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Storia quasi vera

Ciao a tutti, voglio raccontarvi quello che mi è successo lo scorso mese; come a molti di noi, credo, sia capitato di subire un furto in casa (cosa che non auguro a nessuno). La cosa che più mi ha lasciato perplesso sono le reazioni che ho avuto durante la rapina ma soprattutto durante le molestie subite da mia moglie Sara.
Per meglio rendere l’idea devo iniziare il racconto partendo da qualche settimana prima che avvenisse il fatto.
Era un sabato mattina eravamo in attesa dell’idraulico che, causa la rottura di un tubo del lavello, sarebbe dovuto arrivare già il giovedì. Ci eravamo appena svegliati e dopo una nottata d’amore la mattina abbiamo ricominciato con una scopata che definirei colossale. Sara mi aveva cavalcato godendo come una vera troia. Durante il nostro rapporto mi promise che si sarebbe vestita molto sexy e provocante per tutto il fine settimana perché aveva proprio voglia di farmi impazzire. Erano circa le 8. 30 Sara, si era già ricomposta e già mi stava aspettando in cucina con un paio di mutandine di seta minuscole azzurre e trasparentissime, non indossava il reggiseno ma era coperta (si fa per dire) con una vestaglietta da notte lunga fino sotto le natiche anche questa azzurra e trasparente bordata con del pizzo bianco e legata in vita con un nodo molto blando con una fascia in pizzo identico a quello della bordatura. Praticamente girava per casa nuda. Avevo terminato da una decina di minuti la doccia, quando sentii suonare il campanello di casa, andai a rispondere al video citofono e nel vedere che era l’idraulico aprii d’istinto ed avvisai Sara dell’arrivo dell’idraulico urlandole dalla scala mentre salivo. L’idraulico, accompagnato dal suo aiutante entrò in casa e poiché già era a conoscenza del problema, si diresse subito in cucina dove Sara ignara (non mi aveva sentito quando l’avevo avvisata, perlomeno così mi disse) stava consumando la sua colazione sonnecchiando.
Entrai in cucina passando attraverso la porta che portava in taverna, proprio un secondo prima dell’ingresso dell’idraulico dalla porta che dava sulla sala. Lo spettacolo che si consumò davanti ai miei occhi ed a quelli dell’idraulico e del suo aiutante fu estasiante; Sara girandosi di scatto prima verso la mia direzione e subito dopo verso la direzione dalla quale stavano entrando i due operai, aprì notevolmente la scollatura della vestaglietta da notte, tra l’altro già molto allentata, facendo intravedere i capezzoli che con la doppia e repentina rotazione si erano posizionati per metà sotto il pizzo del bordo e per metà fuori. Immaginate la faccia degli idraulici quando videro mia moglie con la parte sopra praticamente aperta e completamente nuda, visto che gli indumenti erano molto trasparenti. Resasi conto degli estranei subito si ricompose coprendosi le parti intime con scarsissimi risultati. Ci furono circa 10 secondi di silenzio assoluto, lasso di tempo che permise a Sara di alzarsi e di passare affianco agli idraulici fermi sulla soglia della porta, costringendo mia moglie a una nuova torsione che anche grazie alla prontezza di riflessi dell’aiutante tunisino dell’idraulico nel girarsi per farla passare prese per un mini secondo un lembo della fascia slacciando completamente la vestaglia e mettendo alla luce le sue bellissime tette abbronzate. Sara con la vestaglietta svolazzante salì molto imbarazzata in camera da letto per cambiarsi.
Dopo essermi ripreso dalla sorpresa feci accomodare in cucina i due operai ancora allibiti e dopo aver loro augurato un buon lavoro, eccitatissimo salii in camera a cercare mia moglie, la quale, seduta sul bordo del letto con la vestaglietta ancora slacciata e scesa dalle spalle cercava di calmarsi. Mi avvicinai e cominciando a massaggiarle il collo da dietro iniziai a massaggiarla passando prima dalle spalle poi pian piano scendendo sul seno, sul bacino ed intrufolandomi con le dita nella sua passera la trovai bagnatissima. Passato lo spavento della presenza di due estranei in casa e grazie ai miei “massaggi” cominciò ad eccitarsi. Io non ce la facevo più, avevo davanti ai miei occhi l’immagine di Sara nuda guardata da due persone sconosciute, le mie mani viaggiavano velocissime su e giù per il suo corpo toccandola ovunque. Dopo averla denudata completamente la misi alla pecorina e penetrandola abbastanza prepotentemente cominciai a godere farla godere come una vacca. Durante l’amplesso mi accorsi di un’ombra alle mie spalle e girandomi vidi che il tunisino ci stava guardando scopare. All’insaputa di mia moglie feci cenno di fare silenzio al ragazzo (avrà avuto circa 28-30 anni) e togliendomi dal buchetto di Sara, nonostante le sue proteste, cominciai a toccarla ancora con la mano mostrando la fica completamente aperta all’occasionale ed eccitatissimo spettatore. Non contento di tutto ciò terminai lo spettacolino facendola venire due volte e mettendole due dita nel culo ricominciai a scoparla venendole copiosamente dentro.
Prima di girarla feci cenno al tunisino di andarsene ed una volta ricomposti dissi a mia moglie che l’aiutante dell’idraulico ci aveva guardato scopare per tutto il tempo. Mia moglie fece finta di arrabbiarsi e dicendo che ero un porco si lavò e si vesti con camicia, minigonna (molto mini) azzurra perizoma bianco niente calze e niente reggiseno, insomma, i soliti abiti “normali”. Prima di uscire passò in cucina per salutarmi, dove dovette sostenere lo sguardo di sfida del tunisino, si infilò il giubbotto di pelle e se ne andò.
Inutile dire che una volta uscita io con la scusa di riordinare alcuni documenti andai nel mio studio e tirando le orecchie sentii che il discorso fra i due era caduto su Sara e su quello che era successo, tant’è che Mohammed disse in un italiano strampalato che se avesse incontrato mia moglie sola non se la sarebbe fatta scappare…… Al momento non detti peso alle parole del ragazzo infatti, quando l’idraulico (il titolare) mi chiamò chiedendomi di accompagnarlo alla caldaia non ebbi alcun problema nel condurlo in cantina e nemmeno mi preoccupai di ritornare in cucina quando sentii Sara rientrare con la spesa, rimasi in cantina cercando di dare una mano per una buona oretta. Nel frattempo Sara entrando in cucina e vedendo che c’era solo Mohammed chiese con fare autoritario dove fosse finito il suo capo. Il ragazzo non rispose, o meglio scrollò le spalle dicendo che non sapeva nulla. Mia moglie, ancora indispettita per il fatto accaduto in mattinata, voltandogli le spalle cercò di andarsene ringhiando che in cucina sapeva benissimo dove andare a mettere le mani e che non si era certo disinteressato per quello che aveva visto anzi tutt’altro….. proprio in quel momento il tunisino l’abbrancò da dietro ed in un lampo, aprì la camicia scoprendole i seni con una mano e con l’altra, sollevandole la mini e spostandole il perizoma cominciò ad accarezzarle le labbra del tesoro. Sara, sorpresa, cominciò a dimenarsi per liberarsi ma con scarso successo il ragazzo era troppo forte. Ad un certo punto le forze di mia moglie cominciarono ad affievolirsi; il piacere stava prendendo il sopravvento. In un batter d’occhio la mano di Mohammed si era già introdotta nella fica di mia moglie facendola quasi venire. Solo il tonfo proveniente dalla cantina, causato da una cassa caduta da uno scaffale perché urtata accidentalmente, fece desistere il tunisino dal proseguire a spogliare e palpare mia moglie ormai in sua balia. Nel mollare la presa Mohammed riuscì a sussurrare “la prossima volta non mi scapperai”.
Sara corse subito in camera e solo dopo cena mi raccontò l’accaduto. Non so cosa mi prese, ma ascoltando il racconto minuzioso di Sara e vedendo nei suoi occhi un espressione mista di preoccupazione ed eccitazione, ebbi un erezione istantanea.
La serata terminò come tutte le altre con un solo particolare: Sara vedendo la mia reazione alla sua storia indossò nuovamente la vestaglietta e la biancheria usata per il “fattaccio” con il solo intento di farmi eccitare e di non concedersi per tutta la notte (questa doveva essere la mia punizione per essermi eccitato alle molestie subite). Andammo a letto e lei s’addormentò indossando una mini vestaglietta azzurra, con spalline sottilissime, scampanata molto trasparente lunga fino a sotto il sedere e chiusa davanti con laccetti bianchi fino sotto il seno, un mini perizoma bianco e null’altro; era praticamente una bomba sexy, inutile dire che mi addormentai carico come un toro.
La mattina seguente, mi svegliai molto rintronato con un fortissimo emicrania, mi sembrava d’aver dormito per una settimana intera. Vidi in mia moglie una sorta di preoccupazione e canzonandola le chiesi se era ancora preoccupata per le cavolate dette dal Tunisino…… mi interruppe subito dicendomi che era stata aggredita e che nonostante fosse stata in un primo momento obbligata a subire una violenza, poi con il passare dei minuti cominciò e godere come una vera troia raggiungendo orgasmi multipli.
Le risposi che si era sognata tutto… fui nuovamente bloccato! Con un dito mi indicò una vhs dicendomi di inserirla nel videoregistratore. Quello che vidi mi sconvolse!!
Le riprese iniziarono con delle immagini buie intervallate da piccole luci (forse torce)… ad un certo punto un fascio di luce mi illuminò mentre dormivo ed una persona incappucciata si sedette al mio fianco e con un fazzoletto (forse imbevuto di anestetico) mi coprì il viso facendomi sobbalzare per qualche secondo e poi rilassare con un sorriso da ebete.
Subito dopo la stessa persona cambiando fazzoletto fece la stessa cosa con Sara, la quale anziché riaddormentarsi si svegliò ma con una espressione assente, sembrava ubriaca.
La cam venne appoggiata sul nostro settimanale e continuando a registrare inquadrò Sara. La luce venne accesa, tre persone (silenziosissime) si avvicinarono a mia moglie e dopo averla scoperta dalle coperte vedendo come era “svestita” Sara cominciarono ad accarezzarla.
Uno iniziò dalle caviglie salendo piano, il secondo iniziò a palpare sopra la cortissima e trasparentissima camicia da notte, il terzo baciandola e leccandola sul viso legò le mani sopra la testa. Il movimento delle braccia fecero sollevare l’orlo della camicia da notte scoprendo un perizoma molto sexy e trasparente. Udii poche parole che fecero perdere la testa ai tre ” cazzo che figa è proprio una troia!!! ” tre teste si avventarono sul perizoma. Sara si svegliò e con fare addormentato biascicò poche parole e iniziò a mugulare alternando i no con i si!
La fecero alzare slegarono i laccetti, che aprendo la scollatura mostrarono le tette con i capezzoli già durissimi, i tre si muovevano facendo ben attenzione e non frapporsi fra la camera e mia moglie che ansimando e faticando a tener le braccia sollevate veniva palpata accarezzata pizzicata e penetrata in tutti i buchi possibili. Presto comparve un taglierino che per prima cosa fece saltare gli spallini e subito dopo il perizoma ormai abbassato a mezza coscia uno dei due tirò fuori il suo arnese e subito le riempì la bocca gli altri continuarono imperterriti la loro azione di palpeggiamento. Ecco apparire anche il secondo ed il terzo arnese, vennero messi in mano a Sara la quale cominciò a smanettarli mugolando sempre più, si vedeva che stava per venire.
Si videro molti flash (scattarono anche fotografie). Ad un certo punto fecero alzare mia moglie ed accompagnatola nel box doccia dopo averle legato le mani sopra lo spruzzo, le fecero una doccia che vista la reazione di Sara suppongo fosse fredda. Una volta ridestatasi, Sara, sempre appesa allo spruzzo venne bendata e scopata da uno dei tre. Sollevata da terra si vedevano le sue lunghe gambe abbrancare lo sconosciuto, mentre lo stesso la stantuffava a più non posso.. Mugolava e godeva come una troia era scopata e palpeggiata allo stesso tempo da due “persone” (animali).
Il tutto finì dopo pochi minuti.
Allibito trovai anche un foglio che se fosse stata fatta una qualunque denuncia, minacciava la pubblicazione di tutte le immagini ai parenti ed amici.
Non sapevamo che fare io ero incazzatissimo, non volevo lasciar perdere decisi quindi di informare il datore di lavoro di mia moglie, avvocato penalista; il quale, una volta visionato il tutto disse che se non volevamo pubblicità avremmo dovuto tacere anche perché non avevamo nessuna prova o indizio che ci potesse aiutare e magari la cosa poteva finire li.
Riuscì a calmarmi e con il passare delle giornate guardando ripetutamente il filmato mi accorsi che cominciavo ad eccitarmi. Mi dissi che ero un bastardo depravato nel provare piacere a vedere mia moglie oggetto di altri. Ma non potevo farci nulla ero eccitato. Dispiaciuto e sconsolato raccontai la cosa a Sara, la quale diede la colpa al fatto che era quasi un mese che non facevamo più all’amore e che forse avevamo bisogno entrambi di voltare pagina.
Furono le cosiddette ultime parole famose!
Passarono pochissime giornate, quando una sera, mentre eravamo tranquillamente a casa, ricevemmo una strana telefonata che ordinava a mia moglie quanto segue:
” bella signora, mi sei proprio piaciuta , quindi ho deciso di rivederti un’ultima volta!! Taci ed ascolta: presentati sola al 25° piano del grattacielo “XXX” alle ore 22, 30 indossando una minigonna, una camicia trasparente, un perizoma ed un paio di stivali con tacco alto; entra nella stanza n°333 chiudi la porta ed aspetta istruzioni!! Mi raccomando se non vuoi che tutta la tua città veda le fotografie ed il filmato vieni sola e fai come ti abbiamo detto! Ha quasi dimenticavo per i colori dell’abbigliamento fai tu! Hahahaha…. cilc”.
Cosa faccio adesso disse spaventatissima chiamo subito il dottore! Presi io il telefono e spiegai l’accaduto all’avvocato. Dopo avermi tranquillizzato, il dott. Volle tranquillizzare anche Sara dicendole fra le altre cose che sia lui che io saremmo stati molto vicini a lei. Fece anche di più le consigliò anche cosa indossare (strano… ? ).
Un po’ più serena Sara si veste come consigliato: gonna di seta molto leggera plissettata e svolazzante lunga fino a 10 cm circa sopra il ginocchio, di colore bianco, camicia in tulle con motivi blu e bianchi , reggiseno e perizoma bianchi e stivali bianchi.
Sono le 22, 10 e Sara dopo aver parcheggiato e guardata a debita distanza da noi, si avvia verso la zona dell’appuntamento.
Eccola all’entrata del grattacielo, subito viene attorniata da un gruppo di quattro persone, i quali la fermano e cominciano parlare con lei.
Vedo Sara agitata che gesticola un po’ e si gira spesso verso la nostra direzione chiedendo aiuto con lo sguardo, ma, sempre su consiglio dell’avvocato che vuol individuare il capo, decidiamo di aspettare. Sara, ad un certo punto, visto che noi non arriviamo, decide di assecondare i quattro, si lascia sbottonare la camicia da uno mentre un altro le toglie il reggiseno. Tutto questo accade fra palpeggiamenti vari, chi le solleva la gonna, chi le tocca le tette chi il culo……
Finalmente se ne libera ed entra nel grattacielo seguita da uno dei 4 salgono su un ascensore e cominciano a salire.
Noi li seguiamo e stranamente non veniamo fermati da nessuno, anzi…. allora dopo aver mangiato la foglia, (finalmente penserete) mi giro verso l’avvocato e ringhiando chiedo spiegazioni.
Lui si ferma e dice di stare tranquillo che era un modo per fare qualche cosa di diverso con Sara, la quale un giorno di confidenze aveva espresso il desiderio nascosto di essere dominata da estranei in presenza del marito; “ma allora il fatto dell’irruzione e del palpeggiamento dell’idraulico era tutto montato! ” replicai io. Lui rispose che era montata l’irruzione ma non il palpeggiamento, quella era stata solo una coincidenza. Salendo sul secondo ascensore, Rossi estrasse un monitor dove si vedeva quello che stava succedendo sul primo ascensore. Sara era stata spinta contro la parete dall’energumeno e con la scusa di perquisirla le aveva aperto la camicia fino all’ombelico e le stava stropicciando le tette. Sara aveva gli occhi chiusi e faticava a reggersi in piedi. Io d’altra parte cominciavo ad eccitarmi.
Finalmente siamo arrivati, Sara viene accompagnata nella stanza e lasciata sola. Noi la seguiamo nella stanza adiacente dove c’è uno specchio e si vede mia moglie nell’altra stanza. È una bella stanza con due pareti di vetro scorrevole con delle balaustre che permettono alle persone di affacciarsi senza cadere sotto, in pratica è una specie di balcone.
Una voce ordina a Sara di aprire i vetri, facendo scorrere le pareti entra un vento che solleva parecchio la gonna e gonfia la camicia rimasta parecchio aperta dopo la seconda perquisizione.
Una volta aperta la parete viene ordinato a Sara di appoggiarsi alla balaustra guardando all’interno mentre nello stesso tempo di fronte a mia moglie viene acceso un grosso ventilatore ed una luce molto forte che non fa altro che scoprire ancora di più le sue grazie. Fa di tutto per coprirsi ma la stessa voce le ordina di fermarsi ed appoggiare le mani sulla balaustra; Sara è obbligata ad ascoltare cosicché la camicia si apre parecchio e la gonna sale scoprendo anche il perizoma. è uno spettacolo il fisico di mia moglie. La stessa voce le ordina di togliersi prima la camicia e lasciarla cadere nel vuoto, fatto questo tocca anche alla gonna. Ora è praticamente nuda con perizoma e stivali due uomini le si avvicinano ed accarezzandola le offrono un soprabito bianco con quattro piccoli ma significanti particolari: non ha i bottoni, ha solo una cintura, è di tre misure più grande ed è confezionato con una stoffa molto trasparente. Sara prima di indossarlo viene toccata all’inverosimile tant’è che raggiunge velocemente due, tre devastanti orgasmi. Prima di completare l’opera le viene ordinato di telefonare ad un taxi per accompagnarla in una località che dista circa 80-90 km. Mentre è al telefono uno dei due estrae il membro e messosi dietro dopo averle spostato il perizoma comincia a penetrarla, mentre l’altro con una spugna imbevuta comincia a leccarla ed a bagnarla. Sara gode anche se non vorrebbe, non ce la fa più e dopo essersi congedata dal taxista si lascia portare dalle sensazioni che i due le fanno sentire.
L’effetto raggiunto è spettacolare mia moglie è bagnatissima ed eccitatissima il soprabito leggerissimo si appiccica sulla pelle ed essendo molto ampio e senza bottoni lascia aperta una scollatura da infarto.
Finalmente arriva il taxi, mia moglie eccitatissima sale e chiudendo la porta comunica al tassista la destinazione. Il viaggio è piuttosto lungo e Sara chiacchierando con il tassista si rilassa lasciando che il “soprabito” mostri quello che prima difficilmente nascondeva.
Arrivata a destinazione trova finalmente una busta con una lettera, le fotografie ed i negativi.
Tirando un sospiro di sollievo apre la lettera scoprendo che le viene ordinato di lasciare il soprabito sul posto per tornare a casa.
Immaginate la sorpresa del tassista che avendola aspettata si vede un simile spettacolo.
Tornando ha rischiato un paio di volte l’uscita di strada.
Arrivata a casa le venne spiegato tutto e solo dopo circa un’ora Sara calmandosi fece l’amore con me confidandomi che nonostante la paura aveva goduto tantissimo. FINE

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