Ultimi racconti erotici pubblicati

Schiava

Come tutte la mie storie pure questa è frutto esclusivo della mia fantasia per cui ogni riferimento a persone o cose realmente esistenti è puramente casuale

Non voglio infarcire questa storia con i nomi dei protagonisti per cui, per indicare chi pronuncia la varie frasi, userò queste abbreviazioni:
Giada =Gi
Ennio= En
Lorenzo=Lor
Guido=Gu
Mara=Ma
A 16 anni Giada, una bella ragazza alta e formosa, aveva avuto il classico amorino adolescenziale. A quell’età è facile scatenare sentimenti che si credono eterni e lei, dopo aver preso una sbandata colossale, si era ritrovata ad innamorarsi sempre più di quel ragazzo, tre anni più anziano di lei, che era diventato padrone del suo cuore e della sua anima. Lui, come tutti i giovani a quell’età, pensava solo a scopare e tentava in tutti i modi il colpaccio ma Giada, forse avvertita da un istinto atavico non aveva mai ceduto: baci e sesso orale a volte, quello si, qualche titillamento di tette ma non oltre! Lei si vedeva già sposata con lui in un prossimo futuro formando una famiglia felice piena di marmocchi: peccato che le idee del ragazzo fossero un tantino diverse. Il mondo di Giada le crollò letteralmente addosso a 18 anni quando, uscita in anticipo da scuola per il malessere di un professore entrò canticchiando sottovoce in casa e trovò il suo amore che stava copulando con sua sorella.

In un attimo sbiancò in volto e scordò cosa fosse l’allegria.

Gi:-PORCIII cosa state facendo? Tu Guido che hai sempre giurato di amarmi alla follia e tu Mara:mia sorella? Da tutti avrei potuto attendermi un tradimento ma non da te!

Guido era scoppiato a ridere.

Gu:- Mille volte ho cercato di convincerti ma tu non hai mai ceduto. Ti sei tenuta stretta il tuo tesoro ma l’uomo non è di legno. Mara era disponibile e ne ho approfittato: io voglio scopare, capito?

Poi coi calzoni in mano era dovuto fuggire inseguito dalla furia cieca non di una ma di entrambe le donne che gli scagliavano ogni cosa capitasse loro in mano.

Non appena il manigoldo si fu dileguato Giada si rivolse alla sorella.

Gi::-Una domanda sola: perché? Sapevi di tutti i miei sogni che lo riguardavano, proprio con lui dovevi fare la puttanella?

Ma:- Che devo dirti? Hai ragione ma tu non l’avevi presentato ufficialmente in casa per cui lo conoscevo si ma un po’ da lontano. Quando stamane, al bar dove mi ero recata bigiando la scuola, mi ha abbordato mi è sembrata una buona idea farmelo certa che tu mai lo avresti scoperto.

Giada mollò un severo schiaffone al viso della sorella, le volse le spalle e se ne andò.

Anche se continuò a restare nella casa dei genitori non parlò più con la sorella: i rapporti tra loro due si erano definitivamente ed irrimediabilmente guastati.

Per un anno internet rappresentò la sua unica valvola di sfogo.

Niente cinema, niente discoteca, niente passeggiate con gli amici: terminò gli studi, e con ottimi voti, ma la sua vita sociale si era ridotta a zero: la rete rappresentava tutto il suo mondo.

Al culmine della disistima per se stessa capitò in un sito in cui un tizio, un certo Ennio, cercava una schiava. “Perché no?” si domandò: “Se non altro questo è sincero e forse è tutto quello che mi merito”. Rispose all’annuncio e, scoperto che l’indirizzo non era poi tanto lontano, fissò un appuntamento per l’indomani.

Gi (porgendo la mano):- Buon giorno, sono Giada, ieri mi ha fissato un appuntamento.

En (squadrandola):- Buon giorno lei è disposta ad assoggettarsi?

Gi:- Non mi intendo moto di queste cose: ho letto schiava ma non so cosa significhi. Non può spiegarsi meglio?

