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Schiavitù

Ho sempre provato soggezione dinanzi a persone altezzose ed autoritarie. Nella vita quotidiana mi faccio rispettare e lotto contro i soprusi non graditi. Tuttavia nella sfera intima, erotica e sessuale ho sempre avuto parti secondarie, passive. Nei rapporti sessuali lasciavo ampia discrezionalità al mio partner il quale, ovviamente, ne approfittava. Io mi accorgevo sempre più che la cosa non mi spiaceva. Un giorno ho avuto una relazione con un ragazzo cui piaceva sottomettere le donne, ed io mi sono lasciata sopraffare dalla sua dominazione. Mi era piaciuto.
Poi con il ragazzo ho rotto. Ho poi avuto altre esperienze nelle quali venivo sottomessa. Mi sono scoperta a provare piacere nel pensare di essere schiava di altra persona. Ho conosciuto poi una donna di 47 anni. Era molto autoritaria ed io mi sono lasciata soggiogare. Lei era bsx. Avevamo instaurato un buon rapporto di confidenza. Lei aveva intuito la mia voglia di schiavitù. Mi convinse prima a provare una relazione con una altra donna, poi lentamente mi sottomise. Mi fece capire che la schiavitù poteva andare anche oltre all’ora di sesso, ma trasformarsi in una situazione più prolungata. Naturalmente non 24/7. Entrambe eravamo convinte che questo fosse un gioco che andava praticato magari anche per due o più giorni consecutivi, ma che non doveva lasciare strascichi nella vita di tutti i giorni. Mi insegnò ad essere una buona serva, a capire che il ruolo di una schiava non si limita a servire sessualmente la Padrona, ma anche a renderLe la vita più comoda. Stavamo insieme qualche weekend al mese. Io mi ero trasformata nella Sua schiava, serva, cagna, poggiapiedi, zerbino, sedile.
Poteva disporre di me come meglio credeva (nei limiti concordati).
Poi lamia Padrona si è trasferita per lavoro. La distanza ci rendeva impossibile la frequentazione reciproca. Mi è spiaciuto lasciarla anche perché era una persona intelligente e con la quale era bello stare assieme anche indipendentemente dal sesso. Mi mancava un rapporto di quel genere. Ho cominciato a cercare un’altra Padrona. Mi attirava di più l’idea di essere schiava di una persona del mio stesso sesso. Non è facile trovare una Padrona nella normale vita di relazione. Così sono stata costretta a mettere un annuncio. Mi hanno risposto in tanti. Molti volgari che come prima immagine mandano una bella foto del loro membro. Ritengo che il sm sia più un gioco di intelligenza e di complicità. Scartavo così a priori quelle offerte. Cercavo anche una persona che fosse anche intelligente, con la quale fosse bello stare assieme. Tra le tante mi ha contattata una donna meno giovane di me (io ho 23 anni). Mi ha colpito subito la sua decisione e, al tempo, gentilezza. Ci siamo così conosciute inizialmente via mail. Una corrispondenza non breve, ma tesa alla reciproca esplorazione delle personalità. Il rapporto da epistolare si è poi trasformato. Abbiamo avuto un contatto telefonico. Ci sentivamo spesso (23 volte alla settimana). Poi abbiamo deciso di incontrarci personalmente. Inizialmente in un luogo pubblico. L’impressione che ho avuto di lei è stata ottima. Entrambe non amiamo le cose fatte di fretta. Ci siamo incontrate parecchie volte per approfondire meglio la conoscenza. Parlavamo di tutto, non solo di sesso. certo, anche di quello, in fin dei conti ci eravamo conosciute per quello scopo. Abbiamo avuto anche incontri a casa sua ma senza fare sesso. volevo acquistare fiducia in lei. Era una donna gentile ma ferma nelle sue decisioni. Non proprio autoritaria ed arrogante, ma decisa. Aveva un certo carisma. Mi attirava.
Quando la vedevo mi immaginavo ai suoi piedi, sotto di essi. Mi piaceva ed attraeva quella donna.
Lei mi diceva che da una schiava voleva devozione ed umiltà. La schiava è deputata al servizio della padrona. Il suo corpo serve per il piacere e per la comodità della proprietaria. Un oggetto insomma. Che la schiava poi ne traesse godimento questo non interessava ala padrona. Abbiamo così deciso di fare il passo. Io sarei stata la sua schiava. Ero eccitatissima all’idea. La mia Padrona, ha una bella figa depilata tranne un piccolo triangolino di peli cortissimi. Divorziata e dunque vive da sola. Ha un lieve accenno di pancetta. Comunque è ancora una bella donna, di classe. Sono stata agitatissima (ed eccitatissima) per tutte le ore precedenti l’incontro. Verso le 17 mi sono recata al Suo cospetto.
Come da istruzioni, sotto il vestito (corto e scollato) non indossavo biancheria intima fatta eccezione per un paio di calze autoreggenti nere. Appena entrata mi sono dovuta spogliare tenendo indosso solo le calze. Di mia spontanea iniziativa mi sono posta in ginocchio (il mio posto). Lei era vestita normalmente come si sta di solito in casa, cioè con abiti comodi. Mi aveva anticipato che difficilmente si sarebbe agghindata elegante o da Padrona in casa. Io sono la sua cagna e la sua serva deputata al Suo servizio ed al Suo piacere, e non ci si veste bene o in modo particolare per un animale. Ritengo abbia perfettamente ragione. Altrimenti mi avrebbe dato troppa importanza. Mi ha ordinato di mettermi a quattro zampe e di attendere. Lei è ritornata dopo qualche minuto. Io avevo il cuore a mille. Tenendo il capo chino non vedevo cosa avesse in mano. Mi si è seduta a cavalcioni sulla schiena con estrema naturalezza. Mi ha scostato i capelli dal collo e mi ha apposto un bellissimo collare per cani. Poi vi ha attaccato un guinzaglio. È rimasta seduta comodamente sopra di me qualche minuto. Probabilmente voleva saggiare la mia forza e vedere quanto mi impegnassi per farLa restare comoda ed eseguire i Suoi voleri nonostante la fatica. Dopo un po’ di tempo non ce la facevo più. Lei capiva che ero stanca ma non accennava ad alzarsi. Sono stata immobile ancora per un bel po’ (a parere mio, sembrava che il tempo non passasse più). Poi si deve essere ritenuta soddisfatta, mi ha carezzato la testa (proprio come si farebbe con una cagna) e si è alzata. Come se niente fosse si è avviata verso il salotto conducendomi per il guinzaglio (che peraltro non doveva tirare perché io La seguivo docilmente). In casa aveva tanti tappeti ed il procedere mi era agevole. Si è seduta su una comoda poltrona ed io mi sono accucciata ai Suoi piedi che avevo vicinissimi alla faccia. Lei ha cominciato a leggere. La vista delle Sue splendide estremità (ha veramente dei bellissimi piedi) mi ha indotta a leccare appena sopra le ciabatte. Lei, con un gesto affettuoso che si farebbe verso un cane giocherellone, mi ha dato un calcetto sulla faccia, senza dire nulla, per farmi capire che non aveva voglia di sentire la mia lingua. Come gesto d’affetto si è però chinata a carezzarmi un po’ la testa per poi riprendere la lettura interrotta. A me piace tantissimo essere trattata come una cagna, senza rudezza o cattiveria, ma con quell’affetto che normalmente si nutre per gli animali domestici. Prima di cena ha voluto vedere un po’ la televisione. Mi ha fatta stendere sul divano e mi si è seduta sui seni. Ha preso il telecomando ed ha acceso e fatto un po’ di zapping.
Come già detto non è magrissima. Facevo fatica a respirare ma Lei, naturalmente, non se ne curava.
Avevo la Sua coscia vicinissima al viso. Nonostante la fatica non potei trattenermi dal darLe dei bacetti e qualche leggera leccatina. Lei mi ha guardata dall’alto e, con un sorriso di indulgenza, mi ha lasciata continuare. È rimasta seduta ancora per un tempo che a me è parso eterno.
Evidentemente stava mettendo alla prova la mia devozione verso di Lei. Grazie alla Sua esperienza ha capito quando era ora di alzarsi. Mi aveva portato allo stremo e, benché nulla avessi detto per lamentarmi, Lei aveva capito. La vedevo soddisfatta. Ho preparato la cena che Lei ha consumato tranquillamente in sala.
Lì ha un bel tavolo in cristallo. Mi ha ordinato di mettermi sotto accucciata ai Suoi piedi che ho leccato per tutta la durata della cena. Dopo cena si è seduta sul divano. Ha guardato un po’ la Tv e ha fatto e ricevuto qualche telefonata. Per tutto il tempo ho leccato il Suo sesso sino a portarLa all’orgasmo. Dopo avere goduto mi ha dato un calcetto per farmi allontanare e mi ha mandata in cucina per rassettare e lavare i piatti. Alle 21 mi ha mandata via. Le ho leccato i piedi e, rivestitami, me ne sono andata. Lei non mi ha detto altro ma spero sia stata soddisfatta di me. La Sua naturalezza e la Sua esperienza mi hanno dato un senso di sicurezza. Non mi aveva dato da mangiare ed avevo una fame pazzesca (per l’emozione a pranzo avevo mangiato poco). Sono corsa a casa, ho mangiato due panini e mi sono masturbata. Penso che il primo incontro sia servito solamente per studiarmi e saggiarmi. Sabato starò con Lei quasi tutto il giorno.

Sabato alle 15 dovevo recarmi dalla mia Padrona. Sotto casa ero alle 14. 45 circa ed ho atteso vicino al portone per un quarto d’ora. Poi ho suonato. Ho atteso qualche minuto ed ho suonato nuovamente. Passa ancora qualche minuto e la porta non mi veniva aperta. Ero indecisa se suonare ancora. Pensavo che probabilmente non avesse sentito (magari aveva la Tv un po’ alta o la radio accesa). Stavo valutando se era il caso di suonare ancora. In quel momento mi ha aperto. Era visibilmente infastidita. Appena richiusa la porta mi ha dato uno schiaffo. Io sono caduta subito in ginocchio ai Suoi piedi. La Padrona era arrabbiata perché avevo suonato due volte dimostrando così segno di impazienza nei Suoi confronti. Se non mi apre subito un motivo c’è. Fosse anche solo per farmi aspettare fuori. Una volta che ho segnalato la mia presenza, spetta a Lei decidere ogni cosa. Le ho chiesto scusa mentre le leccavo i piedi. Prima mi ha dato un calcetto sul viso, poi mi ha messo un piede sulla testa ed ha schiacciato un po’ sul pavimento. Ho capito che in realtà non era arrabbiata. Un po’ seccata sì, ma non adirata. Ha capito che sono una schiava volenterosa. Durante il primo incontro informale in un luogo pubblico abbiamo parlato molto e abbiamo cercato di conoscerci a vicenda. Lei sa che ho solo bisogno di essere addomesticata e di conoscere bene i Suoi giusti per poterli anticipare nel limite del possibile. Mi piacciono infatti i rapporti duraturi con una Padrona. A differenza di quelli occasionali, danno la possibilità di conoscere bene Colei che ti possiede in modo da sapere cosa Le piace e cosa no, quali sono le Sue esigenze. In questo modo la schiava può prevenire un ordine e servire meglio la Padrona. Ritornando al resoconto dell’incontro. Mi ha indicato il collare è mi ha detto di seguirLa immediatamente in salotto. Mi sono spogliata completamente fatta eccezione per le calze autoreggenti nere (l’altra volta così mi aveva fatta stare e, in assenza di ordine contrario, avevo inteso che così Le piaceva). Mi sono messa il collare e a 4 zampe l’ho raggiunta. Lei stava parlando al telefono. Poi seppi che il cordless Le si era rotto ed aveva dovuto utilizzare provvisoriamente il telefono fisso della telecom. Con il dito indice aveva indicato il pavimento dietro di Lei. Mi ci sono messa a carponi e Lei si è seduta sopra di me. Ha continuato a parlare e ad ascoltare tranquillamente. Ogni tanto mi carezzava la testa, accavallava le gambe o si sistemava più comoda. Quel giorno indossava una maglietta molto grande e lunga che faceva anche le funzioni della gonna. Sotto non portava le mutandine. Prima di sedersi sulla mia schiena si era alzata la maglietta forse in modo da sentire meglio il contatto con il mio caldo corpo. La telefonata stava andando per le lunghe ed io facevo sempre più fatica a reggerLa. Avevo iniziato ad ondeggiare un poco. Una forte tirata per i capelli ed una sculacciata sul culo mi hanno dato quel po’ di adrenalina sufficiente per tirare avanti fino alla fine della telefonata. Terminata questa Lei è andata a sedersi sulla poltrona ed io in mezzo alle Sue gambe in ginocchio a leccarLa. Non ha voluto raggiungere l’orgasmo. Voleva solo scaldarsi. Con una pedata mi ha mandata a pulire il pavimento della sala e della cucina. Quella sera avrebbe avuto ospite il Suo amante e la casa doveva risplendere. Per pulire il pavimento sono dovuta rimanere a 4 zampe utilizzando uno straccio con le sole mani. Lei intanto leggeva un libro dimenticandosi della mia presenza. Dopo un’ora di lavori circa ha suonato il telefono. Mi ha chiamata a sé per utilizzarmi nuovamente come seggiola. Poi ho dovuto pulire il bagno degli ospiti. Verso le 17 ha voluto uscire. Mentre l’aiutavo a vestirsi ogni tanto la leccavo tra le gambe su Suo ordine. Prima che uscisse le ho lucidato bene le scarpe con la lingua. Poi mi ha incatenata alla tazza del cesso. Quando è ritornata è venuta subito in bagno.
Io ero già prostrata a terra ad attenderLa. Con un calcetto sulla testa ha sottolineato l’ordine di alzarmi sulle ginocchia. Mi ha fatto sedere sui talloni ed appoggiare indietro le mani. Si è sollevata l’elegante gonna che indossava, mi si è messa a cavalcioni sulla faccia e, scostatasi le mutandine, mi ha ordinato di aprire bene la bocca. Per la prima volta mi ha usato come Suo personale pisciatoio. La Sua urina era bella calda, di un sapore diverso di quella della mia precedente Padrona. Ha rilasciato la vescica poco alla volta non conoscendo ancora la mia capacità di ingollare. Ho bevuto tutto e alla fine l’ho pulita. Ha indugiato ancora un po’ e l’opera di pulizia della fica si è trasformata in una bella leccata. Non si è cambiata. È rimasta vestita elegantemente aspettando il Suo uomo. Non mi aveva detto quale sarebbe stato il mio ruolo durante l’incontro. Ero agitata. Mi ha trascinata in salotto dove ho dovuto toglierLe le scarpe e rinfrescarLe i piedi stanchi e un po’ sudati con la lingua. Poi ho preparato la cena e la tavola. Avevo finito con un buon anticipo sull’ora del meeting.
Prima mi ha fatto leccare ancora un po’ il culo e la fica, poi mi ha utilizzata come poggiapiedi mentre leggeva. Poco prima che arrivasse il Suo amante mi ha messa in uno sgabuzzino sdraiata a terra ed il guinzaglio attaccato al termosifone. Mi ha posato un piede sulla faccia ed ho dovuto leccarLe la suola fino a che non ha suonato il campanello. Più tardi mi disse che era solo la seconda volta che incontrava quell’uomo e che se la cosa con lui avesse funzionato io avrei dovuto servire entrambi (sempre che l’uomo ed io accettassimo). Fortunatamente mi era stata data la possibilità di liberarmi la vescica, perché sono dovuta restare lì tanto tempo. Temevo che lui restasse tutta la notte. Invece è andato via presto (verse mezzanotte). La Padrona è venuta a liberami. Era soddisfatta. Avevano scopato e lui le aveva riversato il suo sperma nel culo. Lei era nuda. Mi ha fatta stendere a terra e si è seduta sopra il mio viso. Con la lingua ho dovuto pulire il Suo ano dallo sperma. Intanto mi strizzava i seni e mi tirava i capezzoli. Alla fine si è girata, mi si è riseduta sul viso e mi ha pisciato in bocca. Il sapore dell’urina era diverso da quello precedente. Si capiva che aveva bevuto un poco. Qualche goccia era caduta sul pavimento che ho dovuto leccare. Mentre Lei era seduta sul divano. Ho pulito e rassettato in cucina. Come da Suo ordine ho raccolto gli avanzi freddi della cena e li ho messi tutti in una ciotolina per cani che ho posta vicino ai Suoi piedi.
A 4 zampe ho consumato la mia cena fredda stando accucciata ai Piedi della mia Proprietaria come una cagna fedele. Poi mi ha usata nuovamente come poggiapiedi. Prima di andare a letto mi ha rimandata a casa. Mi ha detto che presto sarei dovuta restare da Lei tutta la notte. Ma questo solo in un secondo momento. Per ora va bene così. A casa sono crollata a letto stanca morta.

Il week-end successivo la mia padrona è andata al mare dove ha affittato una casa per una settimana. Mi ha chiesto se riuscivo ad accompagnarla. Ho trovato una scusa a casa e siamo partite sabato mattina. Venerdì sera mi ero recata a casa Sua. Avevamo poco tempo a disposizione che è stato tutto impegnato per i preparativi. Io Le avevo preparato le valigie. Poi Lei avrebbe dovuto uscire. Così, appena fatti i bagagli, Le ho leccato un po’ le scarpe per lucidargliele e me ne sono andata. Sabato mattina mi sono presentata presto a casa Sua. Le ho caricato i bagagli, Lei si è sistemata sui sedili posteriori ed io al volante. La sera prima aveva fatto tardi. Ora era ancora un po’ stanca, così durante il viaggio ha dormito un poco. Ogni tanto leggeva. Abbiamo anche parlato. Giunti a destinazione Lei è salita subito in casa, mentre io ho dovuto scaricare e portare in casa tutti i bagagli. La casa era abbastanza grande con un bel terrazzo chiuso alla vista altrui da un muretto abbastanza alto (l’appartamento è all’ultimo piano). La mia Padrona era comodamente seduta in poltrona.
La casa era stata pulita di recente dall’agenzia immobiliare. Io dovevo solo disfare le valigie e sistemare le cose nei cassetti. Faceva abbastanza caldo. Scaricare prima e ritirare poi mia aveva accaldata. Mentre stavo lavorando la mia Padrona ha detto che aveva sete e di portarLe da bere. Le ho portato quello che c’era. Mi sono recata al Suo cospetto e, prima di porgerLe il bicchiere, mi sono posta in ginocchio. Mi ha fatto cenno di aspettare così che avrei portato via il bicchiere una volta finito. Come da Suo ordine mi sono seduta sui talloni e le ho massaggiato i piedi. Terminata la bevanda mi ha restituito il bicchiere, io mi sono abbassata per baciarLe i piedi e Lei, prima che mi alzassi, mi ha carezzato affettuosamente la testa. Ho ripreso i miei lavori. Al termine ho avuto il permesso di farmi una bella doccia rinfrescante e poi mi sono accucciata ai Suoi piedi che ho dovuto leccare a lungo. Era oramai giunta l’ora di pranzo. Ho preparato pietanze fredde ed ho servito in tavola. Io ho atteso inginocchiata al Suo fianco con la testa prostrata a terra che la Signora terminasse. All’occorrenza andavo prendere del sale o qualcos’altro. Al termine ho mangiato anch’io da una ciotolina posta a terra. Il cambiamento d’aria ha stancato entrambe.
Abbiamo dormito un poco e, al risveglio, eravamo più fresche. La mia padrona mio ha apposto al collo il mio collare, poi ho dovuto prostrarmi a terra e prendermi cura delle unghie dei Suoi piedi che ho dovuto tagliare. Intanto la mia Signora leggeva una rivista. Al termine, soddisfatta del mio lavoro, ha gettato sul pavimento un biscottino che ho mangiato subito. La mia Signora doveva compilare un modulo da consegnare poi all’agenzia. Mi ha fatta porre carponi vicino al tavolo e mi si è seduta sopra. Le piaceva utilizzarmi come seggiola, appena possibile lo faceva. Diceva che mi dovevo allenare per riuscire a reggerLa sempre più a lungo. Non so quanto tempo sia rimasta seduta sopra di me. I minuti sembravano non passare mai. Mi facevano male le ginocchia, le braccia, la schiena, tutto. Lei capiva che stavo soffrendo ma mi è rimasta sopra fino all’ultimo. Alla fine era eccitata. Si è spogliata e si è seduta sul divano. Io mi sono inginocchiata davanti a Lei e Le ho dovuto leccare i bei seni. Poi mi ha fatta sdraiare sul pavimento, mi si è inginocchiata sopra la faccia e si è fatta leccare il sesso. Mentre io facevo ciò Lei mi legava all’inguine un cazzo finto. Sopra vi aveva messo un preservativo per favorire lo scorrimento. Poi si era alzata dalla mia faccia e si era andata a sedere sul cazzo. Si alzava ed abbassava ed intanto si toccava le tette. Io avevo in bocca le Sue mutandine. La cavalcata continuava. Lei era sempre più eccitata. Si è chinata su di me, mi ha tolto le mutandine e mi ha ordinato di tenere la bocca aperta. Ha posto il Suo viso vicino al mio e ha cominciato a sputarvi dentro. D’un tratto si è alzata e mi ha ordinato di pormi carponi. Poco dopo è ritornata con un dildo anale in mano. Si è seduta cavalcioli e me lo ha infilato dentro ed affrancato con le cinghiette. Mi ha apposto un collare al collo e mi ha fatta girare in tondo dopo essersi alzata. Il dildo mi dava fastidio. Non male, fastidio. Il procedere era incerto.. la mia Padrona rideva e mi dava colpi leggeri con la maniglia del guinzaglio per farmi avanzare. Mentre mi osservava eccitata anche della mia umiliazione e condizione, si masturbava con il dito. Il Suo piacere aumentava e, per godere, ha scelto la mia bocca. Si è riseduta sopra la mia faccia dopo avermi fatta sdraiare ed io l’ho portata all’orgasmo. Dopo avere goduto è rimasta seduta sulla mia faccia ancora un po’. Poi si è andata ad accomodare sul divano e si è fatta fare il bidé dalla mia lingua. Poi ha avuto bisogno di urinare. Mi ha fatto attaccare la mia bocca al Suo sesso e lì vi ha scaricato tutto. Il resto della giornata è continuato tranquillamente. Il cambiamento d’aria ed il caldo ha stancato sia me che Lei. Si è fatta servire ancora un po’ e alla sera siamo andate a letto presto. La Padrona ha dormito, naturalmente, nel letto matrimoniale. Io su un materasso posta a terra a fianco del Suo giaciglio. Durante il gioco sessuale del pomeriggio io non avevo goduto. Questo fatto mi aveva lasciata con uno stato strano fino a sera. Sdraiata ai piedi del letto, sul mio materasso ho avuto il consenso di masturbarmi mentre la Signora mi teneva un piede in bocca. La mattina ha posato i piedi sopra di me e mi ha svegliata. In bagno mi ha fatta porre carponi e mi si è seduta sopra per la toeletta. Ho svolto le funzioni della seggiola anche per la colazione che per fortuna è stata breve.

Nel corso dell’estate poi ho incontrato un ragazzo. Abbiamo cominciato a frequentarci. Lui non aveva mai avuto esperienze sm. Io, nel frattempo, avevo lasciato la mia Padrona non volendo rischiare di perdere il mio nuovo e trovato “amore”. Inizialmente con lui ho fatto solo sesso convenzionale. Le esperienze sm però mi mancavano. Ora che avevo sperimentato bene il sm, fare sesso senza era come mangiare la pasta in bianco. Ho provato a sondare un po’ il mio ragazzo. Anche lui era sempre stato attratto da questo tipo di relazione erotico sessuale. Non aveva mai avuto la possibilità di praticarlo e dunque il tutto si era fermato nella sua fantasia. Non mi aveva mai detto nulla per paura di perdermi. Abbiamo approfondito il discorso. Lo abbiamo approfondito bene.
Ora sono la sua schiava, ma solo nel rapporto sessuale, nella vita di relazione siamo su una base di completa parità. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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