è il contratto più redditizio da quando è nata la nostra azienda, se lo mandiamo in porto potremmo diventare finalmente miliardari!!! –
-Sì ma le vacanze? Abbiamo già prenotato tutto: casa, auto e viaggio? Come faremo? –
-Uhm, questo non lo so… –
-Accidenti a te e ai tuoi soldi, io voglio andarci lo stesso alle Maldive!!!!! –
-Beh potreste sempre andare tu e Davide. So quanto ci tenevi a vedere quelle isole e le loro spiagge-
-E tu? Io volevo andarci con te!!! –
-Su dai, ti prometto che per natale andremo tutti quanti insieme in montagna. E poi è solo una settimana, non succederà niente… –
-Ok va bene, so che non mi divertirò, ma meglio che stare a casa… –
Ed in quel momento mia madre diede un bacio veloce sulle labbra di mio padre, che già con le valigie in mano si apprestava a partire per la Germania.
Come avrete capito ero stato usato per rimpiazzare il posto di mio padre nel viaggio con soggiorno alle Maldive proprio durante la settimana di ferragosto…
Io mi ero già fatto mille progetti per quella maledetta settimana, a partire dal fuoco in spiaggia la notte alla ragazza con cui avrei dovuto almeno provare a fare qualcosa, ma fui obbligato a fare da compagno e da badante a mia madre.
-Dah, che palle, io non ci vengo con te… –
Furono le prime parole che mi uscirono dalla bocca quando mi fu chiesto di fare da accompagnatore. Ma poi cambiai idea su questa frase:
-Guarda che non sei mica obbligato a farmi da cagnolino vicino, ci saranno molte ragazze là, italiane e non. è un appartamento vicino ad un villaggio vacanze italiano, con la discoteca, il bar e la spiaggia vicinissima. –
Ci pensai un poco sopra e poi decisi di accettare pensando ad una qualche danzatrice che mi avesse messo la corona di fiori in testa, avesse ballato per me e mi avesse detto -Aloha- prima di invitarmi a far sesso per tutta la notte con lei…
-Allora comincia a preparare la tua roba, domattina sulle 9 e 30 prenderemo l’aereo per la nostra gita romantica. –
-Oh che schifo una gita romantica con mia mamma… –
Arrivati dopo interminabili ore di aereo, ci recammo al nostro appartamentino, come lei lo aveva definito durante il viaggio. E qui devo dire che il panorama era veramente bellissimo, con la spiaggia che distava solo pochi centimetri dalla residenza e delle palme dappertutto che rendevano il cocente sole un po’ più dolce e accettabile.
Quando finimmo di mettere a posto le valige con tutta la roba, fatto i letti (c’erano 2 camere da letto una con un letto matrimoniale), preparato e finito di mangiare erano già le 23. 00 e decidemmo di comune accordo di andare subito a riposare. Il viaggio ci aveva stremati infatti sia fisicamente che mentalmente.
La mattina ci svegliammo alle 10. 00 e subito ci recammo alla vicina spiaggia. Fu a questo punto che inizia ad apprezzare il fisico che mia madre dopo 36 anni di vita (e un figlio a soli 17) aveva ancora splendente. La guardai bene mentre con un 2 pezzi abbastanza tirato stava distesa a prendere il sole, assomigliava un po’ a Lilli Gruber, solo che aveva un gran bel seno (credo una terza) che su dei fianchi molto sottili risaltava ancora di più.
Sì ok, me ne ero sempre accorto che era una bella donna, ancora giovane, ma mai l’avevo vista sotto l’occhio di maschio abbastanza affamato come ero, perché dopotutto era mia madre, era la donna che mi puniva se facevo delle cazzate, era la persona che mi faceva le ramanzine quando tornavo a casa tardi, ecc..
Notai poi che c’erano altre ragazze della mia età (19 anni) lì nei paraggi, e sentendole parlare erano tutte quante italiane.
-Va beh, niente aloha, niente corone di fiori- fu il mio pensiero.
Diciamo che erano abbastanza carine in particolare una che aveva i capelli rosso prugna, due occhi marroni fantastici e un fisico che mi piaceva molto, ed in particolare dei fianchi ed una vita molto stretti che finivano in un posteriore un po’ più pronunciato e curvilineo. Insomma era dannatamente carina e mi ricordava molto l’unica donna che avevo amato da morire nella mia vita: una mia ex compagna di classe.
Arrivò la sera, mia madre mi chiese di andare in discoteca.
-In discoteca con la mamma? Ok ma se ti chiedono chi sono dì che non mi conosci eh!!!! –
-Va bene dirò che sei il ragazzo di mia figlia- rispose lei.
E verso l’una mi ritrovavo a ballare una canzone lenta dei Pearl Jam abbracciato a lei. Era incredibile quanto quella notte era così diversa dalla mamma che era a casa, sembrava una ragazzina di 17 anni alle sue prime uscite in discoteca; era così carina con il suo vestito lungo che luccicava e un bello spacco dietro sulla schiena che mostrava una parte della sua pelle ed anche che quella sera non aveva indosso il reggiseno ma era completamente libera.
Le diedi un bacio sul collo dicendo:
-è bellissimo stare qui con te stasera, sei molto bellina mamma…
-Ehi ma se continui così lo prenderò sul serio come se tu ci stessi provando con me- continuò
-Comunque è vero anche a me piace molto stare qui abbracciata a te, sei molto dolce. –
Dopo un quarto d’ora abbracciati decidemmo di sederci al tavolo dove intanto era arrivata la bottiglia di rum e batida che veniva distribuita agli ospiti. Iniziammo a bere senza neanche pensarci.
Ebbene dopo circa 2 o 3 bicchieri di rum, mia madre era molto più che allegra…… e fu proprio in quel momento che arrivò un uomo sui 35 anni abbastanza alto, molto abbronzato che avevo già visto fare l’animatore nel villaggio italiano e rivolgendosi a mia madre disse:
-Salve signora, sono Carlo, sono rimasto stupito dalla sua bellezza, mi concederebbe un ballo su questa canzone? –
-Mio Dio quanto sei scarso- furono le parole che mi vennero in testa, ma al contrario mia madre rispose:
-Beh non ci vedo nulla di male in un ballo, ok!! –
Si alzò barcollante e presa sotto braccio dall’essere immondo si allontanò per stringersi a lui in un ballo.
Passò circa mezz’ora ed ancora i due ballavano e chiacchieravano e vedevo mia madre ogni tanto ridere mentre l’altro era intento a spogliarla con gli occhi, quando ad un certo punto arrivarono al mio tavolo due delle ragazze che erano in spiaggia la mattina, una era proprio quella che mi piaceva. Si sedettero vicino a me chiedendomi da dove venivo e cosa ci facevo alle Maldive, io risposi scherzando e loro si misero a ridere, (era incredibile quanto anche con il sorriso quella ragazza assomigliasse al mio triste amore), poi la ragazza bionda (Francesca) mi chiese se ero occupato:
-No, non lo sono, diciamo che le ragazze non le capirò mai, tutte quante prima o poi finiscono con un ragazzo dai capelli neri dritti ingellati che si veste fighetto e ha i risvoltini nei pantaloni… –
Si guardarono tutte e due negli occhi e scoppiarono a ridere. Domandai allora spiegazioni e Francesca mi rispose:
-Ridiamo perché hai esattamente fatto l’identikit del ragazzo di Simona!! – così si chiamava la tipa carina.
Fui preso da un gran malore al petto, era come se tutta la rabbia che credevo dopo un anno di avere dimenticato mi volesse saltare fuori, era incredibile anche lei…… anche lei…… anche lei come l’altra caduta dentro alla rete, anche lei come tutte le altre, anche le più impensabili, si erano arrese davanti alla bellezza senza guardare dentro la felicità.
Poi girai lo sguardo e vidi che il caro Carlo aveva portato le sue mani nei glutei di mia madre e li stava toccando, palpando mentre con la bocca baciava il collo.
Ero in paranoia, stavo per esplodere. Dovevo andarmene da lì oppure avrei ucciso tutti.
Salutai subito le ragazze che non vi dico come ci rimasero, e mi affrettai verso l’uscita.
Una volta fuori presi una boccata d’aria molto grande e vedendo le stelle e la luna decisi di fare due passi magari verso la vicinissima spiaggia. Dopo un centinaio di metri ero già quasi sulla riva, decisi all’ora di stendermi su un lettino e dopo essermi acceso una sigaretta decisi di rimanere un po’ lì per ritrovare la pace in me stesso.
Finita la prima sigaretta passarono 5 minuti ed ero già con l’accendino in mano ad accendermene un’altra, quando si sentì una voce provenire dalla passerella sulla mia sinistra.
Era mia madre e Carlo che la sorreggeva.
Il vento veniva verso di me, e si sentivano le loro voci. Carlo parlava.
-Ti piace questo posto, non è bellissimo? Su dai abbracciami e lo sarà ancora di più!!! –
Si abbracciarono sul serio, mia madre era talmente ubriaca, e lui ne approfittò infilandole la lingua in bocca subito, mentre con le mani si muoveva per tutto il suo corpo. Lei poveretta non reagì e continuò a baciarlo, mentre lui prese addirittura la sua mano e se la portò sull’uccello, iniziando a farsi fare una sega da sopra i pantaloni.
Ero in una posizione in cui i fari della città dietro mi facevano vedere praticamente tutta la scena senza essere visto nell’oscurità della notte.
Continuai a guardarli a bocca aperta, si sederono in un lettino e poi lui disse:
-Voglio farti un grande regalo stasera, sei fortunata! –
Mia madre, che non stava quasi più in piedi, non rispose solo sorrise un po’ mentre lui si abbassò i pantaloni e poi i boxer e tolse il vestito a lei dalla parte in alto alzandole la gonna e togliendole le mutandine.
Poi iniziò a succhiare e a scuotere con forza il seno di mia madre e fu in quel momento che vidi quale era il grande regalo. Era enorme e non sembrava neanche in tiro al massimo.
Guardai come agì quella donna ubriaca, lo prese e a due mani iniziò a fargli una sega mentre lui, con forza le aveva inserito due dita nella fica e la aveva elettrizzata, mentre con l’altra continuava a schiacciare, a stringere una tetta.
Dopo poco lei abbassò la testa e lo prese in bocca, ma era così grande che a fatica il glande entrò tutto, e mentre con la testa iniziò un movimento lento su e giù lui urlò:
-Sei una troia, su fammi godere, devi farmi godere hai capito? ! ? ! –
Allora lei spostò una mano sulle palle e cominciò ad accarezzarle gentilmente, e fu proprio allora che iniziai anch’io a masturbarmi guardando quell’orrida ma eccitante scena. Avrei tanto voluto che quelle mani e quella bocca fossero sul mio corpo e mi rimpiangevo di non averci neanche provato, o di averla fermata prima che le cose fossero diventate così pesanti.
-Voglio avere quella bella fica, ma mi devi fare godere eh!! – continuava a urlare lui.
Mia madre allontanò la bocca dal membro gigante e si mise a cavallo di lui mentre lui iniziò a bagnare con la saliva il glande. Poi cominciò a guidarlo dentro, ma a metà le urla di mia madre erano troppo forti.
-Ti prego basta, non ce la faccio più, sto male!!!! –
-No!!! Tu devi farmi godere capito troia!!! E se non mi fai entrare tutto non riesco a godere!!!! –
-Ah ah basta, è troppo, basta, è troppo!!! –
-Zitta puttana, godi e zitta!!!! –
-Ahhhhhhh-
Fu in quel momento che con un colpo ben assestato riuscì ad inserirlo tutto dentro. E credo sia stato proprio in quel momento che mia madre è venuta completamente, sembrava quasi svenuta e lui continuava questa volta su e giù con il cazzo dentro di lei, mentre un poco si vedeva che lei era ancora viva perché sembrava rispondere.
Carlo prese con una mano il suo culo e con l’altra stringeva il seno fortissimo, ma mia madre non rispondeva: era ferma.
Poi girò la testa ed iniziò a vomitare a terra, fino a quando non uscì dalla presa e cadde a terra seminuda nella sabbia.
-Ti avevo detto di farmi godere…. Allora? ? ? –
Lei continuava a vomitare e lui allora preso dai nervi si spostò a terra dietro di lei e alzatole il culo, lo inserì di nuovo dentro e continuò a muoversi.
-Ah sì, sto per venire, sìì troia, puttanazza, sììì!!!!!!! –
E venne…
-Maledetta ti avevo detto di farmi godere e invece ho fatto tutto io, dah, che donna del cazzo che sei- continuò
-Ehi, ehi ma guarda che culetto, sembra ancora vergine, sì, sì credo proprio
che te lo sverginerò per rifarmi del torto, capito troietta da 4 soldi? !! ? –
-No, no ti prego ti prego, no, no!!! – rispose mia madre ancora con le ultime forze e la bava alla bocca.
Le cose stavano andando troppo lontano, era uno stupro in piena regola, e poi con quel batocco enorme l’avrebbe sicuramente ferita senza niente e per di più vergine… Dovevo fare qualcosa.
Mi decisi. Mi rifugiai pianissimo dietro un albero vicino, ero a circa 6 metri di distanza da loro.
Alzai il cappuccio sulla testa e lanciai un sasso in direzione opposta alla mia. Al rumore della caduta Carlo si girò per osservare cosa fosse stato ed io con un gran corsa arrivai su di lui e gli stampai un bel calcio sulle zone che considerava migliori, poi subito un altro al petto e una ginocchiata in faccia. Urlai:
-Vattene figliodiputtana… –
Dovevate vedere come correva. Presi su mia madre, le sistemai i vestiti senza neanche toccarla e la portai verso a casa, mentre lei era distrutta e non aveva neanche aperto un occhio. Lì la sistemai a letto, ancora aveva un odore di sudore e vomito che faceva schifo, ma non potei far altro.
Dormii fino alle 3. 00 di pomeriggio e fui svegliato dal rumore della doccia che stava andando.
Rimasi un poco nel letto a pensare a tutto ciò che era successo la notte prima, avevo visto mia madre fare l’amore con un altro uomo e ciò non mi dava pace, quando bussò alla porta mia madre chiedendo di entrare, era ancora in accappatoio:
-Scusa vorrei chiarimenti a proposito di questa notte, che cosa mi è successo? – singhiozzava
-Tu che cosa ti ricordi? – risposi.
-Mi ricordo fino a quando stavo facendo l’amore con con? .. ma come diavolo si chiamava? .. –
-Carlo-
-Sì proprio lui, quel maledetto e poi qualcuno con il cappuccio mi ha salvata mentre lui mi voleva seviziare. Tu ne sai niente? –
-Mamma hai tradito il babbo!!! Come puoi parlare così? ? –
-Lo so, ci sto male da morire, mi vergogno da quando sono sveglia, ma ora vorrei che tu mi rispondessi alla domanda. –
stava piangendo mentre diceva ciò così decisi di dirle la verità:
-Vedi, ehm, io, ehm, ho visto, ehm, tutto quello che, è successo e ho, ehm, deciso di darti una, ehm, mano. –
Subito lei salì sul mio letto e mi abbraccio fortissimo.
-Grazie, grazie, grazie!! – era commossa
-Ti prometto che starò sempre con te per tutto il resto della vacanza e rimarremo sempre e solo io e te!! –
-Mamma mentre fai l’amore sei bellissima- furono le parole che mi vennero in mente
-Oh mio Dio, mio figlio sta avendo una erezione mentre sua mamma lo abbraccia nel suo letto, mio Dio… –
Infatti avevo un erezione molto forte e nei miei boxer (l’unica cosa che avevo indosso) ci stava molto stretta, ma era coperta dal lenzuolo, eppure lei lo aveva sentito ed io dopo la notte prima ero terribilmente invogliato.
Così l’abbracciai molto forte.
-Dimmi che rimarrà sempre un nostro segreto questa notte-
-Sì te lo giuro-
Mi bacio velocemente sulle labbra e mi strinse forte.
-Mamma puoi venire un attimo sotto le lenzuola vorrei parlarti per chiederti una cosa e con te sopra non credo di farcela-
Si aggiustò un poco l’accappatoio e venne sotto le lenzuola.
-Cosa c’è? Cosa ti è successo? – con quel tono da mamma
-Ehm volevo chiederti ehm, dato che ieri Carlo ehm aveva un ehm coso ehm tu hai avuto ehm piacere-
-Non capisco cosa vuoi dirmi? –
-Ehm era molto ehm grande! –
Si mise a sorridere. Poi mi accarezzò il viso con una mano e mi diede un altro bacio veloce sulle labbra.
-Beh mi è piaciuto, sì, però ricordati che dà sempre più soddisfazione quando è fatto con sentimento-
-Sì ma mamma uno così può andar bene lo stesso? ? –
Presi la sua mano e la portai dentro i miei boxer, lei lo prese in mano ed iniziò a fargli una sega dolcissima.
-Sei ancora vergine, lo si sente, è fine molto fine, giovane ma anche grosso-
Mi baciò di nuovo sulle labbra, ma questa volta non la lasciai scappare, risposi con la lingua dentro di lei mentre con le mani aprivo l’accappatoio e lei mi abbassava i boxer.
Ci ritrovammo nudi, io a baciare il suo seno e lei a massaggiarmi le palle dolcemente.
Poi ci producemmo in un 69 che madre e figlio dovrebbero sempre provare, era bellissimo lei era fantastica, mi sentivo la lingua dappertutto poi inserii anche un dito nel mio ano e allora mi si drizzò come non mai. Così lei si spostò in avanti e mentre io inserivo due dita nella sua fica, lei mi aveva preso l ‘uccello tra i suoi seni per un spagnola dicendo:
-è la prima volta che faccio una cosa così, sei fortunato spero che ti piaccia… –
-Lo amo, lo amo… – risposi io impegnato come ero.
Poi finalmente lei mi montò ed io potei sentire finalmente il luogo da dove ero nato. Era bellissimo sembrava fatto di sapone liquido, sembrava che dovessi svenire da un momento all’altro, e poi sentii:
-Ti prego non ti fermare, sto per venire, oh Dio, sto per venire… – ed ancora
-Ti amo figlio mio, sììì, ti amo, fino a quando posso, ti desidero, sìììììììììììì!!!!!!!! –
Venimmo insieme prima lei e poi io ed alla fine di tutto dopo aver passato una settimana in casa alle Maldive a fare sempre l’amore con mia madre in centinaia di posizioni e buchi diversi, vorrei solo dirle una cosa:
-Non ti lascerò mai!! – FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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