En (scuotendo il capo): -Va bene, entri che le offro un caffè. Le spiegherò cosa voglio e poi lei deciderà se accettare o meno.

Cinque minuti dopo i due si ritrovarono in una cucina davanti ad una fumante tazza dell’aromatica bevanda.

En :- Lei mi sembra molto giovane, ma di certo sa cos’è la schiavitù.

Giada fece un cenno d’assenso col capo e l’uomo proseguì.

En:- Proprio di questo si tratta. Se accetta lei diviene una mia proprietà, anima e corpo! Accetta di prendere da me qualsiasi ordine e di soddisfare le mie voglie e le mie manie ma non potrà pretendere nulla in cambio. Naturalmente, visto che al momento la schiavitù è ufficialmente vietata in Italia, lei rimane ufficialmente una cittadina libera e solo il suo impegno e la sua parola la costringeranno all’obbedienza.

Gi:- Capisco: lei non mi prospetta una vita rose e fiori vero?

En:- Questo sarà vero per me. Lei dovrebbe assommare in se le capacità di un’amica, di una moglie, di un’amante ed annullarsi in me. Io avrei tutti i diritti, compreso quello di portami a casa ed a letto tutte le donne che voglio: Lei dovrà accettarlo e servire anche loro col sorriso sulle labbra, Lei non sarà mai mia moglie lo capisce?

Gi (sottovoce e come parlando a se stessa):- Forse è quello che davvero mi merito: un padrone che pensi al mio posto ma che non posso realmente influenzare. Mi darà un posto per dormire?

En:- Naturalmente si. C’è uno sgabuzzino dove posso mettere una brandina, ma lei capisce che quando saremo soli lei dormirà nel mio letto? Soddisfarmi sessualmente sarà il suo primo dovere.

Gi (pensosa):- Si ora lo capisco. Essere scopata senza amore forse è quello che mi merito. Ancora qualche domanda: mi sono appena diplomata e sto cercando un lavoro. Se lo trovo posso lavorare? Poniamo che mi assumano e che questo mi costringa ad assentarmi da casa per le classiche otto nove ore al giorno, mi sarà concesso? Potrei magari raggiungere una indipendenza economica che mi consentirebbe di continuare a scegliere volontariamente di servirla senza dover dipendere da lei. Non crede?

En (ridendo):- Bella testolina, certo che potrai trovarti un lavoro, anzi ti aiuterò io stesso nella sua ricerca, e naturalmente, questo comporterà che tu uscirai di casa rientrando però immediatamente quando avrai finito. Quanto all’indipendenza economica: scordatela. Tutti i tuoi guadagni apparterranno unicamente a me. A me che ti darò vitto ed alloggio e, se necessario, anche qualche indumento. Capito?

C’era poco da capire, già da internet Giada aveva saputo di quel mondo cui stava per offrirsi e le parole dell’uomo avevano solo confermato i suoi pensieri.

Gi (sperando in un buon padrone): – Va bene, accetto! Da ora sarò la sua schiava personale: non dovrà lamentarsi di me, glielo prometto.

Immediatamente l’uomo si alzò, le si avvicinò e mise la mano all’interno della scollatura palpeggiandole un seno.

Istintivamente Giada si irrigidì ed abbozzò un tentativo di sottrarsi ma subito comprese e si rilassò lasciando il padrone libero di fare ciò che voleva.

Gi:- Immagino che questo sia il benvenuto vero? Lei è libero di toccarmi come e quando vuole,giusto?

En (sorridendo):- Proprio così bambina. Stavo per punirti me ti sei immediatamente riscattata, quindi ti concedo il perdono. Ora vieni in camera da letto.

Lui la condusse nella stanza e le ordinò.

En: – Ora spogliati nuda e sdraiati: voglio giocare al dottore e tu sei la paziente.

Poi. Mentre Giada cominciava ad obbedire, lui se ne andò abbandonando la stanza.

