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Sentirsi umiliato

Ero vestito di tutto punto. giacca e cravatta.
Lei, seduta sul letto, aveva delle calze nere velatissime, delle mutandine ed un reggiseno nero.
Le calze fasciavano due gambe bellissime e due piedi perfetti.
Ero convinto di averla attirata in quella camera con il mio fascino e di avere il pieno controllo della situazione.
Volevo farmela, certo. A un certo punto lei mi dice “spogliati”.
Non so perchè ma dissi “no”, forse non mi andava quel tono autoritario…..
Lei disse ancora “spogliati davanti a me, subito! ” e mi tirò, con quei piedi perfetti, un calcio sul viso, facendomi cadere in ginocchio davanti a lei.
Cominciai a spogliarmi rapidamente e rimasi completamente nudo, mi alzai in piedi e provai a salire sul letto ma lei disse
“devi stare giù”, mettendomi i piedi sulla faccia e spingendomi giù.
Io dicevo “no! ” e lei diceva “si! si! giù! giù! ” spingendomi in basso.
Io sentivo la pianta del suo bellissimo piede sul mio viso e alla fine cedetti crollando giù.
Tentai di rialzarmi ma con due calci in rapida successione lei mi fece sdraiare per terra, a pancia in giù, e senza darmi il tempo di reagire mise un piede sulla mia nuca. Incredibile! Ero sotto i piedi di una donna, ma non sapevo che era tutto appena incominciato.
Mentre cercavo di divincolarmi da quella presa tremenda sentii infatti che con l’altro piede mi stava penetrando nell’ano. “aaargh! “, sentii un forte bruciore e mi resi conto che quasi tutte le dita del suo piede erano entrate dentro.
Gridavo, mi divincolavo, con le mani afferravo dietro di me quel piede fortissimo che mi stava dominando ma non riuscivo a spostarlo di un millimetro.
Forte, sempre più forte, lei non mollava.
Mi stava umiliando, ma non le bastava ancora.
Mi chiese “chi è la tua padrona? “, spingendo ancora più a fondo.
Io non risposi, facendo uno sforzo sovrumano per divincolarmi, ma non ce la feci.
Ero in quella posizione da almeno dieci minuti, ero esausto, le mie braccia crollarono a terra e smisi di divincolarmi. Lei allora estrasse il piede, tolse l’altro dalla mia nuca e rimase lì, seduta sulla sponda del letto a guardarmi.
Ero immobile per terra, ai suoi piedi, stanchissimo e cercai lentamente di rialzarmi mettendomi in ginocchio ma, mentre lo facevo lei mi colpì con un calcio sul viso.
Si era tolta le calze mentre cercavo di alzarmi e mi colpì con i piedi nudi, incredibilmente sexy.
Ogni minuto che passava sentivo sempre di più l’umiliazione e la sottomissione del momento, ma quei piedi… quei piedi regali mi stavano facendo impazzire!
Tentai ancora di alzarmi, a fatica, ma ogni volta lei mi colpiva e mi ributtava giù.
“Non vuoi sottometterti, schiavo? ”
Mi stavo eccitando, anche se ero stanco e dolorante.
Per molti minuti lottai con tutte le mie forze con le sue gambe ben tornite, ricevetti in faccia i suoi piedi e alla fine mi trovai steso di nuovo per terra con un suo piede sul mio viso che mi schiacciava giù e l’altro sopra il mio sesso.
Ero dominato, completamente!
Mi agitai, mi attorcigliai intorno alle sue caviglie, cercai di spostare quei piedi che mi umiliavano perchè ero sotto di essi e lei era comodamente seduta sul letto a guardarmi, godendo.
Un piede sul mio viso e uno sul mio sesso!
Dopo non so quanto tempo di lotta inutile nulla era cambiato, se non che il suo calcagno era entrato nella mia bocca e non mi faceva respirare.
Crollai definitivamente e quando, dopo cinque minuti che giacevo immobile sotto i suoi piedi, lei mi chiese:
“chi è la tua padrona adesso? ” risposi
“sei tu la mia padrona”
“bene, e ora leccami i piedi, schiavo e poi vedremo se ti farò salire qui da me…. ”
Cominciai a leccarle i piedi da sotto, erano meravigliosi, morbidi, torniti, superiori, erano piedi da regina, da dea e non avrei smesso più….. FINE

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