Rimasta sola la ragazza cominciò a pensare. “Cosa aveva fatto? Si era offerta anima e corpo ad uno sconosciuto, aveva accettato un ruolo ed una vita da schiava in cambio di che? Di nulla! Ma lei sapeva anche di non valere nulla, Forse un padrone che pensava e decideva per lei rappresentava la migliore soluzione per la sua vita.”
Dopo una mezz’oretta l’uomo tornò. Al vederla completamente nuda e così oscenamente disposta ebbe un cenno d’approvazione, poi cominciò ad accarezzarla ed a palpeggiarla tutta. Giada era giovane e bella mentre lui aveva passato la quarantina. Capiva di aver vinto la lotteria e non voleva rischiare di perdere quel premio. I suoi toccamenti non erano casuali: semplicemente stava studiando le reazioni della ragazza, voleva imparare a conoscere quel corpo alla perfezione.

Giunto alla vagina qualche cosa attrasse la sua attenzione.

En:- Cosa è questa cosa? Hai una membrana che sembra chiuderti metà buco.

Gi:-Probabilmente l’imene, sono ancora vergine.

Ennio la guardò stranito: nella sua pur lunga carriera una vergine non gli era mai capitata.

En:- Bene allora stanotte faremo festa e ti farò la festa. Mi piace questa relazione, comincia col botto. A me non piacciono i preservativi ma tu non devi rimanere gravida. Stasera ti riempirò e la cosa vada come vuole andare. Se rimarrai incinta andrai subito ad abortire, altrimenti, da domani, comincerai a prendere la pillola.

Giada ebbe un cenno d’assenso mentre lui l’invitava a rialzarsi ed a rivestirsi.

En:- No, le mutandine no! Ora non devi uscire, devi rassettare la casa e preparare il pranzo, Se durante queste tue attività desidererò toccarti o palpeggiarti dovrai essere immediatamente disponibile ed accontentarmi, Capito?

Giada di buon grado fece quanto le era stato richiesto. Ebbe qualche difficoltà colla preparazione del cibo, non era abituata a cucinare ma, coll’aiuto e con la guida di Ennio, anche questo compito fu svolto egregiamente.

Apparecchiò quindi la tavola, per 2 naturalmente ma Ennio la guardò accigliato.

En:- Cosa stai facendo?

Gi:- Mi sembra evidente, apparecchio la tavola.

En:- Ma chi ti ha mai detto che avrò un ospite?

Gi:- Nessuno. Mi sembra chiaro che il secondo coperto sia per me.

En:- No bella mia. Tu mi servirai il pasto e resterai al mio fianco attendendo che io voglia palpeggiarti e, da domani. sappi che pretenderò di più. Ora sei una schiava quindi non puoi pretendere che ti tratti da uguale.

Gi :-Allora dovrò morire di fame?

En:- Certo che no! Potrai mangiucchiare qualche cosa quando mi sdraierò sul divano e mi addormenterò per la digestione.

La ragazza chinò il capo ed eliminò il secondo coperto poi iniziò a servire il suo padrone restando al suo fianco per consentirgli di toccarla a volontà. Solo quando Ennio si addormentò potè. A sua volta, consumare il suo pasto.

Era una vita strana, diversa da quella cui era abituata, ma scoprì con sorpresa che le piaceva.

Quella notte si sarebbe lasciata deflorare da Ennio, tanto non valeva la pena di attendere un principe azzurro che si fosse interessato di una nullità come lei e l’indomani avrebbe potuto domandare al suo padrone il permesso di recuperare le sue cose nella sua ormai vecchia casa.

Il pomeriggio passò veloce: ora aveva tutta una casa da sistemare al meglio.

Ennio non si intromise salvo che con le pretesa ad un certo punto di volerla accanto a se per pasticciarle un po’ le mammelle.

En :- Se troverai un po’ di tempo libero potrai usare il mio pc. Non sono un mostro, sei una schiava ma non mi scordo il modo in cui ti ho trovata. Evidentemente l’informatica rientra tra i tuoi interessi ed a me fa piacere che tu coltivi anche quelli senza dover dipendere in tutto e per tutto da me.

Giada ringraziò ma quella frase cementò la sua fedeltà ad Ennio. Non sarebbe mai stato suo marito ma lei decise: per lui ci sarebbe sempre stata.

La sera preparò la cena e, come ordinatole, dopo aver servito il padrone si mise al suo fianco a disposizione delle sue voglie, ma nuovamente Ennio la sorprese.

En:- Siamo solo noi due: apparecchia pure per te e tienimi compagnia nel pasto. Oggi ho voluto metterti alla prova e tu l’hai brillantemente superata: hai dimostrato di voler accettare in pieno il tuo nuovo ruolo, quindi non c’è più bisogno che io te lo imponga. Tu sai di dover fare di tutto per il mio piacere …. Ed a me fa piacere mangiare con te.

La sera, appena sparecchiato, lui le impose di raggiungerlo nella camera da letto.

Ennio era un amante esperto e seppe scegliere i tempi ed i modi giusti per penetrarla in modo quasi indolore. La fece preliminarmente talmente eccitare che l’imene si lacerò facilmente e solo qualche goccia di sangue calò sull’asciugamani posto a protezione del materasso.

Con la pancia ben piena di sperma e finalmente soddisfatta, Giada si addormentò nuda ed abbracciata al suo padrone.

Il giorno successivo Ennio accompagnò ben volentieri Giada a recuperare le sue cose.

Incrociarono Mara e Giada ne approfittò per un ultimo saluto.

Gi :-Questo è Ennio. Presentandoglielo. Se vorrai scopare anche con lui accomodati pure, io ti porterò a letto il caffè ma stai attenta, non ti garantisco che non sarà avvelenato.

Ma :- Sorella, forse non sono stata abbastanza chiara. Ho sbagliato e non poco. Me ne sono subito resa conto ma tu eri tanto fumina da non voler neppure sentire le mie giustificazioni o le mie scuse. Guido è uno stronzo e solo sua è la colpa del nostro dissidio. Ancora una volta ti chiedo: PERDONAMI, ti voglio bene sai?

Gi:- Sulla stronzaggine di Guido concordo in pieno ed anch’io non voglio guerra tra noi.

Poi, d’impulso, Giada abbracciò la sorella.

Gi:- Anch’io ti voglio bene!

Il tutto sotto gli occhi perplessi di Ennio
Ma :- Sono contenta che ci siamo finalmente riconciliate. Posso venire qualche volta a trovarti nella tua nuova abitazione? Abbiamo tante cose da dirci.

Gi:- Non so, dovresti chiedere il permesso al mio padrone. Ora sono in casa sua ed è lui che comanda.

Mara aggrottò le sopracciglia ma poi, ritenendo di avere una intera vita per avere eventuali spiegazioni, decise di domandare ad Ennio il permesso di visitare la sorella.

En (rispose):- Se avrà assolto tutti i suoi compiti non avrò nulla in contrario; io sono un padrone democratico!

Cominciò così la nuova vita di Giada. Il sesso ed il lavoro domestico erano una variante fissa delle sue giornate,
Coccolare, blandire ed accarezzare il padrone la seconda colonna.

Riusciva anche a ritagliarsi del tempo libero: internet, qualche libro ed un po’ di televisione erano i suoi svaghi.

L’essersi riconciliata colla sorella aveva dato una smossa alla sua autostima: finalmente iniziava a riconoscersi come Giada, una donna con le sue idee ed i suoi pensieri. Un essere unico in tutto l’universo.

Neppure la sue offerte di lavoro erano andate male. Aveva trovato un impiego presso una multinazionale ed, essendo brava, intelligente e versatile, non aveva faticato a raggiungere uno stipendio degno che consegnava orgogliosamente ad Ennio.

A questo punto, però, intervenne la noia.

La vita meritava certamente di più di un continuo lavoro inframezzato dalle continue scopate di Ennio e null’altro.

Decise di parlarne col suo padrone che ormai aveva totalmente accettato come tale.

Ennio si era sempre dimostrato un buon padrone: mai le aveva chiesto prestazioni che sapeva altri schiavi erano costretti a fornire, ma ogni cosa ha un limite.

Gi:- Ennio, scusami se ti rompo, ma tu ti vergogni di me?

En :- Che domanda è questa bambina? Certo che no.

Gi:- Sei sempre in casa. Apprezzo che tu non mi porti altre donne qui, non le cerchi proprio, ma, a parte questo, costringi anche me tra queste quattro mura. Perché non mi porti qualche volta a ballare? So di non essere brutta, al tuo fianco farei un figurone e tu potresti godere della gelosia e dell’invidia altrui.

L’uomo si mise a ridere
En:– Hai oculatamente scelto proprio lo svago in cui, a divertirsi, sarebbero solo gli altri. In pista un orso sarebbe un ballerino migliore di me.

E rise con una risata grassa e liberatoria. Giada era rimasta visibilmente delusa, lo si capiva dalla sua espressione, ma Ennio non era poi così cattivo.

En:- Se proprio ci tieni, una volta la settimana, diciamo il sabato sera, ti autorizzo ad andare a ballare alla discoteca qui vicina, però patti chiari: Niente fumo, niente droga e non più di un bicchiere di alcolici a sera. Fatti pure una tua compagnia ma in ogni momento ricordati che tu mi appartieni per cui nessuno potrà toccarti ed, a mezzanotte in punto, come Cenerentola dovrai essere di ritorno per farti scopare nel mio letto.

Gi :- Grazieee Ennio! Sarai il mio padrone ma io sono realmente innamorata di te. Te lo giuro, non ti tradirò mai.

Nuovamente la vita di Giada cambiò in meglio.

In discoteca, in mezzo a ragazzi della sua età la vita cominciò finalmente a sorriderle.

Specialmente con uno trovò un idem sentire che finalmente le face scordare la delusione tanto tempo prima patita con Guido.

Il sabato sera ballava con tutti ma specialmente con lui poi, in ossequio agli ordini ricevuti, correva a casa ad infilarsi a mezzanotte in punto nel letto del suo padrone cui si concedeva completamente con la più grande gratitudine.

Il suo comportamento da Cenerentola non passò inosservato. Lorenzo, che era diventato il suo boy friend preferito se ne accorse
La ragazza poi era bella, istruita ed intelligente, lui si rese conto di essersene innamorato e pensò di chiederle di più del solito ballo.

Così un sabato a metà serata, si fece coraggio. Condusse la ragazza in un punto in cui la pur fragorosa musica del locale si sentiva di meno e la aprì il suo cuore.

Lor :-Giada oramai è qualche mese che ci frequentiamo. Tu arrivi regolarmente alle 8 di sera, balli e ti diverti fino mezzanotte poi scompari. Io mi trovo bene con te e vorrei poterti incontrare anche durante la settimana, magari solo per poche ore ma con maggiore costanza. Te lo dico chiaro in faccia: mi sono innamorato di te! Non pretendo immediatamente da te lo stesso sentimento ma vorrei che tu mi concedessi almeno una chance.

A queste parole gli occhi di Giada si riempirono di lacrime. Con voce rotta dall’emozione replicò
Gi:- Lorenzo, anche tu mi piaci, e molto! Tuttavia non sono libera. Certo è meglio che tronchiamo sul nascere la nostra storia. Ora torno a casa e non ci vedremo più. Addio o
La commozione le fece grandemente tremare la voce che, man mano che parlava, diveniva sempre più inintelligibile.

Lorenzo non si arrese: le prese la mano, casualmente la sinistra e se la portò alla bocca per un breve casto bacio.

Lor:- Cosa ti trattiene Giada? Le mostrò la sua stessa mano: niente fede, non sei sposata, quindi non può esserci un marito tra noi e se convivessi con qualcuno non saresti sempre qui da sola! Solo se io fossi tuo fratello riuscirei ad immaginare un impedimento alla nostra unione, ma non è così: noi non siamo neppure lontanamente parenti.

Gi :- Non sono sposata Lorenzo ma è peggio che se lo fossi. Io sono una schiava e chi decide il mio destino è il mio PADRONE. Sono certa che mai mi lascerà libera.

Lor :- Ma che dici Giada? La schiavitù è stata abolita da un pezzo: è completamente illegale. In più mai ho visto qualcuno sorvegliarti o obbligarti a fare qualche cosa, ne sono sicuro. Tu sei libera, libera come l’aria.

Gi :- Ti sbagli amore mio. La schiavitù esiste, non è ufficiale ma ciò non toglie che se una persona accetta liberamente il suo destino, la sua stessa parola diviene il guardiano che la riporterà sempre alle sue catene. Non hai visto guardiani? Questo perché il mio padrone si fida di me e sa che, io stessa, farò tutto quello che lui mi ordina compreso il ritorno a casa per mezzanotte.

Lor :- Ma chi è questo Cerbero? Certo una persona molto cattiva.

Gi:- Al contrario, è una persona dolcissima. Dopo aver ottenuto la mia parola mai mi ha comminato quelle umiliazioni che gli altri padroni infliggono ai loro schiavi! Credo si sia accontentato di avere una donna tutta per se, forse mai era riuscito nell’impresa e per questo dico che non mi lascerà facilmente!

Lor :- Se realmente è come tu lo descrivi lascia che gli parli io. Io ti amo e tentare di convincerlo mi sembra sia la strada minima da percorrere.

Gi :- Posso tentare di domandargli di riceverti, pur senza dirgli cosa desideri,ma se lui rifiuterà dovremo abortire questa strada. Sabato prossimo, se non mi vedrai arrivare significherò che ha rifiutato di riceverti, se viceversa mi vedrai ti condurrò da lui
Il sabato successivo Giada, prima di uscire, si abboccò con Ennio
Gi (esordì):- Ho conosciuto un ragazzo che vuole assolutamente farmi la corte. Ho cercato di dissuaderlo dicendogli che ero la tua schiava e che tu, il padrone, sei in realtà quello che decide per me. Nulla da fare: si è intestardito ed ora vuole conoscerti.

En :- E tu cosa pensi di lui? Potresti semplicemente cambiare discoteca se lui non ti interessasse
Gi (arrossendo) : – In realtà lui mi piace, e molto,ma avendoti giurato di divenire la tua schiava non intendo assolutamente mancare alla mia parola.

En :- Sai che non rinuncerò mai a te, vero?

Gi :- Si lo so; anche se lo avessi voluto non mi sarei mai potuta liberare. Questo lo so e glielo ho detto.

En :- Allora accontentalo, portalo qui. Pur senza essere violento gli toglierò tutti i grilli dalla testa.

Per questo Lorenzo, che già aveva perso le speranze, 10 minuti più tardi si aprì in un sorriso a 36 denti quando vide sopraggiungere il frutto del suo desiderio.

I due ragazzi si scambiarono un rapido bacio, poi
Gi:- Ha accettato di parlarti. Se tu lo desideri ho l’ordine di condurti immediatamente da lui.

Lor rispose :- Accetto più che volentieri questa imposizione. Mi sento un cavaliere della Tavola Rotonda. Combatterò e vincerò per te-
Si avviarono ed in pochi minuti furono alla casa di Ennio che accolse cordialmente il nuovo venuto
En :- Ben arrivato a casa mia. Cosa le offro? Un the? Un caffè? Una birra fresca?

Lor (già spiazzato):- Grazie, una birra la accetto volentieri.

Ennio lo condusse in un ampio soggiorno e gli offrì una poltrona dirimpetto ad un ampio divano. Giada sopraggiunse con un bicchiere ghiacciato ricolmo della bevanda offerta e, ad un cenno di Ennio si sedette accanto a lui.

Lorenzo decise di prendere per primo la parola
Lor :- Sig Ennio, Giada mi ha riferito la sua situazione. Ricordandole che la schiavitù è proibita vorrei invitare lei a liberarla. Io l’amo, lei mi ama. Mi sembra cosa corretta e giusta che noi possiamo ritrovarci.

A quelle parole Ennio svelto infilò la mano nella scollatura della donna che, da parte sua fece di tutto per facilitargli l’operazione, cominciando ostentatamente a massaggiarle le mammelle.

En :- Lei vorrebbe che io rinunciassi alla mia Giada? E per quale motivo? L’ama dice, ma chi le dice che io non l’ami a mia volta? Per di più avendo il vantaggio di averla conosciuta e conquistata per primo!

Lor protestò:- Ma lei non l’ha corteggiata, non se l’è guadagnata coll’attività del cuore
En :- Che ne sai ragazzo? Eri presente per poter giudicare?

Ma Lorenzo era ormai lanciato nella sua filippica
Lor :- Giada merita molto di più di come la sta trattando…

Ennio lo interruppe
En:- Allora cosa vorrebbe per lei!

Lor :- io vorrei vederla libera di scegliere liberamente e naturalmente vorrei che scegliesse me e mi sposasse.

En :- Dunque lei vuole sposarla?

Lor:. Si, con tutto il cuore
En :- e cosa sarebbe disposto a fare per ottenerla?

Lor :- QUALUNQUE COSA! Vuole farmi camminare sui carboni ardenti? Lo farò con piacere.

En (ridacchiando): – Nulla di così tremendo. Io a questo punto ho in mente 5 prove che definisco “inaccettabili”. Se lei dirà di si a tutte le concederò di sposare Giada, se ne rifiuterà anche una sola quella è la porta e amici come prima.

Lor:- Sono pronto. Proponga pure del suo peggio, io accetterò tutto pur di liberare Giada!

En :- convinto lei! Ecco le prove:
• La prima è molto semplice: lei deve accettare che, anche se sposato con lei, io continuerò ad andare a letto con Giada tutte le sere fin quando mi aggraderà mentre lei si limiterà a guardarci se proprio lo desidera
• La seconda dovrebbe essere semplice per lei: si tratta solo di rimanerle sempre assolutamente fedele a dispetto di tutto
• Per la terza bisogna precisare che attualmente Giada fa uso della pillola. Le farò smettere questa assunzione e naturalmente resterà gravida visto che la ciulo tutte le sere. (In questo caso, e solo in questo caso, con Giada già incinta, lei potrà chiavarla senza ottenere il mio permesso anticipato.) Lei deve comunque impegnarsi a riconoscere tutti i bambini come suoi e ad allevarli nel migliore dei modi
• La penultima è un mio sfizio. Lei deve trovare un sacerdote disposto ad unirvi in matrimonio proprio mentre io sto scopando Giada. Il fatidico SI dovrà essere uno e dovrà far coincidere la risposta alla domanda del sacerdote ed il suo grido di soddisfazione per la scopata.

• L’ultima, però, sarà per lei la più dura penso. Lei dovrà rinunciare alla sua libertà impegnandosi a sostituire Giada nel suo servizio. Schiavo per schiava. Attento però: lei non è una bella ragazza,il suo servizio potrebbe risultare molto spiacevole
A questo punto Giada si intromise
Gi :- Perdonami padrone, tu ha stabilito condizioni durissime. Ho i miei dubbi che le accetti in toto quindi non ne accetterà nessuna. Però nessuno ha domandato il mio parere.

E si strinse al seno la mano che la stava palpeggiando.

Gi:- Io non voglio essere liberata. Mi sta bene così, mi piace essere la tua schiava e se Lorenzo mi liberasse violenterebbe la mia volontà. Sono innamorata di lui? Possibile. Voglio smetterla di venire a letto con te ogni sera e di soddisfarti facendomi riempire del tuo seme? Assolutamente no! Quindi Lorenzo se realmente mi ama DEVE assolutamente accettare la nostra relazione, nella sua completezza. Il primo punto, matrimonio o meno, non è e non sarà mai negoziabile. È così. Punto!

Lorenzo ora aveva le orecchie basse ed il tono mogio
Lor :- Le ha definite condizioni inaccettabili e certo lo sono. Dopo l’intervento di Giada però le definirei pure assolutamente inutili. La tentazione di rinunciare è forte però … mi soccorre un pensiero.

Guardò attentamente i due sul divano
Lor:- Se io, contrariamente ad ogni logica le accettassi sarei pur sempre il marito di Giada, vero?

Ennio annuì
Lor :-Un matrimonio deve essere tra uguali per poter essere felice. Solo in questo caso convenzioni sociali spesso opposte possono apparire addirittura ragionevoli. Giada è una schiava: se pure io divenissi schiavo ecco che tante differenze scomparirebbero di colpo.

Si fermò un istante per riprendere fiato e proseguì
Lor :-Le prime tre condizioni potrebbero essere verificate a patto che io, pur senza chiedere la liberazione (indesiderata) di Giada accettassi l’ultima. Ragionando da schiavo ogni padrone ha diritto di andare a letto con le sue schiave, ha il diritto di ingravidarle ed ha pure il diritto di pretendere che il marito non faccia sesso con loro se non col suo permesso lasciando che gli metta incinta la moglie con tutto comodo. Che poi un marito riconosca come suoi i figli della moglie pur sapendo che essi in realtà discendono dal padrone fa parte della regolare natura delle cose e dalla giusta fedeltà del rapporto. Io, se Giada accetterà di sposarmi e se lei mi accetterà come schiavo, sarò onorato di vedere il mio padrone scoparsi mia moglie, sia durante la cerimonia che dopo. In seguito,non s’offenda sig Ennio ma la natura seguirà il suo corso. Lei è molto più anziano di noi e dovrà morire lasciando liberi entrambi. Giada le ha dato la parola, io gliela do adesso ,e nessuno dei due, credo, sarebbe disposto a darla ad un altro padrone. Giusto Giada? La vera unica difficoltà rimasta sarebbe quella di trovare il prete per il matrimonio con copula contemporanea, anche perché non sarebbe lo sposo a scopare con la sposa (già dei bigotti potrebbero opporsi) bensì il testimone più importante ma sono certo che con un po’ di impegno si possa riuscire a trovarlo.

En :- Ancora non sei mentalmente schiavo. Non puoi chiedere a Giada di sposarti: non ha la facoltà ne di accettare ne di rifiutare. Devi domandarla a me e se tu diverrai lo schiavo che penso le ordinerò di sposarti facendo felici entrambi. Ma ricordati le 5 condizioni: io non intendo rinunciare a nessuna di esse.

Lor:- Padrone mi perdoni. Sono ancora un neofita e non so come ben comportarmi. Mi perdoni e mi accetti al suo servizio. Rinnovo solennemente la mia parola: d’ora in poi sarò il suo schiavo fedele.

Giada non voleva credere ai suoi orecchi. Una volta temeva che non avrebbe mai trovato un uomo ed ora ne aveva 2 : uno di riserva! Continuando a tenere premuta sulla mammella la mano di Ennio, tese l’altra per prendere quelle di Lorenzo e stringerla.

En :- Giada accompagna Lorenzo nel tuo sgabuzzino, quel letto che non hai mai usato ora lo userà lui.

Voltandosi a Lorenzo
En:- Sistemati per bene poi ecco il tuo primo incarico; VAI A CERCARE QUEL PRETE!

Fine

Come sempre mi succede mendico critiche motivate (anche negative) e pareri, indispensabili per migliorarsi

About Il tiralatte

Ho deciso di adottare questo pseudonimo in onore di una vecchia professione del mio paese (sono Lombardo) che purtroppo ora è obsoleta me che ritengo sia, per il solo fatto di esistere al top dell’erotismo.

Un commento

  1. Un racconto che scivola bene ma dovrebbe esserci il proseguo, sapere se si trova il prete, e il resto di quello che è stato pattuito